
Nakba infinita
Pressenza - Sunday, May 10, 2026Nakba
A pochi giorni dall’anniversario della Nakba del 15 maggio 1948, ieri, una giornata che ha registrato 43 attacchi militari dell’esercito contro la popolazione palestinese in Cisgiordania e Gerusalemme occupate. I rastrellamenti hanno portato all’arresto di oltre 80 palestinesi in carcere.
Anche i coloni ebrei israeliani non sono rimasti con le mani in mano. 31 attacchi contro case, serre agricole e terreni palestinesi. Il più grave è avvenuto a Kafr Malik, vicino a Ramallah: i coloni hanno devastato un allevamento di bestiame e rubato 80 pecore. Sotto la protezione dell’esercito.
La distruzione dell’economia palestinese fa parte del piano sionista di deportazione dei palestinesi nativi dalle loro terre per far spazio ai coloni arrivati da ogni dove. Lo ha dichiarato esplicitamente il ministro fascista Smotrich: “Vi abbiamo colpito nella cosa più sacra che avete: gli ulivi centenari. Non c’è spazio per voi. Andatevene, se volete salvare la pelle! Noi stiamo costruendo ‘la Terra d’Israele’ ed eliminando il progetto dello Stato palestinese”.
Farhan Haq, vice portavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite, ha dichiarato, citando rapporti dell’Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), che quasi 40.000 palestinesi sono stati deportati in tutta la Cisgiordania dall’inizio dello scorso anno (2025) ad oggi, a causa delle pratiche israeliane.
I colonialisti israeliani non lasciano in pace neanche i morti in cimitero
Esercito di occupazione e coloni ebrei israeliani hanno imposto ad una famiglia palestinese di disseppellire il corpo di un loro defunto dal cimitero. È avvenuto ieri nel villaggio di Assa’sa, vicino a Jenin. I coloni del vicino insediamento illegale di “Sa-Nur” hanno attaccato il corteo funebre, lanciando pietre e danneggiando i veicoli, nonostante la presenza sul posto delle forze dell’esercito di occupazione.
Non contenti della bravata, i coloni hanno iniziato a scavare nel cimitero e quando la popolazione del villaggio ha tentato di impedire loro lo scempio, i soldati sono intervenuti, imponendo alla famiglia di spostare il corpo, se non volevano che venisse profanato e buttato lontano senza rispetto per i defunti.
Sotto questa pressione e minaccia, sette giovani della famiglia sono stati costretti a recuperare il corpo e a trasportarlo per una nuova sepoltura nel vicino villaggio di Funduqmiya. La motivazione dei sionisti è che la tomba è troppo vicina all’avamposto coloniale illegale. I palestinesi sono sottoposti ad un regime di Apartheid anche da morti.
Nostra vergogna!
Il Parlamento europeo ha votato per il congelamento del sostegno finanziario all’istruzione in Palestina. Con 418 voti favorevoli, 207 contrari e 14 astensioni. Tra le richieste dell’Unione Europea alle modifiche dei testi scolastici palestinesi, c’è la rimozione dei riferimenti a Jaffa come “antica città palestinese”. Un’altra richiesta è quella di cambiare, nei libri scolastici, il testo dell’inno nazionale palestinese. Inoltre le richieste esose dell’UE sono arrivate a imporre la cancellazione del testo di una canzone tradizionale antica mediorientale risalente a molto prima della nascita di Israele (Ala Dalouna), che parla dell’importanza della terra e della necessità di difenderla.
Il ministero dell’istruzione dell’ANP aveva accettato, a gennaio, le richieste, ma la pubblicazione della lettera che comunicava la sottomissione alle imposizioni UE/israeliane ha fatto fallire l’atto di collaborazionismo e di falsificazione della storia e della verità.
Invece di applicare le sanzioni sui genocidari israeliani, la “civile Europa” cancella gli aiuti all’istruzione in Palestina. Due pesi e due misure. Il danno politico maggiore è stato il voto di alcuni parlamentari del PD a favore delle sanzioni contro la Palestina.