BRESCIA: LA PROCURA APRE UN’INCHIESTA SUL SUICIDIO DI UN 23ENNE, ACCUSATO DI MOLESTIE A MINORI, POCHE ORE DOPO ESSERE ENTRATO A CANTON MOMBELLO

Radio Onda d`Urto - Wednesday, June 24, 2026

La Procura di Brescia ha aperto un’inchiesta sul suicidio in carcere di un 23enne, martedì sera, dopo essere stato arrestato domenica con l’accusa di violenza sessuale su minori per aver molestato quattro tredicenni in un parco acquatico di Concesio. Il giovane, di origine indiane, richiedente asilo e incensurato, al momento dell’arresto ha ammesso le proprie responsabilità.

Dopo aver passato la notte di domenica in una cella di sicurezza del comando provinciale dei carabinieri, lunedì è stato portato a Canton Mombello. Qui, nella serata di martedì, si è ucciso impiccandosi nella sua cella con un lenzuolo. La Procura di Brescia vuole ricostruire quindi la gestione del detenuto che non era mai entrato in un carcere prima di lunedì.

Il professore di criminologia all’Università di Brescia Carlo Alberto Romano, presidente dell’Associazione Carcere e Territorio, ai microfoni di Radio Onda d’Urto aggiunge come “le persone che compiono reati con molestie sessuali, per di più contro persone giovanissime, subiscono uno stigma ed è uno stigma forte perché è uno stigma che nasce dalla comunità esterna […] ma vivono uno stigma anche da parte della comunità carceraria”. Tra l’altro “questo tipo di reato spesso appartiene a persone che a loro volta sono portatrici di fragilità psichiche e quindi immaginiamo questo micidiale cocktail come abbia agito nei confronti del 23enne e come lo abbia portato all’atto anticonservativo”.

Romano fa infine notare che “i momenti di maggior rischio sono le 48-72 ore dal primo ingresso in carcere e, paradossalmente, anche quando ci si avvicina al termine di lunghe carcerazioni».

L’intervista a Carlo Alberto Romano, professore di Criminologia all’Università di Brescia e presidente dell’Associazione Carcere e Territorio. Ascolta o scarica