Tag - Sardegna

Sardegna. Al referendum votiamo “NO”
Parrebbe scontato che noi indipendentisti ci astenessimo sostenendo che la riforma di una costituzione che non riconosciamo come nostra non ci interessa perché in nessuna misura modifica il rapporto coloniale tra la nazione sarda e lo stato italiano. Eppure siamo consapevoli che qualsiasi modifica all’ordinamento politico dello stato italiano si […] L'articolo Sardegna. Al referendum votiamo “NO” su Contropiano.
March 18, 2026
Contropiano
Nuova richiesta di aiuto dal CPR di Macomer
A pochi giorni dall’ultima denuncia sulla quotidiana violenza e le condizioni disumane nel CPR di Macomer, arriva un nuovo allarme dai detenuti. Notizie/CPR, Hotspot, CPA «QUI OGNI GIORNO LA GENTE VUOLE SUICIDARSI» Il grido degli internati del CPR sardo di Macomer Redazione 10 Marzo 2026 In un messaggio diffuso dall’Assemblea No CPR Macomer e LasciateCIEntrare le persone trattenute raccontano una situazione critica: «È scoppiato un incendio nel centro e la situazione è molto caotica. Tra i detenuti c’è molta paura e preoccupazione per la nostra sicurezza e per la nostra vita. Non abbiamo informazioni chiare e temiamo che la situazione possa peggiorare». Secondo quanto riportato, il blocco coinvolto nell’incendio è stato di nuovo reso operativo, e i detenuti denunciano di essere stati riportati in un’area che risulta bruciata. L’allarme non riguarda solo la sicurezza immediata: è anche un richiamo urgente a verificare le condizioni igieniche, sanitarie e psicologiche di tutti gli internati. «Vi chiediamo con urgenza di intervenire, di monitorare quello che sta succedendo qui e di assicurarvi che tutti i detenuti siano al sicuro. Abbiamo bisogno del vostro sostegno e che la nostra voce arrivi alle autorità e ai media». Il nuovo messaggio conferma e amplifica le denunce precedenti: cibo insufficiente, assenza di assistenza medica, violenza psicologica e isolamento. La ripetuta esposizione a situazioni di pericolo e la gestione approssimativa del CPR mostrano ancora una volta la crudeltà intrinseca del sistema di detenzione amministrativa. > «Per favore non ignorate questo messaggio. La situazione è pericolosa e > abbiamo bisogno di aiuto.» Le voci che arrivano dall’interno sono un grido diretto di sopravvivenza e dignità, e meritano di essere ascoltate fino a quando tutti i CPR non saranno definitivamente chiusi.
Stand esercito al Salone Orientamento Universitario di Cagliari
Dal 18 al 20 febbraio, al Salone dell’Orientamento Universitario 2026 a Monserrato, promosso dall‘Università degli Studi di Cagliari, era presente anche l’Esercito Italiano con i suoi stand informativi. Una rappresentanza di ufficiali del Comando Militare Esercito Sardegna, del Battaglione Trasmissioni “Gennargentu” e del Dipartimento Militare di Medicina Legale di Cagliari ha illustrato, ai ragazzi e alle ragazze prossimi al diploma, i percorsi e le credenziali per accedere alle accademie militari e al reclutamento Volontari in Ferma Iniziale. Agli stand era possibile sfogliare la rivista dell’esercito, tra le più antiche pubblicazioni italiane ancora in attività (clicca qui per la notizia). L‘Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sta attirando l’attenzione dell’opinione pubblica sulla presenza delle Forze Armate nelle occasioni di orientamento alla carriera universitaria e al lavoro perché la considera allarmante. Prende atto della propensione di molti rettori, dirigenti scolastici e docenti verso una linea di governo nazionalista e alla propaganda militare, e per questo si impegna a contrastare l’attuale involuzione della Storia con umanità e impegno politico. Cogliamo l’occasione per invitarvi a scriverci se avete da segnalare eventi e attività che vedano il mondo della scuola affiancato dal mondo militare, a questa mail osservatorionomili@gmail.com. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Cagliari, liceo artistico “Foiso Fois” e nautico “Buccari” all’orientamento per le carriere militari
Anche quest’anno scolastico le scuole superiori in Sardegna avranno il loro punto di riferimento nel Comando militare dell’Esercito – Sardegna per «informazione e orientamento sulle opportunità di arruolamento e prospettive di carriera» nell’arma dell’Esercito. Così dice la circolare pubblicata nel sito dell’URS Sardegna e diramata ai vari Istituti scolastici, comunicando altresì che il «Comando promuove le visite da parte delle studentesse e degli studenti presso gli Enti/Reparti dell’Esercito stanziati nell’Isola». Quindi si prevedono non solo incontri nell’ambiente scolastico, ma anche visite a siti militari. Il liceo artistico di Cagliari “Foiso Fois” è una delle scuole che da ottobre hanno diramato l’avviso a studenti studentesse, famiglie, docenti, aggiungendo tra i siti visitabili anche i musei militari e dando così quel tocco di cultura che può servire a rendere l’incontro con gli ambienti militari più proponibile, anche se non esattamente giustificabile. L’istituto tecnico nautico “Buccari” di Cagliari (ora denominato “trasporti e logistica” e da vari anni accorpato al tecnico Marconi) ha già svolto a novembre 2025 un incontro in sala conferenze con la Marina militare, dedicato alle classi quinte, e presenzierà il 13 aprile, con le classi quarte, alla “Giornata del mare 2026”, presso la sede operativa della Guardia di Finanza al porto canale di Cagliari. Le iniziative hanno la finalità di “orientamento”.  Anche in questo caso l’iniziativa della scuola sta sulle orme della circolare indirizzata dal MIM all’Ufficio scolastico regionale nel mese di ottobre e avente come oggetto “Marina Militare italiana – Attività d’informazione e orientamento sulle opportunità di arruolamento e prospettive di carriera”. Sempre in quest’ottica il 7 gennaio c’è stato per le classi quarte e quinte, nella sala conferenze della scuola, l’incontro con un ex studente diplomato al Buccari, che adesso è allievo della Scuola Sottoufficiali della Marina Militare di Taranto. La circolare prevede che l’allievo parli del proprio percorso postdiploma evidenziando “gli strumenti” che permettono ai ragazzi di “definire il proprio ruolo nella società, sulla base delle proprie aspirazioni e competenze”, evidentemente all’interno di contesti militari, infatti il giovane “illustrerà le carriere che è possibile intraprendere frequentando la Scuola Sottoufficiali”.  Anche questa iniziativa è collocata nei moduli di “orientamento”, che al Buccari hanno una particolare insistenza con la Marina militare. In questo insieme di incontri con figure della Marina militare e della vita marittima decisamente orientate ad arruolare “militarmente” lo studente o studentessa del Buccari, si nota un altro incontro, svolto per le classi quinte il 9 dic. presso il teatro Massimo, con un diverso genere di figura, cioè Giuliana Sgrena, la giornalista del Manifesto che ha presentato il suo libro intitolato “Me la sono andata a cercare – diari di una reporter di guerra”. Qui lo sguardo dei/delle discenti potrà leggere la realtà da un punto di vista differente, non solo quella della bella carriera prospettata dalle attività di “orientamento” con i militari, ma quella della guerra vera e propria col suo orrore e distruttività. Da iniziative come queste si desume che la sensibilità su queste tematiche tra chi ha il ruolo di docente non si sia fatta cancellare. Gli studenti e le studentesse che svolgono l’orientamento dovrebbero aver presente che la vita militare può comportare un coinvolgimento diretto nelle operazioni di guerra, e, come vediamo dall’attualità dei nostri giorni, le guerre dilagano, con i lutti e le tremende ingiustizie che si trascinano dietro. Non a caso i corpi d’arma militare del nostro Stato (e dei vari Stati europei) sono alla ricerca di nuove e giovani reclute, e incombe la forte possibilità che sia reintrodotta la leva obbligatoria. CHE RUOLO VORREBBE AVERE LO STUDENTE, LA STUDENTESSA, NEI TERRIBILI CONTESTI DELLA GUERRA ? QUELLO DEL SOLDATO CHE DEVE OBBEDIRE AGLI ORDINI ? QUELLO DI UN/UNA  CIVILE CHE VORREBBE EVITARE LE GUERRE E IL RIARMO ACCELERATO ? LA SECONDA OPZIONE SI PUÒ PRATICARE GIÀ DA SUBITO, CERCHIAMO DI CAPIRE COME. Informativa “Marina Militare italiana – Attività d’informazione e orientamento sulle opportunità di arruolamento e prospettive di carriera”. Marina milit. comando maritimo auton. OVEST.29-09-2025Download Informativa di «orientamento sulle opportunità di arruolamento e prospettive di carriera» nell’arma dell’Esercito. Comando mil.esercito Sardegna 06-10-2025Download Circolare Istituto “Buccari” sull’incontro con la Marina Militare. Circ.-n.-114-Incontro-con-la-Marina-Militare-Download Circolare Istituto “Buccari” sull’incontro con la Marina Militare di Taranto. Circ.-n.-225-Incontro-con-Allievi-della-Scuola-Sottoufficiali-della-Marina-Militare-di-Taranto-Download Circolare Istituto “Buccari” sulla Giornata dal mare con la Guardia di Finanza. Circ.-n.-339-Giornata-del-mare.-Incontro-con-la-Guardia-di-Finanza-–-Sede-BuccariDownload Circolare Liceo artistico Cagliari sull’orientamento con l’Esercito Italiano. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Cagliari -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Per Giorgio, che c’è
Versi e immagini per Giorgio Canetto, compagno di tante battaglie Versi, immagini e brevi ricordi di Giorgio Canetto, militante del Cagliari Social Forum, e di tante altre realtà di lotta, antagonismo, controinformazione. Presente in tante battaglie sindacali, nei movimenti contro la guerra, le servitù militari, l’industria delle armi e nella campagna contro Le banche armate; contro le speculazioni energetiche, la
«Qui ogni giorno la gente vuole suicidarsi»
> «Siamo 20 persone e siamo nella peggiore condizione perché il trattamento qui > è pessimo. Per favore, aiutateci. Non possiamo sopportare qui: ogni giorno la > gente vuole suicidarsi». Così inizia la denuncia contenuta in un comunicato stampa firmato da Assemblea No CPR Macomer e LasciateCIEntrare, che riporta le testimonianze di 16 internati del CPR di Macomer. Le parole raccontano una realtà di sofferenza estrema e rappresentano un grido d’aiuto rivolto alla società tutta: «Oggi sembra un anno [i giorni scorrono tanto lenti da sembrare lunghi come un anno]. Anche il nostro stato psicologico è pessimo. Anche il cibo non è buono e qui non tutto è buono, ci sono otto persone gravemente malate e non c’è personale medico. Hanno bisogno di cure il prima possibile. C’è molto razzismo: persone che non hanno fatto nulla di male sono qui nelle loro condizioni peggiori. Sono state portate qui direttamente dal mare. Non hanno fatto nulla di male. Non c’è personale medico, c’è molto razzismo. Vogliamo cambiare questo centro. Vogliamo andare in un altro centro. Per favore e grazie mille». Il comunicato denuncia condizioni gravissime: cibo insufficiente, tutela sanitaria e giuridica carente, deprivazione, disorientamento e disperazione fino all’autolesionismo. Alcune delle otto persone in condizione medica urgente potrebbero mostrare segni di autolesionismo o patologie trascurate, probabilmente aggravate dalle pratiche del centro. Notizie/CPR, Hotspot, CPA DA MACOMER A PALAZZO SAN GERVASIO, PASSANDO PER BARI: IL FILO AUTORITARIO DEI CPR Intanto a Bologna si rilancia la mobilitazione contro nuovi centri Redazione 18 Febbraio 2026 Emergono anche gravi criticità nella gestione: persone trattenute senza diritto, ostacolo agli accertamenti medici e informazioni carenti sullo status giuridico degli internati. Come scrivono gli stessi detenuti: «Vogliamo andare in un altro centro», «Vogliamo cambiare questo centro», frasi che tradiscono l’inconsapevolezza della propria condizione, amplificata dal pressappochismo dei gestori e delle forze dell’ordine. Le testimonianze raccolte dalle organizzazioni firmatarie confermano un contesto di privazione dei diritti, violenza e indifferenza. Recentemente, un giovane tunisino ha ingerito delle batterie ed è stato trasportato al Pronto Soccorso. Lunedì scorso, gli avvocati che dovevano incontrare gli internati hanno visto le visite improvvisamente annullate a causa di “problemi” con due persone trattenute. Le condizioni sanitarie sono drammatiche: da settimane mancano cerotti, garze, bende e disinfettanti. Un internato ha raccontato di essere stato medicato con acqua e nastro isolante dopo un infortunio alla mano. Il personale infermieristico è sottoposto a turni massacranti, spesso saltando quelli di assistenza, con stipendi arretrati fino a due mesi. Il medico del CPR si presenta solo mezz’ora al giorno e la psicologa non effettua colloqui. Contattare la direttrice per far valere i propri diritti risulta estremamente difficile. In un contesto segnato da indifferenza, insulti razzisti e stereotipi che dipingono i reclusi come criminali pericolosi, il comunicato offre una testimonianza diretta di violenza psicologica sistematica. Persone trattenute senza aver commesso alcun reato reclamano il diritto alla propria umanità, chiedendo di essere ascoltate. Le organizzazioni firmatarie concludono con un appello chiaro: «Tutti i CPR devono essere chiusi! Cominciamo da Macomer».
Ancora la carta canta e lotta
Scrivere controcorrente: la rivista sarda «erbafoglio» e un’antologia della Revolutionary Poets Brigade di San Francisco. a cura di Sandro Sardella “Prima che arrivi il disastro si è troppo indaffarati                                                per vederlo arrivare.”                                                       (Helena Janeczek)   ci sono ancora riviste e antologie che propongono “poesia contro” .. pagine dove si può leggere il disagio la rabbia il desiderio di
La Sardegna reclama salute pubblica
La situazione della sanità pubblica è diventata sempre più lacunosa e precaria un po’ in tutta Italia ma, come di costume, diventa addirittura allarmante e al limite del collasso, in alcune regioni, prima fra le quali la Sardegna. Pronti soccorsi in cui si può far la fila per 24 o 36 ore, prima di essere visitati, chiusura di reparti negli ospedali, liste d’attesa bibliche per alcuni esami diagnostici e per le visite specialistiche, medici di base e guardie mediche a dir poco insufficienti. Sempre più persone si trovano costrette, davanti alle emergenze per la propria salute, a rivolgersi al sistema privato, pagando di tasca propria per prestazioni che dovrebbero essere erogate dal servizio pubblico. Magari fino a raschiare il portafoglio e così, chi non ce la fa, rinuncia addirittura a curarsi. E’ in questo contesto disumanizzante, che il Coordinamento dei comitati sardi per la sanità pubblica ha chiamato la popolazione a Cagliari, per una manifestazione di protesta, davanti ad una situazione diventata insostenibile. Occorrerebbero molti più medici negli ospedali, spesso anche più infermieri e più operatori sanitari, ma anche una più capillare presenza dei presidi sanitari in tutti i territori, soprattutto quelli più isolati. Ma questo richiederebbe uno sforzo economico notevole, che il governo preferisce dedicare al settore degli armamenti. Vale a dire che si preferisce investire sulla morte, non sulla vita. In piazza c’erano circa un migliaio di manifestanti, provenienti da diverse zone dell’isola, dove a macchia di leopardo si sono costituiti comitati locali per la difesa della sanità pubblica. Il corteo è arrivato in via Roma, sotto il palazzo del Consiglio regionale, dove una delegazione è stata ricevuta dai rappresentanti delle istituzioni, per presentare le richieste dei comitati popolari. Nel frattempo gli interventi dei portavoce dei vari territori, hanno dipinto un quadro da vera apocalisse della sanità pubblica in Sardegna. In particolare l’associazione Passeggini vuoti ha voluto mettere in luce il collegamento tra la diminuzione delle nascite, assai incisiva in molti paesi dell’interno, a rischio di spopolamento, e la mancanza di cure pediatriche vicine. Erano ben visibili sulla piazza una quindicina di passeggini vuoti, dove il bambino era sostituito da un cartello, come “senza cure l’infanzia non nasce”, o “dove sono i pediatri?”. Da segnalare anche l’intervento del portavoce dell’associazione di base dei consumatori (ABACO) che ha messo in relazione il collasso della sanità pubblica con l’economia di guerra che privilegia gli investimenti nel settore della Difesa, ovvero nelle armi. In questo modo vengono trascurati tutti i servizi pubblici, la salute, la scuola, l’aiuto ai disabili, agli anziani, la solidarietà sociale, per assecondare i profitti dei guerrafondai. La sensazione è che questa sia solo una tappa, in una lotta per la difesa della sanità pubblica e per una società che sia propensa alla cura, dell’ambiente come della persona, piuttosto che a produrre strumenti di morte, che incrementano nuove ferite e nuovi dolori. Carlo Bellisai
March 8, 2026
Pressenza
La Guardia di Finanza al Liceo “Siotto-Pintor” di Cagliari in assetto antispaccio. Quale ricaduta educativa?
La mattina di venerdì 27 ottobre la popolazione studentesca del liceo “Siotto” di Cagliari, ha trovato all’ingresso della scuola, orario di inizio lezioni, il reparto antiterrorismo della Guardia di Finanza, i “baschi verdi“, in assetto antispaccio: volevano pescare eventuali pusher presenti nel contesto scolastico e hanno sguinzagliato il cane antidroga al momento dell’entrata di ragazzi e ragazze. Uno studente è stato attenzionato in modo piuttosto insistente dal cane e ha chiamato altri compagni perché vedessero ciò che stava succedendo, insieme ha dichiarato di non avere niente. Come risposta delle forze dell’ordine si è preso un “non fare il fenomeno altrimenti ti sistemiamo noi”, ed è stato perquisito davanti a tutti senza che gli si trovasse nulla. Un suo compagno che osservava ad una certa distanza la scena della perquisizione per accertarsi che non facessero nulla a quel ragazzo, si sente dire perentoriamente di andarsene e che non poteva stare a guardare. Perché un compagno non poteva stare a guardare? E perché perquisire un ragazzo davanti a tutti e tutte? E perché apostrofarlo con una frase intimidatoria? Certo una circostanza ben diversa dall’incontro con i cani antidroga dei bambini del 6 circolo di Quartu presso il centro elicotteristi di Elmas dei carabinieri, o all’open day della polizia locale di Sassari. Vorremmo sapere la posizione del dirigente scolastico in questa vicenda, se sia stato informato preventivamente o no, ma questo non modifica la gravità del fatto. Sembra il DS non sia stato presente durante le ricerche e la perquisizione della GdF, eppure la sua presenza avrebbe aiutato la popolazione scolastica a sentirsi più tutelata in quel frangente. Come anche avrebbe giovato la presenza delle forze dell’ordine quando, alla fine dello scorso maggio, un gruppo di Blocco studentesco si è piazzato in prossimità dell’ingresso del Siotto in orario di inizio lezioni speakerando al megafono i loro contenuti fascisti e volantinando. Ma davanti al sospetto del consumo di stupefacenti, non sarebbe meglio che, piuttosto che chiamare la Guardia di finanza, la scuola si attivasse in una campagna informativa sugli effetti di vari tipi di droghe nella chimica del cervello e nel comportamento? Chiamando qualche tossicologo e/o neurologo a informare e interloquire con gli studenti e le studentesse? In tal modo la scuola cercherebbe di adempiere al suo impegno di formare cittadini consapevoli e informati anziché ricorrere a un metodo puramente repressivo, ottenendo sicuramente risultati educativi migliori. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Cagliari -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Votare No al referendum!
articoli di Libertà e Giustizia, Italo Di Sabato, Mario Di Vito (ripresi da libertaegiustizia.it, comune-info.net, dinamopress.it) e video di Nicola Gratteri e Nino di MatteoLibertà e Giustizia. Dieci ragioni per votare NO al referendum sulla riforma Nordio Libertà e Giustizia è impegnata nello spiegare i motivi, di forma e di sostanza, per i quali la riforma Nordio è un attacco