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[Normale Follia] Le fragilità dell'adolescenza
Con i nostri corpi, la nostra rabbia, la nostra voglia di trasformazione, contro la violenza sistemica e contro tutte le guerre.  Con D.Miller 'Adolescenza e terapia' continuiamo a scoprire e condividere con chi ci ascolta la ricchezza, le contraddizioni, le fragilità dell'adolescenza. 
April 13, 2026
Radio Onda Rossa
Vietare i social è un'illusione
A proposito dell'annosa questione di vietare i social ai minori... Ecco un nostro intervento su Editoriale Domani dal titolo "Società violenta e adulti incoscienti, perché vietare i social è un’illusione." Gli ultimi fatti di cronaca rilanciano anche in Italia l’idea di vietare i social ai minori, altri paesi si sono già mossi in questo senso. La tossicità dei social è certificata dagli studi e recentemente anche dai tribunali. Ma il proibizionismo è la soluzione? Non possono esistere relazioni virtuose con i mezzi digitali in una società che esalta la violenza e l’oppressione sistemica... Leggi tutto l'articolo su EditorialeDomani.
Società violenta e adulti incoscienti, perché vietare i social è un’illusione
Gli ultimi fatti di cronaca rilanciano anche in Italia l’idea di vietare i social ai minori, altri paesi si sono già mossi in questo senso. La tossicità dei social è certificata dagli studi e recentemente anche dai tribunali. Ma il proibizionismo è la soluzione? Non possono esistere relazioni virtuose con i mezzi digitali in una società che esalta la violenza e l’oppressione sistemica. Un tempo, i social venivano incensati per l’impatto positivo sulla cultura e le società nel loro complesso. Oggi invece “vietare (i social) ai minori” è diventato un ritornello da recitare a ogni episodio di cronaca. L’ultima occasione: mercoledì 25 marzo 2026. Ore 7.45, scuola media Da Vinci, Trescore Balneario, pochi chilometri da Bergamo. L’insegnante Chiara Mocchi viene gravemente accoltellata da un alunno 13enne, che diffonde su un canale Telegram il video dell’aggressione, ripresa con il cellulare. è stata salvata con un intervento chirurgico. Le sue dichiarazioni richiamano alla centralità dell’educazione rispetto alla punizione e alla proibizione. Il mondo va però in tutt’altra direzione. Forse i social media tossici potranno essere smantellati a suon di cause penali. Certo non sono “strumenti neutri” che si possono “usare bene”: sono prodotti di design, di marketing, di gamificazione (introduzione di elementi di pseudo-gioco competitivo in sistemi che non si presentano come giochi); il tutto orchestrato da algoritmi che spingono l’utente a rimanere incollato al proprio schermo. Articolo completo qui
Zuckerberg, al primo storico processo sulla dipendenza dai social ha provato in ogni modo a fare il finto tonto
Chiamato a testimoniare nell'ambito di una causa sui danni delle piattaforme a una giovane utente, l'ad di Meta ha fatto di tutto per schivare le sue responsabilità. Nello specifico, la presenza di Zuckerberg doveva chiarire se le piattaforme del colosso, come Facebook e Instagram, fossero state intenzionalmente progettate per creare dipendenza, e per rispondere alle accuse secondo cui l'azienda avrebbe deliberatamente adottato strategie per aumentare l'engagement di adolescenti e pre-adolescenti, innescando negli utenti gravi problemi di salute mentale. L'udienza rappresenta uno dei passaggi chiave della causa intentata contro Meta, YouTube, Snap e TikTok da una ventenne californiana, identificata in aula come K.G.M. (anche se il suo avvocato si è spesso riferito a lei con il suo nome di battesimo, Kaley), e da sua madre nel 2023. La tesi è che l'uso compulsivo delle piattaforme social da parte della ragazza in età estremamente precoce le abbia causato seri danni psicologici. Mentre a novembre Meta e Google avevano provato senza successo a far archiviare il caso, Snap e TikTok hanno poi raggiunto un accordo in via extragiudiziale, lasciando alle altre società il compito di affrontare il primo di una nutrita serie di processi sulla dipendenza da social media attualmente in corso a Los Angeles. Queste cause – che nel gergo giuridico statunitense vengono definite bellwether – sono state selezionate in quanto rappresentative di un gruppo molto più ampio di azioni legali simili contro le stesse aziende. I querelanti, che in totale sono circa 1.600, sostengono che i loro figli siano stati vittime di casi di depressione, dismorfismo e suicidio. Articolo completo qui
February 20, 2026
Pillole di info digitale
Dipendenza da social, processo a Instagram TikTok e YouTube
Una giuria popolare di Los Angeles stabilirà se TikTok, Instagram e YouTube abbiano causato dipendenza nei minori. Inizierà martedì prossimo in California un processo senza precedenti, in cui una giuria popolare dovrà stabilire se TikTok, Instagram e YouTube abbiano consapevolmente progettato le loro applicazioni per rendere i giovani dipendenti dai social network e se possano quindi essere ritenuti responsabili del deterioramento della loro salute mentale. Questo processo civile, che si terrà per diversi mesi presso la Corte Superiore di Los Angeles, si preannuncia molto seguito. Potrebbe costituire un importante precedente giuridico per tutta una serie di cause negli Stati Uniti contro i giganti della tecnologia, accusati di aver deliberatamente organizzato la dipendenza dai social network per massimizzare i propri introiti pubblicitari. Il giudice Carolyn Kuhl è incaricato di condurre queste battaglie legali, che dureranno diversi mesi e la cui portata andrà ben oltre Los Angeles. Un procedimento simile sta cercando di ottenere un processo di portata nazionale davanti a un giudice federale di Oakland, nel nord della California, a partire dal 2026. Diversi Stati hanno anche avviato azioni legali contro le piattaforme, come quella condotta da un procuratore di Santa Fe (Nuovo Messico) che le ritiene responsabili di esporre i minori a predatori sessuali. Se la giuria darà ragione a K.G.M., i giganti della tecnologia potrebbero essere costretti a pagare ingenti danni e interessi, ma soprattutto a riprogettare completamente i loro algoritmi e le loro applicazioni. Articolo completo qui
January 26, 2026
Pillole di info digitale
Fondazione Patti Digitali: un’alleanza per affrontare l’emergenza educativa nell’era dell’IA
Il nuovo ente nazionale ha come obiettivi principali la formazione di nuovi gruppi e il supporto a quelli esistenti, la creazione di percorsi educativi per genitori, insegnanti e minori sull’uso consapevole delle tecnologie, la ricerca e le valutazioni di impatto sul rapporto tra digitale e benessere e l’attività di advocacy verso politica, imprese e stakeholder per promuovere una regolamentazione più attenta e consapevole. A novembre il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che fissa a 16 anni l’età minima per social, piattaforme video e AI companions, consentendo l’accesso tra i 13 e i 16 anni solo con l’autorizzazione dei genitori e promuove lo sviluppo di un sistema di verifica dell’età omologato per tutti i paesi europei. Secondo la Ricerca EYES UP effettuata da Università Milano-Bicocca, Università di Brescia, Associazione Sloworking e Centro Studi Socialis, il 45% dei ragazzi riceve lo smartphone a 11 anni e il 30% possiede già un profilo social. Il 53% consulta lo smartphone appena sveglio, il 22% durante la notte, e il 51% lo usa occasionalmente durante i pasti, anche se solo il 10% lo fa regolarmente. I dati evidenziano un impatto negativo della precocità di utilizzo regolare dei social media sulle performance scolastiche nel lungo periodo. Il 97% degli adolescenti italiani usa Internet quotidianamente, ma 1 minore su 4 mostra un uso problematico dello smartphone, con segnali di dipendenza. Tra i preadolescenti (11-13 anni), il 62,3% possiede almeno un account social, nonostante la legge europea (GDPR) richieda almeno 14 anni. Nel 2023, inoltre, il 47% degli adolescenti tra 11 e 19 anni ha trascorso più di cinque ore al giorno online, mentre circa un terzo dei bambini tra 6 e 10 anni usa lo smartphone quotidianamente, con un incremento significativo rispetto al 2018-2019. La Società Italiana di Pediatria nei giorni scorsi ha aggiornato le raccomandazioni sull’uso delle tecnologie digitali in età evolutiva e elaborate da pediatri, psicologi ed esperti. Frutto della revisione della letteratura, le nuove indicazioni delineano un percorso educativo condiviso per famiglie, scuole e professionisti per accompagnare bambini e adolescenti verso un uso  dei mezzi tecnologici equilibrato e rispettoso dei tempi dello sviluppo cognitivo: * evitare l’accesso non supervisionato a Internet prima dei 13 anni per i rischi legati all’esposizione a contenuti inappropriati; rinviare l’introduzione dello smartphone personale almeno fino ai 13 anni per prevenire conseguenze sullo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale; * ritardare il più possibile l’uso dei social media, anche se consentito per legge; * evitare l’uso dei dispositivi durante i pasti e prima di andare a dormire; * incentivare attività all’aperto, sport, lettura e gioco creativo; * mantenere supervisione, dialogo e strumenti di controllo costanti in tutte le fasce d’età; * promuovere a scuola l’educazione digitale consapevole, mentre i pediatri dovrebbero valutare regolarmente le abitudini digitali dei bambini e fornire consulenza preventiva alle famiglie; * come già indicato nelle raccomandazioni emanate nel 2018, niente dispositivi sotto i due anni, limitarli a meno di un’ora al giorno tra i 2 e i 5 anni e a meno di due ore dopo i 5 anni, sotto il controllo dell’adulto. Mentre l’uso di smartphone e social media tra i giovani cresce a ritmi senza precedenti e l’Intelligenza Artificiale generativa pone sfide imprevedibili, in Italia arriva una risposta. La Fondazione Patti Digitali ETS è un soggetto indipendente istituito per coordinare e rafforzare la Rete dei Patti Digitali, un movimento educativo cresciuto in tutta Italia negli ultimi due anni, composto da 200 gruppi locali e 10˙000 famiglie e volto a creare un ambiente più sano per i minori, dove educatori, insegnanti e genitori cooperano seguendo le linee guida del Manifesto dell’Educazione Digitale di Comunità. La nuova fondazione mira allo sviluppo e al consolidamento dei Patti Digitali sul territorio per contribuire allo sviluppo tecnologico affinché sia rispettoso del benessere dei minori e della loro crescita personale, colmando il divario tra la rapidità dell’innovazione tecnologica e la capacità della società di gestirla e contrastando frammentazione, confusione e solitudine educativa attraverso norme condivise e sostegno concreto. È stata costituita lo scorso 12 dicembre su iniziativa del Comitato dei promotori composto dagli esperti che hanno ideato e sviluppato l’esperienza dei Patti Digitali – Marco Gui, Marco Grollo, Stefania Garassini, Brunella Fiore, Simone Lanza, Stefano Boati e Chiara Respi – insieme alla Fondazione Bicocca, riferimento scientifico della rete, e all’Associazione MEC / Media Educazione Comunità. Collaborano anche le associazioni Aiart e Sloworking e, a supporto delle attività, la Fondazione Oltre e l’organizzazione non-profit internazionale Human Change. Tra le figure in primo piano nel panorama educativo, politico e scientifico nazionale che da subito hanno acconsentito di far parte del Comitato Consultivo della Fondazione Patti Digitali spiccano: Adriano Bordignon, presidente del Forum Nazionale delle Famiglie; Alessandro D’Avenia, insegnante e scrittore; Marianna Madia, deputata per il PD e alla Camera dei Deputati firmataria di un disegno di legge su media e minori; Lavinia Mennuni, senatrice di FdI, prima firmataria al Senato di un disegno di legge su media e minori; Alberto Pellai, medico, psicoterapeuta e scrittore; Stefano Vicari, direttore dell’Unità Operativa complessa di Neuropsichiatria Infantile dell’IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Giovanni Caprio
December 23, 2025
Pressenza
Questionari di guerra dall’AGIA, ma il 68% dei giovani non si arruolerebbe
L’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza (AGIA) ha lanciato una consultazione pubblica dal titolo “Guerra e conflitti”. Un questionario di 32 domande rivolto ai giovani tra i 14 e i 18 anni, che vuole indagare attraverso quali canali passa l’informazione sui conflitti nel mondo, quali sensazioni suscitano e come ragazze […] L'articolo Questionari di guerra dall’AGIA, ma il 68% dei giovani non si arruolerebbe su Contropiano.
December 4, 2025
Contropiano
“Vivere da adolescenti in Italia”: l’indagine Con i bambini – Demopolis
Un terzo degli adolescenti guarda con pessimismo al proprio futuro, un dato che sale di 10 punti (43%) fra le ragazze ed i ragazzi che vivono in aree più “difficili”, periferie e zone in deficit di servizi. Differenze che emergono anche rispetto agli ambiti delle opportunità di relazione tra pari, di praticare attività sportive o ricreative, di sentirsi sicuri, che segnano una crescita in salita per ragazzi e ragazze che vivono in aree più difficili rispetto ai loro coetanei. Non si tratta “solo” di una questione di servizi. Gli adolescenti che oggi vivono in periferie o in quartieri difficili sono privati della fiducia verso il prossimo, ma anche nel futuro. Sono alcuni dei dati emersi dall’indagine promossa da Con i bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e condotta dall’Istituto Demopolis. Quasi 7 adolescenti su 10 trascorrono il tempo libero a casa. Una generazione che denuncia scarse opportunità di relazioni tra pari, soprattutto tra ragazzi chi vivono nelle aree più difficili. Le opportunità di incontrare amici nel quartiere sono ritenute sufficienti da appena il 36% degli adolescenti che vivono in periferie e aree più vulnerabili, un quarto in meno dei loro coetanei che vivono in altre zone (61%). E vivere al sicuro per gli adolescenti italiani non è scontato: il 43%, quando si trova fuori casa, teme di poter essere vittima di molestie, violenza o bullismo, con un dato che sale al 59% nei quartieri difficili ed al 63% fra le ragazze italiane nel complesso. Fra i genitori – interrogati a specchio nell’indagine Demopolis-Con i bambini – il timore per i figli raggiunge il 77%. Ma esistono differenze significative, tra adolescenti e adulti, nella percezione degli episodi di violenza fra giovani o da parte di baby gang: sono sempre più frequenti per il 46% della popolazione, mentre tra gli adolescenti il dato è sensibilmente inferiore (26%). La graduatoria delle “cose importanti della vita” stilata dai ragazzi vede ai primi posti la famiglia (78%) e l’amicizia (72%), come dimensioni centrali dell’esistenza. Ma sul podio gli adolescenti fanno salire anche il “benessere psicologico”, lo stare bene con sé stessi, a pari merito con l’amore (62%), mentre un quarto dei giovani intervistati dichiara di non essere “mai” stato – nell’ultimo anno – ottimista verso il futuro, né fiducioso verso gli altri, con un dato che cresce di 10 punti fra i residenti nei quartieri più difficili. Nelle risultanze dell’indagine, in termini generali, il futuro è la prima ragione di preoccupazione per il 55% degli adolescenti, ma al secondo posto citano oggi la salute fisica o mentale (37%), un tema che dall’emergenza Covid resta centrale. Le altre principali ragioni di preoccupazione dei ragazzi fanno parte più della sfera personale; fanno eccezione solo le guerre nel mondo, al sesto posto, con il 32% di citazioni. Solo il 35% dichiara di vedere oggi in Italia il proprio futuro con ottimismo. Ma il 33% si definisce pessimista, con un dato che sale di 10 punti fra i ragazzi delle periferie e dei quartieri “difficili”, e raggiunge il 73% fra i genitori italiani, che dimostrano di non saper offrire alle nuove generazioni puntelli ed esempi di fiducia cui ispirarsi. Che cosa vorrebbero fare da grandi gli adolescenti che vivono nelle periferie o nei quartieri più difficili? Quasi un quarto sogna di poter divenire medico o di lavorare nelle professioni sanitarie, il 18% vorrebbe divenire influencer o youtuber. Pragmaticamente, in misura significativa, viene citata dall’11% anche l’opzione di poter lavorare nelle forze dell’ordine o di divenire insegnanti o educatori. Immaginando la loro vita per il futuro, il primo fra i desideri degli adolescenti è in assoluto lo “star bene”: con loro stessi innanzi tutto, afferma il 74%. Ma anche economicamente, dicono quasi 6 su 10. Il 58% aspira alla realizzazione lavorativa e il 55% si augura per di poter essere in salute. Oggi, 20 novembre, si celebra la Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza. L’UNICEF Italia e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani – ANCI celebrano questa giornata con l’iniziativa “Go Blue” per sensibilizzare la cittadinanza sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (https://www.unicef.it/italia-amica-dei-bambini/citta-amiche/go-blue/). Ad oggi oltre 260 Comuni – piccoli e grandi – hanno aderito all’iniziativa, tra cui Arezzo, Bari, Benevento, Brescia, Carrara, Catania, Catanzaro, Como, Crotone, Fermo, Firenze, Iglesias, L’Aquila, La Spezia, Latina, Livorno, Lodi, Mantova, Messina, Napoli, Pesaro, Pescara, Pisa, Pistoia, Ravenna, Reggio Emilia, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Treviso, Trieste. L’iniziativa Go Blue è rivolta in particolare alle amministrazioni comunali che sono invitate a illuminare di blu un monumento o un edificio significativo della propria città per richiamare l’attenzione dei cittadini e delle istituzioni sull’importanza di conoscere, diffondere e dare reale applicazione ai diritti sanciti dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite 36 anni fa. L’iniziativa “Go Blue” rientra tra le azioni di sensibilizzazione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza rivolte ai Comuni, previste dal Programma UNICEF Città amiche dei bambini e degli adolescenti (https://www.unicef.it/italia-amica-dei-bambini/citta-amiche/). “Vogliamo dedicare la Giornata mondiale dell’infanzia, ha dichiarato il Presidente dell’UNICEF Italia, Nicola Graziano, al Diritto al Gioco, sancito dall’articolo 31 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, approvata 36 anni fa dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Questo diritto non è garantito nel mondo: circa 1 bambino su 5 fra i 2 e i 4 anni non gioca con le persone che se ne prendono cura a casa, mentre circa 1 su 8 sotto i 5 anni non ha giochi o giocattoli a casa; circa 4 bambini su 10 fra i 2 e i 4 anni non ricevono sufficienti interazioni o stimoli a casa; 1 bambino su 10 non pratica attività con le persone che se ne prendono cura. Per tanti bambini che vivono in contesti di emergenza e vulnerabilità il gioco rappresenta un modo per ritrovare un senso di normalità.” Qui i risultati dell’Indagine: https://www.conibambini.org/wp-content/uploads/2025/11/Presentazione-indagine-Vivere-da-adolescenti-in-Italia-18-novembre-2025.pdf Giovanni Caprio
November 20, 2025
Pressenza
‘Adolescenti: questi alieni’ – a Milano da gennaio a maggio 2026
Un ciclo di 36 incontri pianificato per offrire strumenti di comprensione e spazi di confronto a chiunque accompagni l’adolescente nel suo viaggio di crescita. Ognuno dedicato a un tema, dalla rabbia all’isolamento, dai disturbi alimentari alle dipendenze, sulla scuola e sulle nuove forme di linguaggio con cui confrontarsi, per provare a fare chiarezza e sciogliere dubbi. L’iniziativa, promossa da Fondazione Hapax e realizzata con il contributo di Fondazione di Comunità Milano e Fondazione Alia Falck, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario di Milano e il magazine free-press doppiozero, è stata presentata oggi al’IIS Severi Correnti di Milano. A ospitare Adolescenti: questi alieni saranno le quattro biblioteche civiche di Baggio, Calvairate, Gallaratese e Lambrate, luoghi pubblici di confronto e di comunità in ciascuna delle quali saranno svolti 9 dei 36 incontri focalizzati sulle sfide affrontate dagli adolescenti di oggi, in gran parte diverse da quelle di chi lo era anche solo pochi anni fa e, poiché la differenza di esperienze crea una distanza di senso, questa differenza può generare smarrimento negli adulti che accompagnano i giovani. Identità digitali, un’aumentata ansia da prestazione, crisi mondiali – sociopolitiche, economiche, ambientali -, sono solo alcune delle questioni con cui ragazzi e ragazze di oggi si scontrano quotidianamente, durante il già complesso percorso di costruzione e scoperta di sé. Ogni incontro di Adolescenti: questi alieni sarà curato da psicoterapeuti, psicoanalisti, educatori o scrittori che approfondiranno un argomento, sempre in modo semplice e concreto. Il progetto aspira a stimolare una cultura della genitorialità che superi l’idea di “educare come si è stati educati”, e che si fondi invece sulla convinzione che genitori (o qualunque ruolo di accompagnamento di un minore) si diventa, con impegno e dedizione, dando valore all’ascolto, alla formazione, alla responsabilità, in un percorso di comprensione. Per questo gli appuntamenti sono pensati come spazi partecipati dove chi si sente spaesato o inadeguato possa trovare supporto nelle testimonianze condivise e, grazie agli esperti presenti, uscire dallo stato di frustrazione e iniziare a costruire una nuova consapevolezza a partire dal proprio quartiere, luogo di relazioni in cui realizzare di non essere soli. Con questo obiettivo verrà fornita una mappa delle realtà di quartiere e della città metropolitana di Milano che includerà luoghi di supporto e opportunità di rete, per offrire un concreto punto di riferimento a chi vive, in qualsiasi misura, un momento di difficoltà. Alla regia degli incontri a tema saranno * lo scrittore e autore Jonathan Bazzi per Esci da quella stanza – Ritiro sociale: la fuga dal mondo degli adolescenti di oggi; * la psicoterapeuta Elena Buday per Staccati da quel telefono – L’altro mondo degli adolescenti: virtualità, social, videogiochi; * lo psicoterapeuta Alfio Maggiolini, insieme alla psicologa e psicoterapeuta Virginia Suigo protagonista di Mi fai paura – Violenza, aggressività, baby gang e devianza; * la docente universitaria e scrittrice Michela Marzano, per Mangia / Datti una regolata – I disturbi del comportamento alimentare: cosa si nasconde dietro al troppo o al niente; * il saggista e psicologo Ugo Morelli per Perché lo dico io – Come gli adolescenti vivono l’autorità; * la psicoanalista e psicologa clinica Laura Pigozzi e la psicologa e psicoterapeuta Margherita Hassan per Smetto quando voglio – Il fenomeno della dipendenza tra i più giovani; * Marco Rovelli, saggista, insegnante e musicista, per La scuola fa schifo – Una scuola sentita come distante, anacronistica e immobile * Andrea Staid, docente di antropologia culturale e visuale, per Come sei conciato – Il corpo dipinto, forato, abbigliato, manipolato degli adolescenti; * lo psichiatra e psicoterapeuta Vincenzo Villari e lo psicologo e psicoterapeuta Luca Massironi per la serie È la legge – Limiti e confini nel rapporto tra adolescenti e adulti * la psicologa e psicoterapeuta Carla Weber e la psicologa psicoterapeuta e psicosocioanalista Concetta Elena Ferrante per Sono fiero di te – Gli adolescenti e la prigione delle aspettative. Tutti gli appuntamenti di Adolescenti: questi alieni sono a ingresso libero fino a esaurimento posti e dureranno un’ora e trenta minuti. Ciascun ciclo – e ciascuna biblioteca – avrà una moderatrice che accompagnerà il pubblico lungo tutto il percorso, tenendo il filo dei nove incontri: * la psicoterapeuta Annalisa Di Coste curerà il ciclo presso la Biblioteca Baggio; * Anna Stefi, psicoterapeuta, docente di filosofia e vicedirettrice di doppiozero, condurrà gli incontri alla Biblioteca Gallaratese; * Beatrice Vanni e Melania Emilia Villa, entrambe psicologhe e psicoterapeute, rispettivamente alla Biblioteca Lambrate e Calvairate. Il calendario degli appuntamenti è consultabile al link: fondazionehapax.org/mentoring Maddalena Brunasti
November 11, 2025
Pressenza
Caso Kirk: con Tyler Robinson nel black mirror del nichilismo stragista
Sì, bisognerà attendere per mettere a fuoco più precisamente la figura di Tyler Robinson. Intanto però le enigmatiche frasi iscritte sui proiettili dall’assassino, base di tante affrettate esegesi, mettono lo sparatore di fatto in compagnia di altri esecutori di recenti atti di violenza armata. Per esempio Robin Westman, di 23 […] L'articolo Caso Kirk: con Tyler Robinson nel black mirror del nichilismo stragista su Contropiano.
September 19, 2025
Contropiano