Immaginare comunità contro la restaurazione di Milei in Argentina
In Argentina, dal dicembre 2023, è al governo Javier Milei, capo di una
coalizione utraliberista La Libertad Avanza, il suo obiettivo dichiarato è
distruggere lo stato, portare il paese verso la “libertà finanziaria”, ed
eliminare i privilegi della casta e dei parassiti. Il libro di Verónica Gago e
Luci Cavallero, Rivendicare futuro. Il transfemminismo contro il capitale
finanziario edito in Italia da Ombre Corte, tradotto dallo spganolo da Anna
Curcio, analizza come l’uomo della motosega sia arrivato al potere, sia stato
riconfermato alla elezioni parlamentari del 2025, e, nonostante le enormi
mobilitazioni, stia riuscendo ad attuare il suo progetto di distruzione del
paese anche grazie a una base di appoggio popolare.
La domanda sottostante alle pagine del libro è: come si è costruito questo
appoggio popolare a Milei? E in che modo la crisi economica e valutaria del
2022/23, con un’inflazione su base annua del 300%, ha portato alla vittoria del
governo anarcocapitalista, e quella del 2001, con le immagini dei blindati che
portavano valuta fuori dai confini, ha portato alla più grande rivolta nel paese
e alla costruzioni di rete di solidarietà e autogestione di lungo periodo? Per
rispondere a questa domanda le due studiose e attiviste argentine utilizzano un
metodo di analisi femminista e materialista.
> «Gran parte del sostegno che ha ricevuto alle urne può essere spiegato
> attraverso il modo in cui funziona l’economia quotidiana, vero terreno di
> fermentazione, preparazione e prova del nuovo regime» (p.47).
E da qui discerne un’ analisi di come austerità, disciplina e sacrificio vengono
accettate e riprodotte nella sfera domestica, un territorio ancora oggi
sconosciuto alla disciplina economica, nonostante siano decenni che l’economia
femminista pone al centro della riflessione politica ed economica la
riproduzione sociale.
Prima passo laterale di questa analisi femminista è quello di guardare alla
crisi economica non dal lato della finanza pubblica, ma a partire dalle
trasformazioni sociali ed economiche nella sfera quotidiana, relazionale ed
emotiva. Si continua, così, sul solco tracciato da Gago già nel suo primo
libro Neoliberalismo dal basso, edito in italiano da Tamu Edizioni. Il secondo
passo laterale è quello di analizzare la produzione di soggettività, e quindi di
consenso all’anarco liberismo autoritario di Milei, che la finanziarizzazione
della riproduzione sociale produce. E ultimo passo, analizzare la svolta
autoritaria del mondo ponendo al centro l’Argentina e l’America Latina come
territori decisivi per comprendere le dinamiche in cui siamo immerse, e non solo
come specchio di ciò che accade negli Stati Uniti.
> E a partire da questi tre passi laterali che l’ipotesi delle autrici taglia il
> campo d’analisi in maniera netta: «l’autoritarismo della libertà finanziaria è
> la dinamica che, in nome della libertà, promuove la fascistizzazione della
> vita collettiva» (p.58).
In un territorio come l’America Latina dove «la convergenza tra neoliberalismo e
autoritarismo è originaria» (p.61), organizzata nelle dittature tra gli anni ’60
e ’80, e basata sul genocidio delle popolazioni indigene fondativo degli stati
nazione del sud e nord America. Oggi la riconversione da un neoliberalismo
autoritario a un «fascismo di tipo coloniale» avviene tramite «la guerra alla
riproduzione sociale» e la sua fascistizzazione.
In questo modo Cavallero e Gago superano il dibattito sulla svolta autoritaria
globale, fermo alla domanda se quello a cui assistiamo sia fascismo o meno, e
diviso tra chi individua la causa nelle guerre culturali – dando colpa al
femminismo – e chi in una mutazione del neoliberismo. Le autrici chiariscono
come sia il campo della riproduzione sociale ad essere lo spazio in cui si
viluppa la fascistizzazione della società, un processo che ha un doppio
movimento dal basso verso l’alto, con comportamenti microfascisti diffusi,
costituendo un vera e propria mobilitazione sociale, e dall’alto verso il basso,
con politiche che mirano a produrre popolizioni sacrificabili, le donne, le
persone trans e non binarie, le persone migranti e razializzate.
Ed è per questo che il femminismo e il transfemminismo sono in prima linea nella
battaglia contro le destre fasciste in tutto il mondo. Per buona pace di autori
e autrici che qui in Italia continuano a leggere il femminismo contemporaneo
come un prodotto dell’identy politics statunitense, invece che guardare alle
battaglie del tranfemminismo popolare latino-americano, in cui fonda le radici
l’analisi di questo libro.
> La libertà finaziaria, nucelo essenziale dell’agenda politico-economica di
> Milei, va mano nella mano con il suo antifemminismo di Stato e la guerra ai
> generi.
Sono prima di tutto i giovani maschi a sentirsi mobilitati da un progetto che,
da un lato, li chiama a responsabilizzarsi, a costruirsi come soggetti
imprenditori e speculatori, a rischiare e proiettarsi come persone di successo,
tramite app di trading e comunità digitali, invece che rispecchiarsi nella loro
condizioni materiali di impoverimento, sfruttamento e condizione di vittima. E
dall’altro, li fa riappropriare della violenza patriarcale, transfobica e
razzista nella vita quotidiane. Esattamente quella violenza che il movimento
transfemminista ha denunciato in questi ultimi dieci anni.
> Assistiamo, quindi, a una restaurazione patriarcale finanziaria e coloniale:
> una vera e propria controrivoluzione contro le battaglie transfemministe e le
> reti di solidarietà e autogestione popolare.
Questo libro inizia con otto tesi sul debito, avanza con otto tesi sulla
centralità del genere, e si conclude in otto tesi sulla comunità futura, una
linea di analisi che dalla questione materiale del debito privato e pubblico su
cui si basa il capitalismo finanziario, passa per produzione di popolazioni
sacrificabili sulla base del genere e della razza, per chiudere su come
immaginare politicamente nuovi futuri oltre la catastrofe. E nella tesi
conclusiva ci esortano: «la sfida è quella di creare e sostenere
un’organizzazione trasversale e costruire unità attraverso la vicinanza
programmatica e affettiva tra le lotte».
Presentazioni in Italia con le autrici:
25 giugno ore 19:00 a Roma, Esc Atelier autogestito
26 giugno ore 19:00 a Bologna, festival Radici
28 giugno ore 18:30 a Milano, centro sociale Cantiere
29 giugno ore 19:15 a Padova, festival Sherwood
Per tutte le informazioni sulle presentazioni leggi la pagina di Ombre Corte
Immagine di copertina di Juan Valiero per concessione del giornale La Vaca,
proteste a Buenos Aires nel febbraio del 2026
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