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Piovono congetture sugli anarchici morti a Roma
Sui mass media è tutto un fiorire di ipotesi e congetture sulla possibile destinazione della bomba la cui esplosione in un cascinale abbandonato a Roma ha causato la morte di due militanti anarchici: Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone. Non potendo sapere altro, le redazioni dei giornali e gli apparati di […] L'articolo Piovono congetture sugli anarchici morti a Roma su Contropiano.
March 23, 2026
Contropiano
Quando si dà addosso agli anarchici, a prescindere
Una cosa sono i fatti accertati, altra cosa sono le ipotesi investigative, altra ancora è l’uso politico-mediatico di quelle ipotesi. Se un’agenzia titola che due persone “costruivano una bomba”, mentre nel corpo della notizia si attribuisce ancora questa ricostruzione agli investigatori, siamo già dentro una torsione del racconto, perché non […] L'articolo Quando si dà addosso agli anarchici, a prescindere su Contropiano.
March 23, 2026
Contropiano
ROMA: PERQUISIZIONI A TAPPETO DOPO L’ESPLOSIONE CHE HA PROVOCATO LA MORTE DI 2 ANARCHICI
Perquisizioni a tappeto della Digos di Roma nei confronti di appartenenti alla galassia anarchica, dopo la morte nel crollo del casale nel parco degli Acquedotti a Roma di Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone. Quello che si sa, al netto delle veline mainstream, è che ci sarebbe stata una deflagrazione, per cause da chiarire, che ha fatto crollare parte del caseggiato. Le due persone rimaste sotto le macerie sono esponenti anarchici. Si cita al riguardo, nei media generalisti, una dichiarazione di Sara Ardizzone, nel corso dell’udienza preliminare dell’inchiesta Sibilla, chiusa il 15 gennaio 2025 per “non luogo a procedere” nei confronti di 12 imputati – tra cui la Ardizzone – in merito alla pubblicazione di una rivista anarchica, Vetriolo. Un comunicato siglato da “Centro di documentazione anarchico l’Arrotino, Individualità anarchiche e antiautoritarie di Valtellina” parla così di Sandrone e Sara. “Li abbiamo conosciuti nelle assemblee e nei campeggi, dove si parlava di anarchia, solidarietà, carcere, del sistema di dominio che ci circonda e di come fare a combatterlo. Non ci interessa sapere nello specifico cosa sia successo in quel casolare dove han trovato la morte. Sappiamo per certo che nel loro cuore c’era quell’idea di libertà e anarchia che sentiamo anche noi, sappiamo per certo che in questo mondo dove la guerra fa sempre più vittime innocenti, per agire contro di essa serva anche la violenza rivoluzionaria. Di fronte a un presente inondato di bombardamenti su ospedali, scuole, mercati e abitazioni civili, di guerre e genocidi in nome del denaro e del potere, crediamo sia necessaria l’audace volontà di utilizzare ogni mezzo contro questo sistema”. Così il comunicato di “Individualità anarchiche e antiautoritarie di Valtellina”. Ascoltalo su Radio Onda d’Urto.  Ascolta o scarica  Un altro comunicato è stato diffuso da Circolo Culturale Anarchico “G. Fiaschi” (Carrara), Circolo Anarchico “La Faglia” (Foligno), Danilo Cremonese e Valentina Speziale, Circolo Anarchico “G. Bertoli” (Assemini), Nucleo Anarchico “É. Henry” (Cagliari), Biblioteca Anarchica Sabot (Roma), Natascia Savio, Luigi di Faenza. Tra le altre cose si legge :”i due anarchici rinvenuti morti dopo il crollo di un casolare a Roma, Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, sono dei nostri compagni fraterni, che siamo fieri di avere per compagni. I pennivendoli prezzolati, dalla cui carta straccia abbiamo appreso il fatto, scrivono a più riprese dello scoppio di un ordigno. Le preoccupate prese di distanza, volte sempre a garantire un’incolumità vergognosa, non ci appartengono. Siamo abituati a non credere a una parola di quanto viene proferito dalla macchina della propaganda, ma qualora ci fosse un barlume di verità circa le informazioni “trapelate” non possiamo non soffermarci sul fatto fondamentale: Sara e Sandro sono morti in azione, sono morti combattendo. La guerra sociale non è una recita, uno stile di vita o una sottocultura. È anzitutto una guerra. Sara e Sandro sono un esempio luminoso dell’inestricabile connubio tra pensiero e azione che ispira l’anarchismo, dei rivoluzionari fino all’ultimo istante della loro vita, e nella morte. Il 4 maggio scade il regime di 41 bis a cui è sottoposto Alfredo Cospito, detenuto nel carcere di Sassari in isolamento. A quella data il Ministero della Giustizia potra’ decidere per altri due anni in regime duro. Per chiedere la fine del 41 bis la galassia anarchica si sta mobilitando. Alcune iniziative si sono gia’ tenute tra Toscana e Emilia Romagna. A Roma il prossimo 10 aprile è prevista un’assemblea, il 18 una manifestazione.
March 22, 2026
Radio Onda d`Urto