Tag - donna vita libertà

Sit-in per il popolo iraniano – piazza Castello
Martedì 28 luglio a partire dalle ore 19.00 si è tenuto in piazza Castello un sit-in per il popolo iraniano, nel contesto della settimana globale di azione per la pace in Iran: di seguito il manifesto di convocazione. > Ci rivolgiamo a tutte le persone che credono nella pace, nella giustizia, > nella democrazia e nei diritti umani. > > Non possiamo rimanere indifferenti di fronte alle condizioni in cui vive il > popolo iraniano, schiacciato tra due forme di violenza. > > Da una parte, il crescente ricorso alle esecuzioni capitali, principale > strumento di repressione della Repubblica Islamica, che da anni soffoca ogni > voce di dissenso con arresti, torture, condanne arbitrarie e impiccagioni; > negando le libertà fondamentali. Una brutale repressione che dura da più di 47 > anni e ha raggiunto il suo apice l’8 e il 9 gennaio scorso, in uno dei più > gravi massacri della storia della repubblica islamica, che ha cercato di > oscurare i suoi crimini imponendo un blackout digitale all’intera nazione. > > Dall’altra, la guerra e gli attacchi militari statunitensi – e israeliani > prima – che devastano il Paese, distruggono le infrastrutture e colpiscono la > vita di civili innocenti, spingendo l’Iran sull’orlo di una catastrofe > umanitaria. > > A pagare il prezzo più alto è chi lavora, chi studia, chi sogna una vita > normale e un futuro dignitoso, chi chiede giustizia e rischia ogni giorno la > propria esistenza per affermare i propri diritti fondamentali. > > Sosteniamo il popolo iraniano in questo tragico momento storico, da mesi sotto > l’attacco di eserciti tra i più potenti del mondo. > Siamo al fianco dei prigionieri di coscienza in sciopero della fame in segno > di protesta contro la pena di morte. Non lasciamo soli i lavoratori e le > lavoratrici che, nonostante la repressione, la guerra e i continui attacchi, > continuano a rivendicare il diritto a una vita dignitosa, ad un salario equo, > alla sicurezza e alla libertà di organizzarsi e di far sentire la propria > voce. > > Non abbandoniamo chi ha perso tutto in questi mesi di guerra e di repressione > e oggi continua a rischiare la vita, mentre la comunità internazionale resta > avvolta in un assordante silenzio, incapace di assumere una posizione chiara e > netta contro il sacrificio di vite umane in Iran. > > Per questo rivolgiamo un appello alla comunità internazionale, alla società > civile, alle associazioni, ai movimenti democratici e a tutte le persone che > hanno a cuore i diritti umani. > > Scendiamo in piazza per sostenere il popolo iraniano, al fianco di chi chiede > libertà, dignità, pace e giustizia. > > Chiediamo la tutela della popolazione civile, la fine della repressione, il > rispetto dei diritti fondamentali e il sostegno a tutte le persone che > continuano a lottare per un Iran libero, democratico e rispettoso della > dignità umana e non umana. > Chiediamo che le innumerevoli violenze che stanno infiammando l’Asia > occidentale siano affrontate portando al centro di ogni decisione, di ogni > misura presa, i popoli oppressi e non gli interessi geo-politici. > > Non voltiamo le spalle al popolo iraniano.     Redazione Torino
July 29, 2026
Pressenza
Roma: Oggi fiaccolata per l’Iran in Campidoglio
Parisa Nazari, della rete Donna, Vita, Libertà di Roma, ci presenta la fiaccolata che si terrà questo pomeriggio in Campidoglio, a partire dalle ore 19.00, in solidarietà con il popolo iraniano. Di seguito il comunicato di indizione della manifestazione.
July 28, 2026
Radio Onda Rossa
E sì, si muore per amore. Addio a Marjane Satrapi, la voce libera di Persepolis
L’autrice franco-iraniana che ha raccontato al mondo il volto umano dell’Iran è morta a 56 anni. Con Persepolis ha combattuto stereotipi, repressione e pregiudizi attraverso il linguaggio universale del fumetto. Trailer di Persepolis, il film d’animazione scritto e diretto da Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, tratto dall’omonima graphic novel autobiografica. https://www.mymovies.it/film/2007/persepolis/news/il-trailer-ufficiale-del-film-hd/ Marjane Satrapi, fumettista, illustratrice e regista franco-iraniana, è morta il 4 giugno 2026 all’età di 56 anni. La notizia è stata diffusa dai familiari, che hanno parlato di una donna consumata dal dolore dopo la perdita del marito Mattias Ripa, scomparso poco più di un anno fa e da lei definito pubblicamente «l’amore della mia vita». La sua scomparsa priva il mondo della cultura di una delle voci più originali e coraggiose degli ultimi decenni. Attraverso il fumetto, il cinema e l’illustrazione, Satrapi ha costruito un ponte tra culture diverse, raccontando la complessità dell’Iran senza cedere né agli stereotipi occidentali né alla propaganda del regime. Nata il 22 novembre 1969 a Rasht, sulle rive del Mar Caspio, e cresciuta a Teheran, visse da adolescente la rivoluzione islamica del 1979 e gli anni della guerra tra Iran e Iraq. Proveniva da una famiglia colta e impegnata sul piano civile e culturale. A quattordici anni i genitori la mandarono a studiare a Vienna nel tentativo di sottrarla al clima sempre più repressivo instaurato dal nuovo regime. L’esperienza europea la mise però di fronte a un’altra forma di difficoltà: quella dell’esilio, dello sradicamento e del pregiudizio. Dopo un ritorno in Iran e gli studi alla Facoltà di Belle Arti di Teheran, decise di lasciare definitivamente il Paese e si stabilì a Parigi nel 1994. Fu proprio nella capitale francese che nacque l’opera destinata a renderla famosa nel mondo. Pubblicato tra il 2000 e il 2003, Persepolis racconta la sua infanzia, l’adolescenza e il difficile rapporto con un Paese amato profondamente ma attraversato da profonde contraddizioni. Il valore dell’opera non risiede soltanto nella testimonianza storica. Satrapi riuscì a fare qualcosa di raro: raccontare l’Iran dall’interno senza trasformarlo in una caricatura. In anni in cui il Paese veniva spesso identificato esclusivamente con il fondamentalismo religioso, la repressione e i conflitti geopolitici, Persepolis mostrò al mondo famiglie, amicizie, ironia, paure e speranze. In altre parole, mostrò persone. L’autrice spiegò più volte che uno degli obiettivi del suo lavoro era contrastare i pregiudizi sul proprio Paese. Attraverso gli occhi di una bambina prima e di una giovane donna poi, il lettore scopre che nessun popolo può essere ridotto al proprio governo e che dietro ogni evento storico esistono vite reali, spesso ignorate dalle narrazioni ufficiali. Anche il tema del velo, frequentemente utilizzato in Occidente come simbolo assoluto della condizione femminile iraniana, viene affrontato con maggiore complessità. Nelle sue opere il problema non è soltanto un indumento imposto, ma il più vasto sistema di controllo delle idee, dei comportamenti e della libertà individuale. Nel 2007 Persepolis divenne un film d’animazione scritto e diretto dalla stessa Satrapi insieme a Vincent Paronnaud. Realizzato con uno stile grafico fedele al fumetto originale, il film vinse il Premio della Giuria al Festival di Cannes e ottenne una candidatura agli Oscar, contribuendo a far conoscere la sua opera a un pubblico ancora più ampio. Negli ultimi anni Satrapi era diventata una delle voci internazionali più ascoltate a sostegno delle donne e dei giovani iraniani. Dopo la morte di Mahsa Amini e le proteste del movimento “Donna, Vita, Libertà”, intervenne ripetutamente nel dibattito pubblico denunciando le violazioni dei diritti umani e sostenendo la società civile iraniana. Nel gennaio 2025 rifiutò la Legion d’Onore francese, criticando la politica di Parigi nei confronti del regime iraniano e chiedendo maggiore coerenza nella difesa dei diritti fondamentali. Con la morte di Marjane Satrapi scompare una grande artista, ma resta intatta la forza del suo messaggio. Persepolis continua a parlare a lettori di ogni età perché non racconta soltanto l’Iran. Racconta la libertà, l’identità, l’esilio, il coraggio di restare se stessi e la necessità di guardare oltre i pregiudizi. La sua eredità più importante non è forse soltanto quella artistica. Satrapi ci ha insegnato che raccontare una storia personale può diventare un atto politico, che l’ironia può convivere con la denuncia e che conoscere davvero un popolo significa ascoltarne le persone, non fermarsi alle immagini costruite dal potere o dai luoghi comuni. È per questo che la sua voce continuerà a essere ascoltata ben oltre la sua scomparsa. FONTI E APPROFONDIMENTI Vatican News – Addio a Marjane Satrapi, l’autrice di Persepolis https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-06/marjane-satrapi-morta-persepolis-iran-fumetto.html Cineteca di Bologna – Persepolis https://cinetecadibologna.it/distribuzione/film/persepolis/ Cineteca di Bologna – Genesi e realizzazione di Persepolis https://cinetecadibologna.it/distribuzione/approfondimento/genesi-e-realizzazione-persepolis/ Marjane Satrapi – Biografia https://it.wikipedia.org/wiki/Marjane_Satrapi Persepolis – Scheda del film https://it.wikipedia.org/wiki/Persepolis_(film) Lucia Montanaro
June 4, 2026
Pressenza
Roma in piazza: Iran tra le bombe sio-imperialiste e il cappio del regime
Con una compagna iraniana del collettivo Donna Vita Libertà Roma lanciamo il presidio che ci sarà domani mattina alle 11 a Piazza SS Apostoli a Roma. Le bombe Israele-americane non hanno liberato la popolazione iraniana dalla repressione del regime. Anzi tanti i luoghi bombardato come le università e le scuola. La repressione del regime continua poiché questa guerra conviene a tutti. La politica internazionale si preoccupa solo della crisi petrolifera data dal controllo dello stretto di Hormuz e non dei bombardamenti. 
April 10, 2026
Radio Onda Rossa
Quando le donne si organizzano…
articoli di Christelle Kalhoule e Sarah Strack Ingenere intervista Shora Esmailian dossier Femministe nel mondo Politiche e buone pratiche – formazione Christelle Kalhoule è presidente di Forus, mentre Sarah Strack ne è la direttrice.  Quando le donne si organizzano, la democrazia sopravvive: ecco perché la giustizia di genere non può essere una vittima delle crisi globali Le prove sono evidenti:
Tra maschilità tossica e patriarcato
Testi di Alice Facchin e Luna Piccinelli, le presentazioni di alcuni dei gruppi di autocoscienza maschile, la presentazione del podcast e del libro di Irene Facheris cui viene tributato un ringraziamento del curatore di questo spazio di riflessione. Il tutto anticipato da una premessa di Enrico Semprini Qui sotto, dopo la premessa, troverete l’intervista di Alice Facchini a Paola Sangiovanni
TOGETHER FOR IRAN: MARTEDì 3 MARZO PRESIDIO A MILANO “NO ALLA GUERRA, NO AL REGIME DEGLI AYATOLLAH”. INTERVISTA A BEHROOZ SARABI
Martedì 3 marzo alle ore 18 in via Turati a Milano, il Collettivo Together for Iran convoca una mobilitazione “per esprimere il nostro rifiuto dell’autoritarismo della Repubblica Islamica e della recente guerra americano-israeliana che, come tutte le guerre nella storia, non colpisce solo i governi ma prende di mira la vita di milioni di donne, uomini e bambini, così come il loro futuro e il loro diritto all’autodeterminazione. No alla guerra, no alla Repubblica Islamica. Donna, Vita, Libertà e Repubblica Iraniana”. Alla mobilitazione indetta dal Collettivo Together For Iran a Milano hanno dato adesione diverse realtà meneghine, sia di movimento (come il centro sociale Cantiere) che di partito (Rifondazione Comunista), oltre a Cgil, Anpi e Arci. Su Radio Onda d’Urto intervista a Behrooz Sarabi, compagno iraniano del Collettivo Together For Iran Milano. Ascolta o scarica  
March 3, 2026
Radio Onda d`Urto
Donna, vita, libertà: una veglia a Napoli per il popolo iraniano e per la pace
NAPOLI, SABATO 24 GENNAIO – VEGLIA PER IL POPOLO IRANIANO UN GESTO SIMBOLICO NEL SEGNO DELLA PACE, DELLA NONVIOLENZA E DELLA SOLIDARIETÀ AI CIVILI Sabato 24 gennaio alle ore 19:30, in Piazzetta Aldo Masullo (Scale di via Cimarosa), si terrà la “Veglia per il popolo iraniano”, promossa dal Presidio Permanente di Pace IoCiSto insieme all’ANPI – Sezione collinare Romero Aedo. L’iniziativa nasce come gesto simbolico e non violento, per esprimere vicinanza alle sofferenze di una popolazione colpita da anni da sanzioni, isolamento, repressione e dinamiche geopolitiche che ricadono in primo luogo sui civili. In merito alle osservazioni e alle diverse posizioni emerse intorno a questa iniziativa, riteniamo utile chiarire il senso e le intenzioni che l’hanno animata. Il riferimento al popolo iraniano e all’espressione “Donna, Vita, Libertà” non intende proporre una lettura univoca o semplificata degli eventi in corso, né cancellarne la complessità. Vuole piuttosto richiamare un orizzonte universale di diritti, dignità e libertà, che riguarda ogni essere umano, al di là di confini, schieramenti o interessi geopolitici. Riteniamo legittime le differenze di analisi e di posizionamento politico. Condividiamo però un punto che consideriamo essenziale e non negoziabile: il rifiuto di ogni ingerenza militare, di ogni escalation armata e di ogni strumentalizzazione bellica dei conflitti. Nessuna pace può nascere da sanzioni, operazioni militari o guerre per procura. Il principio che guida questa veglia è chiaro: giù le mani dall’Iran, come da ogni altro popolo. Rispettiamo la scelta di chi ha deciso di non partecipare all’iniziativa e auspichiamo che resti aperto uno spazio di confronto, riflessione collettiva e ricerca di convergenze, nel segno della nonviolenza, del dialogo e della pace. Alla veglia sarà presente anche Rosita Shoaei, attivista iraniana, che porterà la sua testimonianza. L’iniziativa è aperta alla cittadinanza. Stefania De Giovanni
January 22, 2026
Pressenza
Una catena umana per l’Iran: Donna, Vita, Libertà. Napoli in piazza
Piazza dei Martiri teatro di una straordinaria manifestazione di solidarietà e lotta, si trasforma in simbolo di Resistenza Si è concluso con un lungo applauso e al grido corale di “Donna, Vita, Libertà. Iran libero” l’abbraccio di solidarietà del popolo napoletano all’Iran. Mani che stringono altre mani hanno formato un’enorme catena umana che ha avvolto la piazza in un abbraccio, gesto simbolico potente: non solo una protesta, ma una rete di speranza che travalica i confini, unisce le voci di chi non si arrende alla violenza e all’oppressione. Ogni mano di quella catena ha rappresentato non solo la solidarietà di Napoli, ma anche l’eco delle grida di dolore di chi, in Iran, sta sfidando il regime con il proprio corpo e con la propria vita, in nome della libertà, della dignità della persona e dei diritti umani. Domenica mattina, 18 gennaio, centinaia di persone hanno risposto all’appello lanciato da Antinoo Arcigay Napoli e sostenuto da numerose associazioni: l’Associazione Radicale Napoli “Ernesto Rossi”, l’ANPI Collinare “Aedo Violante”, il Presidio Permanente di Pace Napoli, la Comunità iraniana di Napoli, la Rete degli studenti iraniani di Napoli. Si sono radunate in un Presidio per esprimere solidarietà alle donne e al popolo iraniano, perché – come ha dichiarato Antonello Sannino, presidente di Antinoo – “Napoli non dimentica la propria storia e non volta le spalle a chi oggi combatte la battaglia contro la tirannia”. La bellissima Piazza dei Martiri, gremita e attraversata da bandiere, non è stata scelta a caso: luogo emblematico, simbolo di lotta e resistenza, conserva la memoria del dolore e dei sacrifici di chi ha combattuto per la libertà. Ogni pietra racconta una storia di coraggio e determinazione. Qui si onorano i caduti della rivoluzione della Repubblica Partenopea, le donne della rivoluzione – come Eleonora Pimentel Fonseca – che sfidarono la monarchia borbonica pagando con la vita. Qui si ricordano i martiri delle Quattro Giornate di Napoli, che liberarono la città dalla tirannia nazifascista. Questa piazza ha voluto esprimere la propria vicinanza al popolo iraniano, lanciando un messaggio chiaro: Donna, Vita, Libertà. La catena umana che ha stretto la piazza ha reso visibile un movimento che combatte per i diritti fondamentali, in particolare per quelli delle donne iraniane, protagoniste di una lotta quotidiana per la propria libertà. Non è solo una causa iraniana, ma una battaglia che riguarda ogni donna, oltre ogni confine. Ancora una volta, Napoli, città aperta, diventa simbolo di resistenza e di lotta. Alle spalle del presidio svetta l’imponente Colonna dei Martiri, sormontata da una statua alata che simboleggia la “virtù dei martiri”, e alla base quattro leoni che rappresentano i martiri napoletani di diverse epoche storiche. Simbolo di resistenza, forza e libertà, nella cultura persiana il leone (Shir) rappresenta il coraggio, la fierezza, la giustizia e la nobiltà: la forza che si oppone al Male. Spesso accostato al sole, simbolo di luce, saggezza e regalità, per secoli è stato l’emblema nazionale dell’Iran. Il leone diventa così il simbolo del “leone persiano”, dell’Iran libero che si risveglia nella lotta globale per la giustizia e la libertà. “Questi leoni non celebrano la vittoria dei forti, ma la dignità di chi resiste e ha resistito anche quando la sconfitta sembrava inevitabile”, ha detto Rosita, della Comunità iraniana di Napoli. “Il leone morente del 1799, quello sconfitto del 1820, il leone ferito del 1848 e quello in piedi del 1860: quattro posture diverse di un unico gesto, quello di non accettare il silenzio imposto. Napoli sa qual è il prezzo della libertà, perché lo ha pagato più volte. Il martirio non può essere culto della morte, ma la coraggiosa scelta di non vivere nell’ingiustizia”. Con la voce rotta dal pianto, Rosita ha poi raccontato il dolore e i martiri del suo popolo: “A cui è stato tolto il diritto di parola, sottratto il corpo, rubata la possibilità di raccontarsi. Oggi diamo voce a chi è imbavagliato, esprimiamo il coraggio di uomini e donne che hanno scelto di non piegarsi”. “La catena non è un gesto simbolico vuoto, ma una dichiarazione di responsabilità. Ogni mano che stringe un’altra mano è un anello, e ogni anello conta: una catena può spezzarsi se anche uno solo sceglie di sottrarsi. La libertà non è solo nazionale, i diritti non hanno confini e la sofferenza di un popolo riguarda l’intera umanità. Napoli, che tante volte ha saputo rialzarsi, sa da che parte stare”. Da settimane la ribellione contro la leadership religiosa iraniana è sempre più drammatica, a causa della violenta repressione del regime che risponde con arresti di massa e brutalità sulla popolazione. Si stimano oltre 24.000 arresti e, secondo fonti interne e rapporti medici, tra 12.000 e 16.000 vittime, tra cui circa 500 membri delle forze di sicurezza, sebbene i dati siano difficili da verificare a causa dell’assenza di informazioni ufficiali. Organizzazioni internazionali per i diritti umani documentano torture, abusi e arresti di minorenni. “La Repubblica Islamica utilizza armi chimiche contro il proprio popolo, che sta pagando con la vita”, ha dichiarato Sara, rappresentante degli studenti iraniani di Napoli. Da settimane il governo ha imposto un quasi totale blackout di internet e delle telecomunicazioni, isolando il Paese “per impedire che le immagini facciano il giro del mondo”. “Ma le donne e i giovani, sfidando la violenta teocrazia degli Ayatollah e la sua repressione soffocata nel sangue, resistono pagando con la vita la conquista della libertà”, ha aggiunto Sannino. “Ci aspettiamo risposte dalle istituzioni locali, nazionali e internazionali, a partire dalla sospensione di ogni rapporto economico e diplomatico con l’Iran. È un muro di silenzio che va abbattuto”, ha concluso. “Da 47 anni il popolo iraniano resiste e lotta contro l’oppressione”, ha ricordato Sara. Migliaia di persone disarmate sono state uccise dalla brutale repressione del regime. Ma in Iran esiste un movimento nazionale con una leadership riconosciuta, quella del Principe Reza Pahlavi, che potrebbe guidare una transizione verso la libertà”. Sara ha lanciato un appello alla Repubblica Italiana per un sostegno concreto: stabilire contatti con il Principe in coordinamento con i Paesi dell’Unione Europea, schierarsi con il popolo iraniano e condannare la repressione attraverso l’espulsione dell’ambasciatore iraniano dal territorio italiano. ONU, UE e ONG hanno espresso la loro condanna. In tutto il mondo si moltiplicano le manifestazioni di solidarietà. Negli Stati Uniti si ipotizzano possibili interventi, ma la tensione globale resta altissima: eventuali azioni militari potrebbero innescare un conflitto più ampio, vista la minaccia di gravi conseguenze contro chi colpisse le autorità iraniane. Ma il movimento non si arresta. “Donna, Vita, Libertà” ha superato ogni barriera linguistica e culturale. Le donne iraniane, protagoniste di questa resistenza, con il loro coraggio sfidano il regime. Dopo la morte di Mahsa Amini, giovane curdo-iraniana di 22 anni, arrestata a Teheran nel settembre 2022 dalla polizia morale per una presunta violazione delle leggi sull’hijab, il velo, e morta tre giorni dopo a causa dei maltrattamenti subiti in custodia, si è scatenata una vasta ondata di proteste in Iran e nel mondo contro la repressione e per i diritti delle donne, sotto il grido “Donna, Vita, Libertà”. Un grido di speranza, un’onda di cambiamento che non si arresta. Il popolo iraniano non è solo. “Donna, Vita, Libertà”, scandito con forza in Piazza dei Martiri, nel lungo abbraccio ideale di Napoli, è diventato un mantra: una voce che oggi rimbomba in ogni angolo del mondo. Gina Esposito
January 19, 2026
Pressenza
Venerdì a Roma manifestazione per sostenere il popolo iraniano
Venerdì 16 gennaio, alle 16.00 in piazza del Campidoglio a Roma, si terrà una manifestazione promossa da Amnesty International e Woman Life Freedom for Peace and Justice, il movimento Donna Vita Libertà, per sostenere il popolo iraniano. Questa manifestazione sta raccogliendo il sostegno di reti e soggetti politici pacifisti e nonviolenti da Stop Rearm Italia, alla rete Italiana Pace e Disarmo, Sbilanciamoci!  fino a Rifondazione Comunista che ha precisato, in un comunicato che aderiscono ma “Non partecipiamo a manifestazioni a sostegno del figlio dello Shah di Persia, di Netanyahu e Trump”. A questo proposito sono apparse a Roma pubblicità con l’antica bandiera della Persia con il simbolo reale dello Scià, non è chiaro pagate da chi. Le parole d’ordine dei manifestanti e degli aderenti sottolineano invece la solidarietà con i manifestanti, l’invito a forme nonviolente di azione, la contrarietà a qualunque forma di ingerenza esterna e in particolare di qualunque intervento armato come quelli preconizzati da Trump. Redazione Italia
January 14, 2026
Pressenza