Tag - Calabria

Gioia Tauro non è complice del genocidio. Fermiamo le armi per “Israele”
Nei giorni scorsi la campagna internazionale No Harbor for Genocide ha acceso i riflettori sul porto di Gioia Tauro denunciando la presenza di cinque container contenenti con ogni probabilità materiale bellico — acciaio balistico o componenti per munizioni — destinati a “Israele”. La nave MSC Lucy, sulla quale erano imbarcati […] L'articolo Gioia Tauro non è complice del genocidio. Fermiamo le armi per “Israele” su Contropiano.
March 20, 2026
Contropiano
#lascuolavaallaguerra Oggi, giovedì 19 marzo, ore 18 a #Reggio #Calabria (Chiesa Valdese) Dove va la #scuola italiana? La #militarizzazione dell'#istruzione in Italia Ne parliamo con Antonio Mazzeo, insegnante e attivista Modera Monica Natali, diacona valdese Interventi musicali a cura di Francesca Araniti, Gabriella Araniti, Roberta Gebbia, Tommaso Mandraffino e Silvia Martino
March 19, 2026
Antonio Mazzeo
#educareallapace #Scuola e #guerra: il dibattito tra #Messina e #Reggio #calabria Doppio appuntamento mercoledì 18 a Messina e giovedì 19 marzo a Reggio Calabria con l’incontro “Dove va la scuola italiana? La militarizzazione dell’istruzione in Italia” promosso dalle Chiese Valdesi https://www.cultandsocial.it/scuola-e-guerra-il-dibattito-tra-messina-e-reggio/
March 18, 2026
Antonio Mazzeo
«La terra non ha memoria»
Recensione di Pierluigi Pedretti al romanzo di Francesca Anili, che vede come protagonista l’area crotonese del Marchesato, una terra brulla e argillosa che dal mare si dilunga fino alle pendici della Sila orientale. Non mancano i colori a questo paesaggio. Ma non solo colori. Ci sono giorni duri come il loro freddo, altri in cui non sembra che vi possa
Calabria. Potere al Popolo si unisce al Convoy Nuestra América
Potere al Popolo si unisce al Convoy Nuestra América in una missione politico-umanitaria nata dalla Conferenza Nuestra America tenuta a fine gennaio a Bogotà, ed anche un nostro compagno partirà dalla Calabria e si imbarcherà, assieme ai compagni di molti altri territori, sull’aereo in partenza il 17 c.m. da Roma […] L'articolo Calabria. Potere al Popolo si unisce al Convoy Nuestra América su Contropiano.
March 15, 2026
Contropiano
L’Italia ringrazia la Brigata Medica Cubana per il suo lavoro in Calabria
Nel corso di un evento tenutosi l’11 marzo 2026 nella città di Catanzaro, capoluogo della Calabria, è stata sottolineata l’importanza dell’assistenza fornita da una brigata medica cubana nelle cinque province di questa regione del Sud Italia. Secondo quanto riportato da PL, nel corso di un evento tenutosi nella città di Catanzaro, capoluogo della Calabria, è stata sottolineata l’importanza dell’assistenza fornita da una brigata medica cubana nelle cinque province di questa regione del sud Italia. L’evento, dal tema “Salute cubana: un esempio per l’Italia e per il mondo. Il caso della Calabria”, si è svolto ieri presso lo storico Palazzo de Nobili, con la partecipazione dell’ambasciatore cubano in Italia, Jorge Luis Cepero, e di Arasay D’Angelo, Primo Segretario con delega agli Affari Consolari. Nel corso dell’incontro, organizzato dal Circolo Sierra Maestra dell’Associazione nazionale di amicizia Italia-Cuba (Anaic), il capo della rappresentanza diplomatica cubana ha ringraziato il popolo calabrese per “l’accoglienza e la cura che riserva ai nostri medici”, si legge in una nota pubblicata dal Corriere della Calabria. “Mentre forniscono un servizio fondamentale, garantendo il diritto umano alla salute, ricevono in cambio affetto e gratitudine, e questo ci commuove profondamente”, ha affermato il diplomatico durante l’incontro, a cui hanno partecipato rappresentanti di organizzazioni politiche, sociali e solidali, nonché cubani residenti in Italia. “È toccante vedere l’affetto e il rispetto che i calabresi dimostrano verso i nostri medici”, ha detto Cepero, sottolineando che “per Cuba la solidarietà è sempre stata un principio fondamentale, condividere ciò che abbiamo, non ciò che ci avanza”. “Quando un popolo ha bisogno di cure cubane o di professionisti formati dalla Rivoluzione, è naturale che offriamo il nostro aiuto”, e “questo è ciò che gli Stati Uniti si rifiutano di accettare: che i medici cubani garantiscano il diritto delle persone alla vita e alla salute”, ha aggiunto. All’incontro hanno partecipato il capo della Brigata Medica Cubana, Luis Enrique Pérez, nonché una numerosa rappresentanza dei quasi 400 medici della nazione caraibica presenti in quella regione, e nel corso dell’incontro si è discusso dell’esperienza del lavoro che, dalla fine del 2022, stanno svolgendo a sostegno del sistema sanitario calabrese. Nei loro discorsi, i membri dell’Anaic e di altre organizzazioni presenti hanno sottolineato che, sebbene Cuba garantisca l’esercizio dei diritti umani fondamentali, subisce da oltre 60 anni l’aggressione degli Stati Uniti, con un criminale blocco economico, commerciale e finanziario. Hanno però sottolineato che “nonostante la mancanza di petrolio, energia e molte altre risorse”, dovuta a queste pressioni, intensificate a fine febbraio dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che sta cercando di impedire l’ingresso di carburante a Cuba, questa nazione “rimane forte e continua a essere un esempio per il mondo”. “Si tratta di misure crudeli e disumane, che costituiscono una forma di aggressione, un genocidio, contro il popolo cubano”, ha affermato l’ambasciatore, aggiungendo che il governo degli Stati Uniti non raggiungerà il suo obiettivo di porre fine al processo rivoluzionario sull’isola. Nonostante questa situazione complessa, Cuba manterrà i suoi aiuti solidali ad altri Paesi, come quelli forniti dalla sua brigata medica in Calabria, perché, come ha sottolineato una volta il leader storico della Rivoluzione, Fidel Castro, quella nazione porta al mondo “medici e non bombe”, aggiunge la fonte. Durante la visita alla brigata medica cubana in Calabria, l’Ambasciatore di Cuba in Italia, Jorger Luis Cepero ha avuto un cordiale incontro con il presidente della regione, Roberto Occhiuto.   Fonte: https://www.juventudrebelde.cu/internacionales/2026-03-08/ italia-agradece-labor-de-brigada-medica-cubana-en-calabria Traduzione: italiacuba.it Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba
March 14, 2026
Pressenza
Calabria: Esercito nelle scuole per sponsorizzare il concorso VFI e carriere militari
Il 27 febbraio scorso è scaduto il termine del secondo blocco (https://concorsi.difesa.it/ei/VFI/20262BL/Pagine/home.aspx) del concorso per 3000 volontari in ferma iniziale (VFI) e nelle settimane precedenti c’erano infopoint dell’esercito in molte città calabresi. Obiettivo degli infoteam dell’esercito è avvicinare quanta più gente è possibile, soprattutto giovani tra i 18 e i 24 anni per informarli sulle modalità di partecipazione al concorso, e invogliarli ad arruolarsi (clicca qui per la segnalazione). Nell’audizione in IV Commissione del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Salvatore Farina, il 14 maggio 2019, si mettevano in evidenza le difficoltà di reclutamento volontario e l’invecchiamento del personale graduato. Nel 2019 il personale over-40 era circa il 36% sul numero complessivo; e in assenza di provvedimenti specifici si prevedeva di raggiungere la soglia del 77% di personale over-40 entro il 2025. L’elevata età media dei graduati è in antitesi con la professione delle armi, caratterizzata da uno stress psicofisico assai frequente e particolarmente elevato, in scenari caratterizzati da condizioni climatiche a volte estreme. Uno stress sostenibile per un giovane di vent’anni ma impossibile da sostenere per un uomo o una donna di quarant’anni (clicca qui). Quindi servono giovani volontari. Tutte le nazioni europee stanno ripensando il loro apparato militare e prevedono di irreggimentare un alto numero di nuove reclute. ( Leggi cosa sta succedendo in Germania, dove si sono costituiti comitati di sciopero nelle scuole e una rete nazionale contro il ritorno della coscrizione obbligatoria qui il link). In Italia il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha dichiarato che dovremmo riflettere su un aumento delle forze a disposizione della Difesa, e ha anticipato che porterà la sua proposta di riforma in Parlamento, non agirà per decreto. C’è chi ipotizza l’istituzione di un corpo ausiliario su base volontaria alle dipendenze delle FFAA da attivare in caso di necessità, crisi, emergenze specifiche anche internazionali. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università seguirà l’evolversi delle dichiarazioni istituzionali e della discussione pubblica, continuerà nel suo lavoro di informazione perché la scuola torni ad essere un luogo estraneo alle logiche di dominio e agli eserciti. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Piana di Gioia Tauro: la precarietà negli insediamenti non cambia, anzi peggiora
Per il tredicesimo anno consecutivo Medici per i Diritti Umani interviene nella Piana di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria. Un incendio, condizioni igieniche gravemente inadeguate e i fallimenti del Decreto Flussi: il quadro di una marginalità che non cessa di riprodursi. Tredici anni di interventi. Tredici anni di rapporti, appelli, richieste inevase che non hanno cambiato la situazione nella Piana di Gioia Tauro. Medici per i Diritti Umani (MEDU) è tornata nei mesi di gennaio e febbraio 2026 nel campo container di Contrada Russo e nella Tendopoli di San Ferdinando, offrendo supporto socio-legale e orientamento sanitario ai braccianti stagionali che popolano questi insediamenti 1. Un impegno che si rinnova, invariato, mentre la marginalità – abitativa, lavorativa, istituzionale – continua a riprodursi con la stessa meccanica inesorabile. Il personale di MEDU ha preso in carico quaranta persone regolarmente soggiornanti, provenienti da diversi Paesi dell’Africa occidentale. Il 70% vive stabilmente in Italia da oltre tre anni, spostandosi stagionalmente seguendo i cicli agricoli. Trenta di loro erano già state supportate negli anni precedenti, a riprova di quanto sia difficile uscire da questo tipo di situazione.  Clicca per scaricare «Conferma la cronicizzazione della marginalità abitativa e lavorativa», scrive MEDU nel suo rapporto che sottolinea la continuità storica di un sistema che si autoriproduce. Sul fronte lavorativo, la paga media dichiarata è di circa 50 € al giorno. Si registra un maggiore ricorso a contratti formali rispetto agli anni precedenti, ma «sono diffusi contratti brevi e giornate non registrate». Le giornate riportate in busta paga, tra le dodici e le venti al mese, «raramente coincidono con quelle effettivamente lavorate». A peggiorare il quadro, la stagione agrumicola è stata più breve e meno redditizia del solito, complice la ridotta resa produttiva legata alla siccità dell’anno precedente. La Tendopoli di San Ferdinando, quest’anno, ha ospitato in media circa cinquecento persone, contro le milleduecento degli anni di punta. Un numero inferiore, ma non meno preoccupante. Quella che era nata come soluzione temporanea è diventata, nei fatti, «uno spazio di marginalità permanente». I servizi igienici sono deteriorati, l’illuminazione assente, le tende consunte. I rifiuti vengono bruciati sul posto in assenza di sistemi di raccolta adeguati. Le misure di sicurezza sono di fatto inesistenti. Proprio queste condizioni strutturali hanno determinato, nel corso della missione di MEDU, un nuovo episodio allarmante: un incendio ha coinvolto due tende, rendendo necessario il trasporto in ospedale di un giovane residente. Non è la prima volta. Negli anni scorsi roghi analoghi hanno già provocato vittime all’interno dell’insediamento.  «Non si tratta di fatalità, ma dell’esito prevedibile di condizioni strutturalmente insicure», afferma MEDU. «Ogni incendio non è un incidente, bensì è la conseguenza logica di un sistema che non viene messo ». Operatori e operatrici di MEDU segnalano inoltre l’emergere di nuove forme di vulnerabilità: un aumento della presenza di persone con dipendenze, di cittadini stranieri con disagio psichico e, soprattutto, di lavoratori segnati dal fallimento del Decreto Flussi. Si tratta di persone entrate regolarmente in Italia ma rimaste escluse dalla procedura di assunzione e dalla regolarizzazione, «precipitate in una condizione di invisibilità istituzionale».  Il decreto, che avrebbe dovuto aprire canali legali di ingresso regolare, nella realtà ha prodotto, per molti, solo nuova esclusione. Di fronte a questo quadro, MEDU rinnova le sue richieste alle istituzioni: superare l’approccio emergenziale con un piano strutturale di accoglienza diffusa; garantire effettivamente l’accesso a residenza, codice fiscale e assistenza sanitaria; rafforzare i controlli lungo tutta la filiera agricola; riformare in profondità il Decreto Flussi per evitare che continui a produrre esclusione anziché “integrazione”. «Finché la risposta resterà temporanea, la marginalità continuerà a riprodursi, lasciando centinaia di lavoratori intrappolati tra precarietà abitativa e ricattabilità lavorativa», conclude il rapporto di MEDU.  Un’accusa chiara verso le politiche governative, non solo di destra. Tredici anni di interventi, e la situazione è ancora ferma – se non in peggioramento – sorda alle richieste di azioni concrete che non arrivano. 1. L’attività di MEDU si svolge nell’ambito del progetto “Campagne aperte. Laboratorio di pratiche territoriali per promuovere dignità di vita e di lavoro”, finanziato dalla Fondazione con il Sud. Il progetto prevede un ampio partenariato, con capofila il Centro Regionale di Intervento per la Cooperazione (CRIC) e con i seguenti partners: Arci Reggio Calabria APS, Associazione di Chiese, Rete delle Comunità Solidali (Re.Co.Sol.), Città metropolitana di Reggio Calabria, Nuvola Rossa APS, Università della Calabria, Medici per i Diritti Umani (MEDU). ↩︎
Polo Donegani-Ciliberto di Crotone: una giornata di arruolamento della Marina Militare nella scuola
Se si dovesse prospettare una gara tra Forze armate tra chi è più impegnata nella campagna di reclutamento, allora sicuramente nell’anno in corso la Marina Militare si sta battendo con tutte le sue “forze”! Il 9 gennaio 2026 all’istituto superiore Polo Tecnologico Donegani – Ciliberto di Crotone in Calabria si è tenuta la giornata orientativa FUTURO SUL MARE con il fine di fare conoscere le opportunità professionali nella Marina Militare , raccontate da una ex alunna oggi allievo sottufficiale. Dopo avere proiettato alle classi quinte del plesso di via Siris un video che mostra la giornata tipo con la sua rigorosa organizzazione delle attività, l’ex studentessa ha condiviso la propria  esperienza e risposto alle domande poste soprattutto da studentesse, come riporta la pagina Facebook della scuola, a dimostrazione dell’inclusività di genere di questa arma. Una vera e propria mattinata di propaganda militare, presentata come percorso di accesso al mondo del lavoro (offrire una visione a 360° e concreta sulle opportunità professionali legate al Cluster Marittimo, si legge nel post!) e presentato come un’esperienza formativa unica. Quello che immediatamente salta agli occhi è la logica comunicativa scelta dalla Marina Militare con questo incontro che denuncia una totale strumentalizzazione dei giovani e soprattutto delle giovani. Si strumentalizza l’uditorio dando l’illusione che arruolarsi sia un lavoro come un altro (vd. Il nostro convegno Non è un mestiere come un altro). Si strumentalizza una giovane donna portatrice del messaggio: io ero una di voi, e, con lei, si strumentalizzano le studentesse alle quali giunge il messaggio di un ambiente inclusivo pronto ad accogliere giovani donne puntando sulla scelta “volontaria”, in coerenza con la proposta del Ministro della Difesa Guido Crosetto che punta a una nuova leva militare “volontaria” a partire dal 2026  aperta a giovani maggiorenni (uomini e donne) e professionisti. Si tratta di iniziative che, con diverse modulazioni, vengono ripetute in tante altre scuole d’Italia e la nostra denuncia costante e continua è funzionale a mostrare come vi sia un’architettura unica dietro l’aggressione delle Forze armate alle scuola, cioè un progetto ben definito di arruolamento e di normalizzazione della guerra, esplicitato anche nel Programma di Comunicazione del Ministero della Difesa, che l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università definisce “il paradigma della militarizzazione“. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
“Rompere il silenzio”: la nuova Carovana per una Calabria aperta e solidale
Dal 24 al 28 febbraio torna per il secondo anno la Carovana per una Calabria aperta e solidale, un’iniziativa politica e umana che intreccia memoria, denuncia e mobilitazione. Crotone, Cutro, Riace, Caulonia e Reggio Calabria saranno le tappe di un viaggio organizzato da Carovane Migranti e Caravana Abriendo Fronteras 1, che si intreccia con una parte delle iniziative organizzate a Steccato di Cutro e Crotone dalla Rete 26 Febbraio nei giorni del terzo anniversario della strage di Cutro. «Verità e giustizia per le famiglie delle vittime, per i superstiti, dignità ai morti e agli scomparsi delle stragi nel Mediterraneo», è la richiesta trasversale a tutti gli appuntamenti. Le organizzazioni nel loro appello identificano quanto sta avvenendo come «una geografia del terrore, una risposta del Potere alla libertà di movimento delle persone». E ancora: «Non vi è termine più appropriato che quello di “migranticidio” per definire la mattanza alle frontiere dell’Occidente». Il riferimento esplicito è alle politiche europee e alla loro recente evoluzione: «L’Europa che si riarma ha già un esercito comune: Frontex schierato in armi alle frontiere esterne per blindare la Fortezza Europa e moltiplicare i respingimenti». Un impianto che trova applicazione concreta «nel famigerato Patto Europeo sulla Migrazione e l’Asilo», i cui effetti «vediamo nella recente decretazione del Governo». Nel mirino anche il clima politico complessivo: «Sotto attacco feroce i migranti, i richiedenti asilo, le famiglie che tentano di ricongiungersi», mentre «le navi umanitarie» vengono «vessate in ogni modo» e «i solidali criminalizzati preventivamente». Lo scenario attuale viene definito «una guerra di frontiera». Una guerra che, si legge, produce un sistema in cui «i migranti sono meglio se inghiottiti dal mare o dai trafficanti di terra». Da qui la necessità di una risposta collettiva: «La risposta dal basso deve darsi un orizzonte più ampio, condividendo lotte, pratiche e testimonianze dalle rotte». Una azione politica che deve essere internazionale «intrecciando le voci delle madri, dei familiari che da Tunisi o Algeri, dal Marocco o dall’estremo Oriente chiamano le Americhe ed il resto del mondo». La strage di Cutro è stato un momento in cui questa risposta si è data e le giornate successive ne sono state un esempio». Per questo «dovremo occupare gli spazi che le istituzioni lasciano deliberatamente vuoti», costruendo percorsi che «vedano al centro le madri, le famiglie ed i loro bisogni». Durante tutte le tappe saranno presenti i Lenzuoli della Memoria Migrante, le pagine bianche di un libro che vogliono «raccontare e dare un nome alle persone che hanno perso la vita nel Mediterraneo». Un gesto simbolico che accompagna ogni Carovana, «riaffermando con forza la dignità di persona che viene regolarmente negata». IL PROGRAMMA GIORNO PER GIORNO 24 febbraio – Crotone, davanti al tribunale * Alle 14.00 conferenza stampa con familiari, sopravvissuti e associazioni. * Dalle 14.30 alle 17.30 presidio: «per dare voce alle famiglie» anche di fronte al rinvio del processo. 25 febbraio – Crotone * Alle 10.00, al campo di Tufolo, partita di calcio “friendly match”. * Alle 16.30, in Piazza dell’Immacolata, incontro pubblico su «stragi nel Mediterraneo e nelle rotte di terra», con l’obiettivo dichiarato di «dare voce ai diritti dei superstiti, delle famiglie delle vittime e degli scomparsi». * Alle 20.00, al Cinema Teatro Apollo, la proiezione del docufilm “Cutro, 94… and more”. 26 febbraio – Crotone / Steccato di Cutro * Alle 4.00 la veglia commemorativa: un momento che risponde all’appello delle famiglie a «non sentirsi sole nella notte di Steccato di Cutro». * Alle 11.30 conferenza stampa al Municipio di Crotone con «le voci dei familiari di ritorno dall’alba». * Alle 15.00 dibattito su «genocidio, migranticidio, guerra e disinformazione di massa», che mette in relazione le politiche migratorie con i conflitti globali. * Nel pomeriggio, proiezione del docufilm a Cutro e presentazione del libro “Un viaggio verso Cutro” a Crotone. 27 febbraio – Riace / Caulonia * A Riace incontro con Mimmo Lucano. * A Caulonia, alle 17.30, l’iniziativa: «Resistere, esistere. Dal basso, contro la barbarie del migranticidio e del genocidio a Gaza». 28 febbraio – Reggio Calabria * Visita al cimitero di Armo e al Museo diocesano delle migrazioni. * Nel pomeriggio, iniziativa conclusiva: «Mare nMostrum, rompere il silenzio su genocidio e migranticidi di Stato». Un momento pensato per «tirare le fila del viaggio» e rilanciare le mobilitazioni. Le iniziative organizzate dalla Rete 26 febbraio “PROCEDURE CERTE, DEGNE E TRASPARENTI” Tra le richieste più concrete avanzate dalla Carovana c’è quella di vincolare le istituzioni «di fronte alle tragedie di mare e di terra, a procedure certe, degne e trasparenti». In particolare su «identificazione», «supporto psicologico ai familiari», «presenza nelle diverse fasi dell’iter processuale», fino a «sepolture e rimpatrio dei corpi». L’obiettivo è anche internazionale: «Lavoriamo insieme alla costruzione di un incontro internazionale» per definire «un protocollo per l’identificazione dei corpi» e «garantire il diritto inalienabile dei familiari a conoscere la sorte dei loro cari». LA VOCE DELLE FAMIGLIE E DEI SOPRAVVISSUTI «PERCHÉ VI SIETE DIMENTICATI DI NOI?» Al centro restano loro. Le parole con le quali le famiglie hanno chiesto che non cali il silenzio sulla strage di Steccato di Cutro e che siano rispettate le promesse che la Presidente del Consiglio Meloni fece a loro nelle settimane successive al naufragio di tre anni fa. «È difficile vivere senza giustizia. È difficile sopravvivere ogni giorno con le ombre dei nostri cari». E aggiungono, «ci fa più male di tutto la sensazione che vi siate dimenticati di noi». Le promesse istituzionali, denunciano, «non si sono realizzate» e «nessuna delle altre promesse […] è stata mantenuta». Da qui la decisione di tornare, «con le unghie e con i denti, con l’amore per la verità, faremo in modo di tornare». Una voce che si unirà a quella di tante persone solidali che saranno mobilitate per «rompere il silenzio». 1. Scarica il comunicato completo ↩︎