
IRAN: DUE SETTIMANE DI INCESSANTE AGGRESSIONE MILITARE ISRAELO-USA. INTERVISTA AL COLLETTIVO “TOGETHER FOR IRAN – DONNA, VITA, LIBERTA'”
Radio Onda d`Urto - Saturday, March 14, 20262 settimane fa, sabato 28 febbraio 2026, iniziava l’aggressione militare israelo-Usa sull’Iran, che prosegue senza sosta anche in queste ore. Raid sono segnalati in queste ore a Tabriz e Urmia, due città dell’Iran nordoccidentale, oltre che nella capitale Teheran. Washington in mattinata ha invece preso di mira per la prima volta le isole di Abu Masa, in mezzo allo Stretto di Hormuz, e quella di Kharg, situata più a nord, che rappresenta il principale hub energetico iraniano. Trump parla di pesanti attacchi aerei contro l’isola di Kharg: “abbiamo colpito duramente hub militari ma non le infrastrutture energetiche” attraverso cui transita il 90% di tutto il greggio iraniano. Una mossa mirata a fare pressione – con le bombe – su Teheran affinché sblocchi il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, al momento chiuso alle navi non iraniane o sue alleate.
L’Iran nega dal canto proprio danni alle infrastrutture belliche sull’isola, pur minacciando di potere “ridurre in cenere” le infrastrutture petrolifere legate agli Usa in Medio Oriente; colpite nelle ultime ore diverse basi Usa, come quella di Al Dhafra negli Emirati Arabi Uniti, dove Teheran rivendica il diritto a bombardare “porti e infrastrutture energetiche” dell’Emirato, il più stretto alleato di Usa e Israele nell’area. Raid iraniani si segnalano anche in Qatar, Dubai, Arabia Saudita (qui 5 aerei cisterna Usa colpiti a terra nella base aerea Prince Sultan) e Iraq; qui un drone di milizie sciite irachene ha colpito l’ambasciata Usa a Baghdad.
Dentro l’Iran invece l’agenzia di stampa statale Fars sostiene che la polizia ha ucciso (“neutralizzato”) 11 persone, arrestandone 54, definiti genericamente “sostenitori di Reza Pahlavi”, figlio dell’ultimo scià e da decenni in esilio. Per la Fars “stavano presumibilmente pianificando rivolte nel Paese”. Altre due persone sono state fermate con l’accusa di spionaggio per conto di Israele e degli Stati Uniti e di aver fotografato “siti importanti”.
Sulla situazione interna ed esterna all’Iran l’intervista di Radio Onda d’Urto a Beehrooz Sarabi, compagno iraniano del collettivo “Together for Iran – Donna, Vita, Libertà” di Milano. Ascolta o scarica
