Quello che temono--------------------------------------------------------------------------------
Roma, 3 ottobre 2025
--------------------------------------------------------------------------------
C’è un movimento globale che ha scoperchiato non solo l’orrore presente del
genocidio, ma le responsabilità storiche di uno Stato che ha perpetrato
l’apartheid come forma coloniale sistematica. Abbiamo fatto alleanze larghe, di
popolo, per fermare lo sterminio dei palestinesi. Abbiamo fatto alleanze in
Israele con i ragazzi che si oppongono al genocidio, con chi obietta. Questa
potenza vogliono colpire, perché è una potenza che si sta mettendo di mezzo a
tutti i piani imperiali di disumanizzazione dell’altro e dell’altra, dei piani
di chi sta preparando il retroterra concettuale della guerra mondiale.
Non tanto l’inchiesta sui presunti fondi ad Hamas (che dovrà andare avanti si,
ma secondo i criteri di uno Stato di Diritto, non di quello autoritario che
definisce a priori la sentenza), quanto l’attuale gestione della stessa fa
paura: è strumentale, del tutto strumentale, vogliono colpire un noi grande come
le piazze internazionali, il noi che ancora pensa che la democrazia sia il luogo
del confronto, il noi dei movimenti che hanno capito che la crisi di questo
sistema economico porterà all’estensione della guerra come soluzione per
riequilibrare interessi e geografie economiche.
Ad essere sotto attacco è anche l’indicibile: la dottrina storica del nostro
Paese. Su pressione di Usa e Israele si vuole indebolire il ruolo che l’Italia
ha avuto sullo scacchiere Mediorientale (con Israele, ma terra cuscinetto in
rapporto ai movimenti della Resistenza internazionali). C’è un nesso tra questa
operazione e altre degli ultimi anni del Governo Meloni: le lezioni militari
nelle scuole, la Legge che affossa il ruolo della Corte dei conti, il ddl
sicurezza, le leggi che associano antisemitismo e antisionismo, tutti clack del
meccanismo autoritario.
Chi vuole associare milioni di persone scese in piazza a una organizzazione
radicale islamista, finanziata da oligarchi del petrolio e dalle teocrazie
Mediorientali, responsabile dell’orrore del 7 ottobre, mente sapendo di mentire.
È parte della propaganda autoritaria. Noi continueremo a riempire le piazze per
l’umanità, la liberazione del popolo palestinese, contro ogni guerra, per la
democrazia, la pace e la giustizia sociale. Questo temono, questo continueremo a
realizzare. Per amore non per odio.
--------------------------------------------------------------------------------
LEGGI ANCHE QUESTO ARTICOLO DI EMILIA DE RIENZO:
> Quando la sicurezza cancella le domande
--------------------------------------------------------------------------------
L'articolo Quello che temono proviene da Comune-info.