Tag - sciopero

Puntata del 13/01/2026
Il primo argomento della puntata è stato quello degli istituti scolastici tecnico professionali. Infatti in compagnia telefonica di Maria Teresa, docente dell’ istituto Bodoni-Paravia di Torino, abbiamo approfondito le motivazioni che hanno spinto questo collegio di istituto a presentare una mozione che riguarda la “filiera tecnologico professionale”. Quest’ ultima, che prevederebbe un percorso strutturato in […]
GRAN BRETAGNA: NEGATO NUOVO CONTRATTO A ELBIT SYSTEMS, ATTIVISTI/E DI PALESTINE ACTION INTERROMPONO LO SCIOPERO DELLA FAME
In Gran Bretagna attivisti e attiviste di Palestine Action, in carcere in attesa del processo, hanno interrotto lo sciopero della fame. Tre di loro, Kamran Ahmed, Heba Muraisi e Lewie Chiaramello, erano a rischio imminente di morte poiché in sciopero della fame rispettivamente da 73, 66 e 52 giorni. Su Radio Onda d'Urto gli aggiornamenti con Carlo Gianuzzi, nostro storico corrispondente sulle questioni irlandesi.
LOTTE OPERAIE: VENERDÌ DI SCIOPERO PER CALL CENTER DI ENEL, COMPARTO AEREO E FERROVIARIO
Dai call center di Enel allo sciopero di 24 ore per il comparto ferroviario che inizia alle 21, passando per le 4 ore di sciopero del trasporto aereo, venerdì 9 gennaio è una giornata di lotta per diverse vertenze importanti sul lavoro in Italia. La vicenda degli appalti dei call center di Enel è stata in ordine cronologico la prima mobilitazione della giornata, in questo caso convocata dai sindacati confederali Slc Cgil, Fistel Cisl e UilCom. Sciopero ha visto in diverse sedi di lavoro un’adesione pressoché totale, di fronte alle minacce sul posto di lavoro che riguardano circa duemila persone al backoffice e circa cinquemila al front office. Le ultime gare di appalto hanno prefigurato trasferimenti forzati a centinaia di chilometri di lavoratori e lavoratrici. “Le ultime gare stanno tentando di aggirare le clausole sociali e di ridurre il perimetro occupazionale attraverso l’obbligo, per chi vince, di inserire processi di automazione e di Intelligenza Artificiale. È inaccettabile – ha dichiarato il segretario generale di Slc Cgil, Riccardo Saccone – Nessuno ignora i possibili impatti della transizione digitale sul mondo dei call center, ma gestire le cose in questo modo vuol dire far pagare i soliti noti: i lavoratori. Che questa operazione venga poi fatta da Enel, società a controllo pubblico che in questi anni ha registrato extraprofitti ragguardevoli, è ancora più grave”. Sentiamo lo stesso Riccardo Saccone ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica Nel pomeriggio di venerdì è scattato invece lo sciopero del comparto aereo lanciato dalla Cub Trasporti. Quattro ore di sciopero per i diritti dei lavoratori che tra l’altro arrivano pochi giorni dopo la situazione disastrosa di Orio al Serio, che nel fine settimana scorso ha visto migliaia di passeggeri restare in aeroporto “allo sbando, senza informazioni, con tutto sulle spalle dei lavoratori”. Proprio dall’aeroporto di Orio al Serio ci siamo collegati con Stefano Bonomi della CUB Ascolta o scarica Alle 21 invece scatta lo sciopero nazionale di 24 ore indetto da SGB e CUB nel settore ferroviario, a pochi giorni dall’uccisione di un capotreno nel parcheggio riservato al personale della stazione di Bologna. Ne abbiamo parlato, proprio dal capoluogo emiliano, con Clemente Garruto di SGB Ascolta o scarica  
Per una Giornata internazionale di azione congiunta dei porti
Appello “La pace è finita” è ciò che sentiamo dire dalla maggior parte dei nostri governi Come sindacati dei lavoratori #portuali, abbiamo firmato la dichiarazione “I lavoratori portuali non lavorano per la guerra” a Genova il 26 settembre e ribadiamo l’attualità degli impegni contenuti in questo documento. Questi includono la […] L'articolo Per una Giornata internazionale di azione congiunta dei porti su Contropiano.
[Greve] Echi dalle piazze
Visioni, strumenti, alleanze dell'inedito sciopero generale di Novembre in Belgio. Puntata corale che raccoglie le testimonianze delle organizzatrici della capillare mobilitazione contro le riforme di austerità a Bruxelles.
3 OTTOBRE PER LA PALESTINA: LA COMMISSIONE DI GARANZIA CALA LA MANNAIA SUL DIRITTO DI SCIOPERO
La Commissione di Garanzia sulla legge 146 ha dichiarato illegittimo lo sciopero generale per la Palestina del 3 ottobre 2025, indetto in modo unitario dai sindacati di base e dalla Cgil con la parola d’ordine “Blocchiamo tutto” a supporto della resistenza palestinese e della Global Sumud Flotilla, mobilitando milioni di persone in tutta Italia. Il garante non ha riconosciuto il carattere d’urgenza della mobilitazione, che permetterebbe di convocare uno sciopero senza i 10 giorni di preavviso previsti dalla legge. Ora Usb, Cub, Si Cobas, Sgb, Cobas Sardegna, Cib-Unicobas e Cgil rischiano sanzioni dai 2.500 ai 50mila euro. Non solo, oltre alle multe dirette le organizzazioni sindacali potrebbero subire sanzioni accessorie come la sospensione dei distacchi e dei permessi sindacali o la sospensione dei contributi sindacali. Con noi Guido Lutrario, dell’esecutivo nazionale dell’Usb, Unione Sindacale di Base. Ascolta o scarica
Sanzioni per lo sciopero generale del 3 ottobre
Il governo Meloni prova a vendicarsi La Commissione di Garanzia sulla legge 146 ha emesso la sua prima sentenza contro gli scioperi dello scorso autunno, facendo partire una prima pesante raffica di sanzioni contro l’agitazione che è stata proclamata senza rispettare i termini di preavviso a causa dell’attacco che stava subendo la Flotilla. La delibera della CGSSE si riferisce allo sciopero generale del 3 ottobre, scattato a seguito del sequestro illegittimo operato dall’esercito israeliano nei confronti di tutte le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, che stavano cercando di raggiungere le popolazioni di Gaza, per portare loro aiuti umanitari e aprire un valico permanente di soccorso. Il governo Meloni non solo si è rifiutato di intervenire per far rispettare il diritto internazionale – le imbarcazioni sono state sequestrate infatti in acque internazionali e quindi fuori dalla giurisdizione israeliana – ma non ha ritenuto necessario di dover agire a sostegno dei cittadini italiani imbarcati, manifestando ancora una volta la totale complicità con il governo genocida di Tel Aviv. Come sappiamo i nostri concittadini, assieme al resto dell’equipaggio della Flotilla, sono stati arrestati e condotti nelle carceri israeliane, sottoposti a gravi vessazioni e violenze ed infine espulsi dopo alcuni giorni di sequestro illegittimo. Non una nota di protesta è mai partita dal nostro governo verso le autorità israeliane. Lo sciopero generale del 3 ottobre ha rappresentato un moto di indignazione popolare capace di legare l’orrore per quanto avveniva (e purtroppo ancora continua) in Palestina con lo sdegno per il comportamento complice del nostro governo. Centinaia di migliaia di persone invadevano le piazze di tutto il paese e molte attività si fermarono. La circolazione è stata paralizzata ma in molte occasioni i manifestanti hanno ricevuto gli applausi dei cittadini intrappolati nel traffico e tuttavia solidali con la protesta. Il governo ha vissuto in quei giorni i momenti più difficili dal suo insediamento. La Meloni balbettava frasi senza senso, Tajani appariva in grande imbarazzo, il resto del governo preferiva rimanere in silenzio. Ora che l’ondata emotiva si è ridotta, è cominciata la vendetta. In diverse città, da Bergamo a Catania, da Ravenna a Torino, sono state impartite decine e decine di sanzioni individuali contro i manifestanti con migliaia di euro di multe e, a seguire, sono cominciate ad arrivare le sanzioni contro le organizzazioni sindacali. Le somme più pesanti, 20mila euro, sono per l’USB assieme alla Cgil. E la Commissione ha già fatto sapere all’USB che ne sono in arrivo altre. Bloccare il paese è una pratica che ha dimostrato di essere efficace. Il governo ha potuto sperimentare in quelle giornate tutta l’inutilità dei suoi dispositivi repressivi e dei decreti sicurezza di fronte all’espressione popolare. E si è messo paura. Non ci lasceremo intimidire dalla sua vendetta e ci prepariamo a tornare all’attacco. Ci sono mille buone ragioni per bloccare di nuovo tutto. Unione Sindacale di Base Link al comunicato per condivisione: Sanzioni per lo sciopero generale del 3 ottobre: il governo Meloni prova a vendicarsi Unione Sindacale di Base
Puntata del 16/12/2025@2
Il primo argomento della serata è stato il corteo tenutosi ad Alba il 12 Dicembre scorso organizzato dal Collettivo Mononoke assieme ad altre realtà sindacali e di movimento del territorio, per ricordare la morte di Issa e Mamadou, avvenuta ad Alba esattamente un anno fa. In compagnia telefonica di un membro del collettivo siamo partiti ricostruendo i tragici fatti avvenuti nel 2024, ovvero il decesso dei due braccianti a causa delle esalazioni di monossido di carbonio prodotto da un sistema di riscaldamento di fortuna in un appartamento occupato dai due, per poi fotografare una panoramica sulle condizioni di chi tutt’ora lavora nel settore agricolo nelle Langhe. Il corteo è stato ben partecipato, nonostante il massiccio dispiegamento di forze dell’ordine e dal Collettivo Mononoke ci fanno sapere che vorrebbero che questo diventasse un appuntamento annuale, per ricordare le vittime di questo sistema di sfruttamento istituzionalizzato. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata,lo abbiamo fatto in compagnia di Valeria Santarelli, dirigente USB e tecnica ispettrice del lavoro. Con lei abbiamo parlato delle ultime mobilitazioni messe in campo da ispettori del lavoro, in maniera unitaria, da tutti i sindacati che rappresentano i dipendenti di questa agenzia e delle inquietanti novità all’ orizzonte previste nella riforma della sicurezza sul lavoro. Infatti se questa categoria è scesa in piazza sotto il ministero del lavoro il 25 novembre, è perché la situazione di chi dovrebbe monitorare e tutelare le condizioni economiche e di sicurezza di chi lavora, sta degenerando da qualche anno a questa parte: La paga più bassa del settore a parità di incarico, un’ esagerata mole di burocrazie da sbrigare (a causa del sotto organico cronico di questo istituto), la mancanza di indennizzi per le ispezioni (dato che ispettori e ispettrici sono costretti ad usare le loro autovetture e ad anticipare i soldi per il carburante). Questi ed altri motivi portano ad un abbandono sistemico dalla professione, con percentuali del 40% sul totale dei vincitori di concorso. Insomma l’interesse per la salute per chi lavora in questo paese sembra essere solo propagandistica da parte della ministra del lavoro Calderone, che annuncia risorse in più per l’agenzia dell’ispettorato nazionale del lavoro, ma nei fatti affossa sempre di più la possibilità di intervento di ispettori e ispettrici. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della serata è stato il presidio di lavorat* precar* e non dell’ università di Torino alla prima seduta del Senato accademico,  dall’insediamento della nuova rettrice Prandi. Dal volantino di invito all’ iniziativa di CUB Piemonte: ” Vogliamo capire quali siano le intenzioni della nuova amministrazione riguardo a temi caldi quali: – l’espulsione dei precari dalla ricerca * le politiche riguardanti le esternalizzazioni * la difesa del diritto allo studio * l’osservatorio sul dual use per le collaborazioni accademiche * le politiche governative sulla libertà di istruzione e l’autonomia universitaria * i disegni di legge miranti a criminalizzare il dissenso * la sua posizione all’ interno della CRUI” Buon ascolto
Puntata del 16/12/2025@1
Il primo argomento della serata è stato il corteo tenutosi ad Alba il 12 Dicembre scorso organizzato dal Collettivo Mononoke assieme ad altre realtà sindacali e di movimento del territorio, per ricordare la morte di Issa e Mamadou, avvenuta ad Alba esattamente un anno fa. In compagnia telefonica di un membro del collettivo siamo partiti ricostruendo i tragici fatti avvenuti nel 2024, ovvero il decesso dei due braccianti a causa delle esalazioni di monossido di carbonio prodotto da un sistema di riscaldamento di fortuna in un appartamento occupato dai due, per poi fotografare una panoramica sulle condizioni di chi tutt’ora lavora nel settore agricolo nelle Langhe. Il corteo è stato ben partecipato, nonostante il massiccio dispiegamento di forze dell’ordine e dal Collettivo Mononoke ci fanno sapere che vorrebbero che questo diventasse un appuntamento annuale, per ricordare le vittime di questo sistema di sfruttamento istituzionalizzato. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata,lo abbiamo fatto in compagnia di Valeria Santarelli, dirigente USB e tecnica ispettrice del lavoro. Con lei abbiamo parlato delle ultime mobilitazioni messe in campo da ispettori del lavoro, in maniera unitaria, da tutti i sindacati che rappresentano i dipendenti di questa agenzia e delle inquietanti novità all’ orizzonte previste nella riforma della sicurezza sul lavoro. Infatti se questa categoria è scesa in piazza sotto il ministero del lavoro il 25 novembre, è perché la situazione di chi dovrebbe monitorare e tutelare le condizioni economiche e di sicurezza di chi lavora, sta degenerando da qualche anno a questa parte: La paga più bassa del settore a parità di incarico, un’ esagerata mole di burocrazie da sbrigare (a causa del sotto organico cronico di questo istituto), la mancanza di indennizzi per le ispezioni (dato che ispettori e ispettrici sono costretti ad usare le loro autovetture e ad anticipare i soldi per il carburante). Questi ed altri motivi portano ad un abbandono sistemico dalla professione, con percentuali del 40% sul totale dei vincitori di concorso. Insomma l’interesse per la salute per chi lavora in questo paese sembra essere solo propagandistica da parte della ministra del lavoro Calderone, che annuncia risorse in più per l’agenzia dell’ispettorato nazionale del lavoro, ma nei fatti affossa sempre di più la possibilità di intervento di ispettori e ispettrici. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della serata è stato il presidio di lavorat* precar* e non dell’ università di Torino alla prima seduta del Senato accademico,  dall’insediamento della nuova rettrice Prandi. Dal volantino di invito all’ iniziativa di CUB Piemonte: ” Vogliamo capire quali siano le intenzioni della nuova amministrazione riguardo a temi caldi quali: – l’espulsione dei precari dalla ricerca * le politiche riguardanti le esternalizzazioni * la difesa del diritto allo studio * l’osservatorio sul dual use per le collaborazioni accademiche * le politiche governative sulla libertà di istruzione e l’autonomia universitaria * i disegni di legge miranti a criminalizzare il dissenso * la sua posizione all’ interno della CRUI” Buon ascolto