
26 Maggio: l’Emilia-Romagna si mobilita
Pressenza - Thursday, May 21, 2026Legge regionale sulle aree idonee per la collocazione degli impianti di energia rinnovabile e campagna Basta Complicità.
Il 26 maggio, sotto il Palazzo della Regione, a Bologna, coincideranno due eventi: in mattinata il presidio per la proposta di legge regionale sulle aree idonee per la collocazione degli impianti di energia rinnovabile, e nel pomeriggio il sit-in del coordinamento regionale per la campagna Basta Complicità.
La proposta di legge regionale sulle aree idonee per la collocazione degli impianti di energia rinnovabile è in corso ormai da mesi, e martedì 26 maggio, in concomitanza con il presidio, si svolgerà la discussione del disegno in Aula. RECA, che già precedentemente si era trovata in disaccordo con le proposte della regione e aveva rifiutato di sottoscrivere il patto per il lavoro e il clima; nel 2020 ha nuovamente sollevato criticità riguardo alla proposta.
Il conflitto nasce in primo luogo dall’inadeguatezza degli obiettivi posti dalla Giunta, e poi dalla mancanza di democraticità della proposta. Infatti, questa si focalizza, più che sul contributo di istituzioni locali e cittadinanza, su aziende e mercato, che diventerebbero quindi gli attori principali della transizione ecologica. Se da un lato è vero che ci sono delle linee guida nazionali da rispettare nel quadro delle proposte regionali, dall’altro è vero anche che ci sarebbero numerosi “spiragli” da poter sfruttare per poter garantire un approccio più democratico. Per esempio, a partire dal favoreggiamento della realizzazione di impianti fotovoltaici e di biometano di piccola e media taglia.
Il dipartimento emiliano-romagnolo di RECA, che sta per Rete Emergenza Climatica e Ambientale, pur essendo una delle maggiori associazioni che si sta muovendo tentando di modificare questa proposta di legge, di certo non è la sola. Infatti RECA raggruppa, a sua volta, più di 90 associazioni e comitati del territorio che insieme uniscono le forze per lottare contro le politiche che, come questa, sono in realtà nemiche di clima e ambiente. Accanto a RECA, con posizioni altrettanto forti, si è schierato il dipartimento emiliano-romagnolo di AMAS, Assemblea dei Movimenti Ambientalisti e Sociali, che ha giudicato altrettanto inadeguate le proposte della Giunta. Anche Legambiente Emilia-Romagna ha presentato i suoi suggerimenti per il provvedimento regionale sulle aree idonee per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili. In particolare ha sottolineato il ritardo stimato di 7,5 anni al completamento degli obiettivi, inoltre, come RECA e AMAS, ha posto l’attenzione sull’importanza degli impianti a fonti rinnovabili per la comunità, sostenendo che la Regione debba prendersi la responsabilità di gestire la transizione energetica senza delegare le responsabilità.
La proposta della giunta ha destato molta insoddisfazione nel territorio, e hanno manifestato il loro dissenso anche Coordinamento Free Energia, Energia per l’italia e Italia solare, assieme alla responsabile del dipartimento clima ed energia del WWF Italia, Mariagrazia Midulla, e Alessandro Giannì, Responsabile delle Relazioni Istituzionali e Scientifiche di Greenpeace Italia. Le associazioni hanno a loro volta nuovamente sottolineato l’inadeguatezza del provvedimento, chiamando ad una legge chiara e inattaccabile, così da evitare un possibile ricorso ed un regresso nella transizione ecologica. Insomma, le criticità sembrano essere numerose. Per questo è stato organizzato un presidio, martedì 26 maggio alle ore 9, sotto la sede della Regione a Bologna, con lo scopo di sollecitare un cambiamento dell’impostazione di fondo della proposta di legge regionale. La transizione ecologica non può dipendere da regolamenti ambigui che escludono la popolazione dalle scelte che la coinvolgono in prima persona.
Nello stesso giorno, sempre presso il Palazzo della Regione ma di pomeriggio, ancora strategicamente in corrispondenza con l’Assemblea Legislativa regionale, si svolgerà il sit-in per la campagna Basta Complicità. Sarà l’occasione di consegnare alla Regione le firme della petizione della campagna che chiede di interrompere i rapporti economici con Israele. Infatti, stando al diritto internazionale, anche solo commerciare con un paese in violazione del diritto di autodeterminazione dei popoli è da considerarsi illegale. L’iniziativa ci ricorda, ancora una volta, della crisi umanitaria in Palestina che continua ad avvenire sotto i nostri occhi, con un fasullo cessate il fuoco in vigore. Il processo di pulizia etnica attuato da Israele è sempre più invisibile ed in un mondo di indifferenza e crescente riarmo non si può rischiare di rimanere complici del silenzio.
La petizione popolare è sostenuta da una rete di più di 50 associazioni regionali, tra cui BDS e Sanitari Per Gaza, ed è stata sottoscritta a livello nazionale da Mediterranea Saving Humans, Giovani Palestinesi d’Italia e Global Movement to Gaza. L’obiettivo finale è l’interruzione di rapporti economici e commerciali con Israele, sia a livello regionale che nazionale, per boicottare con azioni concrete i responsabili del genocidio Palestinese. Il programma si focalizza su sei punti principali: lo stop all’utilizzo del porto di Ravenna per commerci con Israele; l’istituzione di un osservatorio sul traffico di armi; l’uscita dai progetti con aziende di armamenti coinvolte con Israele; l’interruzione regionale di forniture e beni a aziende israeliane; l’esclusione di enti e aziende israeliana da manifestazioni fieristiche e l’istituzione di un comitato etico; l’interruzione di progetti educativi che prevedono la collaborazione con aziende di armi. Il testo completo della petizione può essere trovato al seguente link. La petizione può essere firmata solo in forma cartacea e i punti di raccolta sono disponibili cliccando qui.
Il sit in per la campagna Basta Complicità, così come il presidio per la legge sulle aree idonee, dimostrano ancora una volta l’importanza delle iniziative popolari per costruire ogni giorno una politica che mette al primo posto il popolo, e non gli interessi economici. Non si può sperare di costruire un futuro migliore contribuendo al silenzio generale che opprime e danneggia noi, l’ambiente e popoli innocenti.
Di Anita Moretti
e-a-impianti-di-energia-rinnovabile-la-proposta-di-legge-va-modificata/
https://www.recaemiliaromagna.it/
https://www.amaser.it/chi-siamo/
https://www.solareb2b.it/italia-solare-emilia-romagna-aree-idonee/
https://www.nextville.it/news/63564/aree-idonee-fer-in-emilia-romagna-i-timori-delle-associazioni
https://www.instagram.com/bastacomplicita/