MEDIO ORIENTE: USA E IRAN ANNUNCIANO 15 GIORNI DI CESSATE IL FUOCO. ISRAELE ATTACCA ANCORA LIBANO E PALESTINA
In Iran si fermano, dopo 40 giorni, le bombe e si torna a un tavolo negoziale,
per 15 giorni. Trump ha dato l’ok a 2 settimane di cessate il fuoco, non è
chiaro da quando, mediato dal Pakistan. Washington precisa che lo stop vale “a
condizione che l’Iran acconsenta all’apertura immediata e completa dello Stretto
di Hormuz” (in foto). L’Iran ha accettato la proposta anche grazie
all’intervento della Cina. Il primo round di trattative per un accordo
complessivo è previsto a Islamabad venerdì. Dovrebbero esserci il vicepresidente
JD Vance, oltre a Witkoff e Kushner.
Il commento su Radio Onda d’Urto del giornalista iraniano Ahmad Rafat, fondatore
dell'”Iniziativa per la libertà d’espressione in Iran”. Ascolta o scarica.
Ad annunciare l’intesa è stato il premier del Pakistan, Shehbaz Sharif, che
parla di cessate il fuoco immediato e ovunque, “inclusi il Libano e altrove”.
Subito Israele prova, come già fatto in Palestina e nello stesso Libano, a
minare l’accordo per tornare alla guerra totale e permanente; Netanyahu prima si
dice “sorpreso” dall’accordo, obbligato ad accettarlo dagli Usa, ma “sul Libano
nessun’intesa”. All’alba nuovi raid, con 8 morti e 22 feriti a Sidone, con il
totale delle vittime dal 2 marzo arrivato a 1538 morti e 3mila feriti.
La corrispondenza da Beirut, per Radio Onda d’Urto, di David Ruggini,
capomissione di Un Ponte Per in Libano. Ascolta o scarica.
Anche in Iraq l’accordo vale, tanto che le milizie sciite fanno sapere di avere
aderito al cessate il fuoco. Sempre in Iraq dopo 7 giorni di prigionia la
giornalista americana Shelly Kittleson è libera. Khataib Hezbollah, che l’ha
rapita il 31 marzo a Baghdad, ne ha annunciato il rilascio. In cambio della
liberazione di alcuni prigionieri del gruppo e a condizione che la reporter
lasci il Paese
Così la situazione, fluida, dentro e fuori dall’Iran. Di Palestina invece non
parla nessuno: Trump torna a minacciare la Resistenza palestinese, imponendo la
resa e il disarmo totale, mentre Israele continua a colpire, tanto in
Cisgiordania (3 feriti a Masafer Yatta e raid di coloni e polizia vicino a
Betlemme) quanto a Gaza, dove torna a scarseggiare il cibo visto il perdurare
dello stop ai valichi, mai riaperti davvero nonostante l’accordo ormai di
ottobre. L’Oms rilancia l’allarme sanità per le condizioni drammatiche in cui
vivono oltre 2 milioni di palestinesi.
L’aggiornamento da Gaza di Sami Abu Omar, nostro collaboratore dalla Striscia di
Gaza e cooperante di diverse realtà solidali italiane Ascolta o scarica
Sul fronte economico, l’Iran dovrebbe riaprire nelle prossime ore lo Stretto di
Hormuz, in accordo con l’Oman, altro paese rivierasco. Sui mercati il petrolio
perde il 18%, scendendo sotto i 95 dollari al barile. Il gas (-16%) è invece
sotto i 45 dollari. Cresce di valore, dopo settimane di crollo, il Bitcoin,
sopra i 70mila dollari.