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Umanità Nova: No alla leva militare!
DI PATRIZIA NESTI SU UMANITÀ NOVA DEL 12 MAGGIO 2026 Ospitiamo volentieri l’articolo che Patrizia Nesti ha scritto per il settimanale anarchico Umanità Nova in merito alla possibile reintroduzione del servizio di leva obbligatorio a livello internazionale. In un contesto di guerra generalizzata è urgente coordinarsi intorno all’obiettivo comune di decisa opposizione ad ogni forma di reclutamento e alla commistione della sfera civile con quella militare, dove la prima diventa complementare alla seconda. Dunque raccogliamo e rilanciamo l’invito che chiude il testo in questione: « Sulla questione si muove l’antimilitarismo più radicale, si muove l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole, si muovono alcuni settori e collettivi studenteschi, che non perdono occasione per denunciare il pericolo di reintroduzione del sistema della leva militare. […] A fronte di una militarizzazione sempre più pesante e pervasiva, la risposta deve essere ancora una volta caratterizzata dalla ferma opposizione al militarismo, al nazionalismo, alla retorica della patria e della difesa. Per una società senza militari, ma anche senza militarismi mascherati in varie fogge. Costruiamo una campagna contro la leva militare. Incrociamo le nostre lotte con quelle delle giovani generazioni che non vogliono essere carne da macello…continua a leggere su www.umanitanova.org. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
BRESCIA: “FUORI ALFREDO DAL 41/BIS”. SABATO 9 MAGGIO PRESIDIO IN PIAZZA ROVETTA
Sabato 9 maggio, anarchici e anarchiche tornano in piazza a Brescia con un presidio chiamato in piazza Rovetta alle ore 18,00. Obiettivo dell’iniziativa, essere simbolicamente “al fianco di Alfredo contro il regime di tortura del 41/bis e dell’ergastolo ostativo”. Il presidio bresciano si unisce così alle tante iniziative che anarchici e anarchiche stanno portando avanti in tutta Italia da quando, a fine aprile, il Ministero della Giustizia ha prorogato per altri due anni il 41/bis ad Alfredo Cospito, compagno anarchico detenuto sotto questo regime duro nel carcere di Cagliari dal 2022 – dove sta scontando una condanna a 23 anni – e divenuto noto all’opinione pubblica per il lungo sciopero della fame contro il 41/bis. Parole d’ordine della giornata, “Fuori Alfredo dal 41/bis” e “Solidali con chi lotta dentro e fuori le galere”, perché tra i temi centrali del presidio ci sarà anche la repressione che si abbatte su compagne e compagni solidali con Alfredo. A dimostrarlo una volta in più, la cronaca di oggi. Con le accuse di minaccia aggravata, istigazione a delinquere, imbrattamento e danneggiamento, la Polizia di Lecce ha infatti arrestato un 24enne, “colpevole” di aver realizzato delle scritte sui muri in solidarietà con Alfredo. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, un compagno del Circolo anarchico Bonometti di Brescia Ascolta o scarica  
La vendetta dello Stato. Nordio rinnova il 41bis a Cospito
Il 41 bis è tortura. Il suo rinnovo contro Alfredo Cospito è una scelta politica punitiva che conferma il carcere come strumento di annientamento. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha deciso di rinnovare il 41 bis ad Alfredo Cospito. Il provvedimento, atteso entro il 4 maggio, è stato notificato […] L'articolo La vendetta dello Stato. Nordio rinnova il 41bis a Cospito su Contropiano.
May 1, 2026
Contropiano
CASO COSPITO: RINNOVATO IL 41BIS. FRANK CIMINI: “STA PAGANDO PER LE SIMPATIE RACCOLTE CON LO SCIOPERO DELLA FAME”
Il Ministero della Giustizia, ha rinnovato per altri due anni il 41 bis – il regime di carcere duro, cioè la tortura di Stato – nei confronti dell’anarchico Alfredo Cospito, detenuto nel carcere di Cagliari e in 41 bis dal 2022. Il provvedimento era atteso entro il 4 maggio ma è stato notificato già oggi al difensore Flavio Rossi Albertini. Cospito sta scontando una condanna a 23 anni. Contro la decisione del Ministero, la difesa può presentare un reclamo al tribunale di sorveglianza di Roma. Ai nostri microfoni Frank Cimini, storico cronista di giudiziaria e fondatore del sito giustiziami.it, parla di una “decisione attesa”, dato che il Ministero di Giustizia e la Procura generale avevano recentemente fatto ricorso in Cassazione contro la decisione del Tribunale di sorveglianza che aveva concesso libri e cd ad Alfredo. “Sta pagando anche per lo sciopero della fame”, continua Cimini, “che aveva raccolto molte simpatie verso Cospito anche oltre l’area anarchica”. Ascolta o scarica  
April 30, 2026
Radio Onda d`Urto
La questura di Roma mette fuorilegge «Addio Lugano bella»
Le parole, si sa, sono pietre. Quelle del canto anarchico Addio Lugano Bella sono state scagliate 130 anni fa e colpiscono ancora. La dimostrazione è nel provvedimento con cui il 26 marzo il questore di Roma Roberto Massucci ha vietato la commemorazione di Sandro Ardizzone e Sara Mercogliano, uccisi una […] L'articolo La questura di Roma mette fuorilegge «Addio Lugano bella» su Contropiano.
April 26, 2026
Contropiano
SENTENZA OPERAZIONE CITY
Estratti dalla puntata del 20 aprile 2024 di Bello Come Una Prigione Che Brucia SENTENZA DI PRIMO GRADO “OPERAZIONE CITY” E LABORATORIO TORINO Grazie al contributo di una compagna imputata cerchiamo di approfondire alcuni aspetti processuali e politici dell’Operazione City. Nella sentenza di primo grado del processo per i fatti del 4 marzo 2023 – quando un corteo arrabbiato nero attraversò una parte del centro di Torino – si registra la caduta dell’accusa di Devastazione e Saccheggio, mentre le condanne ruotano attorno al concetto di “concorso con ignoti” nei danneggiamenti avvenuti. Uno striscione rinforzato – così come fumogeni e tamburelli – diventa “l’arma del delitto”, nel tentativo di appiattire gli eventi a una “dimensione paramilitare”. Cerchiamo di inserire l’analisi di questa inchiesta all’interno del “Laboratorio Torino”, un contesto repressivo dove sperimentare ed esportare altrove strategie repressive volte a disarticolare il conflitto sociale. In conclusione una riflessione sul corteo come strumento di lotta nella contemporaneità, tra urgenza, rischi ed efficacia.
April 21, 2026
Radio Blackout - Info
SENTENZA OPERAZIONE CITY
Estratti dalla puntata del 20 aprile 2024 di Bello Come Una Prigione Che Brucia SENTENZA DI PRIMO GRADO “OPERAZIONE CITY” E LABORATORIO TORINO Grazie al contributo di una compagna imputata cerchiamo di approfondire alcuni aspetti processuali e politici dell’Operazione City. Nella sentenza di primo grado del processo per i fatti del 4 marzo 2023 – quando un corteo arrabbiato nero attraversò una parte del centro di Torino – si registra la caduta dell’accusa di Devastazione e Saccheggio, mentre le condanne ruotano attorno al concetto di “concorso con ignoti” nei danneggiamenti avvenuti. Uno striscione rinforzato – così come fumogeni e tamburelli – diventa “l’arma del delitto”, nel tentativo di appiattire gli eventi a una “dimensione paramilitare”. Cerchiamo di inserire l’analisi di questa inchiesta all’interno del “Laboratorio Torino”, un contesto repressivo dove sperimentare ed esportare altrove strategie repressive volte a disarticolare il conflitto sociale. In conclusione una riflessione sul corteo come strumento di lotta nella contemporaneità, tra urgenza, rischi ed efficacia.