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La missione Onu per salvare gli archivi dei rifugiati palestinesi
Il Guardian racconta la corsa contro il tempo dei funzionari Onu per mettere al sicuro l’immenso patrimonio cartaceo, custode della memoria palestinese dalla Nakba a oggi. Milioni di foto, documenti, atti di proprietà, certificati di nascita, di matrimonio e di morte. Un immenso patrimonio che dopo il 7 ottobre rischiava […] L'articolo La missione Onu per salvare gli archivi dei rifugiati palestinesi su Contropiano.
May 21, 2026
Contropiano
Shireen Abu Akle, uccidere la verità: la guerra di Israele…
… contro chi documenta i fatti. di Bruno Lai 11 maggio 2022: c’è una giornalista palestinese da far tacere.     Siamo a metà 2022, ben prima che l’operazione “Diluvio al-Aqṣā” di Hamas, del 7 ottobre 2023, fornisse ad Israele il pretesto per compiere un’aggressione militare senza precedenti contro la Striscia di Gaza. Un’operazione di devastazione che, per il sistematico
Hind: aveva ancora tanti disegni da colorare
di Bruno Lai   3 maggio 2018: nasce Hind Rami Iyad Rajab (in arabo هند رامي إياد رجب‎; 3 maggio 2018 – 29 gennaio 2024), la bambina palestinese che sarà assassinata a 5 anni, nel corso del genocidio a Gaza, da militari dell’esercito di occupazione israeliano. Chi era Hind Rajab? Cosa ha fatto in tempo a fare nella sua breve
A New York la conferenza del Trattato di non proliferazione: l’ora della verità per il disarmo nucleare
Mentre gli arsenali crescono e le potenze nucleari ignorano i propri obblighi, l’XI Conferenza di revisione del Trattato di Non Proliferazione si apre in un clima di allarme: solo il TPAN offre un percorso concreto verso il disarmo. Dal 27 aprile al 22 maggio si svolge a New York, presso la sede delle Nazioni Unite, l’XI Conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP). Rete Pace Disarmo segue con attenzione questo processo come parte della campagna ICAN, Premio Nobel per la Pace 2017, e lo fa con un misto di urgenza e lucidità critica: urgenza, perché il momento non potrebbe essere più grave e lucidità, perché occorre guardare in faccia una realtà scomoda. Un trattato che non funziona più Il TNP è entrato in vigore nel 1970 fondato su una promessa reciproca: i Paesi privi di armi nucleari si impegnavano a non svilupparle, i cinque Stati già dotati di arsenali (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Regno Unito) si impegnavano a eliminarli. Cinquantasei anni dopo, una parte ha mantenuto la parola, l’altra no. Come documenta in dettaglio il “Cornerstone Report” di ICAN, le potenze nucleari hanno usato le conferenze di revisione del TNP per simulare il rispetto degli obblighi di disarmo, attraverso un linguaggio diplomatico costruito per oscurare piuttosto che comunicare, attraverso processi che sostituiscono l’attività ai risultati, attraverso un catalogo permanente di giustificazioni per cui il disarmo è sempre necessario ma mai ancora possibile. Il fallimento del pilastro del disarmo del TNP non è accidentale: è il prodotto di scelte deliberate da parte di Stati specifici. Le due precedenti conferenze di revisione (nel 2015 e nel 2022) si sono concluse senza nessun documento d’accordo. La terza fallisce già in partenza? È la domanda che aleggia sui lavori di queste settimane. La corsa al riarmo che non si può ignorare I numeri sono incontrovertibili. La spesa militare globale ha raggiunto nel 2025 la cifra record di 2.887 miliardi di dollari, secondo i dati del SIPRI, una cifra che equivale a oltre tredici volte l’ammontare totale degli aiuti allo sviluppo nel mondo. Per la prima volta in decenni, il numero delle testate nucleari nel mondo è in aumento. Nel solo 2024, i nove Stati dotati di armi nucleari hanno speso oltre 100 miliardi di dollari per i loro arsenali: un record storico, quasi 10 miliardi in più rispetto all’anno precedente. Lo ha detto con chiarezza il Segretario Generale dell’ONU António Guterres, aprendo la conferenza il 27 aprile: “Le sciabole nucleari risuonano di nuovo. La sfiducia regna. Le norme conquistate con fatica si stanno erodendo. Il controllo degli armamenti sta morendo.” Un quadro impietoso, pronunciato davanti ai rappresentanti di 191 Stati. “Per troppo tempo il Trattato si è eroso. Gli impegni rimangono inadempiuti. La fiducia e la credibilità si assottigliano,” ha aggiunto Guterres, con un appello diretto: “Dobbiamo infondere nuova vita al Trattato.” E ancora, una domanda retorica rivolta all’intera comunità internazionale: “Abbiamo dimenticato che una guerra nucleare non può essere vinta e non deve essere combattuta? Abbiamo dimenticato che le armi nucleari non rendono nessuno più sicuro?”. I Paesi dotati di armi nucleari non si stanno limitando a mantenere i loro arsenali: li stanno modernizzando, potenziando, adattando alle nuove tecnologie. L’intelligenza artificiale e il calcolo quantistico introducono nuovi fattori di rischio che il TNP, nella sua architettura originaria, non è attrezzato ad affrontare. Alcuni governi stanno apertamente valutando l’acquisizione di armi nucleari. L’Europa discute di nuove alleanze nucleari e di dottrine modificate e il Canada ha annunciato forniture di uranio all’India, potenza nucleare non firmataria del TNP. Tutte notizie e tendenze che destano grande preoccupazione. Un’amnesia collettiva pericolosa Guterres ha evocato un’immagine potente: quella di un’amnesia collettiva che ha preso possesso del mondo. Non è passato molto tempo da quando i bambini si esercitavano ad accovacciarsi sotto i banchi in caso di attacco missilistico. Da quando la corsa agli armamenti nucleari ci aveva costretti a costruire rifugi antiatomici. Da quando i test nucleari distruggevano ambienti incontaminati e comunità vulnerabili. Da quando l’umanità viveva sotto l’ombra di un potenziale Armageddon nucleare. Eppure oggi quella memoria si è dissolta. Ed è in questo vuoto che prosperano le retoriche della deterrenza, le giustificazioni per nuove spese, i rinvii sine die del disarmo. All’apertura della conferenza, fuori dall’aula assembleare, gli hibakusha (i sopravvissuti ai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki) hanno allestito una mostra per ricordare ai leader le loro responsabilità. Guterres li ha citati con parole di grande intensità morale: “Sono sopravvissuti al peggio che l’umanità aveva da offrire per mostrarci il meglio di essa. Ogni anno sono sempre meno, ma il loro messaggio al mondo non potrebbe essere più attuale e urgente”. E ha concluso con un appello: “Spezziamo l’amnesia collettiva sulle armi nucleari. Rinnoviamo la fiducia in ciò che possiamo raggiungere quando ci uniamo. Agiamo con urgenza per sollevare questa nube che pesa sull’umanità”. La sua sintesi finale risuona come un imperativo politico e morale: “Il disarmo non è la ricompensa della pace. Il disarmo è il fondamento della pace.” Il TPAN: il percorso concreto che esiste già Di fronte allo stallo del TNP, esiste uno strumento che non è interlocutorio e non è schiavo delle retoriche incrociate: il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPAN), in vigore dal gennaio 2021, di cui quest’anno ricorrono i cinque anni dall’entrata in vigore. Come ICAN documenta, la maggioranza dei Paesi del mondo dispone già di una risposta concreta alla crisi del disarmo nucleare: aderire e ratificare il TPAN, il primo strumento giuridicamente vincolante che mette fuori legge in modo esplicito le armi nucleari in tutte le loro fasi (sviluppo, produzione, stoccaggio, trasferimento, uso e minaccia d’uso). Il TPAN non è in contraddizione con il TNP: ne rappresenta l’adempimento più coerente, la traduzione concreta degli obblighi di disarmo dell’articolo VI che le potenze nucleari non hanno mai onorato. Dove il TNP ha promesso e non mantenuto, il TPAN costruisce norme, stigmatizza gli arsenali, crea pressione economica e politica per il disarmo reale. Rete Pace Disarmo chiede all’Italia (che come Paese ospita le armi nucleari della NATO sul proprio territorio, in virtù degli accordi di “nuclear sharing”) di riconsiderare la propria posizione e di aprire un dibattito pubblico, parlamentare e civile sulla partecipazione al TPAN. Non farlo significa essere complici di un sistema che tutti dichiarano di voler superare, ma che nessuno tra i potenti ha il coraggio di abbandonare. L’urgenza di agire Questa non è un’altra conferenza diplomatica di routine. Come ha dichiarato il presidente della conferenza, l’ambasciatore Do Hung Viet del Vietnam: “Il pericolo di una guerra nucleare è percepito e sentito in modo molto più concreto in questi giorni. Una corsa agli armamenti nucleari si sta profilando all’orizzonte”. Il rischio non è astratto. È presente, misurabile, crescente. Rete Pace Disarmo continuerà a seguire, denunciare e mobilitare. Perché il disarmo nucleare non è un’utopia: è una necessità e gli strumenti per perseguirla esistono. Basta avere il coraggio politico di usarli. Rete Italiana Pace e Disarmo
April 30, 2026
Pressenza
PROGETTO LAND – Spring School
CINEMA in VERDE e ACS ONG prestano: PROGETTO LAND – Spring School In Conferenza stampa, domani mercoledì 29 aprile 2026, ore 12:30 Sala del Carroccio – Campidoglio, Roma PROGETTO LAND è un progetto di formazione audiovisiva e cinematografica per giovani palestinesi. Un programma di due mesi con lezioni teoriche, workshop e momenti di produzione, con l’obiettivo di accompagnare i partecipanti nella realizzazione di cortometraggi che saranno presentati nella prossima edizione del festival, a settembre. LAND è la Spring School gratuita dedicata a tredici giovani aspiranti filmmakers provenienti dalla Cisgiordania e da Gaza, un progetto nato dalla convinzione che il cinema possa essere uno strumento concreto di solidarietà, opportunità professionale, dialogo e denuncia. Nato all’interno del Festival Cinema In Verde, reso possibile da una campagna di crowdfunding – che ha coperto i costi di viaggio, assicurazioni e procedure di ingresso in Italia – e da una rete spontanea di famiglie romane che ha offerto ospitalità per l’intera durata della spring school, LAND offre due mesi di formazione, laboratori, masterclass e produzione audiovisiva. L’obiettivo è la realizzazione di cortometraggi autoriali che saranno presentati a settembre durante la quarta edizione di Cinema In Verde, la prima rassegna cinematografica romana dedicata all’ambiente e alle connessioni con il sociale. Alla conferenza di mercoledì intervengono: •⁠ ⁠Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma •⁠ ⁠Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura – Comune di Roma •⁠ ⁠Sabrina Alfonsi, Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti – Comune di Roma •⁠ ⁠Antonella Polimeni, Rettrice Sapienza Università di Roma •⁠ ⁠Simonetta Lombardo, CEO Silverback – Cinema In Verde •⁠ ⁠Meri Calvelli, Responsabile Paese Palestina di ACS ONG, insieme agli studenti e alle studentesse di LAND •⁠ ⁠Laura Negrini, Direttrice IED Roma •⁠ ⁠Matteo Rovere, CEO di Groenlandia – società del Gruppo Banijay •⁠ ⁠Fabio Attorre, Direttore dell’Orto Botanico e professore – Sapienza Università di Roma Si ringraziano Zen2030, NaturaSì e Intercultura per il sostegno al progetto.
April 28, 2026
ACS italia
L’Iran fa il pieno di consensi, Washington di pressioni
La nebbia si è stesa su Washington. Il “quasi attentato” ha preso il centro della scena mediatica – del resto è avvenuto mentre erano a tavola tutti i giornalisti del mondo accreditati con la Casa Bianca – e spinto la guerra in Medio Oriente in secondo piano. Ma non serve […] L'articolo L’Iran fa il pieno di consensi, Washington di pressioni su Contropiano.
April 28, 2026
Contropiano
«Nessun Vietcong mi ha mai chiamato negro»
di Bruno Lai 28 aprile 1967: Muhammad Ali, campione del mondo dei pesi massimi, si dichiara obiettore di coscienza. 28 aprile 1967: Muhammad Ali, campione del mondo dei pesi massimi, si dichiara obiettore di coscienza. Rifiuta di andare in Vietnam ad assassinare sconosciuti. Colui che il leggendario telecronista Rino Tommasi chiama “pugile ballerino”, questa volta non danza, rimane immobile, fermo.
Addomesticare le frontiere
di Mauro Armanino (ripreso da versiinvolo.blogspot.com) Il Preambolo alla Costituzione dell’UNESCO ((United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) dichiara che ‘Poiché le guerre hanno origine nello spirito degli uomini è nello spirito degli uomini che si debbono innalzare le difese della pace’… e lo scopo dell’Organizzazione è di ‘contribuire alla pace e la sicurezza attraverso… l’educazione, la scienza e la
PALESTINA: CONVIVERE SENZA UNO STATO
Riprendiamo un articolo di Guido Viale su un tema che ha affrontato già altre volte CONVIVERE SENZA UNO STATO di Guido Viale   In ottant’anni di esistenza lo Stato di Israele ha trasformato una moltitudine di migranti e profughi alla ricerca di un ”focolare” in una falange di criminali. Israele è la Sparta del terzo millennio: tutti i suoi cittadini,
L’attacco all’UNRWA e il genocidio dei palestinesi
di Christopher Gunness (*) Il mandato dell’UNRWA di assistere i rifugiati palestinesi la rende una minaccia diretta al progetto genocida israeliano. ** È ora che l’ONU accetti il fatto che l’attacco di Israele alla sua Agenzia per i Rifugiati Palestinesi (UNRWA) è una parte essenziale del genocidio israeliano del popolo palestinese. Questa non è un’accusa proveniente da un critico di Israele.