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LAVORO: NUOVA MOBILITAZIONE DI PRECARIE E PRECARI DEI MUSEI FIORENTINI. “VOGLIAMO LA STABILIZZAZIONE PER TUTT*”
Questa mattina, giovedì 9 aprile, precarie e precari dei Musei Fiorentini sono scesi in presidio in piazza Duomo, a Firenze, contro il sistema degli appalti, la precarietà e le condizioni di lavoro insostenibili a cui sono sottoposti da più di 15 anni. L’iniziativa di lotta – che prosegue la mobilitazione permanete davanti agli Uffizi delle scorse settimane – si è svolta fuori da Regione Toscana, in concomitanza con l’incontro dell’Unità regionale di crisi sulla vertenza. Lavoratrici e lavoratori precari degli Uffizi, insieme al sindacato di base e conflittuale Sudd Cobas, hanno realizzato per l’occasione anche un flash-mob, dal titolo  “La via Crucis dellə Precariə” dei musei fiorentini, attraverso il quale hanno mostrato cosa significa lavorare costantemente sotto il ricatto della precarietà. Le assunzioni sono infatti spesso con contratti a chiamata, senza garanzie sulle ore di contratto minime o il diritto alla malattia. E non è che la punta dell’iceberg. “Il pesce puzza dalla testa, ed è ora che il Ministero si prenda le proprie responsabilità”,  hanno ribadito precari e precarie che, insieme a Sudd Cobas e alle CLAP, Camere del Lavoro Autonomo e Precario, lunedì 13 aprile porteranno la mobilitazione sotto il Ministero della Cultura. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Francesca di Sudd Cobas Ascolta o scarica
April 9, 2026
Radio Onda d`Urto
FIRENZE: CONTINUA LA MOBILITAZIONE DI PRECARI E PRECARIE DEI MUSEI. OCCUPATA LA GIUNTA REGIONALE TOSCANA
  Prosegue la lotta di precari e precarie dei musei di Firenze, che questa mattina, venerdì 3 aprile dopo più di due mesi di attesa, hanno ottenuto la convocazione di un tavolo con la Regione, dopo un blitz fin dentro il palazzo della giunta della Regione Toscana in piazza Duomo a Firenze. “Il tavolo non basta – dice Valentina di Sudd Cobas ai microfoni di Radio Onda d’Urto – perché non saranno coinvolte le aziende. Si tratta di un tavolo preliminare per iniziare a parlare di una soluzione per il rientro al lavoro delle persone rimaste a casa. Noi chiediamo il rientro al lavoro con contratti indeterminati, ma abbiamo bisogno che a questo tavolo insieme alla regione si siedano anche le aziende coinvolte”. Nel frattempo continuano le sostituzioni con nuovi contratti a chiamata. Al centro della vertenza c’è il sistema degli appalti che regge gran parte dei servizi museali: aziende private e cooperative si alternano nella gestione, con dirette conseguenze su diritti e continuità lavorativa. Il sindacato Sudd Cobas sta coordinando assemblee e mobilitazioni che si inseriscono in quadro ben più ampio: “il ricorso agli appalti nei beni culturali – spiega il sindacato conflittuale toscano – è diffuso a livello nazionale e contribuisce ad alimentare precarietà lavorativa in un settore che oltre che a rappresentare un grande vanto per la città, continua a portare turismo e ricchezza a Firenze”. Continua per tutta la settimana, quindi, la mobilitazione permanente davanti alle gallerie degli Uffizi, fino al 6 di aprile. “Per noi la soluzione è una, ed è il ritorno al lavoro con contratti a tempo indeterminato” ribadiscono precarie, precari e Sudd Cobas. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto Valentina, di Sudd Cobas Ascolta o scarica
April 3, 2026
Radio Onda d`Urto
“Firenze culla dello sfruttamento”: il lavoro culturale tra svalutazione e mancato riconoscimento
Y., dottorandɘ in storia dell’arte, è attivista di Mi Riconosci?, associazione nata come collettivo nel 2015 per denunciare le condizioni di lavoro e di accesso alle professioni nel settore culturale, nel quadro della mancata attuazione della Legge Madia … Leggi tutto L'articolo “Firenze culla dello sfruttamento”: il lavoro culturale tra svalutazione e mancato riconoscimento sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Sudd Cobas: perché quella dell’Alba è una vittoria di importanza storica
Lo scorso lunedì 23 marzo, mentre il NO vinceva al referendum costituzionale e al governo Meloni, in Provincia di Prato è stato firmato un accordo storico tra il sindacato Sudd Cobas, l’azienda che assumerà i nove lavoratori in sciopero dell’ex-stireria … Leggi tutto L'articolo Sudd Cobas: perché quella dell’Alba è una vittoria di importanza storica sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
LAVORO: “VITTORIA STORICA” DI OPERAI E SUDD COBAS NELLA VERTENZA “L’ALBA” A MONTEMURLO (PRATO)
Dopo 193 giorni di lotta, con il presidio permanente ai cancelli dell’azienda e numerosi blitz nei negozi di alta moda, il sindacato di base Sudd Cobas annuncia una “vittoria storica” nella vertenza degli operai della stireria “L’Alba” di Montemurlo, in provincia di Prato. L’ultimo incontro del “tavolo di filiera” – anche questo ottenuto dai lavoratori con la lotta – si è concluso con la firma, da parte delle aziende committenti, cioè i brand dell’alta moda che affidano la produzione a “L’Alba”, di un accordo che prevede, spiega ai microfoni di Radio Onda d’Urto Filippo Branchetti, esponente del Sudd Cobas, “la responsabilità dei brand nell’assicurare che le commesse vengano legate all’occupazione dei lavoratori e non si perdano in una giungla di appalti e subappalti nella quale poi la ricerca del profitto sfrenato porta sempre a far sì che queste commesse vengano lavorate in condizioni di sfruttamento”. Per il Sudd Cobas è un “precedente storico: un caso di sfruttamento e caporalato nella moda risolto con l’intervento diretto dei brand committenti”. Sulle frequenze di Radio Onda d’Urto è intervenuto Filippo Branchetti, del sindacato Sudd Cobas. Ascolta o scarica.
March 24, 2026
Radio Onda d`Urto
Solidarietà ad Haji
Dopo aver partecipato a una manifestazione sindacale a sostegno degli operai sfruttati nel distretto industriale pratese, Hajar, studentessa del liceo Machiavelli Capponi di Firenze, è stata segnalata ai servizi sociali. La vicenda, emblematica dell’attuale repressione del diritto al dissenso e del diritto a manifestare, ci viene raccontata da una compagna del collettivo studentesco K1. Parliamo insieme di questo attacco ad personam, volto a spaventare le persone più giovani, e della sua matrice razzista. Dal basso la risposta è stata immediata. Sono tantissime le persone e realtà che stanno esprimendo la loro solidarietà. Tutta la comunità scolastica di Haji e del sindacato Sudd Cobas chiedono di non abbassare l’attenzione su questa situazione e continuano ad organizzarsi. Rilanciamo la raccolta firme sosteniamo Haji
February 26, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 18/11/2025@1
Il primo argomento della puntata è stato quello della logistica, infatti in compagnia telefonica di Andrea Bottalico, abbiamo parlato del suo ultimo libro “Logistica in Italia. Merci, lavoro e conflitti”. Approfittando della prossima presentazione del testo edito da Carocci Editore a Torino presso la sede di USB, ripercorriamo assieme all’ autore il particolare sviluppo nel contesto economico/sociale/produttivo italiano di questo settore che è diventato sempre più strategico negli ultimi anni a livello internazionale. Questi e altri sono stati gli stimoli di discussione all’interno di questa intervista, che ci serviranno per arrivare preparati alla presentazione del libro in via Quarto dei mille 32, Torino alle 17:30 il 21 novembre. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Raffaele Cataldi del Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti di Taranto sulla fine che si sta sempre di più rivelando dell’ex ILVA. Raffaele, autore anche del libro “Malesangue. Storia di un operaio dell’Ilva di Taranto” (https://edizionialegre.it/product/malesangue/), ha analizzato le scelte politiche annunciate dal governo il 4 novembre 2025 durante la trattativa con i confederali dal punto di vista di una classe operaia da sempre schiacciata nel ricatto tra salute e lavoro: 6.000 cassaintegrati diventano di fatto esuberi ed entra in gioco il pirata americano con il fondo Bedrock Industries che vuole a costo 0 rilevare l’impianto industriale la partita, intanto Gozzi, il falco di Federacciai, conferma: “Ex Ilva, temo che siamo ai titoli di coda”. Le conseguenze occupazionali sono devastanti: ma questo scenario il comitato lo aveva anticipato da anni! E più che una profezia diventa evidente l’unica via d’uscita sia per il territorio che per la salute e l’occupazione: investire sulla bonifica del territoriale fatta dagli “esuberi” della fabbrica. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della puntata è stata l’aggressione avvenuta nei confronti del picchetto organizzato dal SUDD COBAS ad Euroingro, ovvero il più grande centro di distribuzione dell’abbigliamento di Europa. Il presidio era stato chiamato dopo che il tavolo di trattativa tra sindacato e azienda era saltato riguardo alla regolarizzazione di 5 operai, costretti a turni di lavoro di 12 ore. Arturo oltre a riportarci gli eventi, ci dona un’ analisi generale su quanto successo nonché riportandoci anche qualche buona notizia per quanto riguarda le trattative poi riprese a seguito dell’aggressione. Buon ascolto
November 21, 2025
Radio Blackout - Podcast
Puntata del 18/11/2025@0
Il primo argomento della puntata è stato quello della logistica, infatti in compagnia telefonica di Andrea Bottalico, abbiamo parlato del suo ultimo libro “Logistica in Italia. Merci, lavoro e conflitti”. Approfittando della prossima presentazione del testo edito da Carocci Editore a Torino presso la sede di USB, ripercorriamo assieme all’ autore il particolare sviluppo nel contesto economico/sociale/produttivo italiano di questo settore che è diventato sempre più strategico negli ultimi anni a livello internazionale. Questi e altri sono stati gli stimoli di discussione all’interno di questa intervista, che ci serviranno per arrivare preparati alla presentazione del libro in via Quarto dei mille 32, Torino alle 17:30 il 21 novembre. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Raffaele Cataldi del Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti di Taranto sulla fine che si sta sempre di più rivelando dell’ex ILVA. Raffaele, autore anche del libro “Malesangue. Storia di un operaio dell’Ilva di Taranto” (https://edizionialegre.it/product/malesangue/), ha analizzato le scelte politiche annunciate dal governo il 4 novembre 2025 durante la trattativa con i confederali dal punto di vista di una classe operaia da sempre schiacciata nel ricatto tra salute e lavoro: 6.000 cassaintegrati diventano di fatto esuberi ed entra in gioco il pirata americano con il fondo Bedrock Industries che vuole a costo 0 rilevare l’impianto industriale la partita, intanto Gozzi, il falco di Federacciai, conferma: “Ex Ilva, temo che siamo ai titoli di coda”. Le conseguenze occupazionali sono devastanti: ma questo scenario il comitato lo aveva anticipato da anni! E più che una profezia diventa evidente l’unica via d’uscita sia per il territorio che per la salute e l’occupazione: investire sulla bonifica del territoriale fatta dagli “esuberi” della fabbrica. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della puntata è stata l’aggressione avvenuta nei confronti del picchetto organizzato dal SUDD COBAS ad Euroingro, ovvero il più grande centro di distribuzione dell’abbigliamento di Europa. Il presidio era stato chiamato dopo che il tavolo di trattativa tra sindacato e azienda era saltato riguardo alla regolarizzazione di 5 operai, costretti a turni di lavoro di 12 ore. Arturo oltre a riportarci gli eventi, ci dona un’ analisi generale su quanto successo nonché riportandoci anche qualche buona notizia per quanto riguarda le trattative poi riprese a seguito dell’aggressione. Buon ascolto
November 21, 2025
Radio Blackout - Podcast
Puntata del 18/11/2025@2
Il primo argomento della puntata è stato quello della logistica, infatti in compagnia telefonica di Andrea Bottalico, abbiamo parlato del suo ultimo libro “Logistica in Italia. Merci, lavoro e conflitti”. Approfittando della prossima presentazione del testo edito da Carocci Editore a Torino presso la sede di USB, ripercorriamo assieme all’ autore il particolare sviluppo nel contesto economico/sociale/produttivo italiano di questo settore che è diventato sempre più strategico negli ultimi anni a livello internazionale. Questi e altri sono stati gli stimoli di discussione all’interno di questa intervista, che ci serviranno per arrivare preparati alla presentazione del libro in via Quarto dei mille 32, Torino alle 17:30 il 21 novembre. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Raffaele Cataldi del Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti di Taranto sulla fine che si sta sempre di più rivelando dell’ex ILVA. Raffaele, autore anche del libro “Malesangue. Storia di un operaio dell’Ilva di Taranto” (https://edizionialegre.it/product/malesangue/), ha analizzato le scelte politiche annunciate dal governo il 4 novembre 2025 durante la trattativa con i confederali dal punto di vista di una classe operaia da sempre schiacciata nel ricatto tra salute e lavoro: 6.000 cassaintegrati diventano di fatto esuberi ed entra in gioco il pirata americano con il fondo Bedrock Industries che vuole a costo 0 rilevare l’impianto industriale la partita, intanto Gozzi, il falco di Federacciai, conferma: “Ex Ilva, temo che siamo ai titoli di coda”. Le conseguenze occupazionali sono devastanti: ma questo scenario il comitato lo aveva anticipato da anni! E più che una profezia diventa evidente l’unica via d’uscita sia per il territorio che per la salute e l’occupazione: investire sulla bonifica del territoriale fatta dagli “esuberi” della fabbrica. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della puntata è stata l’aggressione avvenuta nei confronti del picchetto organizzato dal SUDD COBAS ad Euroingro, ovvero il più grande centro di distribuzione dell’abbigliamento di Europa. Il presidio era stato chiamato dopo che il tavolo di trattativa tra sindacato e azienda era saltato riguardo alla regolarizzazione di 5 operai, costretti a turni di lavoro di 12 ore. Arturo oltre a riportarci gli eventi, ci dona un’ analisi generale su quanto successo nonché riportandoci anche qualche buona notizia per quanto riguarda le trattative poi riprese a seguito dell’aggressione. Buon ascolto
November 21, 2025
Radio Blackout - Podcast
Prato, assalto al sit-in del sindacato
Una compagna del Sudd Cobas ci racconta l'aggressione che si è verificato ieri a Prato durante una manifestazione organizzata  davanti il centro distribuzione Euronigro. Di seguito l'articolo apparso sul quotidiano il Manifestoa firma di Beatrice Sofia Urso. A Prato, finisce in scontro la manifestazione dei Sudd Cobas che vedeva decine di lavoratori del settore abbigliamento in sciopero perché gli venisse riconosciuto un regolare contratto di lavoro dal centro distribuzione Euroningro. Una quindicina di cittadini di origine cinese, arrivati appositamente al presidio, si è scagliata violentemente contro gli operai, molti dei quali pakistani. Sul luogo erano già presenti anche alcuni agenti della Digos che stavano monitorando, come da prassi, lo svolgimento della manifestazione. Due di loro, intervenuti per dividere le due fazioni, sono rimasti feriti. La magistratura sta già indagando: tre cittadini cinesi di 27, 30 e 60 anni sono stati fermati. Sono sotto inchiesta per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Le indagini proseguono, nel frattempo, per individuare gli altri appartenenti al gruppo. Il procuratore Luca Tescaroli, in una nota, ha spiegato che i cittadini di origine cinese volevano colpire i lavoratori, impegnati nella manifestazione indetta per fare il punto sulla vertenza col consorzio. “Respinta aggressione al picchetto a Euroingro, il più grande centro di distribuzione dell’abbigliamento d’Europa – hanno scritto i SuddCobas sui social – Una trentina di padroni e crumiri hanno tentato di sfondare i picchetti e distruggere i presidi sindacali”. Il presidio, ricordano i sindacalisti, era dovuto alla chiusura delle trattative per regolarizzare 5 operai costretti a lavorare a nero 12 ore al giorno. “Durante un controllo in azienda, sono stato costretto a stare rinchiuso in un deposito per dieci ore, senza acqua e cibo”, ha raccontato Hassan, uno dei lavoratori in sciopero che, prima di sindacalizzarsi, lavorava a nero. Venerdì scorso Hassan è stato licenziato senza preavviso. Immediate le reazioni politiche. “Fatti inaccettabili, serve un fronte comune contro sfruttamento. Esprimo solidarietà ai lavoratori colpiti e alle forze dell’ordine ferite mentre cercavano di evitare il peggio. La città non può dividersi: serve un fronte comune contro sfruttamento, illegalità e violenza. Prato ha bisogno di un’alleanza ampia, istituzioni, sindacati, imprese e cittadini” ha dichiarato Marco Furfaro, deputato e membro della segreteria nazionale PD. Marco Grimaldi di Avs incalza «ancora padroni delle aziende interne che devastano i gazebo, addirittura aggrediscono le forze dell’ordine. Sfruttatori che non guardano in faccia nessuno, mentre chi chiede un regolare contratto è costretto a vivere nel terrore». Mentre la deputata pratese meloniana, Chiara La Porta, oltre ad esprimere solidarietà solo alle forze dell’ordine e non ai lavoratori ne ha approfittato per fare propaganda sulle migrazioni. “Un vergognoso attacco allo Stato – ha detto- messo in atto da chi ha in spregio le leggi italiane e le istituzioni, ciò che è avvenuto è la conseguenza di un passato caratterizzato dal voltarsi dall’altra parte”.
November 18, 2025
Radio Onda Rossa