Brian Sewell / Humour e balletti russi
L’unico romanzo scritto dal noto attore, sceneggiatore e critico d’arte inglese
Brian Sewell è stato appena pubblicato in Italia, ha per titolo Pavlova e
l’ombrello bianco e racconta la storia di un uomo non più giovane, colto e
raffinato che, per una televisione del suo paese, la Gran Bretagna, si trova con
la sua troupe dalle parti di Peshawar per girare un documentario storico
naturalistico. Durante uno spostamento sulla Land Rover per tornare in
aeroporto, alla fine della spedizione, quest’uomo, alto e magro, il vero
fenotipo british, vede una giovanissima asinella bianca, oberata da un pesante
carico assai sproporzionato per le sue lunghe ma fragili zampe e per il suo
corpo ancora acerbo. Mosso a compassione, fa fermare l’auto, scende e cerca in
tutti i modi di salvare l’animale evidentemente sfinita. I componenti della
troupe e il regista, con i quali il rapporto era già abbastanza usurato, si
oppongono con forza alla sua scelta. La rottura è inevitabile e l’uomo rimane da
solo in mezzo al nulla con pochi effetti personali accanto alla “sua” bianca
asinella, sofferente. L’uomo, tra ironia e un po’ di affetto, chiamato mr B dai
suoi colleghi di lavoro, decide di ritornare a Londra, anche a piedi se
necessario, con l’animale che gli ha toccato il cuore.
Inizia così un bel romanzo che a tratti, per la sua immediatezza e freschezza,
potrebbe assomigliare addirittura alla forma che prendono i bei libri per
ragazzi. Ma non è così. Allora evidentemente assume tutte le caratteristiche del
racconto di viaggio perché l’uomo e l’asinella attraversano quell’ampia fascia
di territorio che dal Pakistan fino all’Asia minore e all’Europa arriva fino
alla Gran Bretagna. Si possono così seguire i due inseparabili protagonisti per
le città di Quetta e di Zahedan, famosa per le piastrelle. Li si vede poi
arrivare a Isfahan con i suoi bellissimi tappeti fino a Tabriz in Turchia dove
giungono in treno. Più tardi Istambul e Salonicco per proseguire il viaggio fino
a destinazione.
Sotto questo aspetto, la narrazione si nutre dei criteri dell’avventura più
tradizionale con gli incontri degli esseri umani più vari, tra farmacisti
benevoli e ospitali che si prestano anche a curare l’asinella, trafficanti di
droga, mercanti, diplomatici, grand dame e povera gente. Il narratore non riesce
a nascondere due caratteristiche piuttosto evidenti che rendono però la lettura
piacevole e in qualche modo “rasserenano” il lettore per loro ingenuità. La
prima è la tenenza a distinguere i “buoni” (molti) dai “cattivi” (pochi)
indipendentemente dal ceto sociale, dall’età, dal sesso e dalla religione di
appartenenza mentre la seconda è un retaggio coloniale legato alla disinvoltura
con cui si pensa che tutto il mondo debba e possa parlare inglese e che, in
definitiva, solo ciò che è british è destinato a rendere bella la vita.
Prova tangibile di tutto è l’ombrello bianco di gran marca – storica e inglese –
da cui mr B non si separa mai. Ed è proprio l’ombrello che dà il titolo a questo
romanzo in cui campeggia anche il nome di Pavlova, celeberrima ballerina russa
famosa per le sue lunghe ed elegantissime gambe, proprio come quelle
dell’asinella che mr B decide di adottare e portare con sé. Le pagine di Sewell
naturalmente sono ricche di riferimenti storici, artistici e anche letterari.
Con grande eleganza e leggerezza egli ci propone per molti versi un libro colto
e “antico” nel senso migliore del termine. In definitiva, Pavlova e l’ombrello
bianco è un omaggio al lato migliore degli esseri umani. Ma tutto questo non
sarebbe possibile senza la formidabile premessa dell’incontro con la deliziosa
asinella Pavlova. Mr B le cura le ferite. La tiene accanto a sé. È consapevole
che il viaggio fino a Londra è troppo lungo per lei che è ancora molto giovane e
resa fragile dalle condizioni a cui veniva sottoposta. Allora accetta di fare
solo pochi chilometri al giorno. La carica insieme a lui sui furgoni che offrono
dei passaggi. La nutre spesso con il suo stesso cibo. In una parola: si prende
cura di lei.
Brian Sewell è scomparso nel 2015. Durante la sua vita l’amore per gli animali è
stato un dato evidente e indiscusso: nella sua residenza di Wimbledon, dove, nel
libro, fa arrivare mr B e l’amica asinella a bordo di una scassata Rolls Royce,
viveva con la moglie e diversi cani. Per questo motivo egli non fece in tempo a
vedere il delirio dei video sul web di animali, domestici e non, protagonisti di
spettacoli ridicoli per il divertimento ottuso di esseri umani che forse sono
diventati incapaci di rapporti sinceri con queste altre specie. In
considerazione finale vanno segnalati i disegni di Sally Ann Lasson che
teneramente ci ricordano che quella che abbiamo letto è una fiaba deliziosa che
ci regala su sorriso sincero.
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