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PORTOGALLO: CONVERGONO LE PROTESTE, DAL CAROVITA AL DIRITTO ALL’ABITARE E ALLA PALESTINA. SGOMBERATA L’ACAMPADA DI PORTO.
Le manifestazioni contro il carovita arrivano anche in Portogallo. Sabato 10 ottobre cortei in molte città come Lisbona, Porto, Aveiro, Braga e Funchal, capoluogo dell’isola di Madeira. A Porto è iniziata un’acampada, sul modello spagnolo, nella centrale piazza Dom João I. Le tende sono rimaste nel centro della città settentrionale, motore economico del Paese lusitano, fin quando la polizia – lunedì 12 ottobre – la polizia ha effettuato lo sgombero, identificando decine di persone. Al centro delle proteste ci sono sia la nuova legge di Bilancio, ora in Parlamento, incentrata sul solito mix “lacrime e sangue” per le classi popolari ma pure il più che timido disegno di legge delega “per la revisione del regime degli affitti”, che il governo di centrodestra al potere a Lisbona è riuscito a far approvare in prima lettura solo grazie all’astensione del partito di estrema destra Chega, equivalente locale dello spagnolo Vox. Dal Portogallo, su Radio Onda d’Urto, la corrispondenza con Franco Tommasoni, ricercatore del Laboratorio collaborativo per lavoro impiego e protezione sociale. Ascolta o scarica
October 12, 2026
Radio Onda d`Urto
SPAGNA: ELEZIONI ANTICIPATE E SCIOPERO GENERALE. CONTINUA LA MOBILITAZIONE SUGLI AFFITTI
È passato solo qualche giorno dalla bocciatura in Parlamento dei due decreti sulla regolamentazione del mercato degli affitti in Spagna, una decisione che ha portato Pedro Sánchez a sciogliere le Cortes e a convocare elezioni anticipate per il prossimo 29 novembre. Nel frattempo, il testo di due decreti molto simili a quelli bocciati in Parlamento è stato approvato ieri dal Consiglio dei Ministri. Attraverso una votazione nella Deputazione Permanente, dove il governo dispone della maggioranza, i provvedimenti potrebbero essere approvati in via definitiva, aggirando così il blocco della plenaria del Congresso. Nonostante la partita sembri a favore del governo, i sondaggi danno la destra del PP e di Vox come favorita alle prossime elezioni, aggiungendo la Spagna al lungo elenco dei Paesi europei guidati da forze sovraniste. Mentre si apre il fronte istituzionale, però, le piazze non smobilitano. Ci sono state mobilitazioni in tutto il territorio spagnolo, con scontri anche a Barcellona al termine della manifestazione. Un altro dato interessante è quello relativo alla risposta antifascista al tentativo di gruppi nazisti come Nucleo Nacional di «sgomberare» l’acampada di Puerta del Sol. La cacciata dei nazisti al grido di «Madrid será la tumba del fascismo» indica la forza della piazza e, soprattutto, quanto sia importante la partita che si gioca attorno al tema del diritto all’abitare. Per Aniello Lampo, compagno intervenuto ai nostri microfoni, è proprio attorno a questo tema che si articola il conflitto di classe in Spagna. Da anni, infatti, imprenditori, gruppi squadristi fascisti e mafia locale si organizzano attorno a realtà come Desokupa, una vera e propria impresa che si occupa di sgomberi e sfratti, per eseguire sfratti coatti ai danni di occupanti e morosi. Il prossimo 14 ottobre, infine, è convocata una mobilitazione studentesca a sostegno della lotta per la casa. Una convergenza tra movimento per il diritto all’abitare e movimento studentesco che potrebbe rappresentare un passaggio importante verso lo sciopero generale, la cui convocazione è stata nel frattempo annunciata dai principali sindacati spagnoli per l’11 novembre. Ne parliamo con Aniello Lampo, compagno di base a Madrid: Foto di copertina di David ArumÍ González
October 7, 2026
Radio Blackout - Info
SPAGNA: ELEZIONI ANTICIPATE E SCIOPERO GENERALE. CONTINUA LA MOBILITAZIONE SUGLI AFFITTI
È passato solo qualche giorno dalla bocciatura in Parlamento dei due decreti sulla regolamentazione del mercato degli affitti in Spagna, una decisione che ha portato Pedro Sánchez a sciogliere le Cortes e a convocare elezioni anticipate per il prossimo 29 novembre. Nel frattempo, il testo di due decreti molto simili a quelli bocciati in Parlamento è stato approvato ieri dal Consiglio dei Ministri. Attraverso una votazione nella Deputazione Permanente, dove il governo dispone della maggioranza, i provvedimenti potrebbero essere approvati in via definitiva, aggirando così il blocco della plenaria del Congresso. Nonostante la partita sembri a favore del governo, i sondaggi danno la destra del PP e di Vox come favorita alle prossime elezioni, aggiungendo la Spagna al lungo elenco dei Paesi europei guidati da forze sovraniste. Mentre si apre il fronte istituzionale, però, le piazze non smobilitano. Ci sono state mobilitazioni in tutto il territorio spagnolo, con scontri anche a Barcellona al termine della manifestazione. Un altro dato interessante è quello relativo alla risposta antifascista al tentativo di gruppi nazisti come Nucleo Nacional di «sgomberare» l’acampada di Puerta del Sol. La cacciata dei nazisti al grido di «Madrid será la tumba del fascismo» indica la forza della piazza e, soprattutto, quanto sia importante la partita che si gioca attorno al tema del diritto all’abitare. Per Aniello Lampo, compagno intervenuto ai nostri microfoni, è proprio attorno a questo tema che si articola il conflitto di classe in Spagna. Da anni, infatti, imprenditori, gruppi squadristi fascisti e mafia locale si organizzano attorno a realtà come Desokupa, una vera e propria impresa che si occupa di sgomberi e sfratti, per eseguire sfratti coatti ai danni di occupanti e morosi. Il prossimo 14 ottobre, infine, è convocata una mobilitazione studentesca a sostegno della lotta per la casa. Una convergenza tra movimento per il diritto all’abitare e movimento studentesco che potrebbe rappresentare un passaggio importante verso lo sciopero generale, la cui convocazione è stata nel frattempo annunciata dai principali sindacati spagnoli per l’11 novembre. Ne parliamo con Aniello Lampo, compagno di base a Madrid: Foto di copertina di David ArumÍ González
October 7, 2026
Radio Blackout
VALENCIA: PROSEGUE L’ACAMPADA PER IL DIRITTO ALL’ABITARE. 11 NOVEMBRE SCIOPERO GENERALE
Centinaia di migliaia di manifestanti avevano invaso sabato scorso le strade di una cinquantina di città spagnole per protestare contro la bocciatura della «legge Maricarmen», i due decreti legge sull’emergenza abitativa promulgati martedì dal governo Sánchez e respinti venerdì dai deputati alle Cortes. A Valencia si erano verificate violente cariche della polizia, con scontri e cinque persone tratte in arresto. Dopo due giorni di detenzione lunedì il processo per direttissima , al termine del quale sono stati scarcerati . La polizia aveva detto che nove agenti di Policia Nacional erano rimasti feriti durante la manifestazione. I manifestanti accusano la polizia di aver usato gas e pallottole di gomma contro di loro. Gli scontri erano avvenuti alla fine della marcia fuori dal Palau de Les Arts della città, dove si stava svolgendo il Valencia Real Estate Summit 2026, una sorta di raduno delle principali imprese immobiliari e del mercato della casa. L’11 novembre è in programma in tutta la Spagna lo sciopero generale per il diritto all’abitare. Sciopero di 24 ore per rivendicare “salari sufficienti per accedere a una casa degna”, convocato dalle principali organizzazioni sindacali, Comisiones Obreras (CcOo) e Union General de Trabajadores (Ugt) insieme al Sindicato de Inquilinas, che da settimane guida le mobilitazioni contro l’emergenza abitativa. Prosegue intanto l’acampada in Placa de l’Ajuntament. Una partecipata assemblea che si è tenuta ieri sera ha dato due indicazioni per i prossimi giorni: uno per giovedi 8 ottobre contro il rischio di attacchi di gruppi di estrema destra, mentre l’altro per venerdi 9 ottobre contro il rischio di uno sgombero da parte dell’Amministrazione Comunale. Il punto sulla mobilitazione con Anna compagna italiana che vive a Valencia e che sta partecipando alla mobilitazione Ascolta o scarica 
October 7, 2026
Radio Onda d`Urto
SPAGNA: SANCHEZ ANNUNCIA NUOVE ELEZIONI. LE PIAZZE SI INFIAMMANO CON LE ACAMPADE
Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato nuove elezioni anticipate. Sabato centinaia di migliaia di manifestanti hanno invaso le strade di Madrid e di una cinquantina di altre città spagnole per protestare contro la bocciatura della «legge Maricarmen», i due decreti legge sull’emergenza abitativa promulgati martedì dal governo Sánchez e respinti venerdì dai deputati alle Cortes. A Valencia violente cariche della polizia, con scontri e arresti. A Madrid, sono continue le incursioni dei militanti fascisti del Núcleo Nacional, che si erano riuniti nella piazza di Cibeles per cercare di entrare a Puerta del Sol, dove sono accampati da giorni i movimenti della casa. Ieri, domenica, il vertice della sinistra alleata del premier spagnolo Sanchez, congregate nella coalizione Sumar che sostiene l’attuale governo. Come anticipato, il leader dell’esecutivo ha scelto di andare a elezioni anticipate calendarizzandole per il prossimo 29 novembre. Come si configurerà la campagna elettorale? Su Radio Onda d’Urto Victor Serri, fotoreporter spagnolo de La Directa. Ascolta o scarica.
October 5, 2026
Radio Onda d`Urto
Madrid. Siamo tutte Maricarmen!
La lotta per la casa in Spagna e la acampada della Puerta del Sol. (Nota: leggere in fondo gli aggiornamenti delle h. 15.30). di Stefano Portelli (*) Sono le quattro di mattina quando lascio l’accampamento di Puerta del Sol a Madrid. La mobilitazione è iniziata nove ore prima nella stessa piazza, ma la gente non accenna a diminuire. Al contrario,
September 29, 2026
La Bottega del Barbieri
La Spezia si mobilita contro la mostra bellica SeaFuture
Da sabato 27 settembre a giovedì 2 ottobre il comitato “Riconvertiamo SeaFuture – Restiamo Umani” ha organizzato una partecipata, colorata, pacifica manifestazione che ha attraversato le piazze e le vie della città per esprimere solidarietà e vicinanza alla popolazione di Gaza e alla Global Sumud Flotilla e per affermare la forte contrarietà all’edizione 2025 di SeaFuture, l’evento che ha aperto i battenti all’interno dell’Arsenale della Marina Militare. Che cosa è SeaFuture? Nata con una vocazione civile e trasformata nel corso degli anni in mostra militare, unica in Italia, quest’anno alla sua nona edizione, vede come finanziatori e operatori principali Fincantieri, MBDA, ELT Group, Leonardo, Intermarine e si presenta a tutti gli effetti, come “vetrina bellica” finalizzata a promuovere l’esportazione di sistemi militari a duplice uso. Vi partecipano delegazioni nazionali e Marine Militari di 140 Paesi, molti dei quali governati da regimi autoritari e autocratici direttamente coinvolti nelle guerre attualmente in corso; sebbene abbiano declinato da poche settimane l’invito, Marina Militare e delegazione politica dello stato genocida di Israele erano attesi in veste di ospiti d’onore. La mostra bellica è stata patrocinata dal Comune della Spezia e da quelli di Lerici e Portovenere. L’Italia è tra i Paesi che maggiormente traggono profitto dalle guerre in corso: negli ultimi quattro anni ha raggiunto un livello di esportazione di armi che la colloca al sesto posto nell’economia di morte. Dunque il corteo e la successiva “acampada” contro SeaFuture rappresentano una manifestazione necessaria, una voce collettiva ferma nel denunciare il legame evidente tra produzione, commercio di armi, massacro di popolazioni inermi, distruzione dell’ambiente e della vita in ogni sua espressione. Quella vita che va difesa ri-orientando le risorse destinate al riarmo nella direzione della riconversione ecologica, del lavoro dignitosamente retribuito, della giustizia sociale. La mobilitazione spezzina lancia un messaggio semplice e determinato, il cui significato risuona ancora di più perché espresso nelle strade di una città storicamente collegata alla produzione armiera. Demilitarizziamo La Spezia e l’intero Paese,  riconvertiamo le industrie belliche presenti sul territorio, recuperiamo gli spazi ora destinati a uso militare affinché tornino ad essere luoghi di socialità, di produzione sostenibile, di cultura e di vita, luoghi pubblici fruibili dalla cittadinanza. SeaFuture torni alla sua missione originaria: torni a essere una manifestazione internazionale dell’area mediterranea dedicata a innovazione, ricerca, sviluppo delle tecnologie civili inerenti il mare per promuovere la sostenibilità ambientale e sociale. Tutte e tutti siamo chiamati a indicare un futuro altro e possibile, una vita degna per chiunque abiti questo pianeta. La mobilitazione, articolata e ricca nella sua composizione, è iniziata con il corteo del 27 settembre, ma è diventata permanente con una sentita, partecipata “acampada” proprio di fronte all’Arsenale Militare in piazza Chiodo, rinominata per l’occasione piazza Palestina libera. Con il trascorrere delle ore si è trasformata in uno spazio di incontro, di assemblee pubbliche, di musica, cultura, di responsabilità condivisa, espressione di una consapevolezza che nel divenire visibile riesce a connettere il livello locale con quello globale. Un luogo in cui  diviene pratica la costruzione di comunità. Un modo anche per annodare fili, costruire legami che costruiscano continuità. Una “acampada” che intende rimanere almeno fino al termine di SeaFuture, forse anche più a lungo, per offrire una diversa prospettiva di futuro e una narrazione a più voci, ognuna portatrice di speranza…..     Redazione Italia
October 3, 2025
Pressenza
Il processo di militarizzazione nelle università: focus su iniziative nonviolente
Nel report appena pubblicato dall’Osservatorio contro la militarizzazione (Il processo di militarizzazione università iniziative nonviolente) si tenta di delineare le direttrici principali lungo le quali si è sviluppato il processo di militarizzazione negli Atenei, cercando di evidenziare alcune delle iniziative portate avanti con una modalità nonviolenta da parte delle componenti della comunità accademica (studenti, docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo). Pur senza la pretesa  di esaustività rispetto a tutte le azioni messe in campo, vi si delinea un quadro d’insieme che consente di valutare come ci si è mossi su questo tema nel mondo accademico negli ultimi anni (2023-25). Ne riportiamo qualche stralcio, rinviando al sito per la lettura completa. > Premessa > A differenza del mondo della scuola, dove la militarizzazione si evidenzia > nella didattica e nell’orientamento, in università oltre a questi ambiti > occorre considerare anche quello della ricerca e quello della Terza Missione, > cioè le collaborazioni con le aziende sul territorio e la divulgazione presso > l’opinione pubblica. > Negli ultimi anni si è riscontrato un intensificarsi delle iniziative di > militarizzazione del sistema universitario, con una presenza sempre più > frequente e invadente delle Forze Armate, delle forze dell’ordine, ma anche > dell’industria bellica (in primis Leonardo, Thales, Rheinmetall, RWM), di > organizzazioni internazionali come la NATO e di partner legati alla filiera > bellica come ad es. alcune università israeliane. > > Le proteste contro il processo di militarizzazione hanno riguardato > inizialmente la filiera bellica nel suo complesso, ma dopo il 7 ottobre 2023 > si sono concentrate anche sulle collaborazioni con Israele per cercare di > scongiurare o limitare il più possibile l’azione genocidiaria che sin dai > primi momenti si intravedeva e si dispiegava su Gaza e sul resto del popolo > palestinese. > > Sintesi > Tra il 2023 e il 2025 diverse iniziative civiche e accademiche hanno preso > posizione contro la progressiva presenza di logiche militari nelle università: > collaborazioni con industrie belliche, ricerca con finalità militari, presenza > di forze dell’ordine e misure di sicurezza negli Atenei. > Le forme d’azione sono state prevalentemente nonviolente: encampment e > occupazioni pacifiche, sit-in e blocchi simbolici, scioperi e astensioni, > cortei, lettere aperte e petizioni, campagne di disinvestimento e > boicottaggio, lezioni all’aperto e azioni legali/denunce. Le reazioni delle > istituzioni sono variate: talvolta dialogo e impegni, talvolta sgomberi coatti > e procedimenti disciplinari. > > Alcuni esempi in Italia (2023–2025) > C’è da rilevare che anche negli anni precedenti le proteste in questo ambito > erano forti nelle università e si concentravano principalmente contro la NATO > e contro l’ENI, la quale indirettamente interviene con i suoi interessi > energetici ad alimentare scenari di guerra. Ed anche il conflitto in Ucraina, > iniziato nel febbraio 2022, aveva stimolato le comunità accademiche e > principalmente gli studenti a cercare di capire quali fossero le complicità > del sistema accademico col sistema di guerra cui anche il nostro Paese stava > contribuendo con l’invio di armi, in uno scenario di guerra nel quale dietro > le quinte (ma neanche tanto dietro) era evidente la presenza della NATO. > > E proprio contro la NATO nel 2022 iniziarono le prime contestazioni > studentesche (principalmente con l’organizzazione Cambiare Rotta) attraverso > qualche presidio informativo in alcuni Atenei della penisola nei quali, > attraverso volantinaggi e “smegafonate” davanti ai Rettorati, si metteva in > piedi una “contronarrazione” delle dinamiche che avevano portato al conflitto > fra Russia e Ucraina. > > Alle proteste degli studenti si unirono anche le mobilitazioni sindacali dei > lavoratori del personale tecnico-amministrativo, in particolare di USB – > Unione Sindacale di Base, che attraverso scioperi, manifestazioni, presidi e > volantinaggi lanciò la campagna “Abbassare le armi, alzare i salari” con tanto > di striscioni, proprio durante il conflitto ucraino, intravedendo il crinale > verso il quale anche l’Italia si stava dirigendo e puntando il dito contro la > NATO. Segue un elenco (non esaustivo, ma documentato) delle principali iniziative di protesta nonviolenta nelle università italiane e all’estero sul tema degli accordi con la filiera bellica / partner israeliani e contro la militarizzazione dell’università nel periodo 2023–2025. Riportiamo, infine, la chiusa del documento. > Buone pratiche nonviolente emerse (raccomandazioni operative) > Chiarezza nelle richieste: formulare richieste specifiche e misurabili (es. > moratoria su nuovi contratti con aziende X per N anni). > Documentazione e trasparenza: registrare in forma pubblica le azioni e i > rivendicati risultati per evitare narrazioni contrapposte. > Alleanze ampie: includere docenti, personale tecnico-amministrativo, sindacati > e comunità locali per aumentare la legittimità e protezione. > Formazione alla nonviolenza: organizzare workshop su de-escalation e pratiche > di protesta pacifica per minimizzare rischi di escalation. > Supporto legale: predisporre assistenza legale preventiva per i partecipanti, > e raccogliere prove documentali di eventuali violazioni dei diritti di > manifestazione. > > Conclusioni > Tra il 2023 e il 2025 le iniziative contro la militarizzazione nelle > università si sono espresse principalmente con forme nonviolente (encampment, > sit-in, walkout, petizioni, teach-in, divestment). Queste azioni hanno > aumentato la visibilità pubblica del tema e talvolta ottenuto aperture al > dialogo; in altri casi hanno incontrato repressione o sgomberi, sollevando > questioni giuridiche e di policy su libertà di espressione e ruolo delle forze > dell’ordine nei campus. > > Le pratiche più efficaci sembrano combinare pressione pubblica nonviolenta con > strategie istituzionali (appelli formali, mozioni, supporto legale, alleanze > ampie). > Ma bisogna poi monitorare quanti Atenei stiano davvero dando seguito a quanto > previsto dalle varie delibere e decisioni approvate dagli Organi accademici. Giuseppe Curcio, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
September 21, 2025
Pressenza
Intifada Studentesco: UNIPA disattende impegni di solidarietà pro Palestina
Palermo, segnaliamo il comunicato del Collettivo Universitario “Scirocco”, diramato via social a seguito dell’incontro avuto da una delegazione studentesca presso la sede del rettorato “allo Steri”, un confronto nel quale è stata ripresa l’interlocuzioni avuta con l’UNIPA, in merito agli impegni disattesi dall’istituzione accademica panormita, già sanciti con atto pubblico nel giugno 2024[RedPA] Grazie alla pressione del movimento Intifada Studentesco, siamo riuscit3 a portare una delegazione all’incontro con il Rettore Midiri. Abbiamo esposto il mancato rispetto (e osservazione) della Mozione ottenuta il 3 Giugno 2024, al seguito dell’Acampada. Tra queste, il proseguo sottobanco del progetto I-TAG (accordo KA220-HDE). Si sono tenuti vari incontri, coordinati e partecipati da docenti di Unipa: workshop a Gennaio, a febbraio e a marzo, con un prossimo appuntamento fissato in Danimarca il prossimo 21-22 Maggio 2025. Il Rettore ha dichiarato che la Mozione non è stata in alcun modo modificata e che questi incontri sono stati il frutto di iniziative individuali dei Docenti coinvolti, che evidentemente non hanno trovato ostacoli nella commissione di sorveglianza. Seguiranno quindi interlocuzioni tra il Rettore e i Dipartimenti coinvolti, con il fine del rispetto della Mozione vigente. Inoltre ci sono stati assicurati dei passi in avanti rispetto all’apertura di corridoi umanitari per studenti e docenti Palestinesi. Dal 3 Giugno 2024 registriamo Mozioni sparite dal sito, poi cambiate, successivamente non rispettate dai singoli docenti, che istituisce un tavolo tecnico di controllo sugli accordi che effettivamente non controlla. L’unico controllo sugli accordi è stato portato avanti da noi studenti e studentesse, e continueremo a monitare in vista dell’incontro del 21/22 Maggio, ma anche rispetto agli accordi con le aziende di guerra come la Leonardo SPA. Faremo un accesso agli atti per garantire la trasparenza (non garantita da Unipa) dal 3 Giugno ad oggi e lotteremo affinché venga reso effettivo l’esecuzione di questo tavolo tecnico, che svolga una funzione di controllo e monitoraggio sull’effettiva sospensione e per prevenire nuovi accordi con soggetti genocidari. LINK SCIROCCO Redazione Palermo
May 7, 2025
Pressenza