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Livorno, nave con droni diretti a Sigonella ancora ferma. I portuali si rifiutano di caricarla
Nella tarda serata di ieri gli attivisti e le attiviste della Global Sumud Flotilla sono stati rilasciati, dopo un fermo di alcune ore. Le barche che hanno partecipato all’azione coordinata sono ancora sotto sequestro. Dopo sei ore di blocco in mare e presidio davanti al varco, la nave è entrata nel terminal Darsena Toscana. Immediata la proclamazione di sciopero. Il turno di notte si è rifiutato di lavorare. Anche il secondo turno della mattina ha deciso di aderire allo sciopero. La nave è ferma. Stiamo parlando della Sunaid X, una porta container che viene utilizzata per rifornire la base americana di Sigonella. Attualmente sarebbero 4 i contenitori “sospetti” al cui interno vi sono batterie per droni, equipaggiamenti militari, gas e propellenti. La base di Sigonella è stata utilizzata per sostenere le recenti azioni militari americane in Medio Oriente. Con questa iniziativa vogliano lanciare anche un messaggio allo stato sionista e genocida di Israele, che ha utilizzato proprio quella base per coordinare gli attacchi contro la Global Sumud Flottilla diretta a Gaza. È gravissimo che un porto civile venga utilizzato per movimentare materiale militare ponendo il nostro Paese in complicità con guerre che sarebbe esplicitamente vietata dalla nostra Costituzione e che producono carovita crescente, con aumenti del costo della benzina, dei beni alimentari e delle bollette. I lavoratori non saranno complici! Verso lo sciopero generale e internazionale del 30 ottobre. L’iniziativa di Livorno è stata possibile grazie all’impegno coordinato di: No Harbor for Genocide Global Sumud Flotilla Italia Gruppo Autonomo Portuali Livorno Unione Sindacale di Base Livorno Unione Sindacale di Base
October 23, 2026
Pressenza
#sciopero #nowar I lavoratori portuali non lavorano per la guerra: il 30 ottobre sarà la seconda Giornata internazionale di azione. La mobilitazione globale cresce e coinvolgerà oltre 100 porti in 17 Paesi e 4 continenti, con adesioni storiche che vanno da San Francisco ad Amburgo, fino al Consiglio europeo dei lavoratori portuali. 40.000 container in un solo giorno.
October 22, 2026
Antonio Mazzeo
Sommosse, occupazioni e blocchi: l’Italia di Meloni è in subbuglio
Sciopero studentesco del 16 ottobre. Migliaia di studenti scendono in piazza in tutte le città italiane da Nord a Sud. Alcuni giornali hanno scritto: «non li abbiamo visti arrivare». Ma le occupazioni delle scuole erano cominciate a Torino, Bologna, Milano, Roma e Napoli già da una settimana, resistendo alla repressione folle di dirigenti scolastiche e polizia. E non solo le scuole del centro, hanno iniziato a occupare anche scuole nelle zone più periferiche. > I giornali locali e nazionali hanno iniziato fin da subito con una campagna > martellante sui danni provocati dalle occupazioni, condividendo video e reel > di scuole devastate amplificando e ampliando la realtà dei danni. Ad esempio, a Roma, è girato ovunque un video del Liceo Tulio Levi Civita dove una notte sono entrate delle persone esterne e hanno provocato dei danni nella scuola. Ma non hanno girato i video dei giorni seguenti dove gli e le studenti hanno ripulito, ridipinto e riorganizzato la scuola, e chiamato la comunità solidale di insegnanti e abitanti del quartiere a supporto della scuola. Così l’occupazione è stata difesa ed è finalmente riuscita a inchiodare il municipio sul tema degli spazi scolastici. Il 16 ottobre ci sono state tensioni a Torino, Milano, Bologna e Roma, piazze in tutta Italia, con diverse organizzazioni studentesche coinvolte, dai collettivi autorganizzati ai sindacati studenteschi come UDS, Rete degli Studenti e OSA. Nelle piazze molti erano i richiami alla Francia, alla Spagna e all’Albania in rivolta e lo slogan principale delle piazze era «soldi alla scuola e non alla guerra». “ITALIA IN PIAZZA17” Sabato mentre a Roma era convocata una grande manifestazione della Cgil dal cui palco Landini ha convocato lo sciopero generale per il 20 novembre, in molte altre città erano convocate piazze da “Italia in piazza17”. Una pagina instagram, gruppi telegram e un manifesto generico di rivendicazioni sul lavoro, stipendi, scuola, sanità, case e strade sicure. «Una manifestazione che non è organizzata da nessun partito politico, sindacato o organizzazione militante», «Vogliamo che la piattaforma superi le divisioni destra e sinistra» «Portate le bandiere italiane». > E così è stato in molte piazze, per la maggior parte piccole. Ma la differenza > l’hanno fatta Milano, Bologna e Torino, seppur in maniera diversa. A Milano un corteo di giovani e giovanissimi parte con bandiere italiane, bandiere palestinesi, qualche cartello contro il carovita e qualche coro “siamo tutti antifascisti”. Ma nei pressi di piazza Duomo la polizia carica il corteo, subito in maniera violenta, dopo dei tiri di oggetti, spezza il corteo e rastrella chi trova. Ancora cariche in via Broletto e cariche in piazza Duomo dove parte una caccia alle persone in mezzo a turisti/e attoniti/e. Ed è qui che la situazione cambia. Le persone scappano, ma nuovi capannelli si riformano. La polizia carica. Ma nuove persone arrivano. Lancio di lacrimogeni. Si scappa, ma poi si ritorna. Piazza Duomo è grande e ragazzi e ragazze non vanno via. La polizia fa caroselli. Carica e prende tutte le persone che riesce. Mena e mena forte. Ma non riesce a ristabile l’ordine per ore. Fino a sera. > Dalle cronanche leggiamo di 72 giovani portati in questura, di cui 44 > minorenni, tra questi ne sono stati arrestati 16, di cui 9 minorenni. Persone > quasi tutte sconosciute alle forze dell’ordine, con nessun precedente, o > vicinanza a gruppi politici. Molti sono italiani di seconda generazione. Non è > chiaro se ci siano ragazze tra le persone fermate. Nelle stesse ore a Bologna la situazione è simile, scontri che durano per ore, portati avanti da giovani e giovanissimi, con tante persone di seconda generazione. Qui la polizia dopo aver caricato per ore in centro città, si è spostata in piazza Lucio Dalla, dove ha caricato persone inermi che stavano passando il sabato sera nei prati adiacenti alla piazza. A Torino invece la piazza “Italia in piazza” era chiaramente organizzata dalla destra, diverse persone di Futuro nazionale sono state poi riconosciute tra chi organizzava, e si è facilmente arrivati alle mani. In seguito mentre la piazza rimaneva vuota, sono state danneggiate una libreria Feltrinelli e altri negozi del centro sempre da gruppi di giovani e giovanissimi. SOMMOSSE E SACCHEGGI LA DOMENICA A Milano la rabbia del sabato non si spegne. E domenica piccoli gruppi si danno appuntamento in Duomo, la piazza di ritrovo delle periferie, e iniziano i saccheggi dei negozi aperti (in effetti sarebbe arrivata l’ora di chiudere i negozi la domenica!). Si ruba e si distrugge, così com’era accaduto anche il giorno prima nelle piazze insorgenti francesi. Oggi i pennivendoli della destra e sinistra si scagliano contro questi atti impolitici. Contro questi persone giovani di seconda generazioni che non manifestano nel giusto modo, che sono incapaci di articolare delle proposte politiche, che invece di manifestare rubano le scarpe, vestiti e borse. E hanno anche distrutto dei libri. > I ragazzi e le ragazze che sono scesi in piazza a Milano a distruggere i > negozi del centro sono lì per restare. In questi anni sono stati descritti > come maranza o baby gang, trattati da nemico pubblico numero uno, vivono nelle > periferie più marginalizzate, vanno nelle scuole peggiori del nostro sistema > scolastico e i loro genitori sono le fascie più povere della nostra società. E > ci si accorge di loro solo quando diventano un problema di ordine pubblico. A scuola li chiamano i BES, alunni e alunne con bisogni educativi speciali per questioni economico-sociali. Ma i loro problemi non sono questioni individuali. Sono la grande questione di cui nessuno parla in questo Paese: la povertà e il razzismo strutturale. Sono quei ragazzi e ragazze che nascono qui, frequentano le scuole, e vivono tutta la loro infanzia e adolescenza senza cittadinanza, e sono sempre sotto il ricatto di perderla (come chiariscono le ultime proposte della Lega). Domenica gli arresti salgono a 32 e in fermi in totale sono stati 271. La macchina repressiva picchia dura, e non solo a Milano. Da ieri, ci arrivano video di giovani ragazzi razializzati fermati in tante città del Nord senza nessun motivo e presi di mira nelle occupazioni e mobilitazioni studentesche. La polizia divide tra buoni e cattivi e la linea di divisione passa per il colore della pelle, una vera e propria profilazione razziale. BLOCCHI DI AGRICOLTURA E TRASPORTI NEL SUD ITALIA Tutte le prime pagine dei giornali sono dedicare alle vetrine rotte di Milano. Una vera disgrazia in effetti. Così come la merce rubata. Nel frattempo nelle strade del sud Italia, in Calabria, Puglia e oggi anche in Campania, ci sono picchetti e blocchi della circolazione da giorni. Camion e trattori sono per strada, in ogni rotonda e nelle autostrade si rallenta o si ferma la circolazione. Il caro carburante rende impossibile portare avanti le imprese agricole e degli autotrasporti. Sabato in molte città i trattori si sono uniti ai cortei studenteschi, genitori, figli e figlie nelle strade contro un governo che non si interessa del Sud. Se i blocchi continueranno inizieremo a vedere meno merci negli scaffali e dietro quelle famose vetrine. E intanto esplode la lotta dell’Ilva di Tarantoe di Genova. > Non solo le periferie del Nord ma anche le aree periferiche del Sud Italia > stanno scoppiando. Quei territori dimenticati dal capitalismo avanzato dei > servizi, i quartieri dormitorio della forza lavoro sottopagata del nord e le > aree di produzione a basso valore aggiunto come l’agricoltura. Aree rese > invisibili dai centri nevralgici del potere economico e politico, ma che > esistono, nonostante l’abbandono. È forse la prima volta che in Italia, nello stesso momento, rischiano di scoppiare le periferie del Nord e i territori del Sud. Al momento è una giustapposizione di tempi, di spazi e di gruppi sociali, legati dal tema del carovita, non esiste una relazione, tantomeno un’alleanza, e spesso gli interessi sono confliggenti. Ma la concomitanza rischia di mettere in serio pericolo il governo. Per la prima volta dopo quattro anni. OCCUPAZIONI DI SCUOLE Ieri, ha occupato la prima università l’Orientale di Napoli e sono riprese le occupazioni delle scuole, sono decine in tutta Italia, licei del centro, ma anche scuole di periferia, iniziano a essere occupati anche degli istituti tecnici e qualche professionale. Le scuole dei “margini”, proprio quei luoghi che etichettano i ragazzi e le ragazze come problemi e si accorgono di loro solo quando “danno fastidio”. Possono essere queste occupazioni luoghi di ricomposizione sociale? Di costruzione di nuove alleanze? Di ripoliticizzazione delle giovani generazioni? > Possono queste lotte giovanili incontrarsi con le rivendicazioni delle lotte > sul lavoro e del carovita? Con le lotte per la sanità e contro la dismissione > del welfare pubblico? Per la casa e contro la speculazione immobilirare? L’Italia è in subbuglio. E il governo si prepara a varare una finanziaria che investe la maggior parte dei (pochi) soldi in spese militari invece che in scuola, sanità, istruzione, energia e trasporti. I saccheggi delle giovani generazioni, gli e le studenti in occupazione, lavoratori e lavoratrici dei trasporti e dell’agricoltura nei blocchi autostradali, da tre punti di vista diversi, ci spiegano come il patto neoliberale si è rotto. E non c’è alcuna mediazione possibile, da un lato perchè il governo ha in mano ormai solo il potere della repressione, e dall’altro perchè i corpi intemedi sono del tutto inefficaci. E si prepara l’ennesimo decreto sicurezza. Nelle prossime settimane in Italia sono indetti due scioperi, entrambi in modi diversi potrebbero essere momenti per rilanciare la lotta e creare spazi di convergenza, se fossero capaci di mettere al centro le rivendicazioni delle giovani generazioni, e di lato le dinamiche identitarie e competitive che li contraddistinguono. L’Europa è in fiamme: dalla Francia all’Albania, dalla Spagna all’Italia: in queste proteste, moti, atti insorgenti e sommosse soggiace l’unica possibilità di difesa contro la fascistizzazione della società. Non è più il momento di guardare le vetrine. Immagine di copertina di Gianfranco Giovanni Candida via Milano in Movimento Questo articolo è gratuito ma produrlo richiede tempo e impegno. 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October 20, 2026
DINAMOpress
Tutta la Francia si mobilita, la giornata di sabato 17@0
Sabato 17 ottobre 2026, centinaia di manifestazioni si sono svolte in tutta la Francia. Gilet Gialli, studentx delle scuole superiori, studentx universitarix, sindacati, lavoratorx di vari settori e collettivi si erano datx appuntamento, sull’onda di un movimento studentesco che da settimane mette in crisi il governo, il quale si appresta ad approvare una finanziaria che prevede più di 40 miliardi di tagli alla spesa pubblica. Secondo i sindacati, più di 800.000 persone hanno manifestato in tutta la Francia, quasi il doppio di quanto rivendicato durante l’ultima manifestazione studentesca di martedì. Scene simili a quelle di Parigi si sono viste ovunque nel paese, tra scontri, saccheggi, barricate e incendi. A Bordeaux, dei manifestanti hanno saccheggiato la residenza privata della prefetta. A Marsiglia, dopo degli scontri molto duri tra il corteo e la polizia, alcuni manifestanti si sono introdotti nell’edificio del comune. A Lione, è stato dato alle fiamme un ufficio del turismo, in quello che Le Monde ha definito un «clima insurrezionale». Nunez ha accusato «i movimenti di ultrasinistra» di aver voluto «attaccare gli edifici pubblici» e ha detto che, ieri sera, gli arresti erano più di 400. Ci siamo fatte raccontare da Filippo Ortona, giornalista che vive a Parigi, la giornata nella capitale e abbiamo ricevuto un contributo audio da Lione.
October 19, 2026
Radio Blackout - Info
Tutta la Francia si mobilita, la giornata di sabato 17@1
Sabato 17 ottobre 2026, centinaia di manifestazioni si sono svolte in tutta la Francia. Gilet Gialli, studentx delle scuole superiori, studentx universitarix, sindacati, lavoratorx di vari settori e collettivi si erano datx appuntamento, sull’onda di un movimento studentesco che da settimane mette in crisi il governo, il quale si appresta ad approvare una finanziaria che prevede più di 40 miliardi di tagli alla spesa pubblica. Secondo i sindacati, più di 800.000 persone hanno manifestato in tutta la Francia, quasi il doppio di quanto rivendicato durante l’ultima manifestazione studentesca di martedì. Scene simili a quelle di Parigi si sono viste ovunque nel paese, tra scontri, saccheggi, barricate e incendi. A Bordeaux, dei manifestanti hanno saccheggiato la residenza privata della prefetta. A Marsiglia, dopo degli scontri molto duri tra il corteo e la polizia, alcuni manifestanti si sono introdotti nell’edificio del comune. A Lione, è stato dato alle fiamme un ufficio del turismo, in quello che Le Monde ha definito un «clima insurrezionale». Nunez ha accusato «i movimenti di ultrasinistra» di aver voluto «attaccare gli edifici pubblici» e ha detto che, ieri sera, gli arresti erano più di 400. Ci siamo fatte raccontare da Filippo Ortona, giornalista che vive a Parigi, la giornata nella capitale e abbiamo ricevuto un contributo audio da Lione.
October 19, 2026
Radio Blackout - Info
Tutta la Francia si mobilita, la giornata di sabato 17
Sabato 17 ottobre 2026, centinaia di manifestazioni si sono svolte in tutta la Francia. Gilet Gialli, studentx delle scuole superiori, studentx universitarix, sindacati, lavoratorx di vari settori e collettivi si erano datx appuntamento, sull’onda di un movimento studentesco che da settimane mette in crisi il governo, il quale si appresta ad approvare una finanziaria che prevede più di 40 miliardi di tagli alla spesa pubblica. Secondo i sindacati, più di 800.000 persone hanno manifestato in tutta la Francia, quasi il doppio di quanto rivendicato durante l’ultima manifestazione studentesca di martedì. Scene simili a quelle di Parigi si sono viste ovunque nel paese, tra scontri, saccheggi, barricate e incendi. A Bordeaux, dei manifestanti hanno saccheggiato la residenza privata della prefetta. A Marsiglia, dopo degli scontri molto duri tra il corteo e la polizia, alcuni manifestanti si sono introdotti nell’edificio del comune. A Lione, è stato dato alle fiamme un ufficio del turismo, in quello che Le Monde ha definito un «clima insurrezionale». Nunez ha accusato «i movimenti di ultrasinistra» di aver voluto «attaccare gli edifici pubblici» e ha detto che, ieri sera, gli arresti erano più di 400. Ci siamo fatte raccontare da Filippo Ortona, giornalista che vive a Parigi, la giornata nella capitale e abbiamo ricevuto un contributo audio da Lione.
October 19, 2026
Radio Blackout
GIORNATA DI SCIOPERO STUDENTESCO. AL CENTRO DELLE PROTESTE CAROVITA, DECRETO VALDITARA, REPRESSIONE, CLIMA. CARICHE A BOLOGNA E TORINO – LA DIRETTA
E’ giornata di sciopero studentesco, lanciata da diverse realtà, dai Collettivi autonomi e locali a Osa, contro caroscuola, carovita, repressione, decreto Valditara, precarietà abitativa, sociale e di vita. Manifestazioni da nord a sud, come a Torino, Genova, Venezia, Padova, Vicenza, Bologna, Livorno, Napoli e Roma. Non sono mancate le provocazioni di polizia e digos alla vigilia delle proteste di questo venerdì 16 ottobre. Perquisizioni e diffide a studenti e studentesse padovani sono arrivate nella notte “per sospetta istigazione a delinquere”. Sarebbero scattati anche daspo e convocazioni in questura, come denunciato dal Coordinamento Studenti Medi di Padova. “Ancora una volta, quando gli studenti protestano per le condizioni vergognose delle scuole, l’unica risposta del governo è quella di mettere tensione e paura per provare a dividerci”. ORE 10.00 – Da Padova Yuki, studente del Coordinamento Studenti Medi dal corteo di questa mattina alla presenza di oltre 2mila persone. Ascolta o scarica. ORE 11.00 – Da Milano Isaia, studente della scuola Settembrini in piazza. Ascolta o scarica. ORE 12.30 – A Bologna il corteo, anche in questo caso partecipato da migliaia di giovani, si è diretto verso la stazione dei treni. All’esterno della stazione la polizia ha caricato, colpendo studenti e studentesse con numerose manganellate. Dal capoluogo emiliano sentiamo Bianca del Collettivo Autonomo Studentesco. Ascolta o scarica. A Milano dopo il corteo è stato occupato un palazzo vicino all’Università Statale per farne una TAZ. Sentiamo Nicole del Liceo Russel e del Coordinamento dei collettivi studenteschi Ascolta o scarica Sentiamo anche Emma del Coordinamento dei collettivi studenteschi Ascolta o scarica ORE 13.00 – A Torino il partecipato corteo studentesco ha raggiunto il piazzale antistante alla Prefettura dove la polizia ha caricato studenti e studentesse, con l’uso di idranti e lacrimogeni. Da Torino Daniele del Liceo Einstein e del Kollettivo Studentesco Autonomo Ascolta o scarica Sempre oggi, in alcune città, in piazza anche lo sciopero per il clima con i Fridays For Future nel tentativo di unire la lotta per la giustizia climatica a quella sociale ed economica. Nelle piazze di molte città d’Italia e di centinaia città nel mondo si torna a marciare per il clima e la tutela del pianeta. Lo sciopero per il clima, che tradizionalmente veniva convocato in questi mesi, quest’anno ha luogo dopo un’estate insopportabile. Da Torino Simona, di Fridays For Future dove la mobilitazione climatica si è unita alla protesta studentesca, con la partecipazione di migliaia di persone. Ascolta o scarica. Tra queste piazze anche Milano, dove la Questura ha prescritto piazza Scala, dirottando il presidio “Un clima per tutti, tutti per il clima” in piazza San Babila, ore 17.30. Radio Onda d’Urto ne ha parlato qui.
October 16, 2026
Radio Onda d`Urto
Francia: continua la mobilitazione studentesca e si unisce al corteo del 17 ottobre
Questa settimana in Francia alla protesta studentesca si sono unite diverse università con la partecipazione di istituti che nella storia non hanno mai scioperato. Le caratteristiche di questo movimento sembrano piuttosto inedite, così come lo attesta una possibile convergenza di cui si avrà un primo riscontro sabato 17 ottobre, tra componente studentesca, lavoratori e dimensione legata al movimento dei Gilet Jaunes. Ne parliamo con Luna, docente e ricercatrice a Paris VIII
October 15, 2026
Radio Blackout - Info
Francia: continua la mobilitazione studentesca e si unisce al corteo del 17 ottobre
Questa settimana in Francia alla protesta studentesca si sono unite diverse università con la partecipazione di istituti che nella storia non hanno mai scioperato. Le caratteristiche di questo movimento sembrano piuttosto inedite, così come lo attesta una possibile convergenza di cui si avrà un primo riscontro sabato 17 ottobre, tra componente studentesca, lavoratori e dimensione legata al movimento dei Gilet Jaunes. Ne parliamo con Luna, docente e ricercatrice a Paris VIII
October 15, 2026
Radio Blackout
Sciopero 30 ottobre e mobilitazione 4 novembre: la conoscenza contro la guerra
RAFFORZIAMO LO SCIOPERO DEL 30, COSTRUIAMO IL 4 NOVEMBRE: LA CONOSCENZA NON MARCIA INVITA ALLA DISCUSSIONE A COSA SERVE LA CONOSCENZA SE NON PRODUCE UNA IDEA DI FUTURO? La campagna “La conoscenza non marcia” è cresciuta nel tempo: è partita da un insieme di docenti universitari, coinvolgendo poi diverse organizzazioni del mondo della scuola, del sindacalismo conflittuale, delle organizzazioni di studenti e studentesse. Nell’ultimo mese questa rete ha prodotto il lancio ufficiale della petizione alla Camera, raccogliendo un numero di firme (oltre 4mila) al di sopra delle aspettative, e un numero di piazze rilevante: il 28 settembre sono state prodotte iniziative in 25 città intorno alla raccolta firme. A queste vanno aggiunte le decine di iniziative in scuole, università e spazi cittadini, avvenute prima e dopo la data di lancio. Ma, al di là dei numeri, abbiamo verificato la pertinenza dello strumento, radicale nei contenuti ed agibile per tutte e tutti. Soprattutto, ci sembra sia un meccanismo in grado di produrre iniziativa politica, agitare la mobilitazione e saldare il settore (strategico) della conoscenza con gli altri comparti produttivi che si stanno attivando nell’ambito del più generale contrasto alle tendenze alla guerra generalizzata, totale, sicuramente imperialista e probabilmente nucleare. La scelta che abbiamo fatto fin dall’inizio è quella di una alleanza – tra docenti e studenti, oltre che tra scuola e università – di energie indipendenti che oggi vanno necessariamente messe in dialettica con il contesto storico in cui appaiono diverse scintille in grado di trasformarsi in fuochi ardenti e che vedono nell’istruzione un contenitore di contraddizioni su cui agire: le mobilitazioni contro la leva in Germania, le occupazioni e la determinazione messa in campo dal mondo studentesco francese, lo sciopero internazionale dei porti, la ripresa in piazza dell’opposizione al genocidio del popolo palestinese, le diverse occupazioni negli istituti superiori nel nostro paese, sembrano disegnare un quadro rinnovato di opposizione alla guerra imperialista che si salda con il disagio per le condizioni di vita quotidiana di masse sempre più allargate di persone. La conoscenza non marcia ha fatto parte di quella enorme assemblea dei portuali di Genova lo scorso 3 ottobre, che ha lanciato lo sciopero del 30 ottobre, adesso diventato sciopero generale. Riteniamo necessario e fondamentale costruire un percorso che rafforzi quell’ipotesi di rilancio che potrebbe generare un meccanismo analogo al “blocchiamo tutto” dello scorso autunno, così come pensiamo sia doveroso costruire una mobilitazione generalizzata il 4 novembre, nella giornata delle forze armate da sovvertire simbolicamente nella giornata di opposizione alla guerra. Per questi motivi invitiamo tutte le realtà aderenti a La conoscenza non marcia, e tutte le soggettività che vi ruotano intorno, ad una assemblea online il 28 di ottobre alle ore 16: stiamo proponendo una assemblea vera, che abbia il 30 ottobre e il 4 novembre come obiettivi, e la prosecuzione di un percorso comune come orizzonte. Pensare che esse possano essere affrontate e risolte nei dibattiti interni a quei mondi, è un errore fatale, figlio di una idea narcisista e solipsistica della cultura: viceversa, è necessario costruire un dialogo costante con l’esterno. Vi invitiamo a discuterne il 28 ottobre: scrivici per il link info@laconoscenzanonmarcia.com. Qui la pagina Facebook. Sito ufficiale: laconoscenzanonmarcia.com -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente