
Legge elettorale: l’appello e lo sciopero della fame di Franco Corleone
Pressenza - Tuesday, September 29, 2026«Nei prossimi giorni Giacomo Matteotti sarà assassinato la seconda volta», con queste parole il fondatore e presidente onorario della Società della Ragione, ha denunciato la gravità della proposta di legge elettorale e annunciato che dal 30 settembre inizia a protestare digiunando.
Franco Corleone ha fatto queste dichiarazioni durante lo svolgimento del seminario Oltre la crisi promosso dall’associazione e tenutosi a Paluzza il 25 e 26 settembre scorso: “Due giornate dedicate a come ricostruire la democrazia in Italia attraverso analisi, conflitto e utopia: riportando al centro il Parlamento, la partecipazione, il referendum, i diritti e lo Stato di diritto – spiega il comunicato della Società della Ragione – Dal confronto è emersa l’urgenza di accompagnare la riflessione con un’iniziativa politica capace di coinvolgere associazioni, forze politiche e cittadini”.
In segno di protesta e di invito alla mobilitazione contro una legge antidemocratica, da domani, 30 settembre, Franco Corleone inizierà un digiuno che proseguirà sino alla conclusione dell’esame in commissione della legge elettorale.
“Il richiamo a Matteotti si lega alla legge elettorale Acerbo del 1923 e alla sua contestazione dei risultati del 1924 per violenze e illegittimità nell’esercizio del diritto di voto – precisa il comunicato della Società della Ragione – La denuncia di Corleone riguarda un meccanismo elettorale che, attraverso il premio di maggioranza, può trasformare una minoranza di voti in una maggioranza parlamentare, incidendo anche sugli equilibri istituzionali e sugli organi di garanzia. Una legge elettorale che ha molti altri elementi di antidemocraticità e anticostituzionalità, dal sistema delle false preferenze allo sproporzionato numero di firme necessario per liste che non hanno il privilegio dell’esenzione. Il digiuno è un’iniziativa nonviolenta e un appello a rompere il silenzio. Alle opposizioni parlamentari, alle associazioni e ai cittadini è rivolto l’invito a promuovere discussione pubblica e mobilitazione, rendendo comprensibile la posta in gioco. Difendere la sovranità popolare e impedire che le regole elettorali diventino uno strumento di concentrazione del potere è parte essenziale dell’impegno per ricostruire la democrazia”.