Meno vigili del fuoco mentre gli incendi devastano l’EuropaEtuc: il cambiamento climatico rende le “stagioni del fuoco” più lunghe e
intense, ma i servizi pubblici incaricati di affrontarle hanno meno personale
L’Europa ha affrontato nel 2025 la stagione degli incendi più devastante mai
registrata, con oltre un milione di ettari bruciati. E proprio nello stesso
anno il numero dei vigili del fuoco professionisti è diminuito di quasi 18 mila
unità. È il dato che emerge dalle nuove statistiche di Eurostat e che la
Confederazione europea dei sindacati (Etuc) legge come il segnale di una
contraddizione sempre più difficile da ignorare: mentre il cambiamento climatico
aumenta il rischio di incendi e rende le stagioni del fuoco più lunghe e
intense, i servizi pubblici incaricati di prevenirli e affrontarli si trovano
con meno personale.
Nel 2025 nei Paesi dell’Unione europea erano impiegati 372.400 vigili del fuoco
professionisti, pari allo 0,18% dell’occupazione complessiva. Nel 2024 erano
390.600: in un solo anno, dunque, il contingente si è ridotto di circa 18.200
unità, con una contrazione del 4,7%. (Daniela Zero)
I tagli nei Paesi sotto procedura per deficit
La presenza dei vigili del fuoco sul totale dell’occupazione varia da Paese a
Paese. Tra i 22 Stati membri per i quali sono disponibili i dati, la quota più
elevata si registra in Grecia (0,47%), seguita da Croazia (0,43%) e Portogallo
(0,33%). All’estremo opposto si trovano Paesi Bassi (0,05%), Austria
(0,07%) e Svezia (0,10%).
Ma è soprattutto la distribuzione dei tagli a preoccupare i sindacati europei.
Secondo l’Etuc, alcune delle riduzioni più consistenti si sono verificate
proprio in Paesi sottoposti nel 2024 alla Procedura per disavanzi
eccessivi dell’Unione europea.
La Polonia è passata da 49 mila vigili del fuoco nel 2024 a 40 mila nel 2025,
con una perdita di 9 mila unità. In Germania sono diminuiti da 65.700 a 57.700,
cioè 8 mila in meno. La Francia è passata da 51.800 a 47.700, con una riduzione
di 4.100 unità, mentre nei Paesi Bassi il calo è stato di 2.400, da 7.300 a
4.900. In Spagna, infine, i vigili del fuoco professionisti sono scesi da 39.400
a 38.500, 900 in meno.
La coincidenza temporale tra il ridimensionamento degli organici e l’aggravarsi
del rischio climatico è al centro della denuncia dell’Etuc. A marzo, ricorda la
confederazione, la Commissione europea aveva chiesto agli Stati membri di
garantire un numero adeguato di addetti nei servizi antincendio, proprio alla
luce delle crescenti minacce legate al clima.
L’irresponsabilità delle politiche di austerity
Per Esther Lynch, segretaria generale dell’Etuc, la situazione rappresenta un
paradosso evidente. “Non si potrebbe concepire una politica più sconsiderata:
mandare i servizi antincendio europei verso la loro stagione degli incendi più
pericolosa di sempre con 18 mila vigili del fuoco in meno”, afferma.
Secondo Lynch, “questa è l’austerità che dà fuoco al buon senso e mette a
rischio vite, mezzi di sussistenza e abitazioni”. La riduzione del personale,
aggiunge, dimostrerebbe quanto siano “pericolose e controproducenti” le regole
economiche europee.
Il problema, sottolinea la segretaria generale dell’Etuc, non riguarda soltanto
la capacità di intervenire quando divampa un incendio. I vigili del fuoco
svolgono anche un ruolo fondamentale nella prevenzione. Lynch mette inoltre a
confronto le risorse destinate alla sicurezza e quelle necessarie per affrontare
il cambiamento climatico: “L’Europa sta aumentando enormemente la spesa per la
difesa, ma sta abbassando la guardia di fronte al rischio più imminente e grave
per la sicurezza delle persone”.
Sindacati: cambiare le regole economiche europee
La confederazione chiede una revisione delle regole di governance economica
dell’Ue, affinché gli Stati membri abbiano maggiore spazio per investire nei
servizi pubblici essenziali e nei loro lavoratori.
Sulla stessa linea Jan Willem Goudriaan, segretario generale dell’European
Public Service Union (Epsu): “Dobbiamo porre fine all’austerità, concentrarci
sul cambiamento climatico e su una transizione giusta: investire nella lotta
agli incendi e nei servizi di emergenza, assumere più personale e proteggere i
lavoratori che proteggono noi”. (Davide Orecchio)
Incendi e crisi climatica: “Basta vivere nell’emergenza, servono assunzioni e
prevenzione”
Le fiamme che colpiscono il Paese riportano al centro il ruolo dei vigili del
fuoco. La Fp Cgil chiede un piano straordinario per rafforzare il soccorso
pubblico, ridurre i carichi di lavoro e proteggere operatori e territorio.
L’emergenza incendi che sta attraversando l’Italia è solo l’ultimo segnale di
una crisi climatica che rende sempre più frequenti eventi estremi come ondate di
calore, nubifragi e dissesti idrogeologici. Per la Fp Cgil non si tratta più di
affrontare emergenze isolate, ma di ripensare complessivamente il sistema del
soccorso pubblico e della protezione civile, investendo sui vigili del fuoco e
sulla prevenzione.
A lanciare l’allarme è il coordinatore nazionale della Fp Cgil Vigili del Fuoco,
Mauro Giulianella, che sottolinea come il Corpo nazionale rappresenti “un
presidio fondamentale dello Stato”, chiamato ogni giorno a salvare vite umane e
difendere il territorio in condizioni operative sempre più difficili. (Daniela
Zero)
Redazione Italia