Raffaele Passerini / Amore e altre dipendenze
Con il termine “love bombing” si intende una tattica manipolatoria attraverso
cui una persona cerca di conquistare rapidamente l’attenzione e l’affetto di
un’altra, soffocandola con gesti e parole d’amore eccessivi, per poter
esercitare su di lei controllo e potere unidirezionale. Si tratta di un fenomeno
di cui si è discusso molto, soprattutto negli ultimi anni, nel tentativo di
individuare, all’interno di una relazione sentimentale, atteggiamenti abusanti
che trasformano una storia d’amore in un gioco di potere distruttivo. Con questo
romanzo Passerini sottrae la dinamica del “love bombing” alla classica
rappresentazione eterosessuale in cui il soggetto abusato è tipicamente la
donna, per trasferirla all’interno di una coppia omosessuale che vive a New
York: Jean Luc di origini francesi e Raffaele, italiano. Ricorda così al lettore
come certi meccanismi di potere nelle relazioni possono riprodursi ovunque
esista uno squilibrio emotivo e/o economico, a prescindere dal sesso.
Raffaele – cineasta alle prese con la sua prima sceneggiatura – è la preda
ideale per rimanere intrappolato in questo perverso meccanismo: insicuro,
sensibile, poco considerato dalla famiglia d’origine e disperatamente bisognoso
d’amore. Jean Luc, invece, classico uomo d’affari abituato a decidere e volere
tutto e subito, assume il ruolo di maschio dominante della coppia già dal primo
appuntamento. Raffaele subisce il fascino del francese lasciandosi travolgere da
un corteggiamento intenso e totalizzante che, almeno inizialmente, sembra
colmare tutti i suoi vuoti affettivi ma l’uomo premuroso, presente,
irresistibile, che studia ogni gesto per farlo sentire speciale, desiderato e
indispensabile, dimostra ben presto la sua propensione al possesso mascherato,
come spesso accade, da amore: la relazione tra i due protagonisti si sviluppa
infatti attraverso piccoli segnali di controllo, inizialmente quasi invisibili,
che diventano via via sempre più soffocanti.
È Jean Luc a dettare i tempi e i modi della relazione esprimendo giudizi
sprezzanti e negativi sul modo di vivere e gestire il quotidiano dell’altro,
riprendendolo per ogni minima cosa detta o fatta che lui considera fuori luogo,
punendolo con il silenzio per atteggiamenti che reputa sbagliati evitando, così,
il confronto. Nonostante Raffaele sia pienamente consapevole che in una
relazione amorosa il sacrificarsi e l’aspettare, il sopportare, perdonare e
mediare non debba ricadere sempre sulla stessa persona – trasformandola
inevitabilmente nell’anello debole della coppia –, non riuscirà mai a trovare le
parole né la forza per rompere il meccanismo di prevaricazione messo in atto dal
compagno. Quest’ultimo, infatti, arriverà perfino a chiedergli, come prova
d’amore, di scegliere tra lui e la propria famiglia, tra lui e gli amici.
Raffaele, pur di non farlo arrabbiare, sceglierà sempre e comunque Jean Luc
adeguandosi a ogni sua richiesta, ma non solo non riceverà mai in cambio l’amore
di cui ha bisogno, subirà continuamente atteggiamenti che non faranno altro che
alimentare il suo senso d’inadeguatezza e aumentare la paura di non essere
accettato e amato, sensazione che si porta dietro sin da ragazzino quando
cercava d’essere come chiunque gli sembrasse felice senza imparare, però, a
essere sé stesso: «[…] sin da piccolo, vivendo quello che sentivo di essere come
un grande pericolo, ho cercato di essere come chiunque incontrassi che mi
sembrava felice – ragazzi, ragazze, cani, gatti – e provavo a immaginare come
doveva essere, esser loro, imitandoli in tutto. Dimenticandomi però di imparare
ad essere me stesso. Questa mancanza di amore per me stesso, anni dopo, l’avrei
pagata cara».
L’aspetto più interessante del romanzo di Passerini è nel raccontare persone
comuni, soggetti quasi banali, lasciandoci intendere che ognuno di noi può
incappare in una relazione tossica; nel mostrare come certe dinamiche
distruttive possano nascere dall’incontro tra chi ha un bisogno disperato di
essere amato e chi è incapace di amare con sincerità. Non si riesce a essere
completamente dalla parte di Raffaele, incapace per lungo tempo di sottrarsi
alla manipolazione di Jean Luc, così come non si prova nessuna pena per
quest’ultimo, persona totalmente incapace di vivere un sentimento se non
attraverso la prevaricazione. Con questa storia, Passerini mostra quanto il
confine tra amore e manipolazione possa essere sottile e difficile da
riconoscere, soprattutto per chi vive una fragilità emotiva individuando nel
bisogno d’amore – cui credo nessuno sia esente –, nella paura della solitudine e
nel desiderio di essere considerati, terreno fertile per relazioni tossiche.
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