Renoize 2026: Ricordare, Riconoscersi, Resistere, RipartireRicordare, Riconoscersi, Resistere, Ripartire. Queste quattro parole segnano la
nostra mappa per attraversare quest’anno il festival antifascista Renoize;
quattro parole che fungono da nodi di un unico filo che congiunge le diverse
giornate. Dal 27 agosto sulla spiaggia di Focene, fino al 5 settembre per le
strade di Roma sud che verranno attraversate dal corteo antifascista.
Punti di un percorso che ha come obiettivo quello di costruire un’unica
narrazione, non limitata ai giorni del festival stesso ma che sappia connettersi
con le lotte, i desideri, le battaglie che si stanno conducendo nella nostra
città, in Italia e oltre.
Una prospettiva con uno sguardo non internazionale ma internazionalista, perché
mai come oggi, la solidarietà e la convergenza delle lotte diventa non solo
sostegno ma prospettiva di trasformazione e definizione di un progetto
alternativo al capitalismo e al fascismo.
RICORDARE
Focene – Buena Onda – 27 agosto
La parola ricordare deriva dal latino recŏrdari. Re- (indietro, di nuovo) e
cor/cordis (cuore). Vuol dire quindi tornare a passare dalle parti del cuore
ripassare attraverso il cuore. Tenere quindi accesa la fiamma della memoria, per
mantenere viva la storia di chi non c’è più. Per far sì che quella storia torni
al cuore di chi resta e la trasformi in ingranaggio collettivo: che muove
passioni, realizza sogni, costruisce comunità che resistono.
È questo il rito collettivo in cui il 27 di agosto abbiamo continuato a
ritrovarci e crescere. Lì dove la vita di Renato è stata spezzata da otto
coltellate alla fine di una dance hall sulla spiaggia. Perché si ricordi anche
che questo è il fascismo. Due giovani di 17 e 19 anni, celtica tatuata addosso,
coltelli in tasca. Cresciuti in una cultura di intolleranza e prevaricazione,
nella noia e nel disagio dell’estrema periferia. Una cultura, ormai sdoganata,
non distante da chi in giacca e cravatta o in divisa continua a urlare l’odio
per il diverso, dentro e fuori dalle istituzioni, continuando a fare il gioco
dei padroni. Una cultura violenta, razzista e machista con cui oggi come allora
continuiamo a fare i conti e a lottare.
Ed è li a Focene che ci ritroveremo anche quest’anno nel 20esimo anniversario
dall’omicidio di Renato. Per stringerci ancora una volta sotto le stelle tra le
onde del mare, in nome della vita e dei suoi sogni.
RICONOSCERSI
Loa Acrobax – 3 settembre – Incontro pubblico con diverse persone e collettivi
impegnati in lotte intersezionali e transnazionali, lista in aggiornamento.
Riconoscere se stessə a partire dall’altrə .
Riconoscere le nostre battaglie, i nostri sogni, il nostro sfruttamento negli
occhi di altrə: questa lezione e’ stata condivisa in modo estremamente potente,
dal popolo palestinese sottoposto a un genocidio: quando pensavamo di dover
solidarizzare con la loro lotta di liberazione e abbiamo scoperto che loro hanno
liberato noi.
Hanno liberato innanzitutto energie ma hanno liberato anche connessioni e
strategie per prendere posizione, senza esitazione, contro il genocidio, per
riconoscere la banalità del male, per trovare le parole per definirlo e
combattere per superarlo.
Riconoscersi vuol dire guardare il proprio passato per essere saldə nel presente
e spiccare il volo per il futuro; per quello che riguarda noi, riconoscersi,
vuol dire guardare agli ultimi 25 anni da una data certa, quella di Genova,
2001. Quando e dove abbiamo perso Carlo, dove abbiamo subito un massacro
legalizzato e agito dalla polizia italiana per mandato delle istituzioni
italiane. Ma 25 anni fa è successo qualcosa di molto più importante: è successo
che un intero popolo, quello del mondo, ha avuto ben chiaro quali erano le
prospettive che il capitalismo e il suo sfruttamento avrebbero realizzato.
25 anni dopo quel desiderio di trasformazione,quel desiderio di un altro mondo
possibile, continua a essere punto di riferimento; continua a generare battaglie
e a rappresentare una reale e alternativa possibilità.
E riconoscersi come parte di questa storia è fondamentale per Resistere contro
ogni forma di fascismo.
Foto tratta dalla pagina FB Renato Biagetti #IoNonDimentico, edizione 2025 del
festival
RESISTERE
Loa Acrobax – 4 settembre – Incontro pubblico con diversi comitati e collettivi,
nazionali e internazionali, in lotta per la difesa dei territori, lista finale
in aggiornamento
I nostri territori, al plurale, nelle nostre città, nel paese interno, al di là
del mare e a centinaia di chilometri, continuano a resistere allo sfruttamento e
all’estrattivismo di pochi interessi privati.
Aziende multinazionali continuano incessantemente a riprodurre e innovare metodi
di estrazione di profitto.
Un processo nuovo di “enclosures” continua a stabilire regole per l’ambiente e
per chi vive all’interno di quell’ambiente: soffocare di caldo, quindi, non è
solo una questione climatica. È un modello di sviluppo urbanistico e di
multinazionali e fondi finanziari ma, soprattutto, è una scelta politica.
Di fronte a questo contesto, decine e decine di comitati, realtà sociali, spazi
occupati, piccoli collettivi e singole soggettività continuano a battersi e a
costruire non solo barricate, ma vittorie, piccoli avanzamenti, soprattutto
connessioni. A partire da queste resistenze è fondamentale costruire una cornice
narrativa comune in cui inserire le nostre lotte e avere chiaro qual è il nostro
posizionamento politico, economico e sociale. Dalla condivisione di queste
pratiche di Resistenza si costruisce la possibilità di tornare a salpare insieme
per cambiare le cose. Per non arrendersi al capitalismo e alla sua barbarie.
RIPARTIRE
Loa Acrobax – 5 settembre – Tavoli di lavoro: Free all Antifa, Diritto alla
città, Sciopero sociale, Fermiamo il genocidio.
Ripartire vuol dire trovare non solo le rotte, ma gli strumenti concreti da
condividere per potersi organizzare insieme. Per poter pensare insieme e agire
insieme.
Ripartire vuol dire fare riferimento esplicitamente a quei movimenti che negli
ultimi due anni hanno voluto attraversare i territori per provare a connetterli,
hanno voluto attraversare il mare, insieme a chi si è mobilitato per terra, per
dare vita ad una delle più grandi azioni internazionalista dal secondo
dopoguerra.
Ripartire vuol dire prendere atto dei propri limiti, affrontarli e superarli
insieme.
Ripartire vuol dire progettare e guardare quelli che possono essere orizzonti
comuni, processi collettivi, riconoscere i momenti di forza che si sono
dispiegati negli ultimi mesi in Italia e in tutto il mondo. Ripartire vuol dire
avere un’ambizione di costruire insieme meccanismi e processi collettivi che
sappiano esplicitamente contrapporsi al capitalismo e all’onda nera e
reazionaria che lo difende e propaga.
Ripartire vuol dire affermare collettivamente che c’è la possibilità di
costruire un nuovo modello di società basato sulla condivisione delle risorse e
dei mezzi, della tutela dell’ambiente circostante.
Ripartire, da dove i governi hanno fallito, vuol dire affermare che
materialmente è possibile costruire una società dove il fascismo semplicemente
non sia previsto.
Questo momento sarà un momento di tavoli di lavoro, per riempire la nostra
cassetta degli attrezzi comune, in cui la discussione sia la semina di opzioni e
azioni concrete su cui procedere all’indomani di Renoize.
E infine come non chiudere questi quattro giorni in cui Ricordare, Riconoscersi,
Resistere e Ripartire, se non inondando le strade dei nostri quartieri con un
corteo antifascista che il 5 settembre pomeriggio, celebri un ventennale di
rabbia e amore.
Una manifestazione che consideriamo necessaria, soprattutto per
l’attenzionamento criminalizzante che l’internazionale nera sta agendo nei
confronti del movimento Antifa, per le continue aggressioni e abusi che fascismo
e forze dell’ordine agiscono su persone singole e associazioni, per Maja e per
tutte le persone private della loro libertà perché hanno difeso i propri
quartieri dalla minaccia fascista.
Ai nostri posti ci troverete. Ci vediamo a Renoize.
Immagine di copertina di Daniele Napolitano
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