Tag - sport popolare

[2026-05-29] Festa di Fine Anno - Lokomotiv Prenestino @ Scuola Pisacane
FESTA DI FINE ANNO - LOKOMOTIV PRENESTINO Scuola Pisacane - Via di Acqua Bullicante, 30, 00177 Roma RM (venerdì, 29 maggio 16:30) Salva la data!  Venerdì 29 Maggio è tempo di fare festa con la Lokomotiv Prenestino! Vi aspettiamo alla Scuola Pisacane per festeggiare la fine di questo anno sportivo. Basket, pallavolo e taekwondo vi aspettano sul campo, da fine scuola fino al tramonto.  Festa di Fine Anno Lokomotiv  29 Maggio 2026  Scuola Pisacane – Via di Acqua Bullicante 30, Roma  Merenda per tutti! Passa a trovarci e festeggia con noi!
May 27, 2026
Gancio de Roma
[2026-05-23] Sumud Basketball @ Quadrato Ex-Snia
SUMUD BASKETBALL Quadrato Ex-Snia - Via Prenestina, 175, 00176 Roma RM (sabato, 23 maggio 10:30)  SABATO 23 MAGGIO dalle 10:30, al Quadrato della Ex-Snia la Lokomotiv ospiterà un gruppo di bambine e bambini profughi da Gaza che, grazie al lavoro del collettivo Arti in Sumud e del coach Vittorio Beltrami, stanno utilizzando palloni e canestri come strumento di crescita, inclusione e resistenza. Vi aspettiamo per accoglierli nella nostra comunità e condividere una mattinata di sport, gioco e amicizia. A seguire, ci fermeremo tutti insieme a pranzo. #freePalestine #ControOgniFascismo
May 22, 2026
Gancio de Roma
A Roma un festival di Yoga popolare
In occasione del festival di Yoga popolare che si svolgerà il 7 giugno a Roma, presso il LOA Acrobax a via della Vasca Navale 6, abbiamo intervistato Yoga Riot, il collettivo che organizza l’evento. Chi è Yoga Riot, come nasce e di che progetti si occupa? Yoga Riot nasce da un gruppo di insegnanti provenienti da realtà diverse che hanno deciso di unirsi e mettersi in gioco; la nostra è un’esigenza semplice ma radicale: riportare lo yoga fuori dai circuiti esclusivi, costosi e spesso depoliticizzati in cui è stato rinchiuso; è un un progetto collettivo che prova a rimettere al centro l’accessibilità, la relazione e il contesto sociale in cui viene praticato lo yoga. Per noi lo yoga non deve essere un privilegio ma piuttosto uno slancio di libertà.  Viviamo in un tempo in cui le disuguaglianze si fanno più profonde e l’individualismo si insinua nel quotidiano fino a normalizzarsi. Noi vogliamo creare rete, stare insieme; crediamo infatti in uno yoga che appartenga a tutti e tutte, senza distinzione di classe, genere, provenienza geografica, età o corporatura.  In questo primo anno di vita abbiamo portato lo yoga negli spazi sociali, nelle iniziative di quartiere, nei centri yoga, costruendo pratiche aperte, giornate di raccolta fondi per associazioni e iniziative dal basso e momenti di confronto tra insegnanti. Non ci interessa insegnare yoga come prodotto, ma creare spazi in cui le persone possano riflettere, spazi di consapevolezza, ma anche di conflitto e trasformazione. Yoga Riot è quindi sia pratica che discorso politico: una critica alla mercificazione e un tentativo concreto di costruire alternative. Volantino festival yogariot Come nasce l’idea di un Festival di Yoga Popolare? L’idea nasce da una constatazione: esistono tante esperienze isolate di yoga accessibile, spesso dentro spazi sociali o reti informali, ma raramente si incontrano tra loro. Il festival è anche un tentativo di fare rete, di mettere in relazione pratiche, studenti e studentesse, insegnanti e storie diverse. “Popolare” non è uno slogan, ma una posizione precisa: significa accessibile economicamente, ma anche culturalmente. Significa uscire dall’immaginario elitario dello yoga come pratica per pochi e poche e riconoscerlo come uno strumento che può appartenere a chiunque. Il festival vuole essere uno spazio di attraversamento: si pratica, si discute, si ascolta, si mettono in crisi certe narrazioni dominanti. Per noi è una sorta di laboratorio collettivo. Oggi lo yoga dominante mette al centro corpi tonici, scolpiti, performanti. È uno yoga che spesso misura il valore in termini di estetica e prestazione. Un immaginario escludente, che produce modelli irraggiungibili e che finisce per allontanare moltissime persone. Noi partiamo da una critica netta a questa visione. Non ci interessa uno yoga performativo, né un’altra versione più gentile che a ben vedere ha la stessa logica. Ci interessa costruire uno spazio in cui non si debba dimostrare niente. Si pratica per il gusto di farlo. Si pratica perché è bello praticare. Dal Basso rivendica con forza la libertà di movimento, uno dei temi fondanti del festival. > Quando parliamo di libertà di movimento, non stiamo parlando solo del corpo > sul tappetino. Parliamo della libertà delle persone di muoversi nel mondo. In > un tempo in cui attraversare un confine può, significa rischiare la vita, > essere respinti, detenuti, pensare allo yoga come pratica neutra è una > finzione che non possiamo permetterci. Per noi libertà di movimento significa anche questo: stare dalla parte di chi attraversa frontiere fisiche fatte di muri, fili spinati e leggi, ma anche frontiere mentali fatte di paura, razzismo e esclusione. Significa rifiutare un’idea di benessere costruita su privilegi blindati, accessibile solo a chi ha già spazio, tempo e diritti garantiti. Uno yoga popolare prova a rompere queste barriere, simbolicamente ma anche concretamente, creando spazi in cui nessuno e nessuna è illegittimo o fuori posto. Spazi in cui il movimento è possibilità, non controllo ma apertura. Per noi la libertà di movimento è quindi una posizione: chiudere gli occhi su quello che succede fuori dalla sala non è un’opzione. > Dal Basso è antisessista, prova a mettere in discussione il modo in cui i > corpi vengono letti, esposti e normati; prova a creare pratiche e spazi in cui > non ci sia oggettivazione, né pressione a conformarsi a un certo tipo di > immagine. Allo stesso modo, parlare di antifascismo oggi è per noi fondamentale. Abbiamo immaginato un festival che fa dell’antifascismo il suo cavallo di battaglia. In un momento storico in cui riemergono pulsioni autoritarie, normalizzazioni della violenza e dell’esclusione, anche la pratica diventa un atto politico. Un festival di yoga popolare prova a costruire, nel suo piccolo, uno spazio aperto, accessibile, non gerarchico, dove la differenza non viene schiacciata ma riconosciuta. Lo yoga si fonda sull’unione, il fascismo sulla divisione. Il festival nasce quindi da un rifiuto, ma anche da un desiderio molto concreto: creare un’alternativa reale, collettiva, praticabile.  Cosa possiamo aspettarci da questo festival a Roma? Uno spazio vivo. Ci saranno pratiche diverse accessibili anche a chi non ha mai fatto yoga, due staffette dove le insegnanti e gli insegnanti si passeranno idealmente il testimone, più di trenta laboratori (non solo di yoga), talk, mostre fotografiche e presentazioni di libri, il pranzo cucinato dagli chef e dalle chef di OSAI, l’Osteria Scuppiata Anticapitalista Itinerante, un mercato di autoproduzioni, un’area bimbi e bimbe (un vero e proprio minifestival con laboratori e attività pensati per i più piccoli e le più piccole) e la musica che spazierà dalla cumbia alla techno. Dal Basso sarà soprattutto un momento di confronto su temi come il corpo, il lavoro, il precariato, l’autodeteminazione, il benessere e la loro dimensione politica. Ci interessa che chi partecipa viva un’esperienza. Immaginiamo un festival collettivo, allegro, vivo, di confronto, forte, dirompente. Roma, in questo senso, non è solo una cornice: è una città attraversata da conflitti, disuguaglianze e pratiche di resistenza. Il festival prova a stare dentro questa complessità. Oggi moltissime palestre e spazi sociali offrono corsi di yoga: che legame c’è tra questa disciplina e valori come autogestione, antisessismo e antifascismo che si vivono negli spazi sociali? Il legame non è automatico, e infatti spesso viene completamente rimosso. Lo yoga, così come viene proposto nel mainstream, è spesso individualista, performativo e perfettamente compatibile con logiche neoliberali. > Negli spazi sociali, invece, cambia il contesto: l’autogestione rompe il > rapporto verticale insegnante studente, l’antisessismo mette in discussione i > modelli normativi sui corpi, e l’antifascismo restituisce centralità alla > dimensione collettiva e politica dell’esistenza. In questo senso lo yoga può diventare uno strumento diverso: non per stare meglio in un sistema che ti sfrutta, ma per acquisire maggiore consapevolezza e, potenzialmente, capacità di trasformazione a autodeterminazione. Lo yoga è una filosofia di vita che, se portata avanti seriamente, può andare a scardinare la percezione stessa delle nostre esistenze. Troppo spesso nelle aziende viene usato come anestetico per ricaricarci e diventare ancora più produttivi e produttive; una pratica consapevole può invece andare a creare un atto trasformativo dove scelgo di non sottostare più alle logiche di un sistema capitalistico. Il festival sarà ad Acrobax, uno spazio di recente oggetto di varie minacce da parte delle autorità: come è connessa la vostra esperienza al lavoro che Acrobax sta svolgendo? La connessione è molto concreta. Scegliere di fare il festival ad Acrobax non è solo una questione logistica, ma politica. Significa riconoscere il valore di uno spazio che da anni costruisce alternative attraverso assemblee, sport popolare, cultura e mutualismo. In un momento in cui esperienze come questa vengono messe sotto pressione, esserci è anche un modo per prendere posizione. Non in modo simbolico, ma pratico: lo yoga è ancora ben inquadrato in un sistema di privilegi, portare lo yoga in un centro sociale attraverso un festival può far avvicinare persone che normalmente non si avvicinerebbero. Può far scoprire le potenzialità e la ricchezza di uno spazio come quello di Acrobax. Per noi lo yoga non è separato dalla realtà in cui accade. Se pratichi in uno spazio che difende un’idea di città più giusta, più accessibile, più collettiva, quella pratica cambia. E allo stesso tempo può contribuire a sostenere quella stessa idea di città. Il festival è parte di un ecosistema che si difende e si costruisce insieme. Yoga Riot presenta: DAL BASSO, festival di Yoga popolare il 7 giugno, dalla mattina alla sera LOA Acrobax, via della Vasca Navale 6, Roma Questo articolo è gratuito, ma produrlo richiede tempo e impegno. Per mantenere la nostra informazione libera e accessibile, abbiamo bisogno del tuo contributo, anche piccolo. Trasforma la tua lettura in un atto di sostegno, clicca sul banner qui sotto per fare una donazione. Puoi anche donare il tuo 5X1000, CF: 96405560580 L'articolo A Roma un festival di Yoga popolare proviene da DINAMOpress.
May 21, 2026
DINAMOpress
SPOT 29.04.26 DYNAMO DORA. BUNGEE JUMPING, CALCIO&MILITANZA E LA NAZIONALE DI URLO DEL GABBIANO!
Continua una nuova mirabolante stagione di SPOT a cura della Dynamo Dora rugby e della Rete Torino Sport Popolare. A Torino alcune realtà di capoccioni continuano a cercare di praticare lo sport in maniera differente nonostante sgomberi, mancate concessioni e l’invasione dei campi di padel. Seguite le nostre avventure, sportive e non, ogni mercoledì dalle 17 alle 18.30 su Radio Black Out. La prima parte della puntata è dedicata al 29 aprile: giornata mondiale del bunjee jumping! Nell’intermezzo una storia di calcio&militanza: Paolo Sollier. Per concludere una succosa intervista con ospite direttamente in studio la NAZIONALE ITALIANA DI URLO DEL GABBIANO! non perdetevi la performance che ha portato ad ottenere la medaglia di bronzo agli europei (forse mondiali?) in Belgio. Ascolta il podcast:
SPOT 29.04.26 DYNAMO DORA. BUNGEE JUMPING, CALCIO&MILITANZA E LA NAZIONALE DI URLO DEL GABBIANO!
Continua una nuova mirabolante stagione di SPOT a cura della Dynamo Dora rugby e della Rete Torino Sport Popolare. A Torino alcune realtà di capoccioni continuano a cercare di praticare lo sport in maniera differente nonostante sgomberi, mancate concessioni e l’invasione dei campi di padel. Seguite le nostre avventure, sportive e non, ogni mercoledì dalle 17 alle 18.30 su Radio Black Out. La prima parte della puntata è dedicata al 29 aprile: giornata mondiale del bunjee jumping! Nell’intermezzo una storia di calcio&militanza: Paolo Sollier. Per concludere una succosa intervista con ospite direttamente in studio la NAZIONALE ITALIANA DI URLO DEL GABBIANO! non perdetevi la performance che ha portato ad ottenere la medaglia di bronzo agli europei (forse mondiali?) in Belgio. Ascolta il podcast:
SPOT 29.04.26 DYNAMO DORA. BUNGEE JUMPING, CALCIO&MILITANZA E LA NAZIONALE DI URLO DEL GABBIANO!
Continua una nuova mirabolante stagione di SPOT a cura della Dynamo Dora rugby e della Rete Torino Sport Popolare. A Torino alcune realtà di capoccioni continuano a cercare di praticare lo sport in maniera differente nonostante sgomberi, mancate concessioni e l’invasione dei campi di padel. Seguite le nostre avventure, sportive e non, ogni mercoledì dalle 17 alle 18.30 su Radio Black Out. La prima parte della puntata è dedicata al 29 aprile: giornata mondiale del bunjee jumping! Nell’intermezzo una storia di calcio&militanza: Paolo Sollier. Per concludere una succosa intervista con ospite direttamente in studio la NAZIONALE ITALIANA DI URLO DEL GABBIANO! non perdetevi la performance che ha portato ad ottenere la medaglia di bronzo agli europei (forse mondiali?) in Belgio. Ascolta il podcast:
May 6, 2026
Radio Blackout
Lunedì 11/05 – Proiezione “Anche quando fuori piove”
Lunedì 11 Maggio Proiezione di “Anche quando fuori piove” Il documentario, diretto da Gabriele Piazzesi e incentrato sulla storia del Collettivo Brancaleone, è stato realizzato nel 2026 ed è un lungometraggio che narra una stagione sportiva all’insegna dell’inclusione. La narrazione esplora il rugby misto tra atleti con disabilità e partner neurotipici. Ore 20.00 – Cena popolare Ore 21.00 – Proiezione
May 6, 2026
NextEmerson
Aitor il dodicesimo uomo
Il grido “Aitor, Aitor, Aitor” rimbomba in tutta La Cartuja, lo stadio di Siviglia che ospita la finale di Copa del Rey. Di fronte Atletico Madrid e Real Sociedad. È una partita di calcio, ma non è soltanto una partita di calcio. Per qualcuno è colchoneros vs txuri-urdin, rossobianchi contro biancoblu, ma dietro c’è altro. Una rivalità che travalica la dimensione puramente sportiva. Per certi versi è la capitale contro la provincia, Madrid vs Donosti, per altri spagnolismo contro indipendentismo, più semplicemente forse spagnoli contro baschi. È una sfida intrisa di significati, di non detti, di conti in sospeso. È politica senza essere politica – basti vedere il primo e il dopo, i commenti, le prese di posizione di importanti leader politici baschi come Otegi –, è ikurrina, la bandiera basca, contro rojigualda, quella spagnola. Sono identità opposte, in conflitto.
April 20, 2026
Sport popolare
[2026-04-17] Sport Beats Borders - serata a sostegno dello Shatila Community Center @ Volsci 86 - Casa della Socialità
SPORT BEATS BORDERS - SERATA A SOSTEGNO DELLO SHATILA COMMUNITY CENTER Volsci 86 - Casa della Socialità - Via dei Volsci, 86 (venerdì, 17 aprile 18:30) SPORT BEATS BORDERS serata a sostegno dello Shatila Community Center Con il progetto Sport Beats Borders da 10 anni facciamo attività all'interno del campo profughi di Shatila a Beirut. Lì la comunità palestinese resiste e porta avanti attività sportive nonostante il contesto difficile, divenuto ancora più drammatico in questi giorni a causa dei continui bombardamenti e del nuovo tentativo di occupazione del Libano. venerdì 17 aprile Volsci 86 - Casa della Socialità dalle ore 18:30 proiezione video e foto a cura di Daniele Napolitano con le testimonianze di chi, nel corso di 10 anni di progetto, ha attraversato e vissuto Shatila cena palestinese dabkeh danza popolare palestinese Un momento per incontrarsi, ascoltare, sostenere e continuare a costruire connessioni al di là della distanza. Vi ricordiamo inoltre, che per sostenere la popolazione libanese sfollata, è attualmente attiva anche la racconta fondi di UN PONTE PER in funzione durante l'evento: bar popolare banchetto merchandising Sport Beats Borders e dal Libano Non puoi mancare! Ti aspettiamo! Atletico San Lorenzo LO SPORT FIGLIO DEL POPOLO
April 15, 2026
Gancio de Roma
[2026-04-24] SAN LORENZO meets MENILMONTANT - quartieri ribelli a confronto @ Volsci 86 - Casa della Socialità
SAN LORENZO MEETS MENILMONTANT - QUARTIERI RIBELLI A CONFRONTO Volsci 86 - Casa della Socialità - Via dei Volsci, 86, Roma (venerdì, 24 aprile 16:00) Il fine settimana della Festa della Liberazione si apre alla grande nel quartiere San Lorenzo nella giornata di venerdì 24 aprile con San Lorenzo meets Menilmontant. Dopo tanti incontri informali e amicizie incrociate, con grande orgoglio e felicità ospiteremo nel nostro quartiere la squadra parigina del MFC 1871, espressione antifascista e popolare del quartiere Menilmontant. Un occasione per conoscersi da vicino, mettere a confronto le nostre esperienze e aprire riflessioni sui modelli di sport popolare e sulle realtà che dal basso provano ad animare i quartieri metropolitani. Non mancheranno i momenti di socialità e quelli sportivi, ad iniziare dalla partita amichevole di calcio a 11 tra le due squadre sul campo "terra e brecciolino" di San Lorenzo (ingresso pubblico da Via degli Enotri) per finire con la consueta cena popolare in stile atletico a Volsci 86 • Casa della Socialità (Via dei Volsci 86). SAN LORENZO meets MENILMONTANT quartieri ribelli a confronto venerdì 24 aprile ore 16.00 Volsci 86 • Casa della Socialità (Via dei Volsci 86, San Lorenzo) benvenuto e tour del quartiere ore 18.30 Campo Benedetto XV (Via degli Enotri snc, San Lorenzo) amichevole di calcio Atletico San Lorenzo vs MFC 1871 ore 20:00 Volsci 86 • Casa della Socialità (Via dei Volsci 86, San Lorenzo) talk "quartieri ribelli a confronto" cena popolare incursioni musicali Non puoi mancare! Ti aspettiamo! Atletico San Lorenzo LO SPORT FIGLIO DEL POPOLO
April 15, 2026
Gancio de Roma