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MILANO: PRESIDIO DAVANTI A PALAZZO MARINO “CONTRO SFRATTI, SGOMBERI E SPECULAZIONI”
Presidio giovedì 16 luglio, alle 17:30, davanti a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, promosso dall’Assemblea cittadina di lotta per la casa e gli spazi sociali. L’iniziativa arriva in un momento di crescente pressione sulle realtà autogestite della città, dopo una serie di minacce di sgombero e sfratto che hanno coinvolto spazi sociali e occupazioni abitative, fino al recente sgombero del Socs26 all’interno dell’Università Statale. Lo slogan scelto per il presidio è “Contro sfratti, sgomberi, speculazione e corruzione“, al centro infatti la denuncia di un modello di sviluppo urbano fondato sulla speculazione immobiliare e finanziaria, che sottrae spazi alla socialità e al diritto all’abitare per favorire investimenti privati, edilizia di lusso e affitti turistici. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto abbiamo presentato l’iniziativa di Piazza con Elena, compagna del Centro Sociale Cantiere. Ascolta o scarica. Alle ore 18 ci siamo collegati con il presidio davanti a Palazzo Marino, Milano. Dall’altra parte del telefono c’era Rocco, compagno di T28. Ascolta o scarica.
July 16, 2026
Radio Onda d`Urto
MILANO: IL CSA VITTORIA LASCIA LA STORICA SEDE DI VIA MURATORI, LIBERATA NEL 1995
Il Csa Vittoria di Milano, dopo 31 anni, lascia la storica sede di via Muratori, liberata nel 1995. A dirlo un comunicato di compagne e compagni, dove si legge: “Dopo 31 anni lasciamo casa nostra, la nostra bellissima sede di via Muratori dove è passato e si è confrontato un intero movimento e un pezzo di storia milanese. Non nascondiamo il nostro forte disagio nell’abbandonare quelle mura piene di murales e di slogan di contenuto ma il Vittoria siamo noi. Le compagne e compagni che dal 1995 a Milano hanno provato ad  assumersi la responsabilità di tenere la “barra a dritta”, ideologicamente e politicamente, con scelte che ci hanno fatto dividere e poi riavvicinare, separarci e poi riabbracciarci, con le altre realtà in un rapporto di confronto dialettico sempre trasparente ma anche sempre rigoroso”. In attesa di novità nelle prossime settimane, il Csa Vittoria spiega che “le cose cambiano. Un nuovo capitolo della nostra storia dunque, ma il Vittoria siamo noi e quindi muta lo spazio ma non la nostra dimensione politica comunista e la nuova sede sarà un nuovo stimolo per ragionare, valutare, confrontarci tra di noi e proporre all’esterno e alle compagne e compagni che saranno al nostro fianco, analisi e pratiche sul come incidere sul presente di guerra e sfruttamento per ribaltare il tavolo di comando della classe al potere”. Su Radio Onda d’Urto intervista a Elio Lupoli, compagno del Csa Vittoria di Milano.  Ascolta o scarica
June 23, 2026
Radio Onda d`Urto
Roma, sgomberato L38 Squat
Polizia e ATER demoliscono uno storico luogo di lotta e mutualismo mentre il quartiere resta segnato da case vuote, degrado e assenza di manutenzione. All’alba di questa mattina Roma si …
[2026-04-22] Assemblea cittadina ad Acrobax @ LOA Acrobax
ASSEMBLEA CITTADINA AD ACROBAX LOA Acrobax - Via della Vasca Navale 6, Rome, Metro B San Paolo (mercoledì, 22 aprile 18:30) Assemblea cittadina mercoledì 22 aprile ore 18:30 @loa_acrobax Abbiamo provato a mantenere la promessa fatta e cercare di restituire quanto emerso nella grande assemblea dello scorso 25 marzo. Il testo che trovate nelle slide non sarà completo, ne esaustivo, non è breve, ne sufficiente a rappresentare la complessità della galassia di pratiche e realtà attive in questa nostra enorme città. Ma “una cosa è certa: per essere all’altezza della sfida che abbiamo davanti, non possiamo restare ferm3! Non possiamo restare al margine! Non possiamo avanzare solo divis3 e in ordine sparso! Ce lo dicono le piazze di questo autunno per la Palestina. Ce lo dicono le maree transfemministe dell’8 marzo. Ce lo dicono le manifestazioni contro i re e le loro guerre. Per poter navigare nella tempesta abbiamo bisogno di rotte e strategie comuni da mettere in pratica. Per questo sarà necessario continuare a confrontarci e attivarci su alcune delle proposte emerse. Per essere insieme ancora una volta spina dorsale e infrastruttura dei movimenti. Per tornare in piazza insieme e affermare il modello di città, di vita e di società che vogliamo!”
April 17, 2026
Gancio de Roma
Acrobax, una scommessa vinta
Alla fine degli anni ’20 del secolo scorso nello stadio della Rondinella al Flaminio i levrieri diventarono protagonisti della stagione mondana romana. Le corse che si svolgevano al cinodromo e le scommesse legate a quelle corse, piacquero molto ai romani e alle romane. Il popolo insieme alla borghesia, padri e madri di famiglia accanto alla malavita, e persino l’aristocrazia romana, si riversavano in massa intorno alla pista dove i poveri animali erano costretti a correre dietro una falsa preda. I levrieri appartenevano a una razza canina di gran moda all’epoca, soprattutto tra le ricche signore dell’alta borghesia e dell’aristocrazia romana. Per quasi trent’anni quelle corse distribuirono gioie e dolori a chi giocava piccole o grandi somme, fino a quando furono sfrattate per fare posto alle strutture sportive per i giochi Olimpici previsti nel 1960. La nuova sede fu trovata nella zona di Ponte Marconi dove furono realizzate le piste per i levrieri e i campi da gioco all’interno del circuito. L’impianto continuò ad attirare spettatorə e scommettitorə di ogni tipo e fu scelto per girare alcune scene di film come Il commissario diretto da Luigi Comencini nel 1962. La storia del cinodromo di via della Vasca Navale finisce nel 2002, quando la società che lo gestiva abbandona quell’attività, che aveva perso oramai l’interesse del pubblico. > Un collettivo di giovani studentə e lavoratorə precarə pensarono subito che > quella struttura non meritasse di essere abbandonata e condannata a diventare > uno dei tanti ruderi urbani di Roma e decisero di prendersene cura per farla > diventare quella che è oggi. In quel luogo si è scommesso ancora e stavolta la > scommessa è stata vinta. L’occupazione avviene nel novembre del 2002 e da allora un lungo lavoro trasforma quel posto in uno spazio aperto alla città, dove è possibile praticare attività sportive, ascoltare e produrre musica, partecipare ad attività culturali. Ma anche un luogo di elaborazione politica, dove si analizza la trasformazione urbana e sociale della città. Nasce Acrobax project. In quell’ansa sulla riva destra del Tevere accanto agli immensi edifici che ospitano le facoltà di Roma Tre e gli alloggi per chi le frequentano, continua a vivere una realtà che è stata capace di realizzare quei servizi pubblici e sportivi, che il piano regolatore approvato nel 2008 prevedeva fossero costruiti in quell’area di proprietà pubblica. Sappiamo bene però che l’amministrazione preferisce affidare le aree pubbliche a promotori immobiliari privati che le utilizzano per produrre enormi profitti, come vorrebbero fare nell’area degli ex-Mercati generali. Acrobax, come altri spazi sociali è nella lista degli sgomberi ritenuti urgenti dal Viminale dal 2016. Da allora la minaccia di sgombero non gli ha impedito di continuare nelle attività. La squadra di rugby con i suoi cento e più tesseratə ha continuato ad allenarsi nel campo realizzato alle spalle dell’edificio. La palestra con i corsi di boxe, kick boxing, ginnastica, yoga è funzionante e frequentata da adultə e giovanissimə. La sala musica Renoize Project, sala prove e studio di registrazione, che ha il nome di Renato Biagetti assassinato dai fascisti sulla spiaggia di Focene nel 2006.  > Acrobax è promotore ogni anno di centinaia di assemblee e momenti di confronto > tra collettivi della città ed è l’anima di Renoize, un festival politico > culturale antifascista per ricordare Renato, che al termine di ogni estate > riempie di migliaia di persone il vicino Parco Schuster. Oggi Acrobax torna a essere minacciato e la minaccia viene dal governo fascista che sa come gli spazi sociali rappresentino l’opposizione determinata a impedire che sia cancellato ogni spazio di libertà. Come è avvenuto a Milano con lo sgombero del Leoncavallo e a Torino con quello di Askatasuna si vuole colpire a Roma una delle realtà più vive e attive. > Tutto questo non avviene a caso, ma in un preciso momento, quello in cui le > flottiglie per Gaza stanno per ripartire e Acrobax è il perno attorno al quale > molta della solidarietà costruita nel settembre scorso ha ruotato e sta > tornando a ruotare. Lo stesso momento in cui con una pioggia di denunce e di > teoremi giudiziari sta colpendo chi era in prima fila in quelle manifestazioni > in autunno. Nel comunicato di lancio delle prossime attività il collettivo di Acrobax scrive: «Articoli di giornale con illazioni su presunte indagini giudiziarie, la lista degli immobili da sgomberare (redatta dall’allora prefetto Piantedosi ora ministro dell’interno) che ricompare su giornaletti e giornalacci; influencer prezzolati che ci dedicano i loro sproloqui; giornaliste d’assalto alla ricerca di scoop che si insinuano di nascosto; pattuglie in borghese fuori dallo spazio; pressioni relative alla gestione dell’ordine pubblico in vista delle prossime mobilitazioni nazionali e della ripartenza della Global Sumud Flotilla. In questo quadro, una realtà come Acrobax, diventa di slancio una priorità da colpire. Una realtà che ha spinto e continuerà a spingere sempre in direzione ostinata e contraria al Governo neo- fascista di Fratelli d’Italia. E lo facciamo con determinazione insieme a tutto quel tessuto sociale che ha riconosciuto e combatte un indirizzo nazionale e internazionale che vuole fascistizzare la società. Da Israele all’Ungheria, dall’Italia all’Argentina, fino ad arrivare agli Stati Uniti». > In uno scenario così complesso l’alternativa rimane quella di costruire > convergenza, dentro e fuori l’ex- Cinodromo, perché la Roma antifascista degli > spazi sociali, della democrazia diretta, dell’autonomia, della solidarietà > dell’autorganizzazione non è disposta a cedere i suoi spazi, a rinunciare > quell’idea di città e quel tessuto di relazioni che ha costruito negli anni. Continua il comunicato: «Ma noi acrobatɜ da anni abbiamo imparato a camminare sul filo, da anni abbiamo chiaro il nostro di obiettivo che è costruire e non distruggere: costruire una comunità larga, solidale e accessibile, fatta di relazioni, di sport popolare, di musica, di cultura, di elaborazione e riflessione politica, di condivisione. Capace di trasformare, persino migliorare e supportare la vita di chi lo attraversa. Capace di mettersi in rete con altre realtà per dare corpo e sentimenti alla possibilità, oltre l’utopia, di un mondo dove il fascismo non abbia più ragion d’essere.[…] “Non si sgombera un’idea” dicevamo qualche anno fa. E, a distanza di più di cinque anni, lo confermiamo convintamente perché avevamo e abbiamo chiara l’indicazione degli zapatisti: Niente per noi, tutto per tutti! Pensiamo che non si possa accettare di cadere unə alla volta, sarebbe ferita troppo profonda per noi stessɜ e per la nostra città. Sappiamo invece quello che ci hanno insegnato le maree: possiamo trasformare Roma, e non solo, avanzando tuttɜ insieme». Gli appuntamenti finora organizzati per mobilitarsi contro l’attacco in corso sono due: Mercoledì 25 marzo alle 18.00 per una assemblea pubblica Sabato 27 e Domenica 28 marzo per Acrobax città aperta, due straordinarie giornate dentro e fuori l’ex-Cinodromo. La copertina è di Andrea Cuomo (Flickr) SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo Acrobax, una scommessa vinta proviene da DINAMOpress.
March 24, 2026
DINAMOpress
Acrobax: non si sgombera un’idea
Riportiamo qui il testo del Laboratorio Occupato e Autogestito Acrobax, scritto dopo aver ricevuto minacce di sgombero da parte della Questura di Roma. Gli appuntamenti di mobilitazione già programmati sono mercoledì 25 marzo alle 18.30 ad Acrobax per una assemblea cittadina su sgomberi e minacce repressive ma, sopratutto, su possibilità, alternative e lotta. A seguire, domenica 29 marzo per “Acrobax città aperta” – una (stra)ordinaria giornata dentro e fuori dall’ex-cinodromo della Capitale. Mentre nel mondo, sopra le nostre teste, si giocano battaglie di potere e venti di guerra spirano in tutte le latitudini, il piano del governo italiano, che evidentemente ha bisogno di nemici interni per avere carte in più da giocare nella sfida elettorale, va avanti. Come se fosse un gioco di ruolo si stabiliscono gli obiettivi di quella che è una rivincita personale, ma anche una necessità: eliminare le “sacche di resistenza”, togliere di mezzo chi si permette ancora di esprimere il proprio dissenso, chi costruisce quotidianamente una alternativa e la rende possibile. Qualcunə in questi anni l’ha definita anomalia romana, quel complesso ecosistema di spazi sociali e case occupate, associazionismo dal basso, comitati di quartiere che come piccoli (grandi) neurotrasmettitori costruiscono connessioni, generano impulsi, attivano percorsi, costruiscono possibilità per tuttɜ, in una metropoli complessa e indebitata, laddove ci sarebbe solo cemento, degrado o abbandono. In questi primi mesi dell’anno questa anomalia romana comincia a essere messa sotto pressione e, dopo aver puntato il faro su Spin Time ed L38 e aver sgomberato ZK, ora lo spazio LOA Acrobax viene identificato come il prossimo tassello di quella guerra alle occupazioni che ha preso il via la scorsa estate con il Leoncavallo, è continuata con Askatasuna, il presidio del Pilastro di Bologna, minaccia Officina99 a Napoli e adesso punta su Roma. Articoli di giornale con illazioni su presunte indagini giudiziarie, la lista degli immobili da sgomberare (redatta dall’allora prefetto Piantedosi ora ministro dell’interno) che ricompare su giornaletti e giornalacci; influencer prezzolati che ci dedicano i loro sproloqui; giornaliste d’assalto alla ricerca di scoop che si insinuano di nascosto; pattuglie in borghese fuori dallo spazio; pressioni relative alla gestione dell’ordine pubblico in vista delle prossime mobilitazioni nazionali e della ripartenza della Global Sumud Flotilla. In questo quadro, una realtà come Acrobax, diventa di slancio una priorità da colpire. Una realtà che ha spinto e continuerà a spingere sempre in direzione ostinata e contraria al Governo neofascista di Fratelli d’Italia. E lo facciamo con determinazione insieme a tutto quel tessuto sociale che ha riconosciuto e combatte un indirizzo nazionale e internazionale che vuole fascistizzare la società. Da Israele all’Ungheria, dall’Italia all’Argentina, fino ad arrivare agli Stati Uniti. Perché? Perché siamo contro l’economia di guerra che ci stanno imponendo. Perché? Perché siamo consapevoli della precarietà che permea il mercato del lavoro e le nostre vite; consapevoli della pressione fiscale che aumenta, erodendo sempre di più un welfare già impoverito che non permette alle nuove generazioni neanche di immaginarlo, un futuro stabile. Perché? Perché abbiamo ben presente l’idea di città che vogliamo, contro speculazioni, studentati di lusso e consumo di suolo. Perché? Perché laddove chiudono spazi noi li apriamo, spalancando orizzonti e tracciando percorsi di liberazione. Ci vogliono precariɜ perché sanno che laddove manchi un baricentro stabile la reazione è inibita, il timore di non avere il tempo cresce e la forza di immaginare altro si affievolisce, fino a spegnersi. > Ma noi acrobatɜ da anni abbiamo imparato a camminare sul filo, da anni abbiamo > chiaro il nostro di obiettivo che è costruire e non distruggere: costruire una > comunità larga, solidale e accessibile, fatta di relazioni, di sport popolare, > di musica, di cultura, di elaborazione e riflessione politica, di > condivisione. Una comunità capace di trasformare, persino migliorare e supportare la vita di chi lo attraversa. Capace di mettersi in rete con altre realtà per dare corpo e sentimenti alla possibilità, oltre l’utopia, di un mondo dove il fascismo non abbia più ragion d’essere. Conosciamo il nostro valore politico e sociale. Conosciamo quello che si articola e mobilita nei differenti territori di Roma. Siamo, insieme a tante, tantissime realtà vive e attive, spazio del possibile, antidoto all’avanzata di un capitalismo mortifero, fatto di guerre e genocidio e portato avanti incondizionatamente dagli uomini bianchi eterocis che quel potere lo incarnano nel più viscido dei modi.  Siamo antidoto all’azzeramento dei diritti, antidoto alla povertà educativa e sociale la cui forbice si allarga sempre di più a discapito di quelle soggettività che occupano le fasce più basse della piramide dei diritti e dei privilegi. E in questo momento, invece di immaginare una chiusura difensiva, vogliamo rilanciare e chiamare a raccolta tutte le intelligenze, le lotte e la fantasia collettiva di questa città, non soltanto per noi ma per tuttɜ.  Perché sotto attacco non ci sono solo quattro mura, bensì un’idea di città e di vita che non si può sgomberare, né qui né altrove.  Perché la campagna elettorale non si giocherà sulla pelle dell’idea di città e di vita che quotidianamente rendiamo possibile. Perché vogliamo essere argine alla deriva in cui ci vogliono trascinare. Vogliamo essere un’esplosione infestante di forza, determinazione e bellezza.  «Non si sgombera un’idea» – dicevamo qualche anno fa. E, a distanza di più di cinque anni, lo confermiamo convintamente perché avevamo e abbiamo chiara l’indicazione degli zapatisti: Niente per noi, tutto per tutti! Pensiamo che non si possa accettare di cadere unə alla volta, sarebbe ferita troppo profonda per noi stessɜ e per la nostra città. Sappiamo invece quello che ci hanno insegnato le maree: possiamo trasformare Roma, e non solo, avanzando tuttɜ insieme. La copertina è del L.O.A. Acrobax SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo Acrobax: non si sgombera un’idea proviene da DINAMOpress.
March 18, 2026
DINAMOpress
40 anni fa la polizia uccideva Luca Rossi
il 23 febbraio 1986 un poliziotto della Digos, coinvolto in una rissa spara, e colpisce “per errore” il giovane militante di Democrazia Proletaria.   23 febbraio 1986 Milano, Piazzale Lugano, Bovisa, luogo abituale di spaccio, tre persone all’angolo che discutono, prima con calma poi sempre più animatamente, una delle tre persone è il digos Policino, la discussione finisce in rissa,
February 19, 2026
La Bottega del Barbieri