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L’ONU corregge la proiezione del mappamondo in uso con una più rispettosa di tutti i continenti
L’Assemblea Generale ha compiuto ieri, 4 Settembre,  un passo importante verso la correzione delle distorsioni presenti nelle mappe del mondo di uso comune, in particolare nella proiezione di Mercatore, che si ritiene rappresentino in modo errato le dimensioni relative dei continenti e contribuiscano a una percezione riduttiva dell’Africa e di altre regioni equatoriali. La risoluzione si intitola “Correggere la mappa: riequilibrare la rappresentazione cartografica globale e promuovere un’equa rappresentazione delle regioni del mondo, in particolare dell’Africa” (documento  A/80/L.104 ),  ed è stata adottata con 164 voti favorevoli, 1 contrario (Stati Uniti) e 6 astensioni (Estonia, Georgia, Lituania, Repubblica di Moldova, Serbia, Ucraina). Il documento auspica un uso più ampio delle proiezioni cartografiche a pari area, in particolare della proiezione Equal Earth, nei contesti in cui le dimensioni comparative dei continenti sono rilevanti, inquadrando la questione come qualcosa di più di un semplice problema cartografico tecnico. L’obiezione degli Stati Uniti secondo cui la risoluzione aveva un carattere “fortemente ideologico” è stata considerata ridicola da parte degli studiosi e degli stati membri. La questione della proiezione europocentrica che Mercatore fece nel 1600 (proiezione assolutamente rivoluzionaria per l’epoca dato che per la prima volta si tentava di raffigurare in modo scientifico tutto il pianeta in una sola cartina) fu messa in discussione da James Gall già nel 1855 ma fu grazie al lavoro di Arno Peters che la proiezione di Gall fu pubblicata nel 1974 e divenne la prima proiezione in cui a centimetri quadrati di cartina corrispondono una proporzione esatta di kilometri quadrati di territorio.   Fonte: https://press.un.org/en/2026/ga12779.doc.htm   Pressenza IPA
September 5, 2026
Pressenza
“Mai parlare di Palantir”: il problema  per l’Onu
Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite sta finalizzando il rinnovo quinquennale del suo contratto con la società statunitense di programmi per l’analisi dati Palantir, nonostante le “importanti preoccupazioni sulla riservatezza” sollevate da un’analisi interno del 2025 trapelato. L’analisi, visionata da PassBlue e FRANCE 24, rivela i timori dell’ONU riguardo […] L'articolo “Mai parlare di Palantir”: il problema  per l’Onu su Contropiano.
August 16, 2026
Contropiano
Sulla soglia di un nuovo mondo
Nel presentare questo testo ai nostri lettori c’è la necessità di fare alcune avvertenze. Siamo purtroppo abituati a vedere all’opera, on line, una vis commentatoria che prescinde quasi sempre dalla ragione fondativa di un qualsiasi documento – e quindi dal suo significato politico – per concentrarsi su singole affermazioni. Quella […] L'articolo Sulla soglia di un nuovo mondo su Contropiano.
August 14, 2026
Contropiano
Primo accordo di cooperazione internazionale sull’AI. Senza l’Occidente
Ventinove paesi hanno firmato giovedì a Shanghai un accordo per la creazione dell’Organizzazione Mondiale per la Cooperazione sull’Intelligenza Artificiale (WAICO). Secondo l’accordo, la WAICO sarà un’organizzazione internazionale intergovernativa indipendente con sede a Shanghai. Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, che è anche membro dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del […] L'articolo Primo accordo di cooperazione internazionale sull’AI. Senza l’Occidente su Contropiano.
July 20, 2026
Contropiano
Bombardare sperando che serva a qualcosa
Dopo otto notti di bombardamento si può certamente dire che la guerra (israelo-)americana contro l’Iran è ricominciata su grande scala. Del resto era l’unica cosa vera detta da Trump da quando è nato, in una lettera al Congresso per rispettare l’obbligo di legge che fa scattare – di nuovo, dopo […] L'articolo Bombardare sperando che serva a qualcosa su Contropiano.
July 19, 2026
Contropiano
No, Israele non ha “il diritto di esistere”. Anzi, tutt’altro
A differenza dell’affermazione sionista secondo cui “Israele ha il diritto di esistere”, la mia asserzione si fonda sul diritto internazionale. Naturalmente, data la propensione di Israele a violare tali leggi, non sorprende che continuino a rivendicare un diritto privo di fondamento nella realtà. La notizia che, nel pieno del genocidio […] L'articolo No, Israele non ha “il diritto di esistere”. Anzi, tutt’altro su Contropiano.
July 19, 2026
Contropiano
Zohran Mamdani è pronto a chiedere l’arresto di Netanyahu se andrà a New York per l’Assemblea Generale dell’ONU
Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha dichiarato che sta valutando la possibilità di chiedere l’arresto per il premier israeliano Benjamin Netanyahu qualora si rechi nella città a settembre per partecipare all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. “Credo che il Primo Ministro Netanyahu debba essere processato all’Aia”, ha affermato il sindaco durante la trasmissione The Interview del New York Times, riferendosi al mandato di arresto emesso dei suoi confronti e di quelli dell’ex Ministro della Difesa Yoav Gallant dalla Corte Penale Internazionale per presunti crimini di guerra commessi nella Striscia di Gaza. “È un criminale di guerra e dopo quello che il suo governo ha fatto negli ultimi anni questa è un’opinione condivisa da molti.” Mamdani ha sempre criticato duramente la politica di Israele. Durante la campagna elettorale aveva promesso, se fosse diventato sindaco, di ordinare l’arresto di Netanyahu nel caso avesse visitato la città. Ora ha chiesto il parere dell’ufficio legale della città e avviato delle consultazioni per capire se il sindaco ha l’autorità di ordinare alla polizia locale l’arresto di un capo di stato straniero. “Faremo tutto ciò che la legge ci consente di fare a New York, ma non scriveremo nuove leggi per raggiungere questo obiettivo”, ha precisato. La reazione di Netanyahu non si è fatta attendere: come al solito ha accusato il sindaco di essere un sostenitore di Hamas e un nemico di Israele. Anna Polo
July 18, 2026
Pressenza
La risoluzione Onu per salvare Cuba. L’umanità a un bivio
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che condanna il blocco petrolifero imposto contro Cuba, definendolo una violazione del diritto internazionale e una forma di punizione collettiva incompatibile con i principi della Carta dell’ONU. Il testo prevede inoltre l’attivazione di un ponte umanitario, coordinato dalle agenzie delle Nazioni […] L'articolo La risoluzione Onu per salvare Cuba. L’umanità a un bivio su Contropiano.
July 15, 2026
Contropiano
Mario Paciolla, settimo anno senza giustizia
Per ricordare alla Città, alla Regione, al Governo e a tutte le Istituzioni che un giovane operatore di Pace, scomparso in Colombia nel 2020, ancora attende Verità e Giustizia, ci vediamo mercoledì 15 luglio alle 18.00 all’ex Asilo Filangieri al Vico Maffei 4, Napoli. Sarà una serata di musica e parole, immagini e pensieri, per ricordare a tutti che l’Italia deve impegnarsi e chiedere alle Nazioni Unite di collaborare nelle indagini per stabilire cosa ha veramente determinato la fine di Mario Paciolla, che era in servizio nella missione ONU in Colombia. Lo chiedono con fermezza i genitori Pino e Anna Motta, le sue sorelle, i suoi familiari, gli amici del Comitato e tutti coloro che hanno conosciuto e apprezzato Mario per la sua esuberante umanità. Da Napoli parte un grido di giustizia che non può e non deve fermarsi davanti all’indifferenza delle nostre istituzioni. Lo dobbiamo a tutte le vittime cadute mentre lavoravano per la Pace, per la solidarietà, per l’informazione e per la cultura, uomini e donne che non devono essere dimenticati, ma onorati con l’accertamento della verità sulla loro fine. Saremo in tanti mercoledì sera a Napoli e non ci fermeremo. Festival Del Cinema dei Diritti Umani di Napoli Redazione Napoli
July 14, 2026
Pressenza
Perù: Pedro Castillo: «Hanno orchestrato il mio arresto e la mia immediata destituzione»
L’ex presidente Pedro Castillo ha denunciato sul proprio account X che «lo Stato peruviano ha violato in modo flagrante i suoi diritti umani e che è stato oggetto di un arresto arbitrario mentre ricopriva la carica di presidente della Repubblica, lo scorso 7 dicembre 2022». Castillo Terrones ha preso posizione in seguito al rapporto del Gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria delle Nazioni Unite (ONU), che ha emesso il Parere n. 78/2025 in cui conclude che la sua detenzione è stata arbitraria e ne raccomanda l’immediato rilascio. «I funzionari del sistema giudiziario e le organizzazioni politiche che hanno orchestrato il mio arresto e la mia immediata destituzione hanno agito in modo del tutto illegale, violando l’immunità presidenziale inventando un’inesistente fattispecie di flagranza di reato e di un presunto “sollevamento armato” che non è mai avvenuto, violando in tal modo lo Stato di diritto», sottolinea nel comunicato pubblicato sul suo account su X. L’ex presidente ha chiesto che si dia immediata esecuzione a quanto disposto dal GTDA poiché «quest’ultimo ha adottato tale decisione sulla base del proprio mandato e dei principi universali sanciti dal Patto internazionale sui diritti civili e politici (PIDCP), trattato internazionale vincolante di cui lo Stato peruviano è parte e che è tenuto a rispettare in buona fede, nel quadro dei propri impegni internazionali». Di seguito, il messaggio dell’ex presidente Pedro Castillo alla cittadinanza nazionale e internazionale: «Al popolo peruviano e ai popoli del mondo; alle organizzazioni che difendono i diritti delle persone e dei popoli; e agli organi di amministrazione della giustizia: Io, José Pedro Castillo Terrones, in qualità di presidente costituzionale della Repubblica del Perù, eletto dalla volontà sovrana del popolo, mi rivolgo a voi con la morale alta, la dignità intatta e la fermezza che mi conferiscono la verità storica e la legalità, per annunciarvi una pietra miliare di grande importanza nella lotta per la giustizia di fronte al crollo del sistema democratico nel nostro Paese, di cui sono stato vittima, insieme al mio popolo, negli ultimi anni. Rendo pubblico che il Gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) ha emesso ufficialmente il Parere n. 78/2025 in relazione al mio caso. In questa storica decisione, tale organo internazionale ha stabilito, in modo inequivocabile, che lo Stato peruviano ha violato in modo flagrante i miei diritti umani e che sono stato oggetto di una detenzione arbitraria mentre ricoprivo la carica di presidente della Repubblica, lo scorso 7 dicembre 2022. Questa decisione conferma, in modo inequivocabile, che la mia incarcerazione non ha mai avuto alcuna giustificazione ed è stata effettuata in violazione delle norme fondamentali del costituzionalismo, del procedimento di impeachment, del giusto processo e degli accordi internazionali. Il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite ha adottato questa determinazione sulla base del proprio mandato e dei principi universali sanciti dal Patto internazionale sui diritti civili e politici (PIDCP), trattato internazionale vincolante di cui lo Stato peruviano è parte e che è tenuto a rispettare in buona fede, nel quadro dei propri impegni internazionali. Il mondo è ora a conoscenza delle conclusioni contenute in questo parere e può constatare come i funzionari del sistema giudiziario e le organizzazioni politiche che hanno orchestrato il mio arresto e la mia immediata destituzione abbiano agito in modo del tutto illegale, violando l’immunità presidenziale inventando un’inesistente fattispecie di flagranza di reato e di un presunto «sollevamento armato» che non è mai avvenuto, violando in tal modo lo Stato di diritto. In tal senso, lancio un appello energico ed esorto con fermezza tutti gli organismi nazionali e internazionali per la tutela dei diritti umani, nonché le autorità giudiziarie del Perù, a rispettare immediatamente e ad attuare quanto disposto da questo organo delle Nazioni Unite. Continuare a ignorare questa dichiarazione internazionale non solo aggrava la persecuzione politica nei miei confronti, ma pone lo Stato peruviano in una condizione di aperta ribellione e di violazione del diritto internazionale. Infine, esprimo la mia profonda gratitudine ai milioni di peruviani che non si sono arresi e che hanno compreso chiaramente che tutto ciò che è stato fatto contro di me era inteso a punire il popolo per aver eletto uno dei propri fratelli, i quali, con la loro instancabile lotta nelle strade, la loro fermezza e il loro sostegno morale, sono stati fondamentali affinché la verità internazionale risplendesse di fronte all’ingiustizia. Esprimo inoltre la mia eterna gratitudine per il lavoro svolto dal team legale internazionale. José Pedro Castillo Terrones Presidente costituzionale della Repubblica del Perù (2021-2026)». Redacción Perú
July 12, 2026
Pressenza