Brian Sewell / Humour e balletti russi

Pulp Magazine - Monday, May 25, 2026

L’unico romanzo scritto dal noto attore, sceneggiatore e critico d’arte inglese Brian Sewell è stato appena pubblicato in Italia, ha per titolo Pavlova e l’ombrello bianco e racconta la storia di un uomo non più giovane, colto e raffinato che, per una televisione del suo paese, la Gran Bretagna, si trova con la sua troupe dalle parti di Peshawar per girare un documentario storico naturalistico. Durante uno spostamento sulla Land Rover per tornare in aeroporto, alla fine della spedizione, quest’uomo, alto e magro, il vero fenotipo british, vede una giovanissima asinella bianca, oberata da un pesante carico assai sproporzionato per le sue lunghe ma fragili zampe e per il suo corpo ancora acerbo. Mosso a compassione, fa fermare l’auto, scende e cerca in tutti i modi di salvare l’animale evidentemente sfinita. I componenti della troupe e il regista, con i quali il rapporto era già abbastanza usurato, si oppongono con forza alla sua scelta. La rottura è inevitabile e l’uomo rimane da solo in mezzo al nulla con pochi effetti personali accanto alla “sua” bianca asinella, sofferente. L’uomo, tra ironia e un po’ di affetto, chiamato mr B dai suoi colleghi di lavoro, decide di ritornare a Londra, anche a piedi se necessario, con l’animale che gli ha toccato il cuore.

Inizia così un bel romanzo che a tratti, per la sua immediatezza e freschezza, potrebbe assomigliare addirittura alla forma che prendono i bei libri per ragazzi. Ma non è così. Allora evidentemente assume tutte le caratteristiche del racconto di viaggio perché l’uomo e l’asinella attraversano quell’ampia fascia di territorio che dal Pakistan fino all’Asia minore e all’Europa arriva fino alla Gran Bretagna. Si possono così seguire i due inseparabili protagonisti per le città di Quetta e di Zahedan, famosa per le piastrelle. Li si vede poi arrivare a Isfahan con i suoi bellissimi tappeti fino a Tabriz in Turchia dove giungono in treno. Più tardi Istambul e Salonicco per proseguire il viaggio fino a destinazione.

Sotto questo aspetto, la narrazione si nutre dei criteri dell’avventura più tradizionale con gli incontri degli esseri umani più vari, tra farmacisti benevoli e ospitali che si prestano anche a curare l’asinella, trafficanti di droga, mercanti, diplomatici, grand dame e povera gente. Il narratore non riesce a nascondere due caratteristiche piuttosto evidenti che rendono però la lettura piacevole e in qualche modo “rasserenano” il lettore per loro ingenuità. La prima è la tenenza a distinguere i “buoni” (molti) dai “cattivi” (pochi) indipendentemente dal ceto sociale, dall’età, dal sesso e dalla religione di appartenenza mentre la seconda è un retaggio coloniale legato alla disinvoltura con cui si pensa che tutto il mondo debba e possa parlare inglese e che, in definitiva, solo ciò che è british è destinato a rendere bella la vita.

Prova tangibile di tutto è l’ombrello bianco di gran marca – storica e inglese – da cui mr B non si separa mai. Ed è proprio l’ombrello che dà il titolo a questo romanzo in cui campeggia anche il nome di Pavlova, celeberrima ballerina russa famosa per le sue lunghe ed elegantissime gambe, proprio come quelle dell’asinella che mr B decide di adottare e portare con sé. Le pagine di Sewell naturalmente sono ricche di riferimenti storici, artistici e anche letterari. Con grande eleganza e leggerezza egli ci propone per molti versi un libro colto e “antico” nel senso migliore del termine. In definitiva, Pavlova e l’ombrello bianco è un omaggio al lato migliore degli esseri umani. Ma tutto questo non sarebbe possibile senza la formidabile premessa dell’incontro con la deliziosa asinella Pavlova. Mr B le cura le ferite. La tiene accanto a sé. È consapevole che il viaggio fino a Londra è troppo lungo per lei che è ancora molto giovane e resa fragile dalle condizioni a cui veniva sottoposta. Allora accetta di fare solo pochi chilometri al giorno. La carica insieme a lui sui furgoni che offrono dei passaggi. La nutre spesso con il suo stesso cibo. In una parola: si prende cura di lei.

Brian Sewell è scomparso nel 2015. Durante la sua vita l’amore per gli animali è stato un dato evidente e indiscusso: nella sua residenza di Wimbledon, dove, nel libro, fa arrivare mr B e l’amica asinella a bordo di una scassata Rolls Royce, viveva con la moglie e diversi cani. Per questo motivo egli non fece in tempo a vedere il delirio dei video sul web di animali, domestici e non, protagonisti di spettacoli ridicoli per il divertimento ottuso di esseri umani che forse sono diventati incapaci di rapporti sinceri con queste altre specie. In considerazione finale vanno segnalati i disegni di Sally Ann Lasson che teneramente ci ricordano che quella che abbiamo letto è una fiaba deliziosa che ci regala su sorriso sincero.

 

 

 

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