I padroni delle macchine e delle menti
Il libro di Brancaccio dimostra scientificamente questa tendenza attraverso gli
strumenti dell’economia politica e dell’analisi econometrica. Cyberfascismo
riparte esattamente dal punto in cui quella dimostrazione termina, cercando di
dare un volto concreto a quel potere: i data center, il cloud, i semiconduttori,
gli algoritmi, i modelli di intelligenza artificiale, le piattaforme digitali,
le infrastrutture energetiche che alimentano il nuovo capitalismo del calcolo. I
due libri, dunque, non si sovrappongono. Si completano. Il primo dimostra una
legge di tendenza. Il secondo ne ricostruisce l’anatomia. Il primo osserva il
movimento del capitale. Il secondo identifica gli strumenti attraverso i quali
quel capitale organizza oggi il dominio economico, cognitivo e politico. Da
questa complementarità nasce il senso di questo articolo. Non una recensione, né
un confronto accademico fine a sé stesso, ma la ricostruzione di una vera e
propria staffetta intellettuale. Dove termina la lente dell’economia politica
iniziano la storia, la teoria della comunicazione e l’analisi delle tecnologie.
È lungo questa continuità che diventa possibile comprendere la natura del nuovo
potere. L’obiettivo è verificare entrambe le tesi alla prova dei fatti: la
concentrazione del capitale, la corsa delle big tech all’energia nucleare, il
controllo delle infrastrutture del calcolo, la guerra algoritmica, la
subordinazione tecnologica europea e la progressiva privatizzazione delle
infrastrutture cognitive dell’umanità. Continua a leggere→