
Il comune di Ginosa riconosce il Samudaripen
Pressenza - Saturday, July 25, 2026Giovedì 23 luglio 2026 il comune di Ginosa, in provincia di Taranto, ha approvato la delibera per il riconoscimento del Samudaripen, il genocidio dei rom e dei sinti avvenuto durante la seconda guerra mondiale per mano dei nazifascisti. Riguardo a questo, Santino Spinelli ha commentato:
«Un sentito ringraziamento alla città di GINOSA (Taranto) all’amministrazione, agli studenti e ai Professori Carmerlo Ribecco e Isabella Lattarulo. Altre città dovrebbero seguire questo esempio di civiltà e giustizia dopo ORSOGNA, CAGLIARI, COSENZA, NAPOLI e TRICASE. Già 6 città onorano l’Italia e le vittime rom e sinte. Attivatevi affinché anche la vostra città riconosca ufficialmente il SAMUDARIPEN dei rom e sinti».
Ricordiamo che, il 291 luglio 2024, presso la sala stampa della Camera dei Deputati, è stata presentata la proposta di legge al fine di far riconoscere all’Italia il genocidio dei rom e sinti. Gli atti della conferenza stampa assieme a un saggio sul Samudaripen, si trovano nel libro da me curato, edito da Multimage, intitolato “Il Samudaripen: genocidio dei rom e sinti nella Seconda guerra mondiale. Atti della conferenza stampa sulla Proposta di Legge per far riconoscere il Samudaripen all’Italia”. Nel libro vi sono scritti di: Andrea Billau, Devis Dori, Luca Magagni, Moni Ovadia, Carla Osella, Gennaro Spinelli, Santino Spinelli, Andrea Vitello, Luana Zanella.
La proposta di legge è consultabile a questo link https://www.camera.it/leg19/126?leg=19&idDocumento=1914
Nonostante la proposta di legge sia stata presentata, questa non è mai stata discussa alla Camera poiché ostacolata da tutti coloro che non vogliono il riconoscimento del Samudaripen, nonostante questo sia già stato riconosciuto dal Parlamento Europeo nel 2015, così come da altri paesi. Il riconoscimento del Samudaripen garantirebbe alla comunità rom il diritto alla memoria – inviolabile e sacro per ogni uomo, popolo e nazione – nel patrimonio civile e culturale dell’Italia, ma contribuirebbe anche a combattere il pregiudizio e la discriminazione di cui questa popolazione è ancora vittima in Europa, come denunciato dallo stesso Parlamento Europeo. Nello specifico caso italiano, un ulteriore passo in avanti sarebbe quello di riconoscere anche la popolazione rom e sinti come minoranza linguistica presente nel nostro Paese. Da storico, e curatore del libro sopracitato, ci tengo a sottolineare che la memoria e il riconoscimento del Samudaripen è un atto dovuto non solo verso i rom e sinti, ma anche e soprattutto verso il nostro Stato e la popolazione italiana di non etnia rom e sinti, perché la memoria serve soprattutto a noi per fare i conti con la storia e per risvegliare le nostre coscienze. Nonostante la proposta di legge sia bloccata, le città, dal basso e in maniera autonoma (senza l’intervento del governo), come abbiamo visto, possono riconoscere il Samudaripen, e questo articolo vuole spingere ogni città e ogni comune a riconoscerlo, poiché se fosse riconosciuto da un gran numero di comuni e città in Italia, a quel punto il governo non potrebbe più restare indifferente.
In vista dell’avvicinarsi del 2 agosto, giornata della memoria del Samudaripen, ci tengo a concludere l’articolo con la poesia di Santino Spinelli:
Auschwitz
Faccia incavata
Occhi oscurati
Labbra fredde.
Silenzio.
Cuore strappato
Senza fiato
Senza parole
Nessun pianto.
Santino Spinelli