Le finestre di Pitigliano

Comune-info - Wednesday, June 4, 2025

Nei vicoli di Pitigliano sono spuntate decine di bandiere palestinesi.
L’occasione è l’imminente commemorazione della data del 7 giugno del 1944 quando poco dopo le 18 , venne bombardato dagli aerei alleati. Le bombe caddero sul paese, in mezzo alle case, all’inizio del Ghetto ebraico e nella zona lungo la strada che collega Pitigliano con Sorano. In 79 persero la vita, molti i feriti.

L’altra ferita profonda la si può visitare all’imbocco di Via Zuccarelli, all’entrata del ghetto, “Le Macerie” a testimonianza dell’orrore della guerra. Lo stesso orrore che vive quotidianamente, ora per ora, la popolazione di Gaza e della Palestina tutta. “La Piccola Gerusalemme”, così viene chiamato Pitigliano, borgo della Maremma toscana, per la sua storia e per l’importanza che riveste per la cultura ebraica italiana e non solo.

Il “ghetto” si snoda lungo la centrale Via Zuccarelli, con la sinagoga, ora aperta solo ai turisti e per cerimonie nuziali, il forno degli azzimi, la cantina. SI narra che a Pitigliano e nei paesi vicini, Sorano e Sovana ripararono le famiglie ebraiche fuggite dalla ghettizzazione dello Stato Pontificio (1555). Si narra ancora che le famiglie ebraiche di Pitigliano trovarono rifugio nei poderi vicini aiutati da famiglie cattoliche locali.

Accolti allora, protetti e nascosti ai tempi del fascismo e dell’occupazione nazista. Una storia quindi di accoglienza, mutuo soccorso ed integrazione. Da allora ogni anno si svolge un evento di dialogo inter-religioso. Il paese è stato toccato in passato da quello che oggi a tutti gli effetti è un genocidio in corso per mano del governo israeliano, a Gaza. Anni or sono il figlio del sindaco di allora ,Simone Camilli, fotoreporter, morì per l’esplosione di una bomba a Gaza. Un evento che è rimasto nella memoria cittadina e che duole ancora come una ferita aperta.

Oggi della storia ebraica di Pitigliano resta un’associazione culturale che organizza iniziative culturali per mantenere viva la memoria, lo “sfratto” dolce tipico , la forma di bastone usato per bussare alle porte e “sfrattare” le famiglie ebraiche per chiuderle poi nel ghetto. E la moltitudine di turisti israeliani che vengono ogni anno a visitare la sinagoga ritenuta di grande rilevanza per la storia dell’ebraismo.

E con loro spesso famiglie di coloni in pellegrinaggio. Chissà se anche qua arriveranno soldati dell’IDF in “ferie” come accade nelle Marche. Fatto sta che parallelamente alla storia “ufficiale” a Pitigliano se ne snoda un’altra fatta di solidarietà con il popolo palestinese. E che oggi si fa evidente dalle finestre della “Piccola Gerusalemme”.

Così una dopo l’altra sono spuntate decine di bandiere palestinesi, ed altre se ne aggiungeranno, come forma visibile di condanna del genocidio, proprio in ossequio e coerenza con la storia di questo luogo, storia di accoglienza e solidarietà. Resteranno visibili fin quando la Palestina non sarà terra libera. L’invito è rivolto anche al comune di Pitigliano ed alle altre amministrazioni del territorio, affinché seguano l’esempio di altre amministrazioni, esponendo la bandiera palestinese ed approvando ordini del giorno per il riconoscimento dello stato di Palestina.

L'articolo Le finestre di Pitigliano proviene da Comune-info.