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La versione di Quintiliano alla maturità: come parlare di guerra anche con la musica
Ha suscitato qualche perplessità la scelta da parte del Ministero di sottoporre come seconda prova per il Liceo Classico una versione di Quintiliano in cui si elogia l’uso militare della musica. Il passo è tratto dall’Institutio oratoria, un’opera in cui l’arte del parlare viene posta all’interno di un vero progetto educativo della persona che deve essere conscia del potere della parola pronunciata in pubblico e per tale ragione deve possedere un sapere ed un’etica ben strutturata. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università non possiamo non chiederci il perché da un’opera così ricca di spunti sul rapporto tra cittadinanza e società civile si sia andato a scegliere un passo in cui l’autore si concentra sul tema della guerra e della vita militare. Per non parlare del fatto che nella versione scelta c’è un rimando esplicito a Licurgo le cui leggi per la società spartana proponevano un’educazione per i giovani estremamente rigida, imperniata su una commistione tra vita civile e militare. D’altronde in un’epoca di riarmo e con la prospettiva di un nuovo consistente arruolamento non ci dovremmo stupire che si sia andati a scegliere proprio un passo del genere. Certo dispiace pensare che in un momento così importante come la maturità – momento che dovrebbe aprire le porte alla vita adulta – studenti e studentesse si debbano ancora una volta confrontare con modelli di vita che li vedono irregimentati e pronti a diventare carne da cannone. Come Osservatorio ci auguriamo invece un futuro migliore per una gioventù che dovrebbe ascoltare la musica di una vita fatta di felicità, convivenza pacifica e cooperazione. Ci troviamo invece di fronte a continui richiami ad un domani in cui si sente solo il lugubre suono della morte e della distruzione. Fonte: https://www.repubblica.it/cronaca/2026/06/19/news/federico_condello_versione_latino_maturita_2026_intervista-425420882/ Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Maturità: un rito di passaggio ancora centrale nell’immaginario degli studenti
Le ragazze e i ragazzi che sono in questi giorni alle prese con l’Esame di Maturità sono 527.747, un dato in aumento dello 0,6% rispetto ai 524.415 del 2025. In particolare, i candidati interni sono 513.738, mentre lo scorso anno erano 511.349 (un aumento dello 0,5%). Gli esterni sono 14.009 rispetto ai 13.066 del 2025 (un aumento del 7,2%). Le maturande e i maturandi del Liceo sono 273.959, dei Tecnici 167.104 e dei Professionali 86.684. Le 13.996 commissioni d’Esame sono composte da un Presidente esterno, da due membri esterni e due interni all’Istituzione scolastica: https://www.mim.gov.it/web/guest/-/-maturita-2026-al-via-il-18-giugno-con-la-prova-di-italiano-i-candidati-sono-oltre-527-mila. L’esame di maturità che, come si legge sul sito del Ministero, dovrebbe “verificare conoscenze, abilità e competenze specifiche di ogni indirizzo di studio, ma anche il grado di maturazione personale, autonomia e responsabilità degli studenti”, continua ad occupare uno spazio rilevante nell’immaginario delle giovani generazioni, nonostante siano rari i casi in cui il maturando non riesca a superarlo. Nell’anno scolastico 2024-2025, è stato ammesso il 96,5% degli studenti scrutinati e si è diplomato il 99,7% dei candidati. La non ammissione e la bocciatura si configurano dunque come eventi residuali all’interno del sistema scolastico italiano. La sostanziale certezza del conseguimento del diploma non sembra tuttavia aver svuotato di significato l’esame di maturità che continua a rappresentare, agli occhi di molti studenti, un momento che sancisce la conclusione dell’esperienza scolastica e l’ingresso in una nuova fase della vita. Tra gli studenti permane quantomeno il riconoscimento della sua funzione simbolica: il 58,3% considera la maturità una tappa importante del proprio percorso di crescita. Vi è anche però chi (il 41,7%) la ritiene un rito ormai privo di una reale utilità. È quanto emerge da una indagine realizzata dal CENSIS nell’ambito del progetto Iride “La scuola vista dai giovani” su più di 8.000 studenti delle secondarie di II grado. Per i diplomati la maturità continua ad essere un’esperienza significativa ma non indispensabile. Tra i diplomati di età compresa tra i 18 e i 24 anni la maturità continua a essere associata a un importante momento di transizione. Il 58,0% la considera un’opportunità di crescita e un trampolino di lancio verso il futuro e il 62,5% la identifica come il passaggio all’età adulta. Accanto a questa lettura si affianca però il ricordo dell’intensità emotiva che accompagna l’esame: per il 72,0% dei diplomati la difficoltà principale non risiedeva nella prova in sé, ma nella gestione dello studio e dell’ansia da prestazione. È tuttavia proprio tra coloro che la maturità l’hanno già vissuta che emerge una valutazione più critica della sua funzione: il 51,9% ritiene che l’esame non lasci oggi alcun ricordo particolarmente significativo nella maggioranza dei giovani e il 49,8% sostiene che potrebbe essere abolito senza che ciò comporti una perdita effettiva nel percorso scolastico. Si delinea così una condizione apparentemente paradossale. La maturità continua a essere riconosciuta come un rito di passaggio e come un’esperienza ad alta intensità simbolica, ma al tempo stesso vede indebolirsi la propria legittimazione sul piano della funzione concreta. Proprio questa tensione tra valore simbolico e utilità percepita sembra rappresentare oggi uno dei tratti più significativi del rapporto che le nuove generazioni intrattengono con l’esame conclusivo del secondo ciclo di istruzione. Il CENSIS ricorda la protesta dei maturandi che, nell’estate del 2025, vide alcuni maturandi rinunciare volontariamente alla prova orale avendo già acquisito il punteggio necessario per il superamento dell’esame. Un “episodio che ha assunto, sottolinea il CENSIS, il significato di una contestazione nei confronti di una scuola percepita come eccessivamente centrata sulla prestazione e sul voto. La posizione degli studenti intervistati appare, su questo aspetto, articolata, ma nel complesso prevale un’approvazione nel principio ma non nel metodo. Il 73,8% degli studenti si dichiara favorevole alla protesta, nonostante una parte consistente di essi – il 42,1% – esprima qualche dubbio sulla correttezza nei confronti di chi ha sostenuto regolarmente la prova orale. Il 57,2% ritiene che quella protesta abbia rappresentato una modalità efficace per denunciare le criticità della scuola attuale, mentre il 42,8% ritiene che il cambiamento non possa essere perseguito attraverso iniziative di questo tipo. Il dissenso netto riguarda poco più di un quarto degli intervistati (26,2%). Non emerge tanto una contestazione dell’esame in sé, quanto piuttosto una riflessione critica sul peso attribuito alla valutazione e sulle modalità attraverso cui essa viene vissuta all’interno della scuola”. Qui per approfondire i dati del CENSIS: https://osservatorioiride.it/news/maturit%C3%A0-un-rito-di-passaggio-ancora-centrale-nell-immaginario-degli-studenti. Giovanni Caprio
June 25, 2026
Pressenza
MATURITÀ 2026: STUDENTI E STUDENTESSE IN SCUOLE AL 90% SENZA CLIMATIZZAZIONE. LA TESTIMONIANZA DEL PROF. CHRISTIAN RAIMO
Il caldo implacabile espone ancora una volta l’inadeguatezza della climatizzazione nelle scuole italiane. Le temperature altissime di questi giorni continuano a far soffrire studenti e insegnanti durante le prove di maturità. Sono in totale 527.747 studenti e studentesse alle prese con le prove finali presso gli istituti superiori italiani. In risposta alle condizioni lamentate dal personale scolastico, il 19 giugno il ministro dell’istruzione e del merito Valditara ha dichiarato in un’intervista a Skuola.net che “con i fondi del Pnrr sono sempre più numerose le scuole dotate di aria condizionata”. Gli Open Data del Ministero dell’Istruzione e del Merito però lo smentiscono: 3.966 dei 61.308 totali risultano dotati di condizionatori, meno di una scuola su 10. Come racconta il docente romano Christian Raimo ai microfoni di Radio Onda d’Urto, alle prese con la maturità, “per garantire un clima adatto allo svolgimento delle attività di didattiche è stato il personale scolastico a dover trovare delle soluzioni, come portare ventilatori da casa o forzare l’apertura delle finestre per consentire ai propri studenti di respirare”. Christian Raimo, docente di un liceo romano e scrittore. Ascolta o scarica.
June 24, 2026
Radio Onda d`Urto
[Ora di buco] Dipende dalla classe (1/2: trasmissione intera)
Puntata dedicata alla presentazione del libro "Dipende dalla classe - Manifesto per una scuola anticlassista" di Michele Arena, edizione Il Margine. Con l'autore parliamo di classi sociali, di povertà educativa e ancor più materiale, di mancanza di risposte sistemiche, politiche ed economiche di chi governa la scuola, della necessità di riconoscere il posizionamento di ciascuna/o docente e di decostruire lo sguardo sulle/sugli studenti. In conclusione un commento sulle tracce della maturità e sull'uscita - decisamente avventata - del ministro sulla libertà di espressione.
June 23, 2026
Radio Onda Rossa
Testimonianze dello scolasticidio a Gaza: esame di maturità sotto le bombe
Uno dei fenomeni più tragici che si è verificato a Gaza negli ultimi 2 anni è lo scolasticidio. Il sistema scolastico a Gaza è stato uno degli obiettivi degli attacchi di Israele, con il 97% delle scuole e delle università danneggiate o distrutte e l’impossibilità ormai per il terzo anno consecutivo di offrire lezioni regolari ai 625.000 allievi e allieve delle scuole e ai 90.000 studenti e studentesse universitarie. In questi due anni è saltato ovviamente anche l’esame di maturità, il famoso tawjihi. Ma lo scorso settembre, il ministero dell’Istruzione e l’UNDP, l’agenzia ONU per lo sviluppo umano, sono riuscite a organizzarlo in modalità online. Ben 27.000 studenti e studentesse si sono iscritti/e all’esame che è durato dieci giorni per dare modo a tutti di sfruttare la poca connessione internet disponibile.  Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università desideriamo sottolineare come la guerra, oltre alle morti ed alle privazioni materiali, produca anche un’ingiusta interruzione dei diritti di chi è più giovane e vede sospendere la propria vita in uno degli aspetti fondamentali, che è appunto il diritto allo studio. E quando i bombardamenti arrivano a colpire ospedali, scuole e università, allora vuol dire che si è davanti a qualcosa di veramente disumano e disumanizzante.  Ma sotto le bombe e di fronte ai carri armati, i giovani palestinesi di Gaza hanno voluto imporsi ancora una volta su occupazione e genocidio. E noi vogliamo condividere l’importanza di queste loro testimonianze. raccolte nel video raggiungibile su Meta al link di seguito: https://www.facebook.com/share/v/1FdsqsdfUN. IN VISTA DEL 4 NOVEMBRE, LO RIBADIAMO: LA GUERRA È NEMICA DELL’ISTRUZIONE. TENIAMOLA FUORI DALLE SCUOLE E DALLE UNIVERSITÀ, IN TUTTE LE SUE FORME! Giuseppe Curcio, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
RIENTRO A SCUOLA TRA DIVIETO DEI CELLULARI, NUOVA MATURITÀ E PROBLEMI ATAVICI
E’ suonata la campanella per studenti e studentesse di Regione Lombardia, oltre che per il personale scolastico e docenti.  La maggior parte degli studenti farà rientro in classe il 15 settembre, per il primo giorno di scuola. I problemi atavici non sono scomparsi – precariato, strutture fatiscenti, scarse risorse e classi pollaio -, mentre l’ultima crociata di Valditara, contro i cellulari, sta ulteriormente creando difficoltà agli istituti, senza fondi, indicazioni chiare e spazi ad hoc per rispettare il diktat del ministro, esteso alle superiori e motivato con “la tutela della salute e dell’apprendimento”; un approccio che soppianta la pur necessaria educazione digitale con un approccio puramente repressivo e negazionista delle tecnologie Prima della circolare che vieta l’utilizzo dei cellulari in classe, il mondo dell’istruzione ha subito l’ennesimo scossone con il Decreto Scuola che prevede, tra le altre misure, la riforma della maturità. Il commento di Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete Studenti Medi. Ascolta o scarica.
September 12, 2025
Radio Onda d`Urto
Non chiamiamola ‘Maturità’
Personalmente, ho un buon ricordo del mio esame di maturità. Allo scritto d’italiano mi capitò per tema una frase di Gramsci sullo studio della storia. Non poteva andarmi meglio. All’orale, la commissione si dimostrò obiettiva e corretta, ascoltandomi esporre con sicurezza pari solo alla mia ingenuità un programma articolato su […] L'articolo Non chiamiamola ‘Maturità’ su Contropiano.
July 15, 2025
Contropiano
DESENZANO (BS): BOICOTTA L’ESAME ORALE PERCHÈ CONTRARIO ALLA “CONCEZIONE PUNITIVA E REPRESSIVA” DELLA SCUOLA
Continuano ad emergere su quotidiani e televisioni nazionali nuovi casi di studenti e studentesse delle scuole superiori che si sono rifiutate di sostenere l’esame orale alla maturità. Hanno preferito accontentarsi di un voto appena sufficiente ottenuto con il curriculum scoltastico e le prove scritte. Diserzioni alla maturità anche in provincia di Brescia. Contrario ad una concezione “ottocentesca, punitiva e repressiva” del sistema scolastico Enea, ormai ex studente del liceo di Stato Girolamo Bagatta di Desenzano del Garda, si è rifiutato di sostenere l’esame orale. La decisione è stata presa dopo aver sostenuto gli esami scritti, durante i quali aveva ottenuto un punteggio “inferiore alla media di tutto l’anno precedente”, in particolare durante la prima prova. Dopo aver sostenuto i due esami scritti, Enea aveva già il punteggio necessario per la promozione. Per lui non era quindi fondamentale sostenere l’orale, che avrebbe contribuito unicamente ad alzare il voto finale. Contro le defezioni di studenti e studentesse si era schierato il Ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara, che ha già minacciato chi rifiuterà l’orale il prossimo anno: saranno bocciati. La testimonianza di Enea, che ha appena terminato gli esami di maturità presso il liceo Bagatta di Desenzano del Garda. È militante nel Collettivo Gardesano Autonomo e nel Fronte della Gioventù Comunista. Ascolta o scarica
July 14, 2025
Radio Onda d`Urto