
Raffaele Passerini / Amore e altre dipendenze
Pulp Magazine - Thursday, May 28, 2026Con il termine “love bombing” si intende una tattica manipolatoria attraverso cui una persona cerca di conquistare rapidamente l’attenzione e l’affetto di un’altra, soffocandola con gesti e parole d’amore eccessivi, per poter esercitare su di lei controllo e potere unidirezionale. Si tratta di un fenomeno di cui si è discusso molto, soprattutto negli ultimi anni, nel tentativo di individuare, all’interno di una relazione sentimentale, atteggiamenti abusanti che trasformano una storia d’amore in un gioco di potere distruttivo. Con questo romanzo Passerini sottrae la dinamica del “love bombing” alla classica rappresentazione eterosessuale in cui il soggetto abusato è tipicamente la donna, per trasferirla all’interno di una coppia omosessuale che vive a New York: Jean Luc di origini francesi e Raffaele, italiano. Ricorda così al lettore come certi meccanismi di potere nelle relazioni possono riprodursi ovunque esista uno squilibrio emotivo e/o economico, a prescindere dal sesso.
Raffaele – cineasta alle prese con la sua prima sceneggiatura – è la preda ideale per rimanere intrappolato in questo perverso meccanismo: insicuro, sensibile, poco considerato dalla famiglia d’origine e disperatamente bisognoso d’amore. Jean Luc, invece, classico uomo d’affari abituato a decidere e volere tutto e subito, assume il ruolo di maschio dominante della coppia già dal primo appuntamento. Raffaele subisce il fascino del francese lasciandosi travolgere da un corteggiamento intenso e totalizzante che, almeno inizialmente, sembra colmare tutti i suoi vuoti affettivi ma l’uomo premuroso, presente, irresistibile, che studia ogni gesto per farlo sentire speciale, desiderato e indispensabile, dimostra ben presto la sua propensione al possesso mascherato, come spesso accade, da amore: la relazione tra i due protagonisti si sviluppa infatti attraverso piccoli segnali di controllo, inizialmente quasi invisibili, che diventano via via sempre più soffocanti.
È Jean Luc a dettare i tempi e i modi della relazione esprimendo giudizi sprezzanti e negativi sul modo di vivere e gestire il quotidiano dell’altro, riprendendolo per ogni minima cosa detta o fatta che lui considera fuori luogo, punendolo con il silenzio per atteggiamenti che reputa sbagliati evitando, così, il confronto. Nonostante Raffaele sia pienamente consapevole che in una relazione amorosa il sacrificarsi e l’aspettare, il sopportare, perdonare e mediare non debba ricadere sempre sulla stessa persona – trasformandola inevitabilmente nell’anello debole della coppia –, non riuscirà mai a trovare le parole né la forza per rompere il meccanismo di prevaricazione messo in atto dal compagno. Quest’ultimo, infatti, arriverà perfino a chiedergli, come prova d’amore, di scegliere tra lui e la propria famiglia, tra lui e gli amici.
Raffaele, pur di non farlo arrabbiare, sceglierà sempre e comunque Jean Luc adeguandosi a ogni sua richiesta, ma non solo non riceverà mai in cambio l’amore di cui ha bisogno, subirà continuamente atteggiamenti che non faranno altro che alimentare il suo senso d’inadeguatezza e aumentare la paura di non essere accettato e amato, sensazione che si porta dietro sin da ragazzino quando cercava d’essere come chiunque gli sembrasse felice senza imparare, però, a essere sé stesso: «[…] sin da piccolo, vivendo quello che sentivo di essere come un grande pericolo, ho cercato di essere come chiunque incontrassi che mi sembrava felice – ragazzi, ragazze, cani, gatti – e provavo a immaginare come doveva essere, esser loro, imitandoli in tutto. Dimenticandomi però di imparare ad essere me stesso. Questa mancanza di amore per me stesso, anni dopo, l’avrei pagata cara».
L’aspetto più interessante del romanzo di Passerini è nel raccontare persone comuni, soggetti quasi banali, lasciandoci intendere che ognuno di noi può incappare in una relazione tossica; nel mostrare come certe dinamiche distruttive possano nascere dall’incontro tra chi ha un bisogno disperato di essere amato e chi è incapace di amare con sincerità. Non si riesce a essere completamente dalla parte di Raffaele, incapace per lungo tempo di sottrarsi alla manipolazione di Jean Luc, così come non si prova nessuna pena per quest’ultimo, persona totalmente incapace di vivere un sentimento se non attraverso la prevaricazione. Con questa storia, Passerini mostra quanto il confine tra amore e manipolazione possa essere sottile e difficile da riconoscere, soprattutto per chi vive una fragilità emotiva individuando nel bisogno d’amore – cui credo nessuno sia esente –, nella paura della solitudine e nel desiderio di essere considerati, terreno fertile per relazioni tossiche.
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