Tag - terrorismo

Il sogno del guerriero
Un libro su cui riflettere in questi giorni di tempesta è "Memorie di un terrorista" L'articolo Il sogno del guerriero proviene da Comune-info.
Il narco-traffico Trump ce l’ha in casa: la carriera di Marco Rubio
Abbiamo visto Washington impegnarsi nel sequestro di un capo di stato, ovvero il presidente venezuelano Nicolás Maduro, accusandolo di essere a capo del fantomatico “Cartel de los Soles”. Una finzione hollywoodiana, secondo un esperto di mafie e trafficanti di droga come Pino Arlacchi. L’amministrazione Trump ha preparato il terreno impiegando […] L'articolo Il narco-traffico Trump ce l’ha in casa: la carriera di Marco Rubio su Contropiano.
Kiev, Gaza… e la cupola d’Occidente
Dopo la sedicente “operazione antiterrorismo” portata a termine, in realtà, contro organizzazioni di solidarietà palestinesi in Italia, con l’alibi del finanziamento ad Hamas e su esplicita indicazione israeliana, siamo entrati ufficialmente in una nuova fase delle post-democrazie occidentali. Non possiamo definirle neanche più “democrature“, prendendo a misura l’esautoramento dei parlamenti […] L'articolo Kiev, Gaza… e la cupola d’Occidente su Contropiano.
Il diavolo nei dettagli. L’inchiesta di Genova sui “finanziatori di Hamas”
Le note a pie’ di pagina dell’ordinanza di arresto contro i presunti finanziatori italiani di Hamas. Mentre i telegiornali ci stordivano con la storia dei presunti finanziamenti al terrorismo travestiti da beneficenza verso la Palestina, io ho passato il fine settimana effettivamente a leggermi le 300 pagine dell’ordinanza di arresto […] L'articolo Il diavolo nei dettagli. L’inchiesta di Genova sui “finanziatori di Hamas” su Contropiano.
Tomaso Montanari: “Chi ha manifestato contro il genocidio a Gaza non deve chiedere scusa”
Riportiamo la dichiarazione di Tomaso Montanari sulla strumentalizzazione del caso Hannoun. “Anche se esistesse davvero una rete italiana di finanziamento ad Hamas (e lo si dovrà dimostrare in tribunale, e non certo basandosi sui “dati” forniti dai servizi segreti dello Stato genocida di Israele…), davvero nessuno di coloro che hanno manifestato contro il genocidio di Gaza dovrebbe «chiedere scusa», come invece ciancia il solito funesto ciarlatano iracondo di Matteo Salvini. Quelle manifestazioni non erano per Hamas, ma per la sopravvivenza e l’autodeterminazione del popolo Palestinese (che, tra l’altro, paga tutti interi anche i danni prodotti dalle condotte criminali di Hamas). Quando la Procura nazionale antimafia e antiterrorismo specifica che l’inchiesta non toglie nulla all’enormità dei crimini del governo israeliano, sul quale pendono mandati di cattura internazionali, lo fa cercando di prevenire l’oscena, prevedibile (e puntualmente verificatasi) strumentalizzazione politica (di destra e purtroppo non solo…) degli atti (almeno in parte dovuti) della magistratura. Non è solo un problema della politica: lo spazio dedicato dai media italiani a questa inchiesta è incredibilmente sproporzionato rispetto a quello dedicato ai crimini dei vertici dello Stato di Israele, in ogni caso incomparabilmente più grandi di quelli di Hamas. E i toni sono incomparabilmente più duri: il terrorismo di Israele va benissimo, perché è fatto nel nostro interesse. I morti non sono tutti uguali, siamo ancora e sempre in piena mentalità coloniale e suprematista. Per i nostri media mainstream, i palestinesi sono umani di serie b (quando sono considerati umani…). Anche io sono stato presentato a Mohammad Hannoun, in un evento pubblico con migliaia di persone presenti: e allora? Gli attacchi a Laura Boldrini, a Francesca Albanese e ad altre personalità pubbliche che compaiono in fotografie con lui sono spregevoli e fondati sul nulla. E spesso sono scagliati da persone che si vantano dei loro ritratti in compagnia di Netanyahu (e magari di Bolsonaro, di Putin, o di Trump): i cui crimini (al contrario di quelli presunti di Hannoun) sono certi, e noti a tutti”. Redazione Italia
Chi definiamo, oggi, terrorista?
Abu Mohammad al Jolani, per anni nome da taglia dell’FBI, oggi circola come Ahmad al Sharaa, presidente siriano ricevuto alla Casa Bianca con onori da Donald Trump, con sponde diplomatiche che fino a ieri parevano impensabili. Bello vero? Da terrorista da top 5 dei ricercati a “attendibile” partner del presidente […] L'articolo Chi definiamo, oggi, terrorista? su Contropiano.
Quello che temono
-------------------------------------------------------------------------------- Roma, 3 ottobre 2025 -------------------------------------------------------------------------------- C’è un movimento globale che ha scoperchiato non solo l’orrore presente del genocidio, ma le responsabilità storiche di uno Stato che ha perpetrato l’apartheid come forma coloniale sistematica. Abbiamo fatto alleanze larghe, di popolo, per fermare lo sterminio dei palestinesi. Abbiamo fatto alleanze in Israele con i ragazzi che si oppongono al genocidio, con chi obietta. Questa potenza vogliono colpire, perché è una potenza che si sta mettendo di mezzo a tutti i piani imperiali di disumanizzazione dell’altro e dell’altra, dei piani di chi sta preparando il retroterra concettuale della guerra mondiale. Non tanto l’inchiesta sui presunti fondi ad Hamas (che dovrà andare avanti si, ma secondo i criteri di uno Stato di Diritto, non di quello autoritario che definisce a priori la sentenza), quanto l’attuale gestione della stessa fa paura: è strumentale, del tutto strumentale, vogliono colpire un noi grande come le piazze internazionali, il noi che ancora pensa che la democrazia sia il luogo del confronto, il noi dei movimenti che hanno capito che la crisi di questo sistema economico porterà all’estensione della guerra come soluzione per riequilibrare interessi e geografie economiche. Ad essere sotto attacco è anche l’indicibile: la dottrina storica del nostro Paese. Su pressione di Usa e Israele si vuole indebolire il ruolo che l’Italia ha avuto sullo scacchiere Mediorientale (con Israele, ma terra cuscinetto in rapporto ai movimenti della Resistenza internazionali). C’è un nesso tra questa operazione e altre degli ultimi anni del Governo Meloni: le lezioni militari nelle scuole, la Legge che affossa il ruolo della Corte dei conti, il ddl sicurezza, le leggi che associano antisemitismo e antisionismo, tutti clack del meccanismo autoritario. Chi vuole associare milioni di persone scese in piazza a una organizzazione radicale islamista, finanziata da oligarchi del petrolio e dalle teocrazie Mediorientali, responsabile dell’orrore del 7 ottobre, mente sapendo di mentire. È parte della propaganda autoritaria. Noi continueremo a riempire le piazze per l’umanità, la liberazione del popolo palestinese, contro ogni guerra, per la democrazia, la pace e la giustizia sociale. Questo temono, questo continueremo a realizzare. Per amore non per odio. -------------------------------------------------------------------------------- LEGGI ANCHE QUESTO ARTICOLO DI EMILIA DE RIENZO: > Quando la sicurezza cancella le domande -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Quello che temono proviene da Comune-info.
NIGERIA: NATALE TRA LE BOMBE USA CONTRO LA MINACCIA JIHADISTA “DISTANTE MILLE CHILOMETRI”
Bombe made in USA sulla Nigeria nel giorno di Natale, in un’operazione concertata con il governo di Abuja. Trump ordina un attacco per – dice – “proteggere i cristiani dai terroristi islamici”. La Nigeria, il maggiore stato africano per riserve petrolifere, ricorda la campagna bellica che Trump sta portando avanti contro i “trafficanti” venezuelani: il Venezuela, infatti, detiene il primato mondiale per le riserve petrolifere accertate. Secondo il presidente Donald Trump, i campi dell’ISIS attaccati nella notte del 25 dicembre, sono stati “decimati”. La CNN racconta lo choc nel villaggio nigeriano colpito dai missili, dove i residenti negano attività dell’ISIS nell’area. Il quadro su quanto accaduto in Nigeria con il giornalista Andrea Spinelli Barrile. Ascolta o scarica