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Sottocosto
di   Mauro Armanino Dai poveri e migranti al lavoro precario, dai sogni al futuro: nella società del mercato tutto può essere svalutato. Persino le parole, quando smettono di raccontare …
September 4, 2026
Osservatorio Repressione
USB: Sicurezza dei rider, la sentenza conferma le responsabilità di Glovo
Una nuova e importante ordinanza emessa d’urgenza del Tribunale di Torino – e passata in giudicato il 20 agosto 2026 – ha riconosciuto gravi omissioni in materia di sicurezza – sia nella valutazione dei rischi che nella predisposizione delle misure di sicurezza –  è ha disposto precise misure a tutela del lavoratore. La sentenza impone a Glovo di garantire al rider calzature ergonomiche, abbigliamento adeguato alle varie condizioni climatiche (estate-inverno-pioggia), un luogo di riparo durante l’attesa degli ordini e l’accesso gratuito ai servizi igienici, oltre i dispositivi per le alte temperature (copricapo con visiera, occhiali da sole con filtri UV, crema solare ad alto fattore protettivo superiore a 30, sali minerali idrosolubili, borraccia termica e acqua). Sebbene sia intervenuta una pronuncia dell’autorità giudiziaria, Glovo non ha adottato le tutele e i presidi prescritti dal Tribunale. È un fatto gravissimo, che conferma quanto USB sostiene da sempre: Glovo continua a comportarsi come se fosse al di sopra delle regole e delle decisioni delle istituzioni italiane, anche quando vi è un ordine diretto dell’autorità giudiziaria. La sicurezza dei rider continua a essere un problema da scaricare sui lavoratori! Non si tratta quindi soltanto di una pronuncia sulle carenze della piattaforma in materia di sicurezza, ma del riconoscimento concreto degli obblighi che Glovo deve assumersi nei confronti dei rider. E’ quindi fondamentale che le istituzioni se ne occupino. Come USB abbiamo già segnalato questa situazione alle istituzioni competenti e agli organi di vigilanza. La sentenza di Torino rappresenta un precedente importante: dimostra che il lavoro dei rider non può essere separato dalla responsabilità dell’azienda sulla salute e sulla sicurezza e che il riconoscimento della subordinazione significa anche diritto alla sicurezza, strumenti di lavoro e tutele effettive. Unione Sindacale di Base
August 25, 2026
Pressenza
LAVORO: MERCOLEDÌ 15 LUGLIO SCIOPERO DEI RIDERS, SENZA PAGA DURANTE LE ORE DI STOP PER IL CALDO ESTREMO
Inizia un’altra settimana di caldo estremo dovuto alla crisi climatica, con i suoi gravi effetti sull’ambiente e sulla salute umana. La fase più intensa è attesa tra martedì 14 e mercoledì 15 luglio, con temperature che possono comportare gravi rischi per la salute, soprattutto quella di chi è costretto a lavorare all’aperto, come i riders. I ciclofattorini del food-delivery sono pagati a consegna, dunque, per loro, non effettuare le consegne significa, di fatto, non ricevere lo stipendio. Lavoratori e lavoratrici del settore incroceranno allora le braccia mercoledì 15 luglio, per uno sciopero che coinvolgerà i riders di Glovo, Deliveroo e Just Eat.  A Milano si terrà una manifestazione che partirà dalla stazione Centrale. Nel mirino della protesta c’è l’applicazione di un’ordinanza, valida fino alla fine di settembre, che impone il blocco delle attività di consegna durante le ore più calde della giornata per tutelare la salute dei lavoratori. Secondo i sindacati, però, questa misura di sicurezza si sta traducendo in una perdita di stipendio per una categoria già iper precaria e sfruttata. Per i sindacati l’unica soluzione è l’assunzione dei ciclofattorini – ora assunti come autonomi o “para-autonomi” – come lavoratori subordinati. In questo modo le piattaforme si assumerebbero finalmente “la responsabilità di garantire continuità reddituale anche durante le fasce orarie in cui le consegne vengono sospese per ragioni di salute e sicurezza”. Su Radio Onda d’Urto è intervenuto, per alcune considerazioni, l’economista Guido Viale, ricercatore in ambito economico, sociale e ambientale. Ascolta o scarica
July 13, 2026
Radio Onda d`Urto
Puntata del 05/05/2026@1
Il primo argomento della puntata è stato l’evento intitolato: Il lavoro e l’America Latina nell’era delle piattaforme – Lavoro, informalità e gig economy tra libri, politica e musica che si svolgerà venerdì 8 maggio presso Salone Sala Musica al Cecchi Point. Per parlarne abbiamo intervistato Federico De Stavola, autore del libro “A sud della piattaforma – Flussi logistici, economie barocche e capitalismo digitale in America Latina”. Nell’intervista siamo partiti con la descrizione del suo libro, che si addentra nella descrizione del fenomeno per il quale i “nuovi” lavori creati dalla gig economy sono andati a sostituire una serie di lavori informali che già tradizionalmente erano svolti dalle fasce più povere della popolazione (nel caso di studio specifico del testo di De Stavola parliamo del Messico). Questo ha portato ad un peggioramento delle vite di questi lavoratori perchè di fatto sono passati da un vero impiego autonomo ad uno falso, dove l’effettivo datore di lavoro è costituito da un algoritmo che spinge ad un forte sfruttamento a fronte di una paga misera. Oltre al libro di De Stavola, in questo incontro verrà presentato anche un testo di Gianmarco Peterlongo e ci saranno gli interventi di Alessandro Peregalli (Università Federale Diamantina) e Susanna de Guio (sociologa) per tracciare un quadro sui moderni capitalisti che sono saliti alla ribalta delle scene politiche di vari paesi dell’America Latina e Centrale modificando il volto dello sfruttamento in questi paesi. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Mariano RSU FIOM nello stabilimento della Leonardo divisione aeronautica di Caselle su i due comunicati de* lavorat* degli stabilimenti del torinese. I 2 comunicati, uno dello stabilimento di Caselle e l’altro dello stabilimento di Torino, spingono nella stessa direzione -> verso uno sciopero nazionale generale unitario dei “sindacati antifascisti” per la liberazione della Palestina ed affianco alla Global Sumud Flotilla. Per dare continuità e valore politico/sindacale alle mobilitazioni di questo autunno/inverno e per dare corpo allo schierarsi della classe operaia che dall’interno delle fabbriche di armi non vuole/può più accettare che la produzione di Leonardo contribuisca allo sterminio genocida del popolo palestinese. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Giuseppe Gomini RSU FIOM Ducati motori a Bologna sulla petizione che si trova su: https://www.change.org/p/sciopero-generale-per-la-flotilla?recruited_by_id=00167a60-1242-11f0-949f-a1afb148fded&recruiter=1370714622&share_id=SHcvbyCx5W Giuseppe chiede di firmare per fare pressione direttamente dalla base operaia per uno sciopero generale in solidarietà alla Global Sumud Flotilla: “La chiamata allo sciopero generale parte ancora una volta con l’appello dei portuali di Livorno e di Genova: la flottiglia è di nuovo stata bloccata con un atto di pirateria del governo genocida di Israele. Questa è una chiamata per convergere subito su una mobilitazione unitaria, come quella del 3 ottobre. Le organizzazioni sindacali devono promuovere la lotta e l’unità per dare continuità agli impegni che pubblicamente hanno preso, contro il riarmo e in solidarietà alla Palestina e ai popoli oppressi, perché la determinazione dei lavoratori e degli studenti non arretra: non farlo significherebbe fare un passo indietro rispetto a quello che abbiamo faticosamente costruito dopo il 3 ottobre. La determinazione dei lavoratori non si arresta, né contro l’ondata di repressione, né contro la repressione che subiamo sui posti di lavoro. L’assedio posto alla Palestina è lo stesso che ci incatena ovunque, anche nelle aziende, perché vuol dire alimentare un’economia di guerra, che per noi si traduce in precarietà delle nostre vite: troppe aziende lucrano sulle nostre morti, sia le morti sul lavoro che quelle tra le vittime civili palestinesi e libanesi, che sono figlie della stessa logica dell’odioso sistema capitalista che governa e impone al mondo violenza e odio. Questa stessa economia di guerra vuol dire soprattutto chiudere ospedali qui e distruggerne a Gaza, vuol dire ricatto tra lavorare per la guerra o fare la fame. La Palestina è in ognuno di noi lavoratori, perché la nostra determinazione non è devota all’immobilismo, né ai tempi diplomatici. Per lo sciopero generale”. Buon ascolto
Puntata del 05/05/2026@0
Il primo argomento della puntata è stato l’evento intitolato: Il lavoro e l’America Latina nell’era delle piattaforme – Lavoro, informalità e gig economy tra libri, politica e musica che si svolgerà venerdì 8 maggio presso Salone Sala Musica al Cecchi Point. Per parlarne abbiamo intervistato Federico De Stavola, autore del libro “A sud della piattaforma – Flussi logistici, economie barocche e capitalismo digitale in America Latina”. Nell’intervista siamo partiti con la descrizione del suo libro, che si addentra nella descrizione del fenomeno per il quale i “nuovi” lavori creati dalla gig economy sono andati a sostituire una serie di lavori informali che già tradizionalmente erano svolti dalle fasce più povere della popolazione (nel caso di studio specifico del testo di De Stavola parliamo del Messico). Questo ha portato ad un peggioramento delle vite di questi lavoratori perchè di fatto sono passati da un vero impiego autonomo ad uno falso, dove l’effettivo datore di lavoro è costituito da un algoritmo che spinge ad un forte sfruttamento a fronte di una paga misera. Oltre al libro di De Stavola, in questo incontro verrà presentato anche un testo di Gianmarco Peterlongo e ci saranno gli interventi di Alessandro Peregalli (Università Federale Diamantina) e Susanna de Guio (sociologa) per tracciare un quadro sui moderni capitalisti che sono saliti alla ribalta delle scene politiche di vari paesi dell’America Latina e Centrale modificando il volto dello sfruttamento in questi paesi. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Mariano RSU FIOM nello stabilimento della Leonardo divisione aeronautica di Caselle su i due comunicati de* lavorat* degli stabilimenti del torinese. I 2 comunicati, uno dello stabilimento di Caselle e l’altro dello stabilimento di Torino, spingono nella stessa direzione -> verso uno sciopero nazionale generale unitario dei “sindacati antifascisti” per la liberazione della Palestina ed affianco alla Global Sumud Flotilla. Per dare continuità e valore politico/sindacale alle mobilitazioni di questo autunno/inverno e per dare corpo allo schierarsi della classe operaia che dall’interno delle fabbriche di armi non vuole/può più accettare che la produzione di Leonardo contribuisca allo sterminio genocida del popolo palestinese. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Giuseppe Gomini RSU FIOM Ducati motori a Bologna sulla petizione che si trova su: https://www.change.org/p/sciopero-generale-per-la-flotilla?recruited_by_id=00167a60-1242-11f0-949f-a1afb148fded&recruiter=1370714622&share_id=SHcvbyCx5W Giuseppe chiede di firmare per fare pressione direttamente dalla base operaia per uno sciopero generale in solidarietà alla Global Sumud Flotilla: “La chiamata allo sciopero generale parte ancora una volta con l’appello dei portuali di Livorno e di Genova: la flottiglia è di nuovo stata bloccata con un atto di pirateria del governo genocida di Israele. Questa è una chiamata per convergere subito su una mobilitazione unitaria, come quella del 3 ottobre. Le organizzazioni sindacali devono promuovere la lotta e l’unità per dare continuità agli impegni che pubblicamente hanno preso, contro il riarmo e in solidarietà alla Palestina e ai popoli oppressi, perché la determinazione dei lavoratori e degli studenti non arretra: non farlo significherebbe fare un passo indietro rispetto a quello che abbiamo faticosamente costruito dopo il 3 ottobre. La determinazione dei lavoratori non si arresta, né contro l’ondata di repressione, né contro la repressione che subiamo sui posti di lavoro. L’assedio posto alla Palestina è lo stesso che ci incatena ovunque, anche nelle aziende, perché vuol dire alimentare un’economia di guerra, che per noi si traduce in precarietà delle nostre vite: troppe aziende lucrano sulle nostre morti, sia le morti sul lavoro che quelle tra le vittime civili palestinesi e libanesi, che sono figlie della stessa logica dell’odioso sistema capitalista che governa e impone al mondo violenza e odio. Questa stessa economia di guerra vuol dire soprattutto chiudere ospedali qui e distruggerne a Gaza, vuol dire ricatto tra lavorare per la guerra o fare la fame. La Palestina è in ognuno di noi lavoratori, perché la nostra determinazione non è devota all’immobilismo, né ai tempi diplomatici. Per lo sciopero generale”. Buon ascolto
Puntata del 05/05/2026@2
Il primo argomento della puntata è stato l’evento intitolato: Il lavoro e l’America Latina nell’era delle piattaforme – Lavoro, informalità e gig economy tra libri, politica e musica che si svolgerà venerdì 8 maggio presso Salone Sala Musica al Cecchi Point. Per parlarne abbiamo intervistato Federico De Stavola, autore del libro “A sud della piattaforma – Flussi logistici, economie barocche e capitalismo digitale in America Latina”. Nell’intervista siamo partiti con la descrizione del suo libro, che si addentra nella descrizione del fenomeno per il quale i “nuovi” lavori creati dalla gig economy sono andati a sostituire una serie di lavori informali che già tradizionalmente erano svolti dalle fasce più povere della popolazione (nel caso di studio specifico del testo di De Stavola parliamo del Messico). Questo ha portato ad un peggioramento delle vite di questi lavoratori perchè di fatto sono passati da un vero impiego autonomo ad uno falso, dove l’effettivo datore di lavoro è costituito da un algoritmo che spinge ad un forte sfruttamento a fronte di una paga misera. Oltre al libro di De Stavola, in questo incontro verrà presentato anche un testo di Gianmarco Peterlongo e ci saranno gli interventi di Alessandro Peregalli (Università Federale Diamantina) e Susanna de Guio (sociologa) per tracciare un quadro sui moderni capitalisti che sono saliti alla ribalta delle scene politiche di vari paesi dell’America Latina e Centrale modificando il volto dello sfruttamento in questi paesi. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Mariano RSU FIOM nello stabilimento della Leonardo divisione aeronautica di Caselle su i due comunicati de* lavorat* degli stabilimenti del torinese. I 2 comunicati, uno dello stabilimento di Caselle e l’altro dello stabilimento di Torino, spingono nella stessa direzione -> verso uno sciopero nazionale generale unitario dei “sindacati antifascisti” per la liberazione della Palestina ed affianco alla Global Sumud Flotilla. Per dare continuità e valore politico/sindacale alle mobilitazioni di questo autunno/inverno e per dare corpo allo schierarsi della classe operaia che dall’interno delle fabbriche di armi non vuole/può più accettare che la produzione di Leonardo contribuisca allo sterminio genocida del popolo palestinese. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Giuseppe Gomini RSU FIOM Ducati motori a Bologna sulla petizione che si trova su: https://www.change.org/p/sciopero-generale-per-la-flotilla?recruited_by_id=00167a60-1242-11f0-949f-a1afb148fded&recruiter=1370714622&share_id=SHcvbyCx5W Giuseppe chiede di firmare per fare pressione direttamente dalla base operaia per uno sciopero generale in solidarietà alla Global Sumud Flotilla: “La chiamata allo sciopero generale parte ancora una volta con l’appello dei portuali di Livorno e di Genova: la flottiglia è di nuovo stata bloccata con un atto di pirateria del governo genocida di Israele. Questa è una chiamata per convergere subito su una mobilitazione unitaria, come quella del 3 ottobre. Le organizzazioni sindacali devono promuovere la lotta e l’unità per dare continuità agli impegni che pubblicamente hanno preso, contro il riarmo e in solidarietà alla Palestina e ai popoli oppressi, perché la determinazione dei lavoratori e degli studenti non arretra: non farlo significherebbe fare un passo indietro rispetto a quello che abbiamo faticosamente costruito dopo il 3 ottobre. La determinazione dei lavoratori non si arresta, né contro l’ondata di repressione, né contro la repressione che subiamo sui posti di lavoro. L’assedio posto alla Palestina è lo stesso che ci incatena ovunque, anche nelle aziende, perché vuol dire alimentare un’economia di guerra, che per noi si traduce in precarietà delle nostre vite: troppe aziende lucrano sulle nostre morti, sia le morti sul lavoro che quelle tra le vittime civili palestinesi e libanesi, che sono figlie della stessa logica dell’odioso sistema capitalista che governa e impone al mondo violenza e odio. Questa stessa economia di guerra vuol dire soprattutto chiudere ospedali qui e distruggerne a Gaza, vuol dire ricatto tra lavorare per la guerra o fare la fame. La Palestina è in ognuno di noi lavoratori, perché la nostra determinazione non è devota all’immobilismo, né ai tempi diplomatici. Per lo sciopero generale”. Buon ascolto
Puntata del 05/05/2026@0
Il primo argomento della puntata è stato l’evento intitolato: Il lavoro e l’America Latina nell’era delle piattaforme – Lavoro, informalità e gig economy tra libri, politica e musica che si svolgerà venerdì 8 maggio presso Salone Sala Musica al Cecchi Point. Per parlarne abbiamo intervistato Federico De Stavola, autore del libro “A sud della piattaforma – Flussi logistici, economie barocche e capitalismo digitale in America Latina”. Nell’intervista siamo partiti con la descrizione del suo libro, che si addentra nella descrizione del fenomeno per il quale i “nuovi” lavori creati dalla gig economy sono andati a sostituire una serie di lavori informali che già tradizionalmente erano svolti dalle fasce più povere della popolazione (nel caso di studio specifico del testo di De Stavola parliamo del Messico). Questo ha portato ad un peggioramento delle vite di questi lavoratori perchè di fatto sono passati da un vero impiego autonomo ad uno falso, dove l’effettivo datore di lavoro è costituito da un algoritmo che spinge ad un forte sfruttamento a fronte di una paga misera. Oltre al libro di De Stavola, in questo incontro verrà presentato anche un testo di Gianmarco Peterlongo e ci saranno gli interventi di Alessandro Peregalli (Università Federale Diamantina) e Susanna de Guio (sociologa) per tracciare un quadro sui moderni capitalisti che sono saliti alla ribalta delle scene politiche di vari paesi dell’America Latina e Centrale modificando il volto dello sfruttamento in questi paesi. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Mariano RSU FIOM nello stabilimento della Leonardo divisione aeronautica di Caselle su i due comunicati de* lavorat* degli stabilimenti del torinese. I 2 comunicati, uno dello stabilimento di Caselle e l’altro dello stabilimento di Torino, spingono nella stessa direzione -> verso uno sciopero nazionale generale unitario dei “sindacati antifascisti” per la liberazione della Palestina ed affianco alla Global Sumud Flotilla. Per dare continuità e valore politico/sindacale alle mobilitazioni di questo autunno/inverno e per dare corpo allo schierarsi della classe operaia che dall’interno delle fabbriche di armi non vuole/può più accettare che la produzione di Leonardo contribuisca allo sterminio genocida del popolo palestinese. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Giuseppe Gomini RSU FIOM Ducati motori a Bologna sulla petizione che si trova su: https://www.change.org/p/sciopero-generale-per-la-flotilla?recruited_by_id=00167a60-1242-11f0-949f-a1afb148fded&recruiter=1370714622&share_id=SHcvbyCx5W Giuseppe chiede di firmare per fare pressione direttamente dalla base operaia per uno sciopero generale in solidarietà alla Global Sumud Flotilla: “La chiamata allo sciopero generale parte ancora una volta con l’appello dei portuali di Livorno e di Genova: la flottiglia è di nuovo stata bloccata con un atto di pirateria del governo genocida di Israele. Questa è una chiamata per convergere subito su una mobilitazione unitaria, come quella del 3 ottobre. Le organizzazioni sindacali devono promuovere la lotta e l’unità per dare continuità agli impegni che pubblicamente hanno preso, contro il riarmo e in solidarietà alla Palestina e ai popoli oppressi, perché la determinazione dei lavoratori e degli studenti non arretra: non farlo significherebbe fare un passo indietro rispetto a quello che abbiamo faticosamente costruito dopo il 3 ottobre. La determinazione dei lavoratori non si arresta, né contro l’ondata di repressione, né contro la repressione che subiamo sui posti di lavoro. L’assedio posto alla Palestina è lo stesso che ci incatena ovunque, anche nelle aziende, perché vuol dire alimentare un’economia di guerra, che per noi si traduce in precarietà delle nostre vite: troppe aziende lucrano sulle nostre morti, sia le morti sul lavoro che quelle tra le vittime civili palestinesi e libanesi, che sono figlie della stessa logica dell’odioso sistema capitalista che governa e impone al mondo violenza e odio. Questa stessa economia di guerra vuol dire soprattutto chiudere ospedali qui e distruggerne a Gaza, vuol dire ricatto tra lavorare per la guerra o fare la fame. La Palestina è in ognuno di noi lavoratori, perché la nostra determinazione non è devota all’immobilismo, né ai tempi diplomatici. Per lo sciopero generale”. Buon ascolto
Puntata del 05/05/2026@1
Il primo argomento della puntata è stato l’evento intitolato: Il lavoro e l’America Latina nell’era delle piattaforme – Lavoro, informalità e gig economy tra libri, politica e musica che si svolgerà venerdì 8 maggio presso Salone Sala Musica al Cecchi Point. Per parlarne abbiamo intervistato Federico De Stavola, autore del libro “A sud della piattaforma – Flussi logistici, economie barocche e capitalismo digitale in America Latina”. Nell’intervista siamo partiti con la descrizione del suo libro, che si addentra nella descrizione del fenomeno per il quale i “nuovi” lavori creati dalla gig economy sono andati a sostituire una serie di lavori informali che già tradizionalmente erano svolti dalle fasce più povere della popolazione (nel caso di studio specifico del testo di De Stavola parliamo del Messico). Questo ha portato ad un peggioramento delle vite di questi lavoratori perchè di fatto sono passati da un vero impiego autonomo ad uno falso, dove l’effettivo datore di lavoro è costituito da un algoritmo che spinge ad un forte sfruttamento a fronte di una paga misera. Oltre al libro di De Stavola, in questo incontro verrà presentato anche un testo di Gianmarco Peterlongo e ci saranno gli interventi di Alessandro Peregalli (Università Federale Diamantina) e Susanna de Guio (sociologa) per tracciare un quadro sui moderni capitalisti che sono saliti alla ribalta delle scene politiche di vari paesi dell’America Latina e Centrale modificando il volto dello sfruttamento in questi paesi. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Mariano RSU FIOM nello stabilimento della Leonardo divisione aeronautica di Caselle su i due comunicati de* lavorat* degli stabilimenti del torinese. I 2 comunicati, uno dello stabilimento di Caselle e l’altro dello stabilimento di Torino, spingono nella stessa direzione -> verso uno sciopero nazionale generale unitario dei “sindacati antifascisti” per la liberazione della Palestina ed affianco alla Global Sumud Flotilla. Per dare continuità e valore politico/sindacale alle mobilitazioni di questo autunno/inverno e per dare corpo allo schierarsi della classe operaia che dall’interno delle fabbriche di armi non vuole/può più accettare che la produzione di Leonardo contribuisca allo sterminio genocida del popolo palestinese. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Giuseppe Gomini RSU FIOM Ducati motori a Bologna sulla petizione che si trova su: https://www.change.org/p/sciopero-generale-per-la-flotilla?recruited_by_id=00167a60-1242-11f0-949f-a1afb148fded&recruiter=1370714622&share_id=SHcvbyCx5W Giuseppe chiede di firmare per fare pressione direttamente dalla base operaia per uno sciopero generale in solidarietà alla Global Sumud Flotilla: “La chiamata allo sciopero generale parte ancora una volta con l’appello dei portuali di Livorno e di Genova: la flottiglia è di nuovo stata bloccata con un atto di pirateria del governo genocida di Israele. Questa è una chiamata per convergere subito su una mobilitazione unitaria, come quella del 3 ottobre. Le organizzazioni sindacali devono promuovere la lotta e l’unità per dare continuità agli impegni che pubblicamente hanno preso, contro il riarmo e in solidarietà alla Palestina e ai popoli oppressi, perché la determinazione dei lavoratori e degli studenti non arretra: non farlo significherebbe fare un passo indietro rispetto a quello che abbiamo faticosamente costruito dopo il 3 ottobre. La determinazione dei lavoratori non si arresta, né contro l’ondata di repressione, né contro la repressione che subiamo sui posti di lavoro. L’assedio posto alla Palestina è lo stesso che ci incatena ovunque, anche nelle aziende, perché vuol dire alimentare un’economia di guerra, che per noi si traduce in precarietà delle nostre vite: troppe aziende lucrano sulle nostre morti, sia le morti sul lavoro che quelle tra le vittime civili palestinesi e libanesi, che sono figlie della stessa logica dell’odioso sistema capitalista che governa e impone al mondo violenza e odio. Questa stessa economia di guerra vuol dire soprattutto chiudere ospedali qui e distruggerne a Gaza, vuol dire ricatto tra lavorare per la guerra o fare la fame. La Palestina è in ognuno di noi lavoratori, perché la nostra determinazione non è devota all’immobilismo, né ai tempi diplomatici. Per lo sciopero generale”. Buon ascolto
Puntata del 05/05/2026@2
Il primo argomento della puntata è stato l’evento intitolato: Il lavoro e l’America Latina nell’era delle piattaforme – Lavoro, informalità e gig economy tra libri, politica e musica che si svolgerà venerdì 8 maggio presso Salone Sala Musica al Cecchi Point. Per parlarne abbiamo intervistato Federico De Stavola, autore del libro “A sud della piattaforma – Flussi logistici, economie barocche e capitalismo digitale in America Latina”. Nell’intervista siamo partiti con la descrizione del suo libro, che si addentra nella descrizione del fenomeno per il quale i “nuovi” lavori creati dalla gig economy sono andati a sostituire una serie di lavori informali che già tradizionalmente erano svolti dalle fasce più povere della popolazione (nel caso di studio specifico del testo di De Stavola parliamo del Messico). Questo ha portato ad un peggioramento delle vite di questi lavoratori perchè di fatto sono passati da un vero impiego autonomo ad uno falso, dove l’effettivo datore di lavoro è costituito da un algoritmo che spinge ad un forte sfruttamento a fronte di una paga misera. Oltre al libro di De Stavola, in questo incontro verrà presentato anche un testo di Gianmarco Peterlongo e ci saranno gli interventi di Alessandro Peregalli (Università Federale Diamantina) e Susanna de Guio (sociologa) per tracciare un quadro sui moderni capitalisti che sono saliti alla ribalta delle scene politiche di vari paesi dell’America Latina e Centrale modificando il volto dello sfruttamento in questi paesi. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Mariano RSU FIOM nello stabilimento della Leonardo divisione aeronautica di Caselle su i due comunicati de* lavorat* degli stabilimenti del torinese. I 2 comunicati, uno dello stabilimento di Caselle e l’altro dello stabilimento di Torino, spingono nella stessa direzione -> verso uno sciopero nazionale generale unitario dei “sindacati antifascisti” per la liberazione della Palestina ed affianco alla Global Sumud Flotilla. Per dare continuità e valore politico/sindacale alle mobilitazioni di questo autunno/inverno e per dare corpo allo schierarsi della classe operaia che dall’interno delle fabbriche di armi non vuole/può più accettare che la produzione di Leonardo contribuisca allo sterminio genocida del popolo palestinese. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Giuseppe Gomini RSU FIOM Ducati motori a Bologna sulla petizione che si trova su: https://www.change.org/p/sciopero-generale-per-la-flotilla?recruited_by_id=00167a60-1242-11f0-949f-a1afb148fded&recruiter=1370714622&share_id=SHcvbyCx5W Giuseppe chiede di firmare per fare pressione direttamente dalla base operaia per uno sciopero generale in solidarietà alla Global Sumud Flotilla: “La chiamata allo sciopero generale parte ancora una volta con l’appello dei portuali di Livorno e di Genova: la flottiglia è di nuovo stata bloccata con un atto di pirateria del governo genocida di Israele. Questa è una chiamata per convergere subito su una mobilitazione unitaria, come quella del 3 ottobre. Le organizzazioni sindacali devono promuovere la lotta e l’unità per dare continuità agli impegni che pubblicamente hanno preso, contro il riarmo e in solidarietà alla Palestina e ai popoli oppressi, perché la determinazione dei lavoratori e degli studenti non arretra: non farlo significherebbe fare un passo indietro rispetto a quello che abbiamo faticosamente costruito dopo il 3 ottobre. La determinazione dei lavoratori non si arresta, né contro l’ondata di repressione, né contro la repressione che subiamo sui posti di lavoro. L’assedio posto alla Palestina è lo stesso che ci incatena ovunque, anche nelle aziende, perché vuol dire alimentare un’economia di guerra, che per noi si traduce in precarietà delle nostre vite: troppe aziende lucrano sulle nostre morti, sia le morti sul lavoro che quelle tra le vittime civili palestinesi e libanesi, che sono figlie della stessa logica dell’odioso sistema capitalista che governa e impone al mondo violenza e odio. Questa stessa economia di guerra vuol dire soprattutto chiudere ospedali qui e distruggerne a Gaza, vuol dire ricatto tra lavorare per la guerra o fare la fame. La Palestina è in ognuno di noi lavoratori, perché la nostra determinazione non è devota all’immobilismo, né ai tempi diplomatici. Per lo sciopero generale”. Buon ascolto
Puntata del 05/05/2026
Il primo argomento della puntata è stato l’evento intitolato: Il lavoro e l’America Latina nell’era delle piattaforme – Lavoro, informalità e gig economy tra libri, politica e musica che si svolgerà venerdì 8 maggio presso Salone Sala Musica al Cecchi Point. Per parlarne abbiamo intervistato Federico De Stavola, autore del libro “A sud della piattaforma – Flussi logistici, economie barocche e capitalismo digitale in America Latina”. Nell’intervista siamo partiti con la descrizione del suo libro, che si addentra nella descrizione del fenomeno per il quale i “nuovi” lavori creati dalla gig economy sono andati a sostituire una serie di lavori informali che già tradizionalmente erano svolti dalle fasce più povere della popolazione (nel caso di studio specifico del testo di De Stavola parliamo del Messico). Questo ha portato ad un peggioramento delle vite di questi lavoratori perchè di fatto sono passati da un vero impiego autonomo ad uno falso, dove l’effettivo datore di lavoro è costituito da un algoritmo che spinge ad un forte sfruttamento a fronte di una paga misera. Oltre al libro di De Stavola, in questo incontro verrà presentato anche un testo di Gianmarco Peterlongo e ci saranno gli interventi di Alessandro Peregalli (Università Federale Diamantina) e Susanna de Guio (sociologa) per tracciare un quadro sui moderni capitalisti che sono saliti alla ribalta delle scene politiche di vari paesi dell’America Latina e Centrale modificando il volto dello sfruttamento in questi paesi. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Mariano RSU FIOM nello stabilimento della Leonardo divisione aeronautica di Caselle su i due comunicati de* lavorat* degli stabilimenti del torinese. I 2 comunicati, uno dello stabilimento di Caselle e l’altro dello stabilimento di Torino, spingono nella stessa direzione -> verso uno sciopero nazionale generale unitario dei “sindacati antifascisti” per la liberazione della Palestina ed affianco alla Global Sumud Flotilla. Per dare continuità e valore politico/sindacale alle mobilitazioni di questo autunno/inverno e per dare corpo allo schierarsi della classe operaia che dall’interno delle fabbriche di armi non vuole/può più accettare che la produzione di Leonardo contribuisca allo sterminio genocida del popolo palestinese. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Giuseppe Gomini RSU FIOM Ducati motori a Bologna sulla petizione che si trova su: https://www.change.org/p/sciopero-generale-per-la-flotilla?recruited_by_id=00167a60-1242-11f0-949f-a1afb148fded&recruiter=1370714622&share_id=SHcvbyCx5W Giuseppe chiede di firmare per fare pressione direttamente dalla base operaia per uno sciopero generale in solidarietà alla Global Sumud Flotilla: “La chiamata allo sciopero generale parte ancora una volta con l’appello dei portuali di Livorno e di Genova: la flottiglia è di nuovo stata bloccata con un atto di pirateria del governo genocida di Israele. Questa è una chiamata per convergere subito su una mobilitazione unitaria, come quella del 3 ottobre. Le organizzazioni sindacali devono promuovere la lotta e l’unità per dare continuità agli impegni che pubblicamente hanno preso, contro il riarmo e in solidarietà alla Palestina e ai popoli oppressi, perché la determinazione dei lavoratori e degli studenti non arretra: non farlo significherebbe fare un passo indietro rispetto a quello che abbiamo faticosamente costruito dopo il 3 ottobre. La determinazione dei lavoratori non si arresta, né contro l’ondata di repressione, né contro la repressione che subiamo sui posti di lavoro. L’assedio posto alla Palestina è lo stesso che ci incatena ovunque, anche nelle aziende, perché vuol dire alimentare un’economia di guerra, che per noi si traduce in precarietà delle nostre vite: troppe aziende lucrano sulle nostre morti, sia le morti sul lavoro che quelle tra le vittime civili palestinesi e libanesi, che sono figlie della stessa logica dell’odioso sistema capitalista che governa e impone al mondo violenza e odio. Questa stessa economia di guerra vuol dire soprattutto chiudere ospedali qui e distruggerne a Gaza, vuol dire ricatto tra lavorare per la guerra o fare la fame. La Palestina è in ognuno di noi lavoratori, perché la nostra determinazione non è devota all’immobilismo, né ai tempi diplomatici. Per lo sciopero generale”. Buon ascolto
May 8, 2026
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