Tag - ecologismo

[2026-07-15] Giù le mani dai Mercati Generali @ Villaggio Globale - Ex-mattatoio
GIÙ LE MANI DAI MERCATI GENERALI Villaggio Globale - Ex-mattatoio - Lungotevere Testaccio 1 (mercoledì, 15 luglio 19:30) A partire dalle 19:30: Grigliata e cibi vegani A partire dalle 21:30: staffetta musicale di artisti solidali: LE DANZE DI PIAZZA VITTORIO (pizzica e musica popolare) DIANA TEJERA LUCIO LEONI PERFORMANCE DI CERCHIO AEREO Proiezione del film di Francesco Rosi "Le mani sulla città" A partire dalle 23 DJ set di DISCO ETRUSCO 🎑🌱 A sostegno delle spese legali del comitato.
July 15, 2026
Gancio de Roma
[2026-07-31] Critical Mass @ Piazza Vittorio emanuele
CRITICAL MASS Piazza Vittorio emanuele - Piazza Vittorio Emanuele (venerdì, 31 luglio 19:30) Ogni ultimo venerdì del mese prende vita la massa critica di ciclo-naut*, sfoggiando tutti i suoi suoni e colori! Diventiamo il traffico e mostriamo agli auto-inscatolati quanto è bello pedalare, ridere e scherzare. Non essere sessista, autoritario e molesto. In generale non diventare un accollo per chi ti sta intorno. La critical Mass deve poter essere un luogo spensierato e il più sicuro possibile per chi la attraversa. Porta la bici e lascia a casa la cupidigia.
June 26, 2026
Gancio de Roma
[2026-06-26] Critical Mass @ Piazza Vittorio emanuele
CRITICAL MASS Piazza Vittorio emanuele - Piazza Vittorio Emanuele (venerdì, 26 giugno 19:30) Ogni ultimo venerdì del mese prende vita la massa critica di ciclo-naut*, sfoggiando tutti i suoi suoni e colori! Diventiamo il traffico e mostriamo agli auto-inscatolati quanto è bello pedalare, ridere e scherzare. Non essere sessista, autoritario e molesto. In generale non diventare un accollo per chi ti sta intorno. La critical Mass deve poter essere un luogo spensierato e il più sicuro possibile per chi la attraversa. Porta la bici e lascia a casa la cupidigia.
June 19, 2026
Gancio de Roma
[2026-06-17] Latinoamerica contro l'estrattivismo capitalista @ LOA Acrobax
LATINOAMERICA CONTRO L'ESTRATTIVISMO CAPITALISTA LOA Acrobax - Via della Vasca Navale 6, Rome, Metro B San Paolo (mercoledì, 17 giugno 18:00) La difesa della terra e la lotta ecologista in America Latina sono spesso sinonimo di resistenza indigena. Sono infatti i popoli originari tra i più esposti alle conseguenze dell'incessante sfruttamento coloniale delle risorse, operato da multinazionali e imprese. Questo accade perchè spesso le popolazioni indigene vivono in zone rurali, foreste, montagne: ecosistemi ancora preservati ma sempre più minacciati. Le resistenze ecologiste che questi popoli agiscono sono motivo di grande ispirazione. Sono resistenze comunitarie e collettive che nascono da una relazione con la terra e con le risorse che rifiuta la logica dello sfruttamento a fini di profitto e cerca la protezione dell'ambiente per le generazioni future. Sono resistenze radicalmente anticapitaliste che mettono a nudo quanto la ricchezza nel nord globale sia figlia dell'incessante sfruttamento di risorse nel sud globale. Sono resistenze di persone per le quali la vita diventa lotta e la lotta diventa unico modo per riuscire a vivere nel posto dove hai le radici. Sono resistenze che a volte costano la vita, come nel caso di Berta Cáceres del COPINH in Honduras, per la quale, a dieci anni dal suo assassinio, continuiamo a chiedere verità e giustizia. Il 17 giugno, saranno assieme ad Acrobax due attiviste honduregne del Copinh, tra cui la figlia di Berta Cáceres, e due attiviste e leader di Popoli Indigeni dell'Amazzonia brasiliana. Nelle due esperienze molte sono le trame comuni e i punti di contatto, dal valore dell'acqua al pericolo che vive chi difende l'ambiente e cerca di salvaguardare le terre ancestrali. Non è un caso che a portare queste esperienze siano donne: in tutto il mondo le donne indigene sono oggi tra le protagoniste più coraggiose della difesa dei territori e dei beni comuni. A conclusione dell'iniziativa sarà proiettato il video di Will Parrinello sugli ultimi sviluppi del caso dell'omicidio di Berta Cáceres, insieme ai trailer "Amazon: The new Minamata?", che racconta la lotta del Popolo Munduruku contro l'estrazione di oro, e "Yanuni", dedicato all'impegno di Juma Xipaia nella difesa dell'Amazzonia.
June 12, 2026
Gancio de Roma
[2026-06-12] Critical Mass Transfemminista @ Parco Sangalli
CRITICAL MASS TRANSFEMMINISTA Parco Sangalli - Parco sangalli - Torpignattara (venerdì, 12 giugno 19:00) Venerdì 12 giugno -Ore 19,00 parco sangalli ( come ogni secondo venerdì del mese) corpi con mezzi, con pochi mezzi e nessun mezzo No: Machismo, trans-bi-lesbo-omofobich , fascist, sionist, patriarch teoricamente rimane dentro tanta roba > se per vivere è stato necessario rompere il cemento, > poi non puoi metterci in un vaso del tuo balcone Eddaje!
June 8, 2026
Gancio de Roma
[2026-06-12] Porta Maggiore (Trilogia) @ Nuovo Cinema Aquila
PORTA MAGGIORE (TRILOGIA) Nuovo Cinema Aquila - via l'Aquila 66/74 (venerdì, 12 giugno 19:00) PRIME PROIEZIONI DEL PROGETTO CINEMATOGRAFICO PORTA MAGGIORE (TRILOGIA) DI MARCO G. FERRARI “Storia di un lago nato a Roma spontaneamente. Di come la comunità attorno difende il lago e quello che rappresenta. Sparsi, intrecciati, ci sono i miei sogni.” Nuovo Cinema Aquila Via L’Aquila 66/74 – 00176 Roma I film saranno proiettati nelle seguenti date e orari: - Venerdì 12 giugno 2026 alle 19:00: II. Porta Maggiore—Il Quartiere, 2017–25, 109 min. - Sabato 13 giugno 2026 alle 19:00: I. Porta Maggiore—Il Lago, 2017–25, 138 min. - Domenica 14 giugno 2026 alle 19:00: III. Porta Maggiore—Le Proiezioni, 2017–25, 60 min. Con la partecipazione del regista e membri della comunità che hanno partecipato o collaborato al progetto. Moderatori: 12/06: Petrolati (Comitato di Quartiere Pigneto–Prenestino); 13/06 Sabrina Baldacci e Enzo De Martino (Forum Territoriale Permanente del Parco delle Energie); 14/06 Miriam Tola (Professore, Dipartimento di Media e Comunicazione, John Cabot University).
June 5, 2026
Gancio de Roma
La campagna “The Real Economy” di Helena Norberg Hodge
“La terra vivente è la vera economia, tutto ciò di cui abbiamo bisogno proviene dalla terra.” Helena Norberg-Hodge — cofondatrice   L’ecologista svedese Helena Norberg-Hodge, nata il 10 gennaio 1946, è uno dei volti più importanti dell’antropologia economica contemporanea, nonchè tra le voci più critiche della società industriale di massa, della globalizzazione economica, del neoliberismo e del capitalismo finanziario. Scrittrice, documentarista, regista e attivista per la difesa dell’ambiente e delle culture locali, è tra le principali esponenti contemporanee dell’ecologia profonda, della decrescita e del movimento per la localizzazione dell’economia e dell’agricoltura. Famosa per le sue esperienze, dal 1975, con la popolazione nella regione himalayana del Ladakh (1), è fondatrice e direttrice di Local Futures, un’organizzazione senza scopo di lucro “dedicata alla rivitalizzazione della diversità culturale e biologica e al rafforzamento delle comunità e delle economie locali in tutto il mondo”. Nel 1991 è fondatrice del Global Ecovillage Network, la Rete Globale degli Ecovillaggi (GEN) e nel 1994 è co-fondatrice – insieme a Jerry Mander, Doug Tompkins, Vandana Shiva, Martin Khor e altri importanti volti dell’ecologismo – dell’International Forum on Globalization (IFG). Molte sarebbero le cose da dire sulla Norberg Hodge, ma ciò che risulta più rilevante in tutti questi anni di attivismo – e che sta riscuotendo anche grande successo nel mondo – è la campagna The Real Economy avviata tra il 2024 e il 2025 insieme a Fatima Osman Abdalla e all’attore Gustav Skarsgård, in collaborazione con Local Futures e Fund Your Mother e We Don’t Have Time. L’iniziativa è nata per promuovere il passaggio da un’economia globalizzata a economie a misura d’uomo (localizzazione), spostando il potere dai grandi monopoli transnazionali alle comunità locali (economia reale). La campagna sostiene una “strategia di distacco” (breakaway strategy) per liberare le politiche pubbliche dalla dipendenza dal libero scambio e favorire la tutela dell’ambiente e il benessere sociale. Un progetto lungimirante e determinato a cambiare il mondo in nome della localizzazione con un programma politico-etico estremamente affascinante in nome dell’ecopacifismo, dell’agroecologia, dell’ecologia profonda e dell’opposizione alla perversione della società della crescita economica. “Questo sistema – basato su una crescita economica in continua espansione e sul commercio globale – concentra la ricchezza nelle mani di grandi imprese e banche, impoverendo la maggioranza della popolazione; inquina l’aria, il suolo e l’acqua; danneggia i nostri figli; e alimenta i conflitti sia all’interno che tra le nazioni.” – si legge sul sito della campagna. La campagna critica fortemente “l’ingiustizia di una burocrazia eccessiva e di tasse elevate a livello locale e regionale” che stritolano le comunità locali: “È urgente un cambiamento di politica: dobbiamo modificare i sussidi, le tasse e le normative che attualmente sostengono le multinazionali, in modo da rafforzare invece le piccole imprese locali e nazionali. Le decisioni su terra, denaro e risorse dovrebbero spettare alle comunità interessate, non a lontani consigli di amministrazione e multinazionali.” Per questo, secondo la campagna, “dobbiamo tornare all’economia reale. Un modo per farlo è rafforzare le economie locali. Localizzazione significa maggiore occupazione, riduzione degli sprechi e dell’inquinamento, comunità più forti e sane e istituzioni più responsabili. La buona notizia è che un cambiamento verso il locale è già in atto, guidato da migliaia di mercati contadini, alleanze di imprese locali e banche di comunità.” L’economia reale si deve basare su tre punti importanti: * Relazione, Considerarci parte di una rete vitale, non separati da essa. * Responsabilità, Rendere visibile il nostro impatto sulle persone e sul territorio, e assumerci la responsabilità di esso. * Localizzazione, Trasferire il potere dalle sale riunioni lontane alle comunità locali, dove le decisioni su terra, denaro e risorse appartengono alle comunità interessate. Punti centrali che anticipano un programma di azione politica radicale: * Disinvestire dalle industrie distruttive. In tutto il mondo, le istituzioni sono alla ricerca del massimo rendimento possibile su trilioni di dollari di investimenti. Ciò significa che banche, fondi pensione, patrimoni universitari e portafogli di enti governativi statali e locali investono massicciamente nei settori dei combustibili fossili, del nucleare e della difesa, nonché nella deforestazione, nell’accaparramento di terre, nei prestiti predatori e in altre attività distruttive. Fare tutto il possibile per convincere governi e istituzioni a smettere di finanziare la distruzione del pianeta è un importante atto di resistenza. * Spostare i sussidi dal livello globale a quello locale. I sussidi – ovvero le spese pubbliche a sostegno di particolari settori o imprese – svolgono un ruolo fondamentale nel plasmare il nostro mondo, a livello economico, politico e ambientale. Purtroppo, la stragrande maggioranza dei sussidi odierni serve ad accrescere il potere delle grandi aziende, a scapito delle economie locali, all’omogeneizzazione delle culture e al degrado ambientale. Modificare l’attuale sistema di sussidi – privilegiando le piccole imprese locali rispetto alle grandi multinazionali – contribuirebbe in modo significativo a risolvere le nostre molteplici crisi. * Resistere al potere delle multinazionali. Le grandi multinazionali continuano ad accumulare potere e ricchezza, minando ulteriormente la sovranità e l’identità delle comunità, sfruttando i lavoratori e l’ambiente e portando la disuguaglianza a livelli osceni. Per costruire economie locali sostenibili, eque e giuste, dobbiamo affrontare di petto il potere delle multinazionali. * Opporsi agli accordi di “libero scambio”. Il libero scambio è un’espressione sintetica per indicare il processo di rimozione delle regolamentazioni governative sul commercio e sugli investimenti delle imprese, “liberando” così le multinazionali e le banche globali, consentendo loro di operare e realizzare profitti oltre confine. Il libero scambio è alimentato da trattati commerciali e di investimento, istituzioni come l’Organizzazione Mondiale del Commercio e un sistema di tribunali arbitrali che, di fatto, concedono più diritti alle imprese che ai cittadini o ai loro governi. Il libero scambio è uno dei principali motori della globalizzazione aziendale e della concentrazione del potere, nonché una delle minacce più gravi per la democrazia e le economie locali. Per raggiungere una localizzazione resiliente ed equa, dobbiamo impegnarci per smantellare il regime del libero scambio e riscrivere le regole internazionali al fine di proteggere le economie, le culture e l’ambiente locali. * Opporsi agli accordi ISDS. I meccanismi di risoluzione delle controversie tra investitori e stati (ISDS) rappresentano un sistema giudiziario privato globale in cui le aziende possono citare in giudizio i governi per leggi o regolamenti che potrebbero ridurre i loro profitti. Le sentenze ISDS possono obbligare i governi a pagare ingenti sanzioni e risarcimenti alle aziende semplicemente per aver emanato leggi volte a proteggere i cittadini o l’ambiente. Questo non solo concede di fatto alle aziende più diritti dei governi, ma rappresenta anche un attacco ai processi decisionali e normativi democratici a livello locale e ha già avuto un effetto dissuasivo sull’emanazione di leggi di interesse pubblico. * Impedire alle grandi banche di finanziare la distruzione ambientale. Le banche sono fin troppo disposte a finanziare progetti che causano danni irreparabili all’ambiente e alle comunità umane, purché il ritorno finanziario sia sufficientemente elevato. È importante far luce su questi legami e opporsi ai prestiti bancari distruttivi. * Promuovere alternative al PIL. I paesi di tutto il mondo sono ossessionati dalla crescita economica misurata dal Prodotto Interno Lordo (PIL), ma questo indicatore considera la distruzione e il collasso come elementi positivi, purché generino scambi economici, e ignora le qualità ecologiche e sociali fondamentali che rendono la vita possibile e significativa. Con il mondo afflitto da molteplici crisi interconnesse, è evidente che l’ossessione per la crescita misurata dal PIL rasenta la follia. È tempo di abbandonare la crescita fine a se stessa e di passare a modelli che riflettano e promuovano meglio il benessere umano ed ecologico. Molti potrebbero definire utopico, rivoluzionario, fantasioso il programma della Campagna The Real Economy, ma in realtà si tratta del tentativo di riportare la politica al centro delle azioni umane come arte dell’immaginazione di un futuro migliore e non come riduzione a mera governance. Localizzare l’economia e renderla “reale”, rispetto alle logiche “astratte” della finanza internazionale delle corporations, non è fantasia: “se i milioni di persone che lavorano per creare un mondo migliore – dalla protezione delle foreste pluviali al sostentamento dei senzatetto – affrontassero anche le cause economiche profonde di questi problemi, allora il movimento per il cambiamento economico crescerebbe rapidamente e un futuro migliore sarebbe a portata di mano.” Il tutto accompagnato dalla concretezza di questa proposta in quanto è stata appositamente redatta una guida sul come attivarsi per mettere in atto ogni punto della campagna (leggere “Actions” sul sito della campagna). Come ricorda però l’incipit della campagna, per attuare l’economia reale ritornando alla Terra dobbiamo smantellare le narrazioni obsolete che sono alla base del nostro sistema economico globale: “Crediamo che uno degli aspetti più rilevanti della società che ci separa da un mondo più pacifico e giusto siano le idee che sono alla base del nostro sistema economico globale.” Per concludere, come ha scritto Helena Norberg Hodge: «Dai mercati contadini alle cooperative di produttori e consumatori, dalle alleanze tra imprese locali ai sistemi di finanziamento comunitario, le persone stanno ricostruendo dalle fondamenta il tessuto dell’interdipendenza locale. Spinte dal buon senso e da un’intuizione sincera, stanno trovando modi innovativi per uscire dalla frenesia del consumismo e vivere una vita locale a misura d’uomo.»   (1) Ladakh (chiamato il “Piccolo Tibet”), una regione remota sull’altopiano tibetano a confine tra Tibet, India, Cina e Pakistan che, sebbene sia parte dell’India, ha più in comune culturalmente con il Tibet.   Per informazioni: https://www.helenanorberghodge.com/ https://www.localfutures.org/wp-content/uploads/NY-Times-Helena-Norberg-Hodge-Profile-1.pdf https://www.therealeconomy.earth/ https://www.localfutures.org/wp-content/uploads/We-Believe-in-the-Real-Economy-22-April-2026.pdf https://actionguide.localfutures.org/actions/promote-alternatives-to-gdp https://re-generation.cc/en/longread/helena-norberg-hodge/ Lorenzo Poli
June 3, 2026
Pressenza
[2026-06-05] Liberiamoci dal cemento @ CSOA Ex-Snia
LIBERIAMOCI DAL CEMENTO CSOA Ex-Snia - Via Prenestina 173 (venerdì, 5 giugno 20:00)  5 Giugno MEME SHOW di Filosofia Coatta + QUIZZONE + CENA vegana || Giornata Mondiale dell'Ambiente CSOA EX SNIA - Via Prenestina 173 In occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente stiamo cucinando una serata pazzeska Celebriamo la natura a partire dalle sue fondamenta: il suolo, in difesa del quale abbiamo dedicato energia e determinazione nell'ultimo anno.   • Durante la CENA vegana ci divertiremo con il QUIZZONE per scoprire cosa succede nella nostra città rispetto al consumo di suolo. • A seguire MEME-SHOW su crisi climatica e difesa del suolo di Filosofia Coatta  Per una città pubblica, foresta e che respira, liberiamoci dal cemento!  Ti aspettiamo dalle ore 20:00, ingresso a offerta libera. Porta chi vuoi!
May 27, 2026
Gancio de Roma
[2026-05-17] Super Lieux - Lago Bullicante Ex-Snia @ Lago Bullicante Ex-Snia
SUPER LIEUX - LAGO BULLICANTE EX-SNIA Lago Bullicante Ex-Snia - Via di Portonaccio, 230, 00176 Roma RM (domenica, 17 maggio 11:00) 🌿 TUTTƏ AL LAGO Sabato 17 maggio il Lago Bullicante Ex Snia si riempie di arte, parole, musica e immaginazione ecologica. Una giornata al Parco delle Energie tra memoria dei territori, comunità e lotte che resistono alla speculazione. 📍 Lago Ex Snia – Parco delle Energie via di Portonaccio 230 🕚 dalle 11:00 alle 19:00 👉🏽 Programma 🗣 11-12 – Talk sul lago, il quartiere e le lotte territoriali con il Forum Parco delle Energie, il Centro di Documentazione Maria Baccante e il Museo delle Periferie 🖼 12:00 – Inaugurazione di “Martyrion” di Teresa Antignani Un progetto artistico che racconta i territori sacrificati e chi li difende 🐝 11-13 – Apiario didattico, osservazione del lago e degustazione del miele delle Api per il Lago PicNic: porta quello che vuoi condividere, ma al lago troverai qualcosa da mangiare e da bere! 🌱 15-17 – “Disegniamo un parco che cura” Laboratorio collettivo per immaginare il futuro ecologico dell’Ex Snia Serigrafia dal vivo 🎤 17-18 – “Il rap che combatte” incontro con Militant A degli Assalti Frontali, Luca Mascini e slam poetry con Manatì 🎭 18:30 – Andrea Lanini Lezione-performance sulla “Dolcezza del vivere” 🛍 Durante la giornata troverai anche l'info shop con le nuove t-shirt e il miele delle Api per il Lago ✊🏽 Un lago nato per errore durante uno scavo speculativo. Un pezzo di città salvato dalla comunità. Una battaglia ancora aperta. Immaginiamo insieme un nuovo futuro ecologico. Ingresso libero
May 13, 2026
Gancio de Roma
[2026-05-12] Dialoghi costituenti: Città, Clima, Salute @ Casa del Parco delle Energie
DIALOGHI COSTITUENTI: CITTÀ, CLIMA, SALUTE Casa del Parco delle Energie - Via Prenestina, 175, 00176 Roma RM (martedì, 12 maggio 17:30) Tra i molti problemi sollevati dalla crescente frequenza degli estremi climatici, spicca la fragilità delle nostre città. Una vulnerabilità che non dipende soltanto dall'intensità dei fenomeni atmosferici, ma dalla cronica inadeguatezza delle strategie di adattamento con cui governiamo l'esposizione agli eventi dei nostri territori. Roma lo sa già oggi: nelle giornate di afa estiva, le piazze assolate e le strade spogliate dai filari alberati restituiscono un caldo soffocante, con ricadute sulla salute delle persone più fragili da un punto di vista sanitario, o più vulnerabili da un punto di vista socioeconomico. Nei quartieri più densamente edificati, l'assenza di verde aggrava tali ricadute e dove al disagio economico si somma la povertà di parchi, l'aspettativa di vita scende fino a un anno sotto la media cittadina. Di fronte a quelle che ormai rappresentano disuguaglianze climatiche, un numero crescente di città ha scelto di rispondere con strategie intersettoriali e multidisciplinari per regolare gli usi del suolo, capaci di tenere insieme politiche climatiche e urbanistiche, tutele paesistiche e regolamenti edilizi, mobilità e recupero dello spazio pubblico. Ancorate a piani cogenti, queste strategie non si limitano a frenare il consumo di suolo: rafforzano le reti ecologiche, preservano le connessioni con il sistema idrografico minore, moltiplicano le dotazioni verdi progettandone qualità, accessibilità e camminabilità per favorire, con la cura del territorio forme più sane e sostenibili di fruizione della città. Roma non è estranea a questa tensione: orti urbani, giardini di vicinato, grandi parchi costituiscono presidi di cittadinanza attiva e consapevole, anche conflittuale. Mentre in Assemblea capitolina è aperta la revisione degli strumenti fondamentali di governo urbano — le Norme Tecniche del Piano Regolatore, i vari stralci del Piano Clima, la Memoria per il Verde – manca ancora la capacità di ricondurli a un sistema organico di indirizzi normativi e obiettivi di adattamento. A difesa della città, del suo patrimonio ambientale, dei suoi abitanti. INTERVENGONO Chiara Badaloni, DEP Lazio: Infrastrutture Verdi e Blu Grazia Pagnotta, RRR: Le Disuguaglianze climatiche Luisa Sodano, Insieme 17 APS: Rinverdire la Salute Urbana Chiara Belingardi, Genitori Di Donato: Strade scolastiche Lorenzo Paglione, RRR: Camminabilità, spazio pubblico e salute MODERA Alessandra Valentinelli: RRR
May 11, 2026
Gancio de Roma