
ROMA: ARRESTATO 21ENNE SUPREMATISTA PER GLI SPARI DEL 25 APRILE. “SONO DELLA BRIGATA EBRAICA”.
Radio Onda d`Urto - Wednesday, April 29, 2026
C’è un fermo per i colpi di pistola ad aria compressa sparati al termine del corteo per il 25 aprile nei pressi di Parco Schuster a Roma, dove sono rimasti feriti due attivisti dell’Anpi. Si tratta di un ragazzo di 21 anni appartenente alla comunita’ ebraica romana, Eithan Bondì, residente in zona Marconi, che è stato perquisito nella serata di martedì 28 aprile. È accusato di tentato omicidio, porto e detenzione di armi illegale. Il provvedimento è stato disposto direttamente dal procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi. Il ragazzo è stato trasferito nel carcere di Regina Coeli. Nelle prossime ore è attesa la richiesta di convalida del fermo e nei prossimi giorni comparirà davanti al gip. Nel corso della perquisizione in casa gli investigatori hanno trovato anche dei coltelli ma non la pistola ad aria compressa con cui avrebbe sparato. Eithan Bondi ha ammesso di essersi disfatto dell’arma ma non ha spiegato i motivi del gesto.
Il giovane, a bordo di uno scooter, nella giornata del 25 aprile con indosso giacca mimetica e casco integrale aveva sparato almeno tre colpi – piombini compatibili con armi ad aria compressa tipo softair – contro due manifestanti che avevano al collo il fazzoletto rosso dell’Anpi: l’uomo, 65 anni, è stato ferito vicino al collo e alla guancia. La donna, invece, alla spalla. Entrambi hanno riportato lievi escoriazioni ed erano stati medicati dal personale del 118 sul posto.
L’Anpi Roma, in una nota dichiara: “Il 25 aprile si è presentato alla grande e popolare manifestazione, che celebrava l’anniversario della Liberazione dal nazifascismo, coperto da un casco integrale e armato di pistola a piombini con cui ha sparato contro una compagna e un compagno dell’Anpi (rei di indossare il fazzoletto della nostra associazione partigiana) ferendoli. Il fermo operato questa notte dalle forze dell’ordine del 21enne indicato da tutta la stampa nazionale come “appartenente della comunità ebraica”, evidenzia come retoriche vittimistiche e deformazioni a mezzo stampa crollino davanti ai fatti”. L’episodio, hanno proseguito, “non è isolato e si colloca all’interno di una lunga serie di raid nelle scuole e intimidazioni di varia natura ad opera di sedicenti gruppi sionisti contro l’Anpi e contro professori, studenti, spazi sociali e lavoratori. La violenza usata per colpire la coppia di compagni e con loro l’Anpi e tutta intera la grande comunità antifascista di Roma conferma come la memoria storica della Resistenza e la mobilitazione popolare che tutt’oggi sa suscitare rappresenti il nemico di coloro che non solo sostengono guerre di aggressione coloniali e genocidi come quelli che da anni sono perpetrati dal governo Netanyahu (su cui pende un mandato di cattura internazionale per crimini di guerra) contro il popolo palestinese, che lotta e resiste per la sua autodeterminazione e libertà, ma che non esitano ad usare direttamente la violenza contro chi, fedele agli ideali della lotta partigiana, sostiene la causa di tutti i popoli oppressi (dal Venezuela e Cuba sottoposte alla morsa economica e militare degli Usa fino al popolo kurdo) e lotta al loro fianco”.
Sempre l’Anpi questo pomeriggio, mercoledi 29 aprile, ha organizzato un presidio di protesta e presenza nel luogo del ferimento “dei nostri compagni cui rivolgiamo, ancora una volta, la nostra solidarietà e affetto”. Appuntamento alle 16:30 alla Basilica di San Paolo lato Via delle Sette Chiese a Roma.
Sui fatti di Roma abbiamo chiesto un commento a Roberto Della Seta del Laboratorio Ebraico Antirazzista Ascolta o scarica