Il welfare di domani

Jacobin Italia - Wednesday, March 11, 2026

Il rapporto tra socialismo e welfare state è stato storicamente stretto. Reinterrogarne alcuni nessi, ripercorrere alcune delle esperienze più significative può aiutare a dare concretezza a quella che resta un’«utopia concreta», un principio di lotta, un principio speranza che ispiri la trasformazione radicale dell’esistente.

Il welfare state nasce da una tensione: è al tempo stesso prodotto e rivale del capitalismo. Da un lato, riflette la volontà di controllo sulla classe lavoratrice di fronte agli sconvolgimenti sociali prodotti dall’industrializzazione – un classico esempio è quello delle politiche della Germania di Bismarck. Dall’altro lato, ha rappresentato la risposta istituzionale alle crescenti domande di sicurezza sociale, di protezione dai rischi generati dal mercato, di riduzione delle disuguaglianze, di miglioramento delle condizioni di vita. Una funzione e uno statuto che sono stati al centro della traiettoria del secondo dopoguerra.

Seguendo la definizione di Asa Briggs, il welfare state può essere visto come uno Stato in cui il potere organizzato è utilizzato per modificare le forze di mercato in tre direzioni. Garantire agli individui e alle famiglie un reddito minimo indipendentemente dal valore di mercato del loro lavoro e della loro proprietà. Ridurre il livello di insicurezza, mettendo gli individui e le famiglie nelle condizioni di far fronte ai rischi più gravi: malattia, disoccupazione, vecchiaia. Assicurare a tutti i cittadini senza distinzioni di classe o status, servizi della migliore qualità disponibile in ambiti concordati. 

È lungo la sua tensione costitutiva che il welfare state ha svolto sia una funzione di integrazione, legittimazione e riproduzione del sistema, sia di soddisfacimento di bisogni fondamentali nella forma di garanzia dei diritti sociali. Da qui la sua funzione tanto di supporto al capitalismo, quanto di suo antagonista, in una geografia variabile in cui il conflitto sociale, la presenza di un movimento operaio organizzato, le iniziative delle forze socialiste, hanno giocato un ruolo di rilievo nel definirne le caratteristiche. Al centro di questi conflitti ci sono state le istanze di universalismo dei diritti e di uguaglianza sostanziale, e le forme di organizzazione dei servizi pubblici alternative al mercato e al modello sociale dominante. 

È in questa direzione che i movimenti socialisti, spinti dalla conflittualità della classe operaia, hanno indirizzato lo sviluppo del welfare: verso una configurazione espansiva, universalista e democratica. Allo stesso tempo, la politica del socialismo ha riconosciuto al consolidamento del welfare un ruolo chiave all’interno delle prospettive di cambiamento sociale.

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