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L‘analisi di Fidel sulla crisi dell’attuale fase di mondializzazione capitalista
Chiunque in buona fede si rechi a Cuba  e ha una minima pratica della politica e delle elementari questioni socio-economiche, ha modo di constatare concretamente gli alti livelli di resistenza e d’organizzazione attraverso i quali il popolo cubano, diretto da un Partito Comunista e un Governo che in modo altamente […] L'articolo L‘analisi di Fidel sulla crisi dell’attuale fase di mondializzazione capitalista su Contropiano.
July 8, 2026
Contropiano
Little Bighorn, 150 anni dopo. Perché l’America ha fatto di Custer un eroe?
Non una semplice rievocazione, ma una riflessione sulla storia subita, sulla memoria manipolata e sul silenzio che ancora circonda i Popoli Indigeni. Per oltre un secolo, la storia dei Nativi Americani è stata raccontata quasi esclusivamente dal punto di vista di chi ne occupò le terre: attraverso gli eroi scelti dall’Occidente, le immagini del cinema e una divulgazione che ancora oggi trasforma popoli vivi in figure immobili del passato. Little Bighorn è uno degli esempi più clamorosi di questa manipolazione: una vittoria nativa trasformata nel mito dell’uomo che quella battaglia la perse. Il 25 e 26 giugno 1876, combattenti lakota, cheyenne e arapaho sconfissero il 7° Cavalleria guidato dal tenente colonnello George Armstrong Custer. Nella memoria dei popoli che difesero le proprie terre, e soprattutto in quella lakota, questo anniversario conserva il significato di una vittoria e di un atto di resistenza. Eppure fu Custer a entrare nel mito. I popoli che combattevano per non essere privati delle terre, della libertà e del proprio modo di vivere furono invece descritti come selvaggi, ostacoli al progresso o semplici comparse nella storia americana. Da questa contraddizione nasce la conferenza: “Little Bighorn, 150 anni dopo. Perché l’America ha fatto di Custer un eroe?” L’appuntamento è per venerdì 26 giugno 2026, alle ore 18.00, nella Sala Congressi dell’Hotel Progresso, in viale Trieste 40, a San Benedetto del Tronto. Little Bighorn sarà il punto di partenza per affrontare una questione ancora più ampia e scomoda: chi ha il potere di scrivere la storia? Chi decide chi debba essere ricordato come eroe e chi possa essere deformato, cancellato o ridotto al silenzio? L’incontro offrirà una riflessione sul significato di una storia subita dai Nativi Americani e successivamente raccontata da altri, attraverso categorie, interessi e valori imposti ai popoli che ne furono protagonisti. La conferenza affronterà il ruolo della stampa, del cinema, della letteratura e della divulgazione nella costruzione del mito della frontiera, ma anche il persistente silenziamento dei Popoli Indigeni nell’informazione occidentale. Le loro lotte contemporanee per la sovranità, i territori, l’ambiente, le lingue e i diritti umani continuano a ricevere uno spazio marginale. I Nativi Americani vengono celebrati quando possono essere rinchiusi in un passato remoto e innocuo, ma spesso ignorati quando parlano del presente, denunciano violazioni o rivendicano il diritto di raccontarsi con la propria voce. A tenere la conferenza sarà Raffaella Milandri, scrittrice, giornalista e antropologa di formazione, attivista per i diritti umani dei Popoli Indigeni e figura di rilievo in Italia nella divulgazione della loro storia, delle loro culture e delle questioni contemporanee che li riguardano. L’evento è organizzato da Omnibus Omnes OdV nell’ambito di Voci Native, nuovo progetto culturale nato per contrastare stereotipi, falsificazioni e appropriazioni culturali, e per promuovere una divulgazione documentata, rispettosa e culturalmente responsabile. Voci Native gode del patrocinio della Regione Marche. L’iniziativa si avvale inoltre del supporto divulgativo di Nativi Americani ieri e oggi, realtà culturale dedicata alla storia, alle culture e all’attualità dei Popoli Nativi del Nord America, con una comunità Facebook di oltre 20.000 membri. A centocinquant’anni da Little Bighorn, non basta ricordare una battaglia. Occorre chiedersi perché l’Occidente continui a parlare tanto di Custer e così poco dei popoli che lo sconfissero. E perché, ancora oggi, preferisca raccontare i Nativi Americani invece di ascoltarli. Redazione Marche
June 26, 2026
Pressenza
Il culto dell’eccezionalismo americano
L’eccezionalismo americano è spesso scambiato per una politica, ma in realtà è una forma di religione, un culto semi-secolare. Richiede fede, non prove. Sebbene sia spesso associato alla destra politica, i suoi principi fondamentali permeano l’intera psiche americana, inclusa una parte della sinistra che dice di opporsi allo status quo. […] L'articolo Il culto dell’eccezionalismo americano su Contropiano.
April 23, 2026
Contropiano
Venezuela, il cortile di casa in fiamme
Non serve alcuna fantasia per vedere la continuità. Guatemala 1954: riforma agraria e interessi economici; colpo di Stato e restaurazione. Cile 1973: socialismo elettorale spazzato via e sostituito dal laboratorio del terrore e del neoliberismo. Panama 1989: l’ex alleato Noriega trasformato in “narco-dittatore” nel momento in cui non serve più, e poi catturato e processato negli Stati Uniti. Quel passaggio non è un ricordo marginale: è la prova che il “prelievo” del leader e la sua trasformazione in imputato in un tribunale statunitense è già stato usato come dispositivo politico. Caracas 2026 ne è l’evoluzione, più brutale e più simbolica. Continua a leggere→
February 26, 2026
Rizomatica
BAGNOLI (NA): I COMITATI BLOCCANO I TIR DELLA COPPA AMERICA CHE PROVOCANO VORAGINI E INQUINAMENTO
Nuovi blocchi e tensioni a Bagnoli, Napoli, dove cittadini e comitati popolari contestano i lavori per l’America’s Cup, che definiscono “i lavori della vergogna”. Dopo il peggioramento dell’aria certificato da Arpac, le voragini che si stanno aprendo e il traffico notturno dei camion, nuovi blocchi su via Bagnoli. Nonostante la pioggia e un tentativo di sgombero da parte della Digos, in centinaia hanno fermato i camion, prima attorno a mezzanotte e poi all’alba di mercoledì, orari in cui le autorità – dopo il corteo di 5mila persone sabato – avevano assicurato che non ci sarebbero stati transiti. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, abbiamo fatto il punto con Eddy dell’assemblea popolare di Bagnoli, Napoli. Ascolta o scarica Riportiamo il comunicato inviatoci dall’Assemblea popolare di Bagnoli. Malgrado pioggia e tentativo di sgombero ieri sera da parte della Digos, doppio blocco dalle 23:30 all’1:00 di notte (ma non dovevano fermarsi la notte?) ed anche dalle 5 alle 7 all’alba. Sempre e solo dei TIR garantendo transito auto, mezzi pubblici e privati. La risposta dopo la straordinaria mobilitazione di sabato mattina: blocchi e manifestazioni continueranno e si intensificheranno finché non saranno sospesi i lavori. Inoltre avvisiamo alla cittadinanza tutta: il manto stradale versa in condizioni disastrose costituendo un pericolo per la viabilità e la sicurezza dei camionisti stessi, e con gli sforamenti continui dei limiti di legge sulla salubrità dell’ aria, indichiamo (e diffidiamo) i diversi livelli istituzionali preposti alla sicurezza e alla tutela della salute pubbliche quali responsabili di eventuali danni a persone e cose.  
February 11, 2026
Radio Onda d`Urto
[Good News] Good News 3x02
Seconda puntata della nuova stagione di Good News! Una selezione musicale varia tra nuove uscite e brani che ci parlano di quello che sta succedendo nel mondo.  1 Ebo Taylor - Heaven 2 Ghali - BASTA 3 Tresca y Tigre - 606 4 Arya - Sono in un Van 5 Danno, Dj Craim - Brucia Roma 6 Clipse, Kendrick Lamar - Chains & Wips  7 Thundercat, Lil Yachty, Flying Lotus - I did this to myself 8 Yin Yin -  In Search of yang 9 Shenseea - Time for Me 10 Leo Fulcro - Everyday
February 9, 2026
Radio Onda Rossa
«Che dio ti maledica America»
Una poesia di Lance Henson (*) dopo gli assassini e le persecuzioni di Minneapolis. E in coda molti link per chi vuole conoscere una delle grandi voci della letteratura nativa americana.   Per cavallo pazzo e tom joad… Dalla fortezza – 2 febbraio 2026 this steaming cup of coffee at 4 am Wafts into a shadowed scent of loss….   years
February 4, 2026
La Bottega del Barbieri
[Le Dita nella Presa] Non è siccità, è saccheggio! (1/4: Puntata completa)
Partiamo con un report di Hackrocchio, evento organizzato dall'hacklab torinese Underscore, di cui abbiamo parlato anche recentemente. Continuiamo passando alle Americhe, guardando agli stati che si stanno distinguendo per gli usi disparati dell'IA, soprattutto votati all'attacco alla cultura woke.  In conclusione, un approfondimento sul tema dei data center in Uruguay: un paese che si trova da anni in una situazione di siccità, ma che può offrire molta acqua per i data center di Google. Pesa, nella scelta, il fatto che l'Uruguay sia tra i paesi con la più alta percentuale di energia elettrica da fonti rinnovabili. Analizziamo quindi alcune delle questioni tecniche legate al raffreddamento dei data center.
December 14, 2025
Radio Onda Rossa