
Tecnologia, pace e diritti umani: i giovani protagonisti del cambiamento
Pressenza - Tuesday, June 16, 2026Le nuove tecnologie stanno trasformando profondamente la nostra società, offrendo opportunità straordinarie ma anche nuove sfide sul piano etico, sociale e ambientale. Il progetto “Le nuove tecnologie per la sostenibilità e i diritti umani”, promosso da Ticino Culture Network, Fondazione Città della Pace per i Bambini Basilicata e Fondazione FOQUS, intende coinvolgere giovani italiani e svizzeri in un percorso di formazione e confronto sui temi dell’intelligenza artificiale, della pace, dei diritti umani e della sostenibilità.
Ne parliamo con Margherita Maffeis Natale, Presidente di Ticino Culture Network di Lugano, tra i promotori dell’iniziativa, che ci racconta gli obiettivi del progetto, i criteri di selezione dei partecipanti e il ruolo che le nuove tecnologie possono svolgere nella costruzione di una società più giusta e inclusiva.
Quali caratteristiche e obiettivi devono avere i partecipanti per essere considerati realmente in linea con lo spirito del bando?
La selezione premierà giovani capaci di collegare la propria motivazione ai tre temi centrali del progetto: l’utilizzo consapevole delle nuove tecnologie, la promozione della pace e dei diritti umani e la sostenibilità ambientale e sociale. Cerchiamo persone curiose, disponibili a mettersi in gioco e ad ampliare i propri orizzonti, che vedano strumenti come intelligenza artificiale, droni e sistemi digitali non come tecnologie neutre, ma come risorse da orientare al bene comune. Un ulteriore elemento importante è la volontà di continuare il proprio impegno anche dopo l’esperienza formativa, partecipando come volontari alle iniziative promosse dagli enti organizzatori.
Quali criteri saranno utilizzati per valutare le candidature e quali elementi possono fare la differenza nella selezione?
Il bando è rivolto a 16 giovani tra i 18 e i 30 anni, metà residenti in Svizzera e metà in Italia, diplomati o laureati e scadrà il 20/6. La valutazione avverrà attraverso una griglia che considera il percorso formativo, le eventuali esperienze internazionali, il volontariato e la disponibilità a collaborare in futuro con i promotori del progetto.
L’elemento più determinante sarà però la lettera motivazionale, che rappresenta oltre un terzo del punteggio complessivo. Un testo autentico, ben argomentato e coerente con gli obiettivi del progetto può fare la differenza anche per chi ha meno esperienze pregresse. Grande valore verrà inoltre attribuito alle attività di volontariato e all’impegno civico maturato nei settori della pace, della sostenibilità e dei diritti umani.
Dopo la scadenza delle candidature, quali saranno le tappe successive per i partecipanti selezionati?
Una volta conclusa la fase di candidatura verrà pubblicata la graduatoria sui siti degli enti promotori. È inoltre in valutazione una proroga della scadenza per consentire a un numero maggiore di giovani di partecipare.
I candidati selezionati prenderanno parte a una settimana residenziale tra Napoli e Potenza, dal 31 agosto al 6 settembre. Il programma prevede incontri con esperti, laboratori pratici, attività dedicate alle nuove tecnologie e momenti di confronto sui temi della pace, dei diritti umani e della sostenibilità. I partecipanti avranno anche l’opportunità di conoscere realtà sociali del territorio e confrontarsi con rifugiati e operatori del settore.
Al termine del percorso sarà rilasciato un attestato di partecipazione firmato dagli enti promotori e da Jody Williams, Premio Nobel per la Pace 1997, insignita del riconoscimento per il suo impegno internazionale nella campagna che ha portato al bando delle mine antiuomo.
Successivamente, i partecipanti hanno la possibilità di proseguire come volontari nelle iniziative dei promotori, in particolare nel Villaggio per la Pace di Lugano, del 26 novembre 2026. Non sono menzionati nell’avviso percorsi formali di mentoring post-evento o fasi successive strutturate oltre a questa opportunità di volontariato.
Tra sostenibilità ambientale e tutela dei diritti umani, quale ambito ritiene oggi più urgente affrontare attraverso le nuove tecnologie e perché?
Si tratta di due sfide profondamente collegate, perché le stesse tecnologie possono incidere sia sulla qualità dell’ambiente sia sulla tutela delle libertà fondamentali. Oggi, tuttavia, la questione dei diritti umani appare particolarmente urgente. Strumenti come l’intelligenza artificiale, la biometria e i sistemi di sorveglianza stanno già influenzando concretamente la vita delle persone, ponendo interrogativi importanti su privacy, libertà e inclusione.
Allo stesso tempo, l’automazione sta trasformando il mondo del lavoro e richiede una riflessione sul modo in cui le innovazioni vengono sviluppate e utilizzate. La sfida consiste nel fare in modo che la tecnologia contribuisca al benessere collettivo e non soltanto alla crescita economica. Una visione centrata sui diritti umani può inoltre favorire una maggiore attenzione verso la sostenibilità ambientale, perché il diritto a vivere in un ambiente sano e sicuro riguarda tutti.
info: https://generazioninelcuoredellapace.ch/le-nuove-tecnologie-per-la-sostenibilita-ed-i-diritti-umani/