Rilanciamo una richiesta della Comunità Territoriale di Rebibbia (con una premessa sulla nostra associazione)
Foto da FB Comunità Territoriale dei quartieri di Rebibbia-Ponte Mammolo-Casal
de’ Pazzi
PREMESSA
L’associazione Carteinregola è diventata un punto di riferimento per tanti
cittadini e tante realtà del territorio non solo di Roma. Da più di 13 anni
lavoriamo, da un lato, per informare i cittadini di tanti processi in atto –
trasformazioni urbane, destinazioni del patrimonio pubblico, proposte normative
che riguardano leggi nazionali e regionali o delibere comunali e municipali e
molto altro – dall’altro, per far conoscere le vertenze di tante realtà che
fanno parte della nostra rete – anche se, lo ricordiamo, Carteinregola non è un
coordinamento nè un’associazione di associazioni – ma anche di tanti comitati
che ci inviano segnalazioni che riteniamo abbiamo diritto di essere conosciute,
ascoltate e magari ricevere risposte dalle istituzioni.
Però, come abbiamo raccontato, mesi fa abbiamo ricevuto 17 sanzioni della
Polizia di Roma Capitale (1) che hanno raggiunto la cifra di 15.000 euro, per
affissioni abusive di manifesti di cui non conoscevamo nemmeno l’esistenza, solo
per aver pubblicato sul nostro sito un comunicato della Rete di Quartiere San
Lorenzo che era stato pubblicato su Facebook da ANPI San Lorenzo, e che aveva lo
stesso titolo (solo il titolo!) dei manifesti stampati e affissi da ignoti.
Questo forse dovrebbe indurci a non pubblicare più nulla che non sia prodotto
dalla nostra associazione, e a non rilanciare iniziative di altri, per non
correre il rischio che possa succedere la stessa cosa – un anonimo che affigge
manifesti in qualche modo collegati al comunicato pubblicato – e di ricevere
nuovamente multe salatissime per fatti di cui non abbiamo alcuna responsabilità.
Ma non vogliamo che quella incresciosa vicenda ci intimorisca e ci spinga a
ridurre il nostro impegno nel farci portatori delle tante criticità e
contraddizioni di questa nostra città, dove continua a esistere una grande
distanza tra centro e periferie, tra le richieste di chi invoca il decoro e
quelle di chi non ha casa, servizi sanitari, collegamenti di trasporto pubblico,
prospettive di lavoro e di vita.
Per questo rilanciamo il comunicato ricevuto dalla Comunità territoriale dei
quartieri di Rebibbia-Ponte Mammolo-Casal de’ Pazzi (2) che – lo specifichiamo –
non fa parte della nostra rete e non comprende nostri soci, ma che fa richieste
che ci sembrano giuste e ragionevoli, in linea con le ripetute richieste di
Carteinregola affinchè quelle serie infinite di negozi chiusi e inutilizzati in
palazzi pubblici nelle tante periferie romane fossero destinate a rilanciare
l’occupazione e gli spazi sociali dei quartieri (3).
Continuiamo quindi nel compito faticoso – e, abbiamo visto, anche rischioso –
che ci siamo dati.
Anna Maria Bianchi Missaglia
Riceviamo dalla Comunità territoriale dei quartieri di Rebibbia-Ponte
Mammolo-Casal de’ Pazzi(2) e pubblichiamo:
IL COMUNICATO DELLA COMUNITA’ TERRITORIALE : CHIUSI DA TANTO, TROPPO TEMPO.
Nella giornata di ieri [1 aprile NDR] abbiamo fatto ufficialmente richiesta al
Comune di Roma per l’utilizzo di una parte dei negozietti abbandonati in via
Giovanni Palombini 15. Dopo la riapertura di Villa Tiburtina e oltre 3000 firme
raccolte, è arrivato il momento di far vivere quegli spazi. Non un semplice
progetto, ma un sogno concreto: sportelli, aule didattiche, co-working, aula
studio, laboratori e tanto altro. Ma anche servizi consultoriali, collaborazioni
con il Museo di Casal De’ Pazzi e al ASL Roma 2, centro di raccordo del tavolo
interistituzionale sulle politiche socio-sanitarie. In una parola: una casa di
quartiere, in continua evoluzione. Un luogo di incontro e condivisione per
giovani, famiglie, persone fragili, nuovi abitanti e vecchi residenti. A misura
delle 25–30 mila persone che vivono tra Rebibbia, Ponte Mammolo e Casal de’
Pazzi.
Basta abbandono: questi locali possono tornare a essere un cuore pulsante, al
fianco delle due attività commerciali che hanno resistito in tutti questi anni.
Riapriamo i negozietti insieme e ridiamo futuro al quartiere!
LA PETIZIONE DELLA COMUNITA’ TERRITORIALE REBIBBIA-PONTE MAMMOLO- CASAL DE’PAZZI
Link per firmare https://chng.it/WwQwVqYp7W (4)
Per osservazioni e precisazioni sull’articolo di Carteinregola e sulla
pubblicazione del testo della Comunità Territoriale di Rebibbia scrivere a:
laboratoriocarteinregola@gmail.com
7 aprile 2026
NOTE
(1) vedi 15.000 euro di sanzioni a Carteinregola per affissioni abusive di
manifesti di cui ignorava l’esistenza (con tutti i documenti) 26 marzo 2026
(2) la Comunità territoriale Rebibbia-Ponte Mammolo-Casal De’ Pazzi è composta
da: Casale Alba 2, Comitato di Quartiere Mammut, Riapriamo Villa Tiburtina –
Sportello socio-sanitario Mammut, Csoa La Torre, Associazione La Chiocciolina
ODV, CdQ Kant-Nomentana, Rete Studenti Roma Est, Insieme per l’Aniene Onlus,
Centro Anziani Ponte Mammolo, Museo di Casal De’ Pazzi, Comitato di Quartiere
Rebibbia, Red Foxes, Nuova Generazione Natura a.p.s., Azzurra 86 A.s.d.p. , Roma
NoProfit, Donne De Borgata, Scuola Palenco – Movimento per il diritto
all’Abitare
Vedi pagina FB Comunità territoriale Rebibbia-Ponte Mammolo-Casal De’ Pazzi
https://www.facebook.com/profile.php?id=61574119710356
Informazioni di contatto +39 389 431 4738 comunitaterritoriale00156@gmail.com
(3) La Proposta si inserisce in una battaglia di Carteinregola che va avanti da
anni affinchè i tanti locali di proprietà pubblica che giacciono abbandonati
nelle periferie siano messi a disposizione delle tante realtà che si impegnano
nel sociale, o anche dei cittadini di buona volontà, che vogliono riaprire spazi
per attività anche commerciali che restituiscano vita e socialità alla comunità.
Per questo nelle osservazioni alla Delibera adottata delle modifiche delle norme
tecniche del Piano regolatore abbiamo inserito questa proposta:
Titolo I Capo 4° Criteri e modalità
di perequazione Art.21 bis
Edifici abbandonati e degradati (comma 1. Le disposizioni del presente
articolo si applicano a tutte le aree e gli edifici, indipendentemente dalla
destinazione funzionale, individuati sulla base di verbali redatti dalle
autorità preposte e approvati con apposito provvedimento della Giunta
Capitolina previa comunicazione di avvio del procedimento nei confronti degli
interessati. Si considerano abbandonati e/o degradati gli edifici dismessi da
più di 3 anni alla data di adozione della presente norma ovvero danneggiati da
eventi imprevisti (crollo, incendio, ecc) che determinano pericolo per la
sicurezza o per la salubrità o l’incolumità pubblica o disagio per il decoro e
la qualità urbana a causa di uno o più dei seguenti aspetti: salute, sicurezza
idraulica, problemi strutturali che ne pregiudicano la sicurezza, inquinamento,
degrado ambientale, urbanistico-edilizio e sociale.)
OSSERVAZIONE Aggiungere comma 1bis: I locali commerciali di proprietà comunale
posti al piano terra e dismessi da più di 3 anni alla data di adozione della
presente norma, sono messi a bando per finalità sociali, start up giovanili,
iniziative di imprenditoria femminile o di categorie protette, con canone
abbattuto come da Regolamento sull’utilizzo dei beni immobili di Roma Capitale
per finalità di interesse generale Art. 20
MOTIVAZIONE: La riapertura di attività artigianali e di commercio di prossimità
è di fondamentale importanza per la creazione di opportunità di lavoro e per la
vivibilità, accessibilità e sicurezza dei quartieri in maggiore difficoltà,
anche in omaggio alla politica capitolina della “Città dei quindici minuti”.
(4) Avevamo già rilanciato la petizione un anno fa nell’articolo del 13 aprile
2025 Riapriamo i negozietti abbandonati di via Palombini 15: casa di quartiere e
consultorio!
https://www.carteinregola.it/riapriamo-i-negozietti-abbandonati-di-via-palombini-15-casa-di-quartiere-e-consultorio/