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The Good Lobby: il voto fuorisede è nella riforma elettorale
Pubblichiamo un articolo di The Good Lobby Italia che ha seguito il dibattito parlamentare sulla riforma elettorale ed è intervenuta in’audizione alla Commissione Affari Costituzionali per potare avanti una delle battaglia che combatte da tempo, quella del voto per i furoi sede. IL VOTO FUORISEDE È NELLA RIFORMA ELETTORALE COME CI SIAMO ARRIVATI, COSA ABBIAMO OTTENUTO E COSA MANCA di The Good Lobby Italia La campagna che da anni portiamo avanti insieme a Will Media e alla Rete Voto Fuorisede per ottenere finalmente in Italia il diritto di voto a distanza per tutti gli elettori fuorisede ha subìto negli ultimi mesi una forte accelerazione. Abbiamo infatti deciso di sfruttare l’opportunità della riforma elettorale proposta dalla maggioranza per introdurre in modo stabile nel nostro ordinamento il diritto di voto fuorisede.  Siamo stati auditi dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera, portando le nostre proposte direttamente in Parlamento. Abbiamo promosso mobilitazioni riprese dai principali telegiornali e quotidiani nazionali. Abbiamo mantenuto un’interlocuzione costante con esponenti della maggioranza e delle opposizioni, chiedendo che la riforma elettorale non ignorasse ancora una volta milioni di cittadine e cittadini che vivono temporaneamente lontano dal loro Comune di residenza.  Il 15 luglio 2026 eravamo nei corridoi parlamentari per gli ultimi di una lunga serie di incontri che ci hanno visto in prima linea nella richiesta di inserire il voto fuorisede nella legge elettorale. Nel pomeriggio, l’emendamento sul voto fuorisede è stato approvato all’unanimità.  È un risultato per il quale abbiamo lavorato a lungo e che, oltre a segnare un punto di non ritorno visto che tutte le forze politiche hanno votato a favore, cristallizza un principio che portiamo avanti da anni: il voto fuorisede è un diritto, non una concessione.  L’emendamento istituisce presso l’ufficio elettorale di ogni Comune un elenco degli elettori fuorisede ammessi a votare nel luogo di temporaneo domicilio.  Ma chi potrà accedere concretamente a questa possibilità? Come bisognerà registrarsi? Dove si voterà e per quali consultazioni?  Analizziamo insieme il contenuto della norma, cercando di comprenderne meglio i punti di forza, i limiti e gli aspetti sui quali sarà ancora necessario intervenire. Teniamo infine ben presente che l’iter legislativo non si è ancora concluso e che, anche dopo il passaggio al Senato della legge elettorale, i ministeri competenti (in particolare il ministero dell’Interno) dovranno mettere in moto la macchina amministrativa per gestire i flussi dei votanti fuorisede. Anche su tutta questa fase dovremo vigliare e intervenire per fare in modo che il diritto sulla carta sia pienamente rispettato.  LEGENDA: SEMAFORO ROSSO: valutazione negativa / SEMAFORO VERDE: valutazione positiva /SEMAFORO GIALLO: da migliorare  1. DEFINIZIONE DEI FUORISEDE: CHI ACQUISISCE UN NUOVO DIRITTO? SEMAFORO GIALLO Nella norma si riconosce la possibilità di votare nel Comune di temporaneo domicilio alle persone che si trovano fuori dalla propria regione di residenza per motivi di studio, lavoro e cura. Per studentesse, studenti e lavoratori è richiesta una permanenza prevista di almeno nove mesi. Per le persone che ricevono assistenza sanitaria, terapie o trattamenti medici, la durata minima è invece di tre mesi. IL NOSTRO COMMENTO La nostra proposta era più ampia: avremmo preferito che la legge si rivolgesse, in generale, alle persone in mobilità, senza definire rigidamente le ragioni per cui una persona può trovarsi temporaneamente lontana dal luogo di residenza. La scelta di includere chi si sposta per studio, lavoro o cura rappresenta comunque un importante passo avanti. Si tratta delle tre principali condizioni che determinano la mobilità interna e, nel complesso, permetteranno di raggiungere la quasi totalità degli elettori fuorisede. Una categoria esclusa dalla formulazione che riteniamo debba essere immediatamente inserita è quella dei caregiver: deve poter votare a distanza non solo chi si cura, dunque, ma anche familiari e persone care che sono al loro fianco. La valutazione è dunque parzialmente positiva, perché non tutte le persone appartenenti a queste categorie saranno tutelate allo stesso modo. Come vedremo nei paragrafi successivi, l’effettiva possibilità di votare dipenderà soprattutto dalla durata della permanenza (quei nove o tre mesi citati nel testo), con conseguenze particolarmente pesanti per alcune categorie di lavoratori. 2. MODALITÀ E TEMPISTICHE DI REGISTRAZIONE: QUANDO PRESENTARE LA DOMANDA?  SEMAFORO VERDE Studentesse, studenti, lavoratori e lavoratrici potranno chiedere entro il 31 dicembre di essere inseriti nell’elenco degli elettori fuorisede per le consultazioni che si svolgeranno nell’anno successivo. La norma introduce però anche una finestra mobile. Chi acquisisce la condizione di fuorisede dopo il 31 dicembre potrà presentare la domanda entro trenta giorni dal momento in cui soddisfa i requisiti e, in ogni caso, non oltre il 45° giorno precedente la consultazione. La domanda potrà essere presentata personalmente oppure attraverso strumenti telematici al Comune di temporaneo domicilio. Dovrà essere accompagnata da un documento di riconoscimento e dalla documentazione che dimostra la condizione di fuorisede (es. contratto di lavoro, autocertificazione di iscrizione all’università etc.). Potrà inoltre essere revocata entro gli stessi termini previsti per la sua presentazione. Entro dieci giorni dal voto, il Comune di domicilio dovrà rilasciare, anche telematicamente, un’attestazione con l’indicazione della sezione elettorale presso cui recarsi. IL NOSTRO COMMENTO La nostra valutazione è positiva, soprattutto grazie all’introduzione della finestra mobile fino a 45 giorni prima delle elezioni. Una riformulazione proposta e ottenuta da noi nei giorni precedenti all’introduzione dell’emendamento. Una scadenza fissata esclusivamente al 31 dicembre avrebbe rischiato di escludere tutte le persone trasferitesi nel corso dei mesi successivi. A seguito della riformulazione, il sistema di registrazione come fuorisede risulta più flessibile e inclusivo. È positiva anche la possibilità di presentare la domanda attraverso strumenti telematici e di ricevere digitalmente l’attestazione di ammissione al voto. In futuro, una volta rodata la macchina amministrativa, auspichiamo una procedura ancora più agevole e digitalizzata. Un’opportunità importante potrà arrivare anche dalla tessera elettorale digitale, introdotta dal decreto PNRR del 2026. 3. REQUISITI DI AMMISSIBILITÀ: COSA RICHIEDE LA NORMA? SEMAFORO GIALLO Per essere ammessi al voto fuorisede, studentesse, studenti e lavoratori devono essere temporaneamente domiciliati in una regione diversa da quella del Comune di iscrizione elettorale e prevedere una permanenza di almeno nove mesi. Per le persone che si trovano fuori regione per documentati motivi di cura, il periodo minimo è invece di tre mesi, purché la data della consultazione ricada nel periodo durante il quale ricevono assistenza sanitaria, terapia o trattamento medico. È importante sottolineare che la legge richiede di essere fuorisede per almeno nove mesi (o per tre mesi), e non di esserlo già da nove mesi (o da tre mesi) al momento della domanda. IL NOSTRO COMMENTO Questo è il punto più problematico dell’emendamento. Il requisito dei nove mesi rischia di escludere numerose persone che vivono una condizione di mobilità reale e prolungata, ma inferiore alla soglia prevista. Pensiamo, per esempio, ai lavoratori stagionali, alle persone impiegate nei settori della cultura e dello sport, a chi svolge un tirocinio o a chi ha un contratto di lavoro precario della durata di alcuni mesi. Si tratta di persone che possono trovarsi a centinaia di chilometri dal proprio Comune di residenza nel giorno delle elezioni, senza avere concretamente la possibilità di rientrare per votare. Eppure, se la loro permanenza prevista è di otto, sei o quattro mesi, continueranno a non poter votare nel Comune di domicilio. Il requisito rischia quindi di limitare fortemente l’impatto reale della norma proprio su alcune delle categorie più mobili e precarie del mercato del lavoro. È invece positiva la riformulazione che abbiamo chiesto e ottenuto per le persone fuorisede per motivi di cura. La riduzione da nove a tre mesi riconosce la particolare condizione di chi deve sottoporsi a terapie o trattamenti sanitari lontano dalla propria regione e rimuove un ostacolo che sarebbe stato ingiustificato. Nonostante questi miglioramenti, il semaforo resta giallo. Crediamo si possa intervenire già attraverso il prossimo decreto elezioni, aprendo una finestra specifica almeno per i lavoratori fuorisede per un periodo compreso tra tre e nove mesi, attualmente esclusi dalla disciplina. Se non si vuole inserire questa disposizione in legge elettorale perché un periodo di tre mesi è troppo breve per registrarsi a votare in un Comune per l’intero anno successivo, è quantomeno necessario che si possa rimandare formalmente al decreto elezioni, affinché una nuova finestra venga aperta non appena sia fissata la data delle elezioni. Una legge nata per avvicinare il voto alle persone non può lasciare indietro proprio chi vive le forme più instabili e discontinue di mobilità lavorativa. 4. TERRITORIALITÀ DEL VOTO: PER CHI VOTERÀ IL FUORISEDE? SEMAFORO GIALLO Gli elettori fuorisede voteranno per le liste e i candidati della circoscrizione e del collegio in cui si trova il Comune di temporaneo domicilio, e non per quelli del Comune di residenza. I Comuni distribuiranno gli elettori fuorisede nelle sezioni ordinarie secondo un criterio di prossimità territoriale. Di norma, il numero dei fuorisede assegnati a ciascuna sezione non potrà superare il 10% degli elettori già iscritti in quella sezione. IL NOSTRO COMMENTO La scelta del collegio di domicilio si inserisce nell’impianto complessivo immaginato dalla maggioranza e dal Governo.  L’elettore comunica di essere temporaneamente domiciliato in un luogo diverso da quello di residenza, senza essere obbligato a trasferire la residenza e senza perdere il legame con il proprio Comune di origine. Per le consultazioni che si svolgeranno durante quel periodo, sceglie volontariamente di esercitare il voto nel territorio in cui vive effettivamente.  Sono state avanzate critiche sulla coerenza di questo sistema con la territorialità della rappresentanza e con il principio di uguaglianza del voto. Si tratta di questioni giuridiche rilevanti, che dovranno essere approfondite e valutate attentamente dagli esperti di diritto costituzionale.  Ci sono però due importanti elementi positivi. Il primo è che il voto dei fuorisede non modificherà la distribuzione territoriale dei seggi parlamentari, che continuerà a essere determinata sulla base della popolazione residente. Il secondo è il limite previsto per l’assegnazione degli elettori fuorisede alle singole sezioni: di norma, non potranno superare il 10% degli elettori già iscritti, riducendo così il rischio che incidano in maniera eccessiva sull’equilibrio di uno specifico seggio.  Per noi, la soluzione ideale sarebbe stata consentire ai fuorisede di votare per le liste e i candidati del proprio collegio di residenza. Il voto nel luogo di domicilio può certamente rafforzare il legame con il territorio in cui una persona vive temporaneamente ma, allo stesso tempo, rischia di indebolire ulteriormente le regioni da cui proviene una parte consistente dei fuorisede: territori già privati di molti abitanti, che potrebbero ora perdere anche il peso elettorale di una quota rilevante della popolazione più giovane. Per questo avevamo proposto un sistema di voto presidiato anticipato e continueremo a lavorare affinché, in futuro, sia possibile votare dal luogo di domicilio per il collegio di residenza, attraverso un meccanismo sicuro che consenta di ricondurre le schede e i voti ai Comuni di origine.  Il semaforo è quindi giallo. La soluzione rende il voto concretamente esercitabile e appare coerente con la scelta volontaria del domicilio elettorale, ma presenta profili giuridici e rappresentativi che meritano ulteriori approfondimenti.  5. ELEZIONI AMMESSE: IN CHE OCCASIONE SI POTRÀ VOTARE FUORISEDE? SEMAFORO VERDE Il voto fuorisede sarà consentito per: le elezioni della Camera dei deputati; del Senato della Repubblica; dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia; i referendum abrogativi previsti dall’articolo 75 della Costituzione; i referendum costituzionali previsti dall’articolo 138 della Costituzione.  IL NOSTRO COMMENTO Dopo le sperimentazioni realizzate negli ultimi anni, il voto fuorisede entra finalmente in una disciplina strutturale e non più limitata a singole consultazioni o adottata attraverso provvedimenti emergenziali.  L’inclusione delle elezioni politiche, delle elezioni europee e dei referendum nazionali permette di tutelare il diritto di voto nelle principali consultazioni che coinvolgono l’intero corpo elettorale. Rimangono escluse le elezioni regionali, comunali e gli eventuali referendum locali. Approfondiremo la possibilità di introdurre normative ad hoc anche per questo tipo di consultazioni, che necessitano di ragionamenti ulteriori sulle modalità di voto possibili. In questo caso sarà importante coinvolgere anche le Regioni che potrebbero introdurre misure specifiche.   CONCLUSIONI FINALI: IL SEMAFORO È GIALLO L’approvazione unanime dell’emendamento rappresenta un passaggio storico da un punto di vista parlamentare e politico. Per anni, alle persone fuorisede è stato chiesto di affrontare lunghi viaggi, sostenere costi elevati e organizzare il proprio lavoro o il proprio percorso di studi per poter esercitare un diritto fondamentale. In molti casi, l’alternativa concreta era semplicemente rinunciare a votare. Il testo approvato non è perfetto, ma oggi possiamo riconoscere un cambiamento fondamentale: il voto fuorisede entra nella legge elettorale e diventa parte stabile del nostro ordinamento. È il risultato della mobilitazione di migliaia di persone, del lavoro della società civile e di un dialogo istituzionale portato avanti in modo trasversale con tutte le forze politiche. Un modello di partecipazione dal basso capace di raggiungere risultati concreti. Noi continueremo a fare la nostra parte, per perfezionare questa norma in ogni suo passaggio e renderla sempre più inclusiva ed efficace. Per osservazioni e precisazioni sull’articolo di The Good Lobby Italia scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com 4 settembre 2026 VAI A Riforma della legge elettorale 2026 – cronologia e materiali
September 4, 2026
carteinregola
Modifiche Norme Tecniche: il consigliere Di Stefano Vs Carteinregola in Assemblea Capitolina
Il 23 luglio scorso l’Assemblea Capitolina ha approvato definitivamente le Modifiche alle Norme Tecniche del Piano Regolatore Generale adottate l’11 dicembre 2024. Modifiche che Carteinregola segue da anni, partecipando ad audizioni, scrivendo dossier, realizzando webinar e video, mandando ripetutamente osservazioni, le ultime qualche settimana fa, dopo l’approvazione da parte della Giunta Gualtieri della Delibera con le controdeduzioni alle osservazioni, che è andata al voto dell’Assemblea Capitolina. La ricostruzione cronologica dell’iter si trova a questa pagina Modifiche alle NTA del PRG, qui la nostra ultima disamina, Ultime modifiche alle NTA, restano molti punti critici inviata giorni fa ai consiglieri capitolini, con la richiesta di alcuni emendamenti. A queste ultime osservazioni non è stato dato seguito, praticamente la Proposta di Delibera approvata dall’Assemblea (1) con 31 voti favorevoli di tutte le forze della maggioranza, 6 contrari (Fratelli d’Italia e altri) 5 astenuti (Movimento 5 Stelle, Lista Calenda (2) e il consigliere Di Stefano), è rimasta quella della Giunta (3). Come Carteinregola dobbiamo però prendere atto del sorprendente attacco alla nostra associazione da parte del Consigliere e capogruppo di Noi Moderati Marco Di Stefano, che ci ha dedicato vari passaggi dei suoi interventi di presentazione delle sue proposte di emendamento, arrivando a sostenere che con le controdeduzioni alle osservazioni al testo adottato nel 2024 l’assessore all’urbanistica Veloccia abbia apportato alcune modifiche per necessità di mediazione con le richieste della nostra associazione. In calce riportiamo la trascrizione integrale di suoi interventi, ma facciamo alcune riflessioni. Il “pomo della discordia” che ha spinto il consigliere ad attaccarci riguarda principalmente l’importanza e la funzione della Guida per la Qualità degli interventi (elaborato G2 ) come strumento di regolazione delle trasformazione degli edifici e dei tessuti censiti nella Carta per la Qualità (elaborato G1), in particolare per gli interventi di demolizione e ricostruzione nella Città Storica (4), che vede da sempre Carteinregola e altre associazioni su posizioni molto critiche rispetto all’allentamento delle regole fissate dalle Norme Tecniche del Piano Regolatore del 2008, di cui gli elaborati G1 e G2 fanno parte (vedi il video di Carteinregola del 4 luglio 2026 in calce : Villini storici a rischio, durata 10” ). La posizione della nostra associazione per il consigliere Di Stefano però assurge a essere uno dei “due pensieri urbanistici diversi“, anzi, una “delle due filosofie di questa città“, in contrapposizione con le raccomandazioni di “ACER, FederLazio e tutti quelli che si occupano di queste problematiche e mestieri“, e la differenza tra i due pensieri/filosofie sarebbe che da una parte c’è chi “chiede lo sviluppo in questa città” e dall’altra parte c’è chi [Carteinregola] “chiede invece di essere il conservatorismo puro sull’urbanistica di questa città“. Il consigliere ritiene che l‘“Assessore e la Giunta hanno dovuto fare una mediazione” con le richieste di Carteinregola, e conclude ricordando che “le associazioni di categoria sono decisamente contrarie a questa controdeduzione” [che secondo il consigliere darebbe seguito alle nostre richieste NDR]” e invitando “la maggioranza a riflettere, perché poi le mediazioni a volte hanno anche dei prezzi molto alti, questo è un altro balzello che noi mettiamo a chi vuole dare sviluppo e risorse a questa città”. Nell’intervento successivo, proseguendo il discorso con un’altra proposta di emendamento, le sue critiche scivolano su un piano decisamente più terra terra, contro non ben identificati “radical chic” che secondo lui “dovrebbero accontentarsi di vivere in centro storico di Roma in case  da 10 milioni di euro, da 8 milioni di euro” e non “costringere una città intera a mettere gli occhi su quello che accade nel centro storico” dove [fosse per loro NDR] “non si può fare libero mercato, non si possono fare le case di vacanza, non si possono fare i B&B perché dà fastidio“. Ma al di là delle polemiche, non possiamo che concordare con il consigliere Di Stefano sulla marcata differenza di pensiero e filosofia quantomeno con quanto espresso dal consigliere stesso: noi pensiamo che il patrimonio storico sia un patrimonio di tutti i romani, che vivano nel centro o nelle periferie (come i numerosi comitati della rete di Carteinregola), e non solo dei romani di oggi, ma anche di quelli che verranno dopo di noi, e anche di tutti gli italiani e anche di tutti. E pensiamo che non sia “conservatorismo” sostenere uno sviluppo che rispetti il nostro patrimonio culturale e la qualità della vita dei cittadini e che anzi, sia conservatorismo non voler guardare oltre il sempiterno turismo e mattone, formula che ha ristretto il futuro di Roma a una cementifera coazione a ripetere e i suoi abitanti a divenire meste comparse nella Disneyland per i turisti. E’ tempo di costruire uno sviluppo che metta al primo posto le persone, con una guida pubblica delle trasformazioni sulla base di regole che riducano le le disuguaglianze, con la partecipazione delle cittadine e dei cittadini. Quello che succede lasciando le mani libere al libero mercato tanto caro al consigliere Di Stefano ce l’abbiamo sotto gli occhi ogni giorno e non è un bello spettacolo. E sarà sempre peggio, non solo per alcune modifiche alle NTA, su cui continuiamo a dissentire, ma soprattutto per le sciagurate leggi regionali varate dall’attuale governo di centro destra, contro le quali Carteinregola si è a lungo e inutilmente battuta (5). In calce il video della registrazione dell’Assemblea (a 6h 52′ circa l’intervento del Sindaco Gualtieri) e il comunicato sul sito comunale con la sintesi istituzionale delle modifiche LA TRASCRIZIONE DEGLI INTERVENTI DEL CONSIGLIERE DI STEFANO nei quali cita Carteinregola Consigliere Di Stefano (a circa 5 ore e 28′ ca da inizio registrazione, presentando un suo emendamento al testo della Delibera) : (…) intervengo su questo emendamento perché qui c’è la sintesi di due pensieri urbanistici diversi, cioè da una parte abbiamo l’osservazione fatta dall’associazione Carteinregola, e dall’altra parte abbiamo, per quanto ci riguarda, le raccomandazioni da parte degli operatori, in primis le associazioni ACER, Federlazio e tutti quelli che si occupano di queste problematiche e mestieri, che dicono esattamente la cosa contraria; abbiamo proprio le due filosofie di questa città: cioè chi immagina uno sviluppo e chi ne immagina un altro; da una parte abbiamo l’associazione di Carteinregola che ha fatto una serie di emendamenti sul quale l’Assessore e la Giunta hanno dovuto fare una mediazione, va bene emendamenti, controdeduzioni, su quali hanno dovuto fare una controdeduzione, perché fanno parte di un pezzo di questa variegata maggioranza, sul concetto di urbanistica nella città di Roma. Allora, da una parte abbiamo Carteinregola che ci dice praticamente non basta la Sovrintendenza comunale, la Soprintendenza nazionale, vincoli, vincoletti, tutto quello che ci abbiamo messo, ci dice anche che noi dobbiamo praticamente tener conto della della Guida per la qualità degli interventi (si interrompe rovolgendosi alla Presidenza) …assessore se è possibile… presidente aveva un po’ di serenità perché parliamo di cose che incideranno…(Presidente Celli: un po’ di silenzio) …Di Stefano … incideranno sul futuro sulla progettualità della nostra città, sulle quali la Giunta sta facendo una scelta precisa, cioè da una parte c’è chi chiede lo sviluppo in questa città e dall’altra parte c’è chi chiede invece di essere il conservatorismo puro sull’urbanistica di questa città; giustamente l’assessore deve portare avanti una mediazione, immagino, fra tutte quelle che sono le anime della maggioranza; da una parte abbiamo la controdeduzione accettata, mi sembra, dall’assessore, dall’altra parte c’è questo emendamento che chiede di eliminare “e ai criteri appositamente definiti nella Guida per la Qualità degli interventi“, e il perché è molto semplice, perché io credo che noi dobbiamo preservare, assessore, la gerarchia delle fonti e garantire che le Norme Tecniche di attuazione richiamino esclusivamente disposizioni aventi natura regolativa, legislativa. La guida, pur essendo uno strumento di indirizzo progettuale, non costituisce norme cogenti, assessore, e non può essere utilizzata come parametro prescrittivo per la verifica dell’interesse storico e architettonico degli edifici. Io credo che noi qui facciamo, anzi lei fa, una scelta precisa: capisco che poi la politica è l’arte della mediazione, bisogna stare un po’ con i piedi su tre staffe, però con questo emendamento noi diamo un’altra un’altra causa ostativa a chi vuole sviluppare questa città, a chi vuole portare ricchezza in questa città, a chi vuol far tornare l’urbanistica e il suo indotto, quella ricchezza che ha determinato il PIL di questa città per tanti anni, il PIL straordinario di questa città. Noi stiamo mettendo ogni giorno, tramite ad esempio questa associazione Carteinregola, che non fa altro che portare conservatorismo nello sviluppo della città. Io credo che sia una cosa grave assessore, lei sa che le associazioni di categoria sono decisamente contrarie a questa controdeduzione. Io invito la maggioranza a riflettere, perché poi le mediazioni a volte hanno anche dei prezzi molto alti, questa è un altro balzello che noi mettiamo a chi vuole dare sviluppo e risorse a questa città. Fate attenzione perché così credo che ingesserete più di quanto era già ingessata l’urbanistica Roma. (…) [Prende la parola per risposta il Presidente della Commissione Urbanistica Tommaso Amodeo a 5h 32’40” da inizio: riesumare il G2 in quella posizione in niente tradisce la nostra volontà di bloccare lo sviluppo, in tutto evidenzia la nostra volontà di fare lo sviluppo secondo linee di qualità, e non si può pensare che in un territorio si possa fare quel che si vuole senza nessun ancoraggio qualitativo, lo spazio per la fantasia creativa è assicurato, ma entro delle linee guida, altrimenti avremmo una città arlecchino ] Consigliere Di Stefano (presentazione emendamento 511) a 5h 36’ circa da inizio Io ho ascoltato con attenzione le parole immagino di chi rappresenta quella parte conservatrice delle osservazioni, delle controdeduzioni che ha fatto Carteinregola;  però io voglio dire al Presidente Amodeo, non è che chi ha il privilegio di vivere in questa città nel centro storico e ha il privilegio di poter vivere in abitazioni dove magari il metro quadrato costa 20.000 € sul mercato,  può pensare che c’è il resto di una città che sta a guardare i balzelli che si mettono al centro storico, perché vede collega Amodeo,  ci sono già le regole,  c’è la Soprintendenza c’è la Sovrintendenza,  c’è il Co.Q.U.E. [Comitato per la Qualità Urbana ed Edilizia NDR] se poi ne vogliamo aggiungere altri 15 per far sì che non si muova neanche uno spillo nel centro storico di questa città io credo che sia sbagliato; ma oltre a credere che sia sbagliato, io credo che voi  state dando la possibilità a molti di impugnare queste Norme tecniche, perché io sono convinto che non è una cosa legittima chiedere il parere e seguire le Norme della Guida, non è una cosa legittima io sono convinto che su queste cose mettiamo a rischio un’operazione importante come le norme del Piano regolatore, capisco anche che chi fa queste controdeduzioni e sa di mettere a rischio le Norme  del Piano Regolatore, lo fa apposta perché vuole che queste Norme non siano approvate, è  chiaro?  Perché qui c’è qualcuno che non vuole che queste Norme arrivino a dama e sta portando avanti nella speranza che qualcuno trovi l’appiglio per poterle impugnare e fare ricorsi e bloccarle per qualche anno;  ecco, io credo che questi emendamenti che stiamo votando diano la sponda a qualcuno per farci perdere tempo in quest’aula  a votare norme perché non saranno mai portate alla fine,  perché ci saranno molti che le impugneranno;  allora chi vive al centro storico di Roma, si accontenti di vivere in centro storico di Roma in una casa da 10 milioni di euro, da 8 milioni di euro,  e non costringa una città intera a mettere gli occhi su quello che accade nel centro storico, non si può fare libero mercato, non si possono fare le case di vacanza, non si possono fare i B&B perché dà fastidio, però mettete le regole che si possono fare i supermercati di 1000 metri quadrati nel centro storico, come mai? State attenti a tutto state  attento a non dividere l’appartamento per farci due case in vacanza,  state attenti a portare avanti le norme della Guida,  poi però fate emendamenti  di adozione e ci portate dentro i supermercati dai 1000 m quadrati nel centro storico di Roma:  delle due l’una,  decidete che dovete fare, perché se potete fare i radical chic  al centro storico, andate dai fruttivendoli, fate aprire gli  artigiani, fare aprire le botteghe di 20 mq e andate a fare la spesa non ai supermercati da  1000 mq,  per cui datevi una regolata voi che difendete il centro storico e gli abitanti del centro storico,  datevi una regolata e ringraziate il cielo che mentre c’è gente che nelle periferie vive in case disastrate, voi che avete il lusso di vivere in case milionarie, per cui datevi una regolata, perché così rischiate di mandare a morire queste Norme tecniche perché qualcuno le impugnerà grazie alle vostre controdeduzioni fatte in particolar modo da questa associazione e sponsorizzate da una parte della maggioranza. (5h 39’ circa) (dal sito del Comune di Roma, 23 luglio 2026 ) L’Assemblea approva le nuove norme tecniche attuative del PRG L’Assemblea Capitolina ha approvato le nuove Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore Generale. L’aggiornamento avviene dopo circa diciotto anni dall’approvazione del Piano, su proposta dell’Assessorato all’Urbanistica. Obiettivo: adeguare le Norme all’evoluzione della città, alle nuove esigenze del territorio e al quadro normativo nazionale e regionale nel frattempo profondamente modificato, mantenendo al contempo saldi i principi ispiratori del PRG. Le Norme Tecniche di Attuazione disciplinano le trasformazioni edilizie e urbanistiche della città, definendo diritti e doveri della proprietà immobiliare. Entrate in vigore nel 2008, non erano mai state oggetto di un aggiornamento organico, nonostante i diversi tentativi avviati nel corso degli anni. Le norme modificate sono 67, oltre la metà di quelle vigenti. Tra i principali contenuti della riforma figurano il rafforzamento della tutela del patrimonio storico, architettonico e ambientale; la rigenerazione della città esistente e delle periferie; le nuove misure per il diritto alla casa e l’housing sociale; la tutela della funzione residenziale e il contrasto all’overtourism; la salvaguardia del sistema ambientale e delle aree agricole; il recupero degli immobili degradati e la semplificazione delle procedure urbanistiche, per rendere più efficace e tempestiva l’attuazione degli interventi. La revisione conferma l’impostazione strategica del PRG del 2008 fondata sul contenimento del consumo di suolo, sulla tutela ambientale, sul policentrismo e sullo sviluppo della mobilità su ferro, e rafforza gli strumenti a sostegno della rigenerazione urbana e delle periferie, della tutela del patrimonio storico e culturale, della sostenibilità ambientale e delle politiche per l’abitare, individuate come priorità per lo sviluppo della città. L’aggiornamento restituisce inoltre a Roma uno strumento urbanistico più chiaro, moderno ed efficace, recependo le principali innovazioni introdotte dalla normativa nazionale e regionale e contribuendo a rendere più certa e uniforme la disciplina degli interventi edilizi e urbanistici. L’approvazione della delibera, che costituisce variante urbanistica al Piano Regolatore Generale, conclude un percorso di revisione avviato circa tre anni fa attraverso due passaggi in Assemblea Capitolina, commissioni consiliari, audizioni pubbliche e l’esame con controdeduzione di oltre mille osservazioni. Un iter improntato ai principi della trasparenza, della partecipazione e della leale collaborazione istituzionale. Il Sindaco Roberto Gualtieri ha commentato: “Quella di oggi è una giornata storica per Roma. L’approvazione definitiva della variante alle Norme tecniche di attuazione del Piano regolatore generale è il risultato di un lavoro lungo, rigoroso e profondamente condiviso. Voglio ringraziare l’assessore Maurizio Veloccia, gli uffici capitolini, i consiglieri e le consigliere dell’Assemblea Capitolina di maggioranza e di opposizione, la Regione Lazio, la Soprintendenza di Stato e la Sovrintendenza capitolina per il contributo offerto, insieme ai Municipi, ai cittadini e alle associazioni che hanno partecipato a questo importante percorso condiviso.  Dopo 18 anni, Roma aggiorna le proprie regole urbanistiche per renderle più moderne ed efficaci, conciliando sviluppo economico, inclusione sociale, sostenibilità ambientale e qualità urbana. Fermiamo il consumo di suolo, a partire dalla tutela dell’Agro romano, sblocchiamo nuovi interventi di rigenerazione urbana nelle periferie e sul litorale, rafforziamo gli strumenti per favorire l’housing sociale e le funzioni culturali attraverso il riuso del patrimonio edilizio esistente e tuteliamo con ancora maggiore efficacia il nostro straordinario patrimonio storico e archeologico. È una riforma che rende Roma più capace di affrontare le sfide del futuro, accelerando gli investimenti e le trasformazioni di cui la città ha bisogno senza indebolire la tutela del suo patrimonio e dell’interesse pubblico. Proseguiamo così il grande lavoro di cambiamento che stiamo portando avanti per costruire una Roma più giusta, più sostenibile e più competitiva”. “Con l’approvazione definitiva delle nuove Norme Tecniche di Attuazione, per cui ringrazio l’Assemblea Capitolina, dotiamo Roma di regole aggiornate per governare le trasformazioni della città. L’obiettivo è coniugare la salvaguardia della straordinaria identità storica, ambientale e paesaggistica di Roma con uno sviluppo sostenibile, capace di migliorare la qualità della vita, attrarre investimenti di qualità e generare valore per la collettività. Questo risultato è stato possibile grazie a un lungo e complesso lavoro di approfondimento tecnico e amministrativo, per il quale voglio ringraziare lo straordinario impegno degli uffici dei Dipartimenti di Programmazione e Attuazione Urbanistica e la proficua collaborazione con la Soprintenza di Stato e la Regione Lazio. Un particolare ringraziamento anche alla Commissione Urbanistica, che ha seguito e partecipato attivamente nel lungo iter procedurale, e a tutte le associazioni, categorie e ordini professionali per il loro contributo in termini di idee, proposte e suggerimenti. A chi teme ogni cambiamento, diciamo che la trasformazione di Roma non va bloccata ma va fatta con una pianificazione pubblica forte, capace di accompagnare e rendere strutturale il processo di rigenerazione della città.”  È quanto dichiara l’Assessore all’Urbanistica, Maurizio Veloccia.  (dal sito delComune di Roma) SINTESI delle Nuove Norme Tecniche di Attuazione.  * * * * * * * * * * * * Vai a Modifiche alle NTA del PRG cronologia e materiali Vai a Modifiche Norme Tecniche, la Delibera con le controdeduzioni che andrà al voto dell’Assemblea Capitolina RIEPILOGO ultime modifiche alle NTA del PRG della Proposta di Delibera della Giunta (del 12 giugno 2026) Modifiche NTA del PRG articoli Carta per la Qualità e Città Storica: le novità 2026 a confronto con le osservazioni di Carteinregola Confronto tra TESTO NTA PRG 2008 – TESTO di cui alla DECISIONE DI GIUNTA 13.06.2023 – TESTO ADOTTATO AC 11 dicembre 2024 – TESTO 85a Proposta (D.G.C. n. 50 dell’11 giugno 2026): * Art. 16 Beni segnalati in Carta per la Qualità * Art. 24 Tessuti della Città Storica * Art. 25 Tessuti della Città Storica Modifiche NTA 2026, Riproponiamo la domanda: riduzione dei parcheggi per gli impianti sportivi a vantaggio di chi? Nessun cambiamento è stato introdotto alle modifiche adottate che prevedono una riduzione dei parcheggi per gli impianti sportivi a scapito della vivibilità dei quartieri Per osservazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com 26 luglio 2026 NOTE (1) Sono stati approvati 5 emendamenti: all’art.9 nuovo comma 8 bis (prima firma Baglio PD) che riguarda le modalità operative del rilascio dei pareri archeologici – Art. 25 integrazione al comma 9 (a firma Di Stefano (Noi moderati) e Melito (PD) che sottopone al parere della Commissione urbanistica capitolina prima dell’approvazione dei Piani di recupero per interventi di demolizione e ricostruzione nei tessuti della città storica – Emendamento prima firma Amodeo (Lista Gualtieri) Correzione errore materiale – Art. 52 comma 5 ter e comma 10 ( 2 Emendamenti Erbaggi, Fratelli d’Italia) (2) Le agenzie e i giornlai hanno scritto che la Lista Calenda, all’opposizione, ha votato insieme alla maggioranza, ma i due consiglieri di Azione hanno diramato questo comunicato: CAMPIDOGLIO. AZIONE: ASTENSIONE SU NTA. SERVE NUOVA FASE PER CITTA’ PIÙ RESILIENTE E SOSTENIBILE Roma, 23 luglio 2026 – “Pur riconoscendo il lavoro svolto dall’Amministrazione Capitolina, oggi in Aula Giulio Cesare abbiamo preferito astenerci sul voto relativo alle Norme Tecniche di Attuazione (NTA). Crediamo, infatti, che sia necessario un ulteriore approfondimento su alcuni aspetti strategici per il futuro della città. La sfida che la città ha davanti a sé non può limitarsi alla pianificazione urbanistica tradizionale. Occorre, piuttosto, avviare rapidamente una nuova stagione normativa capace di integrare in modo più incisivo gli obiettivi di tutela ambientale, adattamento ai cambiamenti climatici e mitigazione degli effetti degli eventi estremi. L’astensione esprime una posizione costruttiva e responsabile: la volontà è quella di contribuire alla definizione di strumenti e regole che consentano alla Capitale, dotandosi dotarsi di una cornice normativa moderna, di affrontare con maggiore efficacia le emergenze climatiche, incrementare il verde urbano, ridurre il consumo di suolo e promuovere interventi di rigenerazione sostenibile. Così Flavia De Gregorio e Antonio De Santis, consiglieri di Azione in Campidoglio. (3) vedi Modifiche Norme Tecniche, la Delibera con le controdeduzioni al voto dell’Assemblea Capitolina 10 luglio 2026 (4) Art. 16 delle NTA del PRG e altri vedi Modifiche NTA del PRG articoli Carta per la Qualità e Città Storica: le novità 2026 a confronto con le osservazioni di Carteinregola (5) vedi Vai alle Osservazioni di Carteinregola al testo approvato della LR 12/20225 – Modifiche alla LR della rigenerazione urbana 7/2017 vedi Urbanistica del Lazio 2023-26 meno regole più cemento – cronologia e materiali
July 25, 2026
carteinregola
Vacilla il sostegno del Congresso Usa agli aiuti per Israele
Tra le centinaia di ragioni che spingono l’amministrazione Trump a cercare una soluzione rapida della guerra all’Iran – tra tentazioni di “dare un altro colpo” per presentare il fallimento come una mezza vittoria – c’è sicuramente il rapido mutamento del clima politico interno rispetto ai rapporti con Israele. Ieri la […] L'articolo Vacilla il sostegno del Congresso Usa agli aiuti per Israele su Contropiano.
July 16, 2026
Contropiano
Democrazia residuale
L’aspetto più pericoloso dell’emendamento Bignami non è l’invenzione di un nuovo trucco, ma il tentativo di legalizzare e rendere permanente una patologia che sta già divorando la democrazia italiana da oltre vent’anni. Il Parlamento attuale è un’assemblea di nominati, un corpo estraneo al Paese reale, alla rappresentatività, plasmato dal cinismo del Rosatellum e dei suoi disastrosi predecessori. Ma mentre l’opinione pubblica percepisce giustamente questo declino come una stortura da correggere, la proposta di Fratelli d’Italia puntava a trasformare la patologia in sistema, istituzionalizzando l’esproprio della sovranità popolare, invece di restituire ai cittadini il diritto costituzionale di scegliere i propri rappresentanti. Avrebbe legalmente blindato e istituzionalizzato l’esistenza di una stirpe (già) “eletta”. L’introduzione delle preferenze solo “dal secondo nome in giù” non sarebbe stata una concessione alla democrazia, ma una foglia di fico per poter dire: “Il popolo ora sceglie”, mentre i seggi sicuri restavano di proprietà delle segreterie. Questo meccanismo avrebbe spaccato il Parlamento in due: da una parte l’aristocrazia dei nominati, dall’altra la manovalanza, i numeri. I primi avrebbero esercitato il mandato nel nome del capo, mentre gli altri, agognando conferme, li avrebbero solo stupidamente seguiti. Normalizzare tale sistema avrebbe significato cancellare la possibilità  stessa di invertire la tendenza al sacrificio della rappresentanza. La bocciatura alla Camera, anche se per un solo voto, ha per ora fermato la mano bieca di chi voleva codificare la sottomissione degli eletti e l’inutilità degli elettori, ma il pericolo resta ed è il tentativo di trasformare un abuso consolidato nella regola definitiva della Repubblica.     Gregorio De Falco
July 15, 2026
Pressenza
L’indegno scaricabarile europeo sul bando ai prodotti delle colonie israeliane
All’indomani della riunione del Consiglio degli Esteri dell’UE, la questione dell’interruzione del commercio con le colonie israeliane resta sospesa nel vuoto. Da un lato, diversi Stati membri sollecitano la Commissione a presentare una proposta formale; dall’altro, l’esecutivo europeo rinvia ogni decisione all’orientamento che emergerà tra i Ventisette. Il risultato è uno stallo istituzionale che, di fatto, conferma l’immobilismo europeo di fronte alle violazioni israeliane del diritto internazionale. Nel frattempo, Tel Aviv continua ad approvare nuovi piani di espansione degli insediamenti, mentre l’UE discute della natura giuridica delle eventuali misure sui beni prodotti nelle colonie: i Paesi favorevoli allo stop sostengono che si tratti di una questione commerciale, approvabile a maggioranza qualificata, mentre altri la qualificano come una decisione di politica estera, soggetta all’unanimità. In questo quadro spicca la contraddittorietà della posizione di Tajani, che da un lato non esclude il sostegno dell’Italia allo stop al commercio con le colonie e dall’altro sostiene che la misura debba essere approvata all’unanimità. La riunione del Consiglio Affari Esteri dell’UE del 13 luglio si è conclusa con un sostanziale nulla di fatto. Al centro delle discussioni vi era il cosiddetto “documento delle opzioni” presentato dalla Commissione europea la scorsa settimana. Il testo non è pubblico, ma il suo contenuto è stato ricostruito da Euronews, che afferma di averne visionato una copia. Il documento, lungo due pagine, non costituisce una proposta formale, ma delinea tre possibili opzioni per intervenire sul commercio con le colonie israeliane: imporre una licenza di importazione alle aziende che acquistano beni provenienti dagli insediamenti, aumentare le tariffe doganali fino a renderne economicamente proibitiva l’importazione oppure vietare del tutto il commercio. Al termine della riunione, l’Alta Rappresentante per gli Affari Esteri, Kaja Kallas, ha dichiarato che «l’opzione che ha ottenuto il maggior sostegno» è proprio quest’ultima. «Maggior sostegno», tuttavia, non significa maggioranza. Nonostante «tutti i 27 Stati membri concordano sul fatto che gli insediamenti israeliani siano illegali secondo il diritto internazionale», come rimarcato da diverse risoluzioni dell’ONU e di tribunali internazionali, al termine della riunione solo 11 Paesi – tra cui Belgio, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna e Svezia – si sarebbero espressi a favore del divieto totale delle importazioni provenienti dalle colonie israeliane, mentre 8 si sarebbero opposti e altri 8 non avrebbero preso posizione. Sul tavolo continua a mancare una proposta formale della Commissione, passaggio necessario perché il Consiglio possa pronunciarsi sulla questione. Se da una parte diversi governi continuano a sollecitare l’esecutivo europeo a presentare una proposta, dall’altra la Commissione pare prendere tempo e attendere che il Consiglio raggiunga una quadra. In mezzo a questo scaricabarile di responsabilità, Kallas ha annunciato che i ministri dei Ventisette hanno incaricato gli ambasciatori del Coreper, il Comitato dei rappresentanti permanenti, di proseguire l’esame delle opzioni elaborate dalla Commissione, rinviando così ulteriormente l’eventuale avvio dei negoziati su una misura specifica. Il nodo cruciale emerso dalla riunione di ieri riguarda l’inquadramento giuridico dell’eventuale proposta della Commissione. Quando presenta un atto legislativo, l’esecutivo europeo ne individua infatti la base giuridica. Nel caso del commercio con le colonie israeliane, la misura potrebbe essere qualificata come una questione di politica estera oppure di politica commerciale. Nel primo caso sarebbe necessaria l’unanimità dei Ventisette, che al momento pare lontana; nel secondo basterebbe invece la maggioranza qualificata, pari ad almeno 15 Stati membri rappresentanti il 65% della popolazione dell’UE, soglia che secondo diversi osservatori potrebbe essere raggiunta. Il dibattito giuridico si è così rapidamente trasformato in uno scontro politico: gli Stati favorevoli a misure contro le colonie sostengono che la questione rientri nella politica commerciale, mentre quelli contrari ritengono che abbia natura di politica estera. La Commissione stessa ritiene che sarebbe necessaria l’unanimità, mentre Kallas ha riferito che il Servizio giuridico del Consiglio ritiene applicabile la procedura a maggioranza qualificata. In questo dibattito spicca la posizione di Tajani, che pare volere tenere i proverbiali due piedi in una scarpa: il titolare della Farnesina ha mostrato parziale apertura all’eventuale introduzione di un blocco totale del commercio con le colonie israeliane, ma ha sostenuto che una simile misura dovrebbe essere approvata all’unanimità, requisito che condannerebbe una eventuale proposta a una quasi inevitabile bocciatura. Allo stato attuale, lo stallo sembra destinato a protrarsi. Sebbene Kaja Kallas non abbia escluso la convocazione di riunioni straordinarie, il prossimo Consiglio Affari Esteri è previsto per il 12 ottobre, a sole due settimane dalle elezioni politiche in Israele. La concomitanza dei due appuntamenti rischia di complicare ulteriormente il dossier: non è infatti escluso che alcuni Stati membri preferiscano attendere l’esito del voto prima di affrontare la questione del commercio con le colonie. Nel frattempo, Israele continua ad approvare nuovi piani di espansione degli insediamenti. Domenica 12 luglio il governo israeliano ha dato il via libera alla costruzione di 450 abitazioni nel quartiere palestinese di Umm Lison, nella Gerusalemme Est occupata, rilanciando un progetto rimasto fermo per oltre due anni a causa di problemi infrastrutturali.   L'Indipendente
July 15, 2026
Pressenza
CUBA: ONU APPROVA IL DIBATTITO CONTRO IL BLOQUEO. L’ITALIA SI ASTIENE. “UN VOTO VERGOGNOSO, I CUBANI CI HANNO AIUTATI DURANTE IL COVID”
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato l’apertura di un dibattito urgente richiesto da Cuba contro l’embargo Usa in vigore da oltre 60 anni. È la prima volta che Cuba ricorre a questo meccanismo straordinario previsto dall’Onu e diverso dalla votazione annuale di ottobre. La votazione autorizza un dibattito sulla «Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Usa contro Cuba». Solo 9 i paesi contrari: Usa, Israele, Argentina, Costa Rica, Marocco, Repubblica Ceca, Macedonia del Nord, Paraguay e Ucraina. 136 paesi hanno votato invece a favore, mentre sono stati 30 gli astenuti. Tra questi ultimi il governo italiano. “Dal 1994 l’Italia aveva sempre votato contro il bloqueo. All’epoca si astenne il governo Berlusconi. Questa volta si astiene l’Italietta della Meloni e di Tajani. Un voto vergognoso se pensiamo a quello che hanno fatto i medici italiani in Italia, non solo durante il Covid ma tuttora in Calabria. Questo è il ringraziamento del governo italiano a chi, nel momento del bisogno, ci ha teso una mano”. Con queste parole Marco Papacci, presidente dell’Associazione di amicizia Italia-Cuba ha commentato, su Radio Onda d’Urto, l’astensione italiana al voto. “Il governo di Giorgia Meloni e Antonio Tajani ancora una volta dimostra di essere tra quelli più allineati con la presidenza fascista di Donald Trump, mentre la stragrande maggioranza dei paesi del Pianeta, compresa la maggioranza dei paesi dell’Ue hanno votato a favore di Cuba”, afferma Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista. “Il governo italiano ha tradito Cuba, il paese che più ci ha aiutati durante la pandemia mandando medici e personale sanitario in Italia per darci una mano durante la pandemia. Il ringraziamento del nostro governo è non schierarsi per la fine del blocco”, denuncia il segretario di Rifondazione ai nostri microfoni. Nel frattempo le autorità cubane hanno annunciato di aver ripristinato oltre il 30% della fornitura di energia elettrica all’Avana, dopo l’ennesimo blackout nazionale, in un contesto di crisi energetica legata all’infame embargo petrolifero Usa, inasprito da gennaio 2026. Si tratta del terzo blackout negli ultimi sei mesi e dell’ottavo dalla fine del 2024. La trasmissione di Radio Onda d’Urto con gli interventi di Marco Papacci, presidente dell’Associazione di amicizia Italia-Cuba, e Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista. Ascolta o scarica.
July 8, 2026
Radio Onda d`Urto
Cuba, un’altra votazione all’Onu contro il blocco
Il membro dell’Ufficio Politico e Ministro delle Relazioni Estere di Cuba Bruno Rodríguez Parrilla ha annunciato durante una conferenza stampa che il prossimo 7 luglio si terrà una sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nella quale sarà dibattuta per l’ennesima volta la risoluzione presentata da Cuba intitolata  “Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba.”  I Paesi rappresentati all’ONU saranno chiamati a esprimere il loro voto al riguardo. “Il bloqueo e la politica di aggressione e ostilità del governo degli Stati Uniti contro Cuba rappresentano una minaccia all’esistenza e al benessere del popolo cubano e all’esercizio dei suoi diritti umani. Sono una minaccia alla pace, alla sicurezza e alla stabilità regionale. Sono una minaccia per qualsiasi Stato sovrano che in futuro potrebbe essere sottoposto a misure di analogo carattere aggressivo ed extraterritoriale”, ha denunciato il Ministro degli Esteri cubano durante la sua conferenza stampa. Bruno Rodriguez Parrilla ha ricordato che Cuba, assieme al resto degli Stati membri dell’ONU, denuncerà le azioni aggressive del governo degli Stati Uniti, che includono la minaccia di un’aggressione militare diretta in violazione del diritto internazionale. Nelle oltre trenta volte che Cuba ha presentato questa risoluzione all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite la stragrande maggioranza dei Paesi aderenti all’ONU ha votato a favore della fine del blocco statunitense, ma nonostante la volontà espressa dalla comunità internazionale il blocco continua e anzi viene costantemente ampliato da ulteriori misure introdotte dalla Casa Bianca. A tale proposito occorre ricordare l’ordine esecutivo di Donald Trump del 29 gennaio, il quale aggiunge alle centinaia di sanzioni contro Cuba anche il divieto di commercio di petrolio e dei suoi derivati con l’isola. Di fronte alla compattezza della comunità internazionale nel rifiutare il blocco contro Cuba dalla Casa Bianca è stata organizzata una vera e propria campagna di pressione nei confronti delle cancellerie dei Paesi rappresentati all’ONU per impedire che si celebri la sessione del 7 luglio. Inoltre vengono fatte pressioni affinché il loro voto sia sfavorevole a Cuba. Il ministro ha denunciato l’intensa offensiva diplomatica che si sta svolgendo in quasi tutte le capitali del pianeta e in ambito multilaterale. “La missione permanente degli Stati Uniti a New York presso la sede delle Nazioni Unite, in altri organismi internazionali e le sue ambasciate in tutte le latitudini esercitano pressioni senza precedenti per cercare di impedire lo svolgimento della sessione del 7 luglio”. A tale proposito ha detto che stanno circolando clandestinamente  documenti degli Stati Uniti che costituiscono la base delle riunioni e delle pressioni esercitate contro diplomatici e funzionari di governo in diverse parti del mondo. Il documento intitolato “It’s time for change in Cuba” (È tempo di cambiamento a Cuba) sostiene che Cuba sia una minaccia diretta alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti a causa del suo sostegno ad attori ostili, al terrorismo e all’instabilità regionale e integra l’Ordine Esecutivo 14404. Nel testo è scritto che “Il regime deve riformarsi, deve cambiare. Non votate la sua propaganda”, Lo scopo è chiaramente quello di modificare  le intenzioni di voto dei rappresentanti all’ONU portando avanti al tempo stesso la narrazione imposta dagli Stati Uniti con la complicità dei suoi giullari presenti in molti mezzi di informazione, secondo cui tutti i problemi di Cuba sono riconducibili all’inefficienza del governo de L’Avana. Inoltre si sottolinea un’altra volta, in modo del tutto calunnioso, che Cuba è parte belligerante nella guerra in corso in Ucraina, strategia già usata negli anni scorsi dalla Casa Bianca per convincere i sostenitori di Kiev a votare contro la risoluzione. Durante la conferenza stampa,  Rodríguez Parrilla ha respinto con fermezza la minaccia militare degli Stati Uniti  contro Cuba, che ha definito  “un Paese del Sud”. Ha inoltre ribadito che “a Cuba non vi sono basi militari straniere e che il Segretario di Stato mente deliberatamente quando afferma il contrario”. L’unica base straniera che usurpa il territorio cubano è la base statunitense occupata illegalmente a Guantánamo. Tutte queste azioni di pressioni dimostrano come alla Casa Bianca, tutto sommato, temono la votazione che ogni anno certifica il rifiuto generale di questa forma di pressione contro Cuba, che mette a rischio la vita di un intero popolo solo per i capricci degli Stati Uniti. Questi non hanno mai accettato che l’isola diventasse un territorio libero e fuori dal loro controllo. www.occhisulmondo.info Andrea Puccio
July 2, 2026
Pressenza
PERÙ: SCONTRO SUL RISULTATO DELLE ELEZIONI. CONTESTATI I VOTI ALL’ESTERO PER LA FUJIMORI
A scrutinio quasi ultimato, Keiko Fujimori raccoglie il 50,107% dei voti e supera per un centesimo di percenutale Roberto Sánchez, che ottiene il 49,893% al ballottaggio delle elezioni in Perù. Fujimori mantiene un vantaggio di appena 37mila voti su Sánchez. Nonostante ciò, il risultato definitivo resta in sospeso in attesa della decisione sulle ultime schede osservate e impugnate. Secondo l’Ufficio nazionale dei processi elettorali (ONPE), restano ancora 572 verbali da esaminare. Il contenzioso prosegue anche sul piano legale. Il Giurì nazionale delle elezioni (JNE) ha accettato di esaminare una richiesta presentata da Juntos por el Perú per annullare 647 seggi elettorali allestiti in tre città degli Stati Uniti. Mentre Fujimori, figlia dell’ex dittatore Alberto Fujimori, ha trovato uno dei suoi principali sostegni tra i peruviani residenti all’estero, Sánchez ha ottenuto risultati migliori all’interno del Paese, soprattutto nelle aree rurali e tra i ceti popolari. A ribaltare l’esito del ballottaggio, è stato proprio il voto dei peruviani all’estero. L’onda della destra sta travolgendo il Sud America: con il Perù, nel caso la vittoria sia assegnata alla Fujimori, salgono a dieci i paesi latinoamericani governati da una destra più o meno estrema, e, stando ai sondaggi, potrebbero salire a undici dopo il ballottaggio di domenica prossima in Colombia. Ne parliamo con Andrea Rivas esperto di Americalatina. Ascolta o scarica  
June 19, 2026
Radio Onda d`Urto
Modifiche Norme Tecniche, la Delibera con le controdeduzioni che andrà al voto dell’Assemblea Capitolina
Il 12 giugno 2026 la Giunta Gualtieri ha approvato la Proposta di delibera di controdeduzioni relative alla variante delle Norme Tecniche Attuative del Piano Regolatore Generale del 2008 (1). Le Norme Tecniche di Attuazione contenute nel PRG definiscono le regole che stabiliscono diritti e doveri della proprietà immobiliare in funzione delle trasformazioni edilizie e urbanistiche della città e del territorio. L’11 dicembre 2024 l‘Assemblea Capitolina aveva adottato la variante con le modifiche alle Norme Tecniche (2), che riguardava circa 62 articoli e un totale di circa 250 commi modificati, abrogati o aggiunti al PRG vigente. Modifiche che Carteinregola aveva analizzato sollevando numerose obiezioni, alcune che erano state oggetto di emendamenti approvati dall’Assemblea Capitolina, altre ignorate (3) e poi diventate oggetto delle osservazioni che la nostra associazione ha inviato agli uffici comunali (4). In questo anno e mezzo tutte le “1.075 osservazioni provenienti da associazioni, comitati, ordini professionali, gruppi consiliari, uffici di Roma Capitale, altri enti e singoli cittadini” sono state esaminate dagli uffici comunali per valutarne l’ammissibilità. Riferisce il comunicato comunale (1) che “si sono tenuti tavoli di confronto tecnico con tutti gli enti e le istituzioni competenti, in particolare con la Soprintendenza di Stato e la Sovrintendenza Capitolina, al fine di garantire un maggiore equilibrio e coerenza del testo, armonizzando le Norme con la normativa vigente e con le esigenze di tutela del patrimonio storico e paesaggistico della città“, uno dei temi su cui si erano addensate le critiche di molte associazioni e su cui faremo degli approfondimenti. La Delibera con le controdeduzioni alle osservazioni pervenute approvata dalla Giunta è stata ora “trasmessa ai Municipi ed alla Commissione Urbanistica, per l’espressione del parere di competenza” in vista della “prossima approvazione in Aula Giulio Cesare” che “chiuderà l’iter amministrativo iniziato a fine 2024 e le nuove Norme Tecniche saranno pienamente attuative“. Sono stati ora inseriti nella sezione del sito comunale alla voce “ODG e Proposte dell’Assemblea Capitolina” gli atti approvati dalal Giunta, che si possono scaricare in calce. (AMBM) 85a Proposta (D.G.C. n. 50 dell’11 giugno 2026) Controdeduzioni alle osservazioni presentate alla Deliberazione di A.C. n.169/2024 e contestuale approvazione, ai sensi dell’art. 10 della Legge n.1150/42 e dell’art.9 comma 61- 62 della L.R. n.19/2022, della variante parziale alle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore Generale vigente, approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 18 del 12 febbraio 2008 scarica VARIANTE PARZIALE ALLE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE Deliberazione di Assemblea Capitolina n.169 dell’11.12.2024 CONTRODEDUZIONI RC.2026.18126 1. RELAZIONE ALLE CONTRODEDUZIONI – ALLEGATI RC.2026.18126.A1 * 1.1 Quadro riepilogativo osservazioni * 1.2 Schede sintetiche delle osservazioni e delle controdeduzioni scarica VARIANTE PARZIALE ALLE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE Deliberazione di Assemblea Capitolina n.169 dell’11.12.2024 CONTRODEDUZIONI 2. RELAZIONE OSSERVAZIONI D’UFFICIO RC.2026.18126.A2 scarica VARIANTE PARZIALE ALLE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE Deliberazione di Assemblea Capitolina n.169 dell’11.12.2024 CONTRODEDUZIONI NTA: Articoli modificati a seguito del recepimento delle osservazioni accolte o parzialmente accolte e delle osservazioni d’ufficio RC.2026.18126.A3 scarica Per osservazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com 18 giugno 2026 Vai a Modifiche alle NTA del PRG cronologia e materiali NOTE (1) Vedi sul sito istituzionale 12 giugno 2026 Piano Regolatore Generale, Giunta approva nuove norme tecniche attuative (2) Scarica 102a Proposta (Dec. G.C. n. 53 del 13 giugno 2023) Adozione, ai sensi dell’art. 10 della Legge n. 1150/1942 e L.R. n. 19/2022, della variante parziale alle Norme Tecniche di Attuazione del PianoRegolatore Generale vigente, approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 18 del 12 febbraio 2008. Vai alla sezione (in progress) con il confronto tra il testo delle NTA del 2008, quello della Delibera di Giunta del 13 giugno 2023, e quello adottato dall’Assemblea Capitolina l’11 dicembre 2024 dopo l’approvazione di decine di emendamenti) (3) Norme tecniche del PRG: le modifiche da bocciare (per 7 e più buoni motivi) 8 aprile 2025 (4) Vai a Modifiche alle NTA del PRG: le osservazioni di Carteinregola 2025
June 18, 2026
carteinregola
Nuovi OGM, no alla deregulation
Ieri ha votato la Commissione ENVI. La deregulation è passata in pochi minuti. Il testo approvato elimina: * l’etichettatura obbligatoria per i consumatori * molti controlli scientifici di sicurezza * le tutele sui brevetti delle sementi, aprendo la strada alle grandi multinazionali (Bayer-Monsanto, Corteva, Syngenta, BASF) Il voto è durato appena 10 minuti perché è stata scelta una procedura che ha impedito di votare i singoli emendamenti. Oggi manifestazione davanti al Parlamento Europeo a Strasburgo. Domani, 17 giugno, il voto finale al Parlamento Europeo. Fate girare questo messaggio. Fate sentire la vostra voce! Partecipate: https://www.blacked-out-ingredients.eu/it/start/ Lapo Cianferoni, ex presidente della Società Biodinamica   Redazione Italia
June 16, 2026
Pressenza