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Al carcere Bassone una pioggia di umanità
Sono le 14.50 e ci troviamo, varie associazioni, enti e sindacati, davanti al carcere Bassone di Como. L’iniziativa è quella di Alleanza per l’Articolo 27, per contribuire alla sensibilizzazione verso le condizioni dei detenuti. Fa caldo e in lontananza si vedono dei nuvoloni neri. C’è l’Arci, ci sono le Acli, il CSV, la CGIL, il Comune di Como, il mondo delle cooperative, da Lotta Contro l’Emarginazione al Gabbiano, la Fondazione Cariplo, Confindustria, la Camera di Commercio di Como-Lecco e molt3 altr3, guidat3 dalla garante per i diritti dei detenuti Gilda Ripamonti e dalla Direttrice Roberta Galati. Lo scopo della visita è quella di incontrare le persone che vivono dietro le sbarre e farsi raccontare i loro bisogni, ascoltare le loro necessità e rendersi conto che detenute e detenuti sono prima di tutto esseri umani. Persone, come noi. Per passare i controlli di routine mi separo dal mio fido orologio. Forse avrei potuto portarlo in carcere, ma me ne sono dimenticato: le due ore trascorse nel Bassone diventano così una sospensione della realtà, proprio come quella di cui ci raccontano i primi detenuti che incontriamo nel salone polivalente. Ci accoglie una delegazione composta da diverse persone provenienti dalle diverse sezioni del carcere: maschile, femminile e trans (il Bassone è l’unico carcere in Lombardia ad averla). Mentre siamo nel salone esplode il temporale, facendoci sobbalzare e facendo gioire molti dei detenuti: stasera, finalmente, si riuscirà a dormire. Si parla di tante cose: del lavoro, della dignità, delle attività, e di come anche in carcere si replichino le storture del mondo di fuori. Un esempio concreto? La sanità: soprattutto le detenute lamentano l’assenza di medici e visite regolari. I pavimenti dei bagni e i bidet che si rompono, la mancanza di acqua calda, la mancanza di ventilatori, le brande metalliche saldate. Uno dei ragazzi della prima sezione ci prende da parte e ci dice che abbiamo solo grattato la superfice, invitandoci a salire a vedere le loro condizioni. I secondini ci spalancano così le porte di un angolo di umanità di cui raramente si vede parlare sui giornali mainstream. È facile parlare di sovraffollamento senza vedere in faccia cosa vuol dire avere un carcere al 180% di capienza, sotto organico persino per una capienza normale. Il nostro accompagnatore dice agli altri che stiamo facendo una visita: c’è chi rientra in cella, mentre invece c’è chi resta a chiacchierare con noi. Vediamo la solidarietà fra detenuti, chi urla lamentandosi per il cibo scadente, chi ci racconta come anche solo una bomboletta del gas per i fornelletti da campeggio sia un bene di prima necessità. Il ragazzo che abbiamo conosciuto prima ci fa vedere la sua cella e ci fa conoscere il suo compagno: l’hanno abbellita come potevano. Ci raccontano, insieme ai loro compagni, di attese infinite per telefonate ai parenti e per vedersi una tv riparata. Sanno anche loro che mancano i fondi, e a me viene da pensare agli hotspot in Albania e al loro costo esagerato, o a chi dice che servono altre carceri, quando invece quello che manca sono investimenti strutturali in quelli che già esistono, prevenzione e un reinserimento vero, specialmente lavorativo, che non sia legato solo al tempo della pena. Mi rendo conto di trovarmi di fronte gente che ha qualche anno in meno di me, ma che probabilmente è cresciuta negli istituti penitenziari e non sa quando vedrà la fine di questo percorso. Persone che si arrabbiano se al piano di sopra arriva l’acqua calda e al loro no: sanno che non è giusto prendersela con gli altri, ma anche la più piccola minuzia, dietro le sbarre, può diventare un privilegio ambito da tuttə. Molti approfittano della presenza della Direttrice per esprimerle i bisogni più disparati: mi si è rotto il ventilatore, il cibo è arrivato scotto, la telefonata me l’hanno fatta durare troppo poco. Ci hanno raccontato di tutto e sono dispiaciuti a vederci andare via, una volta tanto che possono vedere persone non compagne di cella in un orario che non è solo quello delle visite. Scendiamo a visitare invece la sezione trans. Ci accoglie la loro “madrina”, di origini brasiliane, che ci mostra la sua cella coperta di foto di riviste di moda. Qui si respira sicuramente un’altra aria, dove tutto è più curato e dettagliato, ma sia la prima sezione maschile che questa condividono una cosa: nessuno vuole rinunciare alla propria dignità. Quando chiediamo alla nostra anfitriona cosa farà, visto che fra non molto potrà uscire di carcere, ci racconta che prima tornerà della città italiana che l’ha accolta all’inizio e poi cercherà di tornare in Brasile. Dietro a ogni sbarra vedo volti segnati dalla fatica e dal caldo, vedo la noia strisciante che fa andare fuori di testa, vedo rassegnazione e determinazione. Nel frattempo ha smesso di piovere: l’acqua è entrata ovunque, segno evidente delle mancanze strutturali della casa circondariale. Esco da questa esperienza come da sotto un temporale senza ombrello, pensando alle persone che ho incontrato, alla loro dignità di esseri umani e che il fallimento vero è di istituzioni ipocrite che considerano la pena solo come una punizione, e le carceri come un tappeto sotto a cui nascondere la polvere. Mi domando quante e quanti di coloro che ho visto sono stat3 arrestat3 per reati minori, mentre i kings viaggiano impuniti con i loro miliardi, sfruttando la miseria, l’ignoranza e la manipolazione per creare l3 ultim3, la fragilità, quell3 da scartare. Sorrido, pensando alla detenuta che mi ha scambiato per uno della prima. Penso che stanotte, almeno, dormiranno al fresco in tutti i sensi.   Ecoinformazioni
July 16, 2026
Pressenza
Martedi a Genova udienza decisiva per Mohammed Hannoun e i palestinesi detenuti in Italia
Il 16 giugno 2026, davanti al Tribunale di Genova, si aprirà un capitolo decisivo sulla montatura che ha portato in carcere Mohammed Hannoun ed altri rappresentanti palestinesi in Italia. Dal 27 dicembre 2025, quattro famiglie vivono questa attesa sospesa: Hannoun, Dawoud, Yasser e Ryad sono ancora rinchiusi in carcere in […] L'articolo Martedi a Genova udienza decisiva per Mohammed Hannoun e i palestinesi detenuti in Italia su Contropiano.
June 14, 2026
Contropiano
Restano detenuti in Libia gli attivisti del Convoy per Gaza. Riportiamoli a casa
E’ ormai dal 24 maggio che dieci attivisti del Land Convoy della Global Sumud Flotilla sono stati sequestrati in Libia mentre cercavano di raggiungere Gaza con aiuti umanitari via terra. Durante le trattative all’ultimo check point a Sirte sono stati catturati. Tra loro ci sono anche Dina Alberizia e Domenico […] L'articolo Restano detenuti in Libia gli attivisti del Convoy per Gaza. Riportiamoli a casa su Contropiano.
June 13, 2026
Contropiano
Ancora detenuti in Libia gli attivisti del Convoy per Gaza. Sono in sciopero della fame
Sono ormai da 13 giorni detenuti in Libia, con pochissime informazioni chiare e nessuna possibilità di comunicare liberamente con le proprie famiglie. Questo è il trattamento riservato dalle autorità libiche dell’ovest agli attivisti disarmati e pacifici che trasportavano aiuti umanitari destinati alla popolazione palestinese di Gaza negoziando un passaggio che, […] L'articolo Ancora detenuti in Libia gli attivisti del Convoy per Gaza. Sono in sciopero della fame su Contropiano.
June 6, 2026
Contropiano
Il silenzio che accompagna lo stupro dei palestinesi
Questo è stato un articolo difficile da scrivere ed è un articolo difficile da leggere, ma spero che lo farete. Ho riferito in Cisgiordania di stupro e altre violenze sessuali di prigionieri palestinesi maschi e femmine da parte delle autorità israeliane, e trovo che sia diffusa. Come mi ha detto […] L'articolo Il silenzio che accompagna lo stupro dei palestinesi su Contropiano.
May 16, 2026
Contropiano
Antigone denuncia: in pochi giorni tre suicidi nei carceri sovraffollati
Il 30 aprile si è suicidato un agente penitenziario di 42 anni. Ieri un uomo di 27 anni in custodia cautelare nel carcere di Parma è morto dopo tre giorni di agonia e nel carcere di Torino è deceduto un recluso di 54 anni. In Italia da inizio anno sono già 19 le persone detenute che si sono tolte la vita. A fine mese i presenti in carcere hanno superato anche la soglia delle 64.000 presenze. Al 30 aprile infatti nelle prigioni italiane si contavano 64.436 persone recluse. Da fine marzo la crescita è stata particolarmente significativa, 439 persone in più in un mese, a fronte di un aumento delle presenze negli ultimi 12 mesi di 1.991 unità. I posti realmente disponibili erano invece 46.318 e il tasso di affollamento era ormai del 139,1% e 73 istituti su 189 registravano un tasso pari o superiore al 150%. “Le condizioni delle carceri sono disperate – sottolinea Patrizio Gonnella, presidente di Antigone – Lo sono per le persone detenute, a cui mancano spazio e prospettive, costrette a vivere in celle sovraffollate e fare i conti con tutte le chiusure a cui si sta assistendo. Ma lo sono anche per gli operatori, costantemente in sotto organico e costretti a carichi di lavoro spesso eccessivi. Le carceri sono attraversate da una tensione palpabile. Servirebbero provvedimenti urgenti che riportino il sistema penitenziario in linea con il dettato costituzionale, mettendo da parte invece tutti quei provvedimenti che, perseguendo marginalità e proteste, continuano a spingere sull’acceleratore di un sovraffollamento non più sostenibile. Servirebbe inoltre che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ritirasse tutte quelle circolari che negli ultimi anni hanno reso il carcere un luogo chiuso, asfittico e senza speranza“. Redazione Italia
May 5, 2026
Pressenza
Selezione di un performer under 35 per l’edizione 2026 di ‘Artisti in Transito’
Il candidato valutato idoneo dalla Compagnia Teatrale Petra con la consulenza del DAMS di Torino condurrà la IX edizione del progetto svolto dal 18 al 21 maggio 2026 nella Casa Circondariale di Potenza. Uno dei momenti cardine di apertura e riflessione del percorso IN_OUT. Libertà Aumentata, il progetto Artisti in Transito è un programma di laboratori intensivi e incursioni condotto da artisti del panorama nazionale che viene organizzato e svolto all’interno della Casa Circondariale di Potenza e fruibile dagli attori/detenuti del laboratorio di IN_OUT e da un gruppo di danzatori, performer e attori provenienti dall’esterno. Il progetto si inserisce nella visione di Artisti in Transito, che intende l’arte come spazio di attraversamento, trasformazione e incontro. L’azione ha già visto la partecipazione di artisti come Simona Bertozzi, Manfredi Perego, Annamaria Ajmone, Silvia Gribaudi, Philippe Barbut di MK, Michele Altamura, Davide Valrosso. La call è rivolta a performer, coreografi/e o danzatori/trici under 35 con esperienza professionale nel campo delle arti performative e interessati a sviluppare pratiche di ricerca e composizione coreografica in contesti partecipativi e con gruppi eterogenei. Si richiedono competenze nella conduzione di processi condivisi e un interesse per progetti che integrino dimensione artistica, pedagogica e relazionale. Costituisce titolo preferenziale l’aver maturato esperienze in contesti non convenzionali, educativi o sociali. L’artista selezionato/a sarà invitato/a a condurre un laboratorio intensivo, accompagnare il gruppo composto da detenuti/allievi e artiste/i in un percorso di creazione condivisa e restituire il lavoro attraverso una prova aperta al pubblico esterno. Il progetto si svolgerà dal 18 al 21 maggio 2026. * Ingressi nella casa circondariale dal 18 al 21 maggio: 8.30-11.00/13.00-15.30 * Prova aperta al pubblico esterno : venerdì 21 maggio: 14.30-15.30 Sono previsti un compenso di 1˙000,00 € lordi e la copertura delle spese di vitto e alloggio. La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata alle ore 14:00 del 9 marzo 2026. Tutte le informazioni dettagliate sulle modalità di partecipazione e i requisiti sono disponibili sul sito ufficiale della Compagnia Teatrale Petra [www.compagniateatralepetra.com/inout] IN_OUT. LIBERTÀ AUMENTATA è il progetto della Compagnia Teatrale Petra che porta teatro, danza e linguaggi del contemporaneo nelle Case Circondariali, trasformando il carcere in uno spazio di libertà espressiva e dialogo tra chi vive “dentro” e chi entra “da fuori”. Sostenuto dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo, il progetto si sviluppa nel triennio 2025–2027 tra Potenza, Matera e diversi istituti pugliesi, con laboratori, performance e percorsi formativi che coinvolgono detenuti, studenti, artisti e operatori culturali. Redazione Italia
February 10, 2026
Pressenza
Israele e le prigioni dei ragazzini
In occasione della Giornata Mondiale dell’Infanzia, le istituzioni per i detenuti (la Commissione per gli Affari dei Detenuti ed Ex-Detenuti, la Società dei Prigionieri Palestinesi e l’Associazione Addameer per il Sostegno ai Prigionieri e i Diritti Umani) hanno dichiarato che il sistema di occupazione israeliano continua a infliggere distruzione fisica […] L'articolo Israele e le prigioni dei ragazzini su Contropiano.
February 2, 2026
Contropiano
Tortura in divisa: condanna per nove agenti della Penitenziaria
Lo Stato sotto accusa: la Corte riconosce la tortura e condanna nove agenti, tra cui una ispettrice, per le violenze nel carcere di Sollicciano C’è stata tortura nel carcere di Sollicciano. Non abusi isolati, non “eccessi”, non semplici lesioni: tortura. Lo ha stabilito la Corte d’Appello di Firenze, che ha […] L'articolo Tortura in divisa: condanna per nove agenti della Penitenziaria su Contropiano.
January 27, 2026
Contropiano