Tag - rapporto sipri

IRIAD: UE seconda nella graduatoria della spesa militare, globalmente in aumento
Pubblicando i nuovi dati sui bilanci della difesa relativi a tutti i Pesi del mondo, il SIPRI sottolinea il record mai raggiunto prima: quasi 2.900 miliardi di dollari a prezzi costanti, cioè il 2,9% in più rispetto all’anno precedente. Quella che rischia di passare inosservata è la cifra-monstre di risorse destinate alla Difesa dall’Europa a Ventisette. Nella gara a chi spende di più nelle armi, dopo gli Stati Uniti con 929 miliardi di dollari (in lieve calo per le riduzioni decise dall’amministrazione Biden), i Paesi dell’Unione Europea si collocano a uno spettacolare secondo posto con 430 miliardi di dollari, quasi 100 miliardi più della Cina (335) e più del doppio della Russia(158). “D’accordo, la UE non è un soggetto unitario, ma questa non è una giustificazione per sprecare i soldi – commenta Fabrizio Battistelli, presidente di IRIAD / Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo – Piuttosto sono gli effetti della competizione interna, per cui nella produzione di armamenti con il suo bilancio della Difesa ogni Stato alimenta il proprio “campione” industriale, almeno dieci eserciti nazionali pretendono di svolgere tutte le missioni e coprire tutti i ‘domini’ (terra, mare, cielo) e perfino programmi come Rearm Europe/Readiness 2030 alimentano solo in minima parte le co-produzioni europee”. In tale contesto i dati SIPRI mostrano un aumento delle spese per la Difesa in Italia da 37,9 miliardi a 45,4 miliardi, con un aumento di 7,5 miliardi di dollari. Redazione Italia
April 28, 2026
Pressenza
Rapporto Sipri. Il boom nel commercio d’armi
Negli ultimi cinque anni l’Europa è diventata il principale importatore di armi a livello globale. Secondo i dati dell’ultimo rapporto pubblicato ieri dallo Stockholm International Peace Research Institute (Sipri), le importazioni del vecchio continente sono più che triplicate rispetto al quinquennio precedente. L’Europa è ora la regione più importante per le importazioni di armi, mentre tra il 2016 e il 2020 le principali regioni importatrici erano Asia e Oceania (42% di tutte le importazioni) e Medio Oriente (32%). L’Europa si trovava al terzo posto, ma molto più indietro (12%). Ora invece si posiziona al primo posto al mondo con il 33% della quota. Seguono da vicino Asia e Oceania (31%) e Medio Oriente (26%). “Il forte aumento dei flussi di armi verso gli stati europei ha spinto i trasferimenti globali di armi a un aumento di quasi il 10%”, osserva Mathew George, uno degli autori del nuovo studio Sipri. La crescita è determinata soprattutto dalla guerra in Ucraina e dal rafforzamento delle capacità militari degli stati europei. Allo stesso tempo, le esportazioni totali degli Stati Uniti, il principale fornitore di armi al mondo, sono aumentate del 27%. Questo include un aumento del 217% delle esportazioni di armi statunitensi verso l’Europa, specifica il Sipri. Ne abbiamo parlato con Carlo Tombola di Weapon Watch Ascolta la diretta:
March 10, 2026
Radio Blackout
Cresce il business delle armi. Il rapporto Sipri
Il 2024 è stato un anno record per l’industria bellica con ricavi globali pari a 600 miliardi. L’industria delle armi non conosce crisi. Trainate dalle guerre in Ucraina e Gaza, nel 2024 le vendite dei 100 maggiori produttori al mondo sono aumentate del 5,9%, raggiungendo un fatturato di circa 589 miliardi di euro. A mettere nero su bianco la crescita il nuovo rapporto dello Stockholm International Peace Research Institute (Sipri). Gli aumenti più significativi sono stati negli Stati Uniti e in Europa. Per la prima volta dal 2018 le cinque aziende top a livello mondiale hanno aumentato tutte i propri ricavi. Gli Stati Uniti continuano a fare la parte del leone. Il fatturato totale delle 39 aziende statunitensi tra le prime 100 ha raggiunto 290 miliardi di euro, con un aumento del 3,8%. Sei delle dieci aziende più grandi sono statunitensi, tra cui le prime tre: Lockheed Martin, RTX e Northrop Grumman. Anche i produttori di armi europei registrano un aumento delle vendite: dei 36 censiti, 23 hanno visto il loro fatturato crescere, con un volume totale in aumento del 13% a 131 miliardi di euro, trainato dalla domanda dovuta alla guerra in Ucraina. Nonostante le sanzioni i ricavi russi del settore degli armamenti continuano a crescere. Le due aziende russe più importanti, entrambe nella Top 100, Rostec e United Shipbuilding Corporation, hanno realizzato un fatturato di 27 miliardi di euro, con un aumento del 23%. Un altro punto saliente documentato dal rapporto è, per la prima volta, un numero record di aziende mediorientali nella top 100: sono nove (erano sei l’anno scorso) con un fatturato complessivo di 27 miliardi di euro, in aumento del 14%. Tre aziende israeliane hanno rappresentato poco più della metà del fatturato totale, per un valore complessivo di 14miliardi di euro, in crescita del 14%. Ne abbiamo parlato con Renato Strumia della Sallca Cub Ascolta la diretta:
December 11, 2025
Radio Blackout - Info