
ARI: “Noi non fabbrichiamo cibo, noi lo produciamo”
Pressenza - Tuesday, June 23, 2026Il 17 giugno il Parlamento Europeo ha votato il via libera alla deregolamentazione dei prodotti delle Nuove Tecniche Genomiche (NGT) adottando un testo che sottrae questi organismi, ottenuti riscrivendo il DNA delle piante, alle norme sugli OGM finora in vigore in UE, che per 26 anni hanno consentito all’Italia di dichiarare la propria agricoltura “libera da OGM”.
Gli emendamenti che sono stati respinti in sede di votazione chiedevano in primo luogo il rigetto del regolamento e, in subordine, norme stringenti contro la brevettabilità dei prodotti NGT.
Il testo adottato invece non prevede alcun divieto di brevettazione. Dunque chi sviluppa una varietà NGT potrà brevettarne le caratteristiche, estendendo il brevetto a qualsiasi pianta che le esprima, indipendentemente dal metodo di ottenimento. Così, il monopolio delle multinazionali sulle sementi esce rafforzato.
«Ma l’Associazione Rurale Italiana, insieme alle organizzazioni della società civile che si sono mobilitate, non mollerà la presa – ha affermato Alessandra Turco, referente di ARI e membro italiano del direttivo del Coordinamento europeo Via Campesina – Andremo avanti su tutti i fronti possibili per fermare questa scelta dall’impatto devastante per l’agricoltura, l’ambiente e la salute. Continueremo a impegnarci su più fronti: la campagna per favorire le delibere comunali che rendano i territori liberi da OGM e per bloccare campi prova, tutelare mense scolastiche e ospedaliere, difendere biologico e produzioni tipiche; il contrasto all’estensione della brevettazione anche sulle sementi contadine e la tutela e valorizzazione delle filiere libere da OGM, che riuniscono contadine e contadini, associazioni, gruppi d’acquisto e realtà di economia solidale. Si stanno anche valutando un possibile ricorso in sede europea e azioni di resistenza contro le prove in campo dei prodotti NGT “segretate” dal governo».
Tra gli eurodeputati italiani, 25 hanno votato a favore degli emendamenti che avrebbero consentito di mantenere qualche garanzia maggiore (PD, M5S, AVS, Verdi, Indipendenti), 45 contro (FdI, Lega, Forza Italia, SVP). Sei parlamentari del PD (Bonaccini, Gori, Maran, Nardella, Picierno e Lupo) hanno votato insieme alle destre, contro la linea della propria delegazione. Il fronte compatto delle destre (EPP, ECR, Patriots) ha respinto ogni garanzia, sostenendo di fare il bene dell’agricoltura italiana. Ma, ad esempio, BF SpA, una holding che controlla, insieme a Coldiretti, anche SIS (Società Italiana Sementi) e Consorzi Agrari d’Italia, ha già siglato con ENI Natural Energies un accordo decennale per sviluppare sementi NGT per biocarburanti, con una clausola di protezione brevettuale sulla genetica delle sementi. Ricordiamo a tutti i parlamentari che difendono le NGT come sostegno al “polo sementiero nazionale” che questo nasconde una struttura privata con azionisti finanziari e un partner energetico transnazionale, che ora potrà operare libero da qualsiasi vincolo di tracciabilità e responsabilità per eventuali danni alle colture e ai consumatori.