#stopthegenocideingaza🇵🇸 Ci stanno rubando il MEDITERRANEO! -
Cosa sta realmente accadendo nel #Mediterraneo? Perché l'Italia tace mentre
#Israele consolida il suo dominio? In questo nuovo video di Rumore Popolare,
analizziamo a fondo l'ultima missione della Flottiglia #Sumud e il ruolo del
nostro Paese nello scacchiere geopolitico.
https://www.youtube.com/watch?v=UrktclSU6P4
Tag - sumud
GLOBAL SUMUD LAND CONVOY: INTERVISTA A DOMENICO CENTRONE, “MERCE DI SCAMBIO” TRA LIBIA E ITALIA
Leonarda ‘Dina’ Alberizia e Domenico Centrone sono stati liberati mercoledì 24
giugno insieme ad altri 8 componenti del convoglio umanitario di terra della
Flotilla. Una liberazione arrivata dopo un mese di pressioni e mobilitazioni da
parte del movimento, tra cui la campagna “Free Them All”, lanciata in
collaborazione con Amnesty International e tuttora in corso. Sono stati liberati
dopo un mese di detenzione illegale in Libia da parte delle milizie di Haftar.
Erano stati arrestati nei pressi di Sirte il 24 maggio.
Radio Onda d’Urto ha intervistato Domenico Centrone. Gli abbiamo chiesto di
raccontarci il momento dell’arresto, dei i vari trasferimenti tra le carceri di
Sirte e di Bengasi, dei due scioperi della fame. Domenico ha anche raccontato
degli interrogatori e delle condizioni detentive.
Ha raccontato che l’atteggiamento iniziale delle milizie libiche in divisa,
affiancate da “forze di sicurezza” in civile, è stato inizialmente minaccioso.
“Ci dicevano che ci stavano aspettando, che avevano intenzione di stuprare le
donne e di compiere violenze”, racconta Domenico. Sono quindi stati accusati di
“immigrazione illegale e assembramento in una zona di sicurezza”, accusa che
poi non ha retto.
Durante il mese di detenzione hanno subito tre interrogatori, sempre in assenza
di un legale di fiducia e sono stati obbligati a firmare la trascrizione in
arabo delle deposizioni, senza capire cosa avessero firmato. Nel primo
interrogatorio i libici volevano “capire se ci fossero affiliazioni” tra gli
attivisti e “qualche tipo di organizzazione terroristica, tipo Hamas o i
Fratelli Musulmani.
Sono stati trattenuti in un lager per migranti per i primi due giorni a Sirte,
poi in un “centro di detenzione dei servizi segreti” nei pressi di Bengasi,
nella quale sono stati trasferiti in aereo. Prima di imbarcarsi era stato
promesso loro che avrebbero volato verso Tripoli, poiché la loro liberazione era
imminente.
In seguito all’intensificarsi delle trattative portate avanti dal Console
italiano in Libia insieme ad altri funzionari delegati dal governo Italiano,
l’atteggiamento dei libici è cambiato. I funzionari diplomatici non hanno mai
fatto capire ad attiviste e attivisti di essere divenuti una leva, una merce di
scambio nelle trattative “ma è stata la nostra percezione, era molto chiaro”. A
quel punto non c’era più “quella veemenza, quell’insistenza” che c’erano stati
nel momento del primo interrogatorio. E anche le condizioni di detenzione sono
migliorate. Il governo italiano infatti, collabora quotidianamente con le forze
di Haftar per il controllo dei flussi migratori e i respingimenti.
L’intervista a Domenico Centrone, membro di Global Sumud Flotilla. Ascolta o
scarica
GLOBAL SUMUD LAND CONVOY: IN 10 ANCORA NELLE PRIGIONI LIBICHE. IL RACCONTO DI CARLA BIAVATI, APPENA RIENTRATA DALLA MISSIONE
Prosegue l’aggressione coloniale israeliana in Palestina: in Cisgiordania, con
gli assalti, le violenze e i rapimenti di palestinesi per mano di militari e
coloni; nella Striscia di Gaza con bombardamenti di aerei, droni e artiglieria
che non si sono mai fermati davvero.
Anche ieri almeno 3 vittime civili vicino Khan Yunis, nel sud. Oggi un’altra
vittime palestinese in un attacco su Deir el Balah, nella Striscia centrale, e
diversi i feriti. Secondo le autorità di Gaza il numero di palestinesi uccisi
dall’esercito israeliano dal 7 ottobre 2023 a oggi nella Striscia sale a 72,938.
“La situazione a Gaza è destinata a peggiorare, anche se smettono di bombardare,
anche se smettono di uccidere quotidianamente, come fanno. Certo, non muoiono
più a centinaia ogni giorno, ma muoiono a decine a settimana”. Ha detto ieri
Francesca Albanese, relatrice speciale Onu sui territori palestinesi, durante un
incontro in Senato a Roma.
In Libia, intanto, sono ancora nelle mani delle milizie di Haftar dieci
attiviste e attivisti del convoglio di terra della Global Sumud Flotilla, che
volevano portare aiuti umanitari nella Striscia di Gaza.
Abbiamo intervistato Carla Biavati, attivista per la Palestina del Bds Bologna e
di Assopace, appena rientrata in Italia, che faceva parte del convoglio fermato
in Libia. Ascolta o scarica
#stopthegenocideingaza🇵🇸 Con il dolore e la rabbia per quanto accade ai
compagni detenuti illegalmente da Israele, #Handalino si mette in mare oggi per
poter condividere con i bambini di #Salina la fiaba che avrebbe voluto
raccontare ai bimbi di #Gaza.
Lo accompagnano Coniglio Clown e il Vecchio Marinaio.
Il loro cuore batte per i prigionieri palestinesi e gli attivisti della #Sumud
#Flotilla
Il Piano Segreto di Usa e #Israele: Ahmadinejad leader dell’ #Iran per Procura
Ottolina tv - Nuovo assalto israeliano contro la Global #Sumud #Flotilla, la
gigantesca missione internazionale diretta verso #Gaza composta da decine di
imbarcazioni e centinaia di attivisti provenienti da decine di Paesi. Secondo le
ricostruzioni emerse nelle ultime ore, la marina israeliana avrebbe intercettato
e sequestrato decine di barche in acque prossime a Cipro.
https://www.youtube.com/watch?v=crl1hkSXBlQ
@ministerodifesa_official No, non sono gli uomini della brigata d'assalto delle
forze armate israeliane che ha abbordato, assaltato e sequestrato centinaia di
attivisti, operatori umanitari, giornalisti della #Sumud #Flotilla.
Sono invece i militari della Brigata San Marco e le immagini sono state diffuse
stamani nei social dal MInistero della Difesa, nelle stesse ore in cui il mondo
intero era scosso dal video sulle torture e le umiliazioni imposte ai membri
della Flotilla ad Ashdod.
“Living despite them”: un documentario che ti prende al cuore
Testimonianza di Clara Reina, nella serata del 18 maggio scorso partecipante
all’incontro con il regista al CRO Arci di Viareggio:
> Ieri sera ho assistito alla proiezione di Living despite them, cortometraggio
> di Alaa Hathleen, attivista, regista, fisioterapista e calciatore: un giovane
> pieno di risorse.
>
> Il documentario fatto con il cellulare ci immerge in uno squarcio di vita
> quotidiana in un villaggio di Masafer Yatta, zona meridionale della
> Cisgiordania appartenente all’area C, cioè sotto il pieno controllo civile e
> militare israeliano in seguito agli accordi di Oslo, pur essendo stata
> originariamente assegnata dall’ONU a quello che doveva essere lo Stato di
> Palestina.
>
> Alaa proviene da una numerosa famiglia beduina dedita alla pastorizia,
> caratterizzata da fortissimi legami familiari e da una vita semplice. Ma già
> dal 1981 il luogo dove vive dal governo israeliano è stato decretato essere
> zona di esercitazione militare, quindi soggetto a demolizioni e espropriazioni
> che non tengono in conto alcun fattore umano.
>
> Dopo la proiezione del suo documentario Alaa si intrattiene a lungo con noi.
> Con commozione e dovizia di particolari descrive le demolizioni e il tentativo
> eroico di ostacolarle ponendo il proprio corpo davanti alle ruspe che
> proseguono incuranti, restando feriti o perdendo la vita dopo giorni di
> agonia. Così Alaa ha perso zio, cugino, fratello e amici ed, essendo stati
> distrutti anche la scuola e l’ospedale, ha perso anche il lavoro.
> Ma nessuno rinuncia o perde la speranza, nessuno, a partire dai bambini che
> indossano grembiule e zaino e vanno a cantare dove si ergeva la loro scuola,
> fino ad Alaa, la cui casa è stata distrutta sei volte e altrettante volte l’ha
> ricostruita. Loro continueranno a resistere con incrollabile SUMUD (che
> significa ‘fermezza’, ‘resistenza incrollabile’) e nonviolenza attiva.
> E, a proposito di SUMUD: ancora una volta hanno bloccato la Flotilla in acque
> internazionali. Molte piazze sono state immediatamente chiamate, anche nella
> nostra zona, a Lucca e dintorni. Le azioni della Flotilla hanno ormai ottenuto
> grande effetto mediatico, prime pagine di giornali, notiziari e
> approfondimenti, mettendo alla gogna per pirateria il governo di Israele.
> Potenza di Lilliput contro il gigante.
> E oggi da Viareggio passa il Giro d’Italia: benché quest’anno dopo le azioni
> dello scorso anno non siano più presenti atleti israeliani e la loro squadra
> abbia avuto un rebranding, non corra più sotto bandiera israeliana ma
> svizzera, qualcuno di noi attivisti non mancherà di esserci, a monito. Il
> boicottaggio paga.
Redazione Toscana
#stopthegenocideingaza🇵🇸 Verso #Gaza, un sogno d'umanità infranto
By Antonio Mazzeo #freedom #flotilla #sumud
2025, Scorci
Un sogno coltivato per mesi, quello di poter approdare a Gaza e guardare negli
occhi le bambine e i bambini gazawi per incrociare lo stupore che vedi in tutti
i bimbi del mondo quando gli appare qualcosa di
magico.https://www.academia.edu/166102043/Verso_Gaza_un_sogno_dumanit%C3%A0_infranto