
L’educazione ambientale oltre lo sviluppo sostenibile: educare ai conflitti ambientali
CESP - Sunday, March 15, 2026
L’educazione ambientale oltre lo sviluppo sostenibile:
educare ai conflitti ambientali
Giovedì 26 marzo 2026 dalle ore 8.30 alle ore 16.30
in presenza presso IIS Aldini – Valeriani
Via Bassanelli, 9/11
BOLOGNA
Per iscriversi: compilare il modulo: iscrizione online
scarica qua la locandina con gli abstract del convegno
Convegno Nazionale di Formazione
IL CESP è ente accreditato/qualificato per la formazione del personale della scuola (Decreto Min. 25/07/06 prot.869, circ. MIUR prot. 406 del 21/2/06 – Direttiva 170/2016-MIUR). La partecipazione ai convegni e seminari CESP è gratuita e dà diritto, ai sensi dell’art. 36 del CCNL 2019/2021 (che sostituisce gli articoli 63 e 64 del CCNL 2006/2009), all’ESONERO DAL SERVIZIO.
—> Fai richiesta alla segreteria del tuo istituto del permesso per formazione oppure utilizza il modulo allegato alla locandina
PROGRAMMA:
8.30-9.00: iscrizioni e registrazioni.
- Claudia Finetti, Cesp Bologna introduce e coordina il convegno
- L’educazione ambientale alla luce delle Nuove Indicazioni Nazionali, Matteo Vescovi – CESP Bologna
- Transizione energetica: le sfide per i movimenti ambientali dopo la COP 30, Renato Di Nicola – Per il clima fuori dal fossile
- La rinaturalizzazione dei territori come risposta alla crisi climatica, Cassandra Fontana – Università di Firenze
10.50-11.10 Pausa caffè (e prime domande)
11.10-13.00 seconda parte
- Fiumi che esondano: nuove prospettive di gestione dei territori, Andrea Nardini – Ingegnere civile idraulico
- Parlare a scuola di agricoltura intensiva: aspetti ecologici e politici, Giulio Marianacci – CESP Bologna
- Di chi sono la aree verdi nella città? Cambiamenti climatici e democrazia, Anna Providenti – Resistenze spaziali
POMERIGGIO
14.00 -16.00 Laboratori didattici (sessioni parallele), attivabili a fronte di un numero minimo di iscritte/i.
- terra/Terra: sporcarsi le mani con l’ambiente | infanzia e primaria
- I fiumi non sono righe blu | scuola primaria
- Strategie di ecodesign per lo sviluppo di prodotti ecocompatibili | scuole medie e superiori
- Riconoscere e decostruire le fake news del negazionismo climatico | scuole medie e superiori
- Arti e media per decifrare la crisi ambientale, a cura di Valentina Cappi (Università di Bologna) | scuole medie e superiori
- I diritti della natura: dalla foresta amazzonica alle nostre classi, a cura di Federica Falancia. | scuole medie e superiori
- Contro-cartografie: il quartiere che vorrei, a cura di Resistenze Spaziali | tutti gli ordini di scuola
- Confini planetari e conflitti ambientali, percorsi per l’ed. ambientale | tutti gli ordini di scuola
16.00 – 16.30 Restituzione e confronto in plenaria
Presentazione dei laboratori
A-terra/Terra: sporcarsi le mani con l’ambiente a cura di Gianluca Gabrielli | infanzia e primaria
La terra, quella con la t minuscola, è il sostrato che insieme all’acqua fonda la nostra esistenza di esseri
umani. La Terra, quella con la T maiuscola, ce la stiamo giocando tra manipolazioni, surriscaldamenti,
inquinamenti. Nella scuola primaria, in attesa di un paradigma ecologico di sapere che informi il nostro
approccio, può essere utile e interessante fare baricentro sulla terra, facendo esperienze che permettano ai bambini e bambine e a noi di scoprirla e riscoprirla, con i sensi e con la mente, per divenire insieme
consapevoli di quanto di noi ci sia in essa.
Nel laboratorio ci si sporcherà le mani provando semplici attività riproponibili in classe e nel frattempo
rifletteremo insieme. Impasteremo e depureremo terra per plasmare forme, cercheremo forme di vita,
prepareremo oggetti didattici. La cornice sarà a grandi linee il racconto del cambiamento di sguardo che
studiose e studiosi hanno proiettato sul suolo negli ultimi cento anni.
B-I fiumi non sono righe blu, a cura di Claudia Finetti | scuola primaria
“Siamo arrivati ad avere un rapporto sempre più complicato, conflittuale e antagonista con le geografie
dell’acqua”, scrive Francesco Visentin nel suo libro “Geografie d’acqua: paesaggi ibridi”. Questo avviene
perché ci occupiamo dei fiumi e delle acque solo in caso di alluvioni o siccità e pensiamo al paesaggio solo in relazione all’essere umano. Fiumi e acque sono risorse solo per noi, risorse da gestire perché arrechino benefici a nostro uso e consumo o viceversa perché non arrechino danno.
I fiumi devono essere addomesticati e disciplinati, producendo tutti gli interventi e le opere necessarie a
separare acqua e terra, di cui è espressione la rappresentazione cartografica dei fiumi come righe blu, nette e precise.
In questo laboratorio si offriranno materiali interdisciplinari e spunti bibliografici per iniziare a restituire ai
fiumi la loro soggettività, il loro ruolo di esseri vivi e attivi, potenti portatori di vita, protagonisti della storia
per il loro potere di disegnare i paesaggi e di creare ambienti ibridi, dove terra e acqua convivono.
C-Strategie di ecodesign per lo sviluppo di prodotti ecocompatibili a cura di Filly Grimaldi | scuole medie e superiori
A partire dall’osservazione di casi esemplari di progettazione per la sostenibilità (ad es. car pooling, bike
sharing), ci addentriamo nelle strategie di eco-design e indaghiamo, con checklist e tabelle, le possibili
migliorie di un prodotto (ad es. una borraccia) sia rispetto a “richieste dell’ambiente ” (ad es. si possono
sostituire materiali non rinnovabili? si può riutilizzare per lo stesso o per altri scopi?
si può eliminare l’imballaggio? …) che rispetto a “richieste del mercato” (ad es. estetica, economicità,
disponibilità … ). Il laboratorio proposto è strutturato per le classi della scuola secondaria e mira a migliorare le capacità di lettura dei processi in un’ottica del ciclo di vita, rilevandone la scarsa integrazione della dimensione sociale e incentivare così i/le nostre studenti ad una partecipazione più consapevole al ruolo di co-progettisti nei processi di trasformazione sociale in cui siamo immersə.
D-Riconoscere e decostruire le fake news del negazionismo climatico a cura di Matteo Vescovi | scuole medie e superiori
La comunicazione che ci circonda è permeata di messaggi che negano la gravità della crisi climatica e
tendono a mettere in dubbio l’esigenza di un cambiamento sostanziale delle nostre società, screditando chi si impegna in questo campo nei movimenti o nella ricerca scientifica. L’effetto complessivo è diffondere la sfiducia e l’inazione. Nel laboratorio daremo conto delle evidenze scientifiche e delle politiche ritenute valide nell’ambito delle istituzioni internazionali, come l’IPCC. Mostreremo, poi, che buona parte dei contenuti negazionisti ha origine da vere e proprie campagne denigratorie messe in campo da associazioni finanziate dalle compagnie del fossile. Infine, analizzeremo le strategie retoriche di questi messaggi e proveremo a elaborare dei percorsi didattici che, attraverso la decostruzione delle fake news, aiutino le e gli studenti ad acquisire le competenze necessarie per verificare l’attendibilità di una fonte e favoriscano la fiducia negli obiettivi della giustizia climatica.
E-Arti e media per decifrare la crisi ambientale, a cura di Valentina Cappi (Università di Bologna) | scuole medie e superiori
È soprattutto attraverso i media che acquisiamo informazioni sul cambiamento climatico. Il modo in cui la
crisi climatica viene raccontata nei media mainstream e nei social media ci suggerisce cause, responsabilità e soluzioni della crisi e ci permette di identificare (o meno) il ruolo che possiamo o dovremmo avere all’interno della stessa, oltre a creare un clima di opinione e a suscitare sentimenti che possono favorire o ostacolare l’adozione di strategie di mitigazione e adattamento.
In questo laboratorio, partendo dall’analisi di alcuni prodotti audiovisivi molto popolari ci doteremo di un
metodo per osservare quali aspetti sono ormai iper-visibili e quali appaiono ancora invisibilizzati, quali
parole e quali cornici del racconto sembrano generare ansia e fatica, o depoliticizzare i problemi, e quali
possono invece destare nuova attenzione. Ci interrogheremo anche su quali sono i limiti dei media di
informazione, le possibilità di quelli di intrattenimento e gli spazi creativi che altre forme artistiche, come il fumetto o il collage, possono offrire all’esplorazione, anche nelle classi scolastiche, del cambiamento
climatico come fenomeno complesso e diseguale. Saper comunicare in maniera accurata i cambiamenti
climatici, raccontare i nessi e le interconnessioni tra il livello locale e globale, le responsabilità individuali e collettive, le relazioni tra i processi di lungo periodo e gli eventi acuti è, infatti, il primo passo per la
costruzione di comunità consapevoli.
F-I diritti della natura: dalla foresta amazzonica alle nostre classi, a cura di Federica Falancia. | scuole medie e superiori
L’esistenza di una norma giuridica non ne garantisce l’effettività. Per questo, anche lì dove la natura è
riconosciuta dalla Costituzione quale soggetto di diritto, come in Ecuador, la sua qualificazione diventa
oggetto di conflitto, invece che di consenso, soprattutto all’interno dei contenziosi giudiziari. In tale
prospettiva, il caso dei kichwa Sarayaku, nel bacino amazzonico dell’Ecuador, si rivela esemplare delle
potenzialità e contraddizioni di questi strumenti. In questo laboratorio verrano presentati alcuni strumenti
giuridici e una proposta didattica che possono facilitare l’emersione del significato intrinseco della
soggettività della natura quale relazione della corporeità umana.
G-Contro-cartografie: il quartiere che vorrei, a cura di Resistenze Spaziali | tutti gli
ordini di scuola
In un mondo in cui assistiamo ad una progressiva sottrazione degli spazi comuni, è urgente riappropriarsi dei luoghi che abitiamo. Questo laboratorio propone la contro-cartografia come pratica pedagogica per docenti di ogni ordine e grado, estendibile alle classi come strumento di co-creazione dei luoghi.
L’obiettivo è scardinare la visione asettica della mappa tradizionale per far emergere una geografia delle
emozioni. Integrando una prospettiva ecologica interrogheremo il rapporto tra corpi (umani e non) e
ambiente: come vibrano i nostri sensi nello spazio? Quali storie nasconde il suolo? Come possiamo costruire un nuovo tipo di città?
Attraverso un approccio multidisciplinare e performativo, i partecipanti utilizzeranno il proprio corpo e le
proprie sensazioni come sensore per tracciare “linee di desiderio”rendendo visibile l’invisibile: emozioni,
mancanze e potenzialità ecosistemiche. Un esercizio di immaginazione radicale per co-progettare scuole e quartieri partendo non da metri quadri, ma da relazioni e vita vissuta.
H-Confini planetari e conflitti ambientali, percorsi per l’ed. ambientale, a cura di Giulio Marianacci | tutti gli ordini di scuola
La difficoltà di mettere a fuoco nei curriculum scolastici la realtà della crisi ecologica ci fa pensare alla
presenza di una specie di curricolo nascosto imperniato su l’accettazione del modello capitalistico e delle dinamiche di potere che condizionano la nostra società verso la crescita infinita. Proporre l’educazione ambientale oltre lo sviluppo sostenibile, significa quindi ripensare questi curricola mettendo al centro il tema dei limiti planetari e dando spazio a quelle voci che criticano l’attuale modello di sviluppo.
Con le attività di questo laboratorio si intende dare spazio all’elaborazione di percorsi di educazione
ambientale che considerino i territori anche dal punto di vista delle relazioni di scarto che lo attraversano.
Con questo vogliamo intendere che la radice della crisi ecologica sta anche in un modo particolare in cui la natura e alcuni gruppi sociali sono ritenuti privi di valore intrinseco e pertanto su di loro chi detiene maggior potere può scaricare i costi delle scelte adottate. A partire da alcuni esempi, si proporrà di elaborare percorsi didattici che possano favorire l’attivazione delle e degli studenti.