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Roma: assemblea "Nel mirino" 22 ottobre
Torniamo sulla campagna "Nel mirino". Se non ne hai ancora sentito parlare, comincia da qui :) Dopo la manifestazione del 25 settembre, capiamo come organizzarci per proseguire la mobilitazione dal punto di vista politico ma non solo, attraverso la creazione di gruppetti di lavoro specifici. Prossimo appuntamento al Forte Prenestino per giovedì 22 ottobre, dalle 19:30.  
October 21, 2026
Radio Onda Rossa
Intervista a Emiliano Brancaccio: «Le sanzioni sono frutto del declino degli Stati Uniti»
Da 900 a oltre 9mila sanzioni Ofac dall’inizio del secolo: per l’economista Emiliano Brancaccio sono pressioni economiche mascherate da lotta al terrorismo_ _________ Prima le sanzioni finanziarie contro Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, e contro alcuni giudici della Corte penale internazionale. Poi, il 26 agosto, il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha inserito nella sua lista nera anche Autistici/Inventati, il collettivo italiano che dal 2001 offre servizi digitali ad attivisti e associazioni. Una decisione che ha costretto Banca Etica a sospendere e poi chiudere il conto dell’associazione, per non incorrere a sua volta nelle sanzioni. La sottomissione europea ai diktat del comparto politico-finanziario americano sembra evidente. Come siamo arrivati a questo punto? E come uscirne? Lo chiediamo a Emiliano Brancaccio, professore di economia politica all’Università Federico II di Napoli e autore del recente saggio Libercomunismo (Feltrinelli), che sta suscitando ampio dibattito sui media e nelle istituzioni. PROFESSOR BRANCACCIO, NEL SUO ULTIMO LIBRO LEI SOSTIENE CHE NULLA POSSIAMO CAPIRE DI QUEST’EPOCA SE NON LA COLLEGHIAMO ALLA «CRISI DEL DEBITO STATUNITENSE CHE PORTA AL DECLINO DEL VECCHIO ORDINE MONDIALE A GUIDA AMERICANA». EPPURE LA LUNGA MANO DEGLI STATI UNITI SI AVVERTE ANCORA. L’OFAC, L’UFFICIO DEL DIPARTIMENTO DEL TESORO CHE GESTISCE LE SANZIONI, COLPISCE CON MISURE SEMPRE PIÙ DURE PERSONALITÀ, BANCHE, ASSOCIAZIONI E ISTITUZIONI FUORI DAI CONFINI AMERICANI. COME SI SPIEGA? Più il vincolo del debito americano morde, più il declino del vecchio ordine mondiale si accentua, più la reazione degli Stati Uniti diventa aggressiva. E accentua la militarizzazione dei rapporti commerciali e finanziari con gli altri Paesi. Le cosiddette sanzioni finanziarie imposte dall’Ofac sono un caso emblematico. All’inizio del secolo erano appena novecento, oggi sono più di novemila, in larghissima misura extra-territoriali. Il più delle volte sono spacciate come “sanzioni” contro cosiddetti “terroristi” e simili. Ma la verità è che si tratta di meccanismi di pressione che rientrano nella grande svolta della politica economica americana: dal vecchio globalismo dei tempi gloriosi a un nuovo protezionismo commerciale e finanziario, unilaterale e sempre più minaccioso. LEI STA DICENDO CHE LA LOTTA AL “TERRORISMO” E SIMILI È UNA SCUSA? L’Ofac ha bloccato l’alluminio russo, il petrolio venezuelano, i semiconduttori cinesi, con giustificazioni che andavano dalla lotta agli oligarchi che facevano malign activities, al contrasto al traffico di droga, alla difesa degli uiguri. E così via. Queste sanzioni, guarda caso, sono cresciute man mano che il debito americano verso l’estero aumentava. E diventava sempre più difficile controllarlo in condizioni di libero mercato. La verità è che l’Amministrazione americana utilizza questi “nobili” pretesti per nascondere i suoi veri obiettivi: governare il declino del capitalismo americano e cercare di preservare un perimetro egemonico almeno su un pezzo di mondo. Con tutti i mezzi. VALE ANCHE PER IL CASO DI BANCA ETICA? Il boom delle sanzioni di Ofac funziona un po’ come una pesca a strascico. Hanno una precisa rotta politica ma poi tirano nella rete anche un mucchio di gente che c’entra ben poco. Il caso di Banca Etica fa parte del mucchio. La banca ha dovuto chiudere il conto di Autistici/Inventati accusati dagli Stati Uniti di fornire infrastrutture digitali al Partito comunista curdo e ad altre organizzazioni dell’estrema sinistra definita “violenta”. Una esagerazione alquanto grottesca. Che però, se ci pensiamo bene, rientra in un progetto che fa proprio dell’indistinta rozzezza la sua cifra politica. Insomma, per l’amministrazione americana non è più tempo di indugiare nei distinguo. C’è da stringere le maglie intorno a tutti i vari tipi di cellule ribelli, che in un modo o nell’altro disturbino il ridisegno dei perimetri dell’egemonia, dall’Europa al Medio Oriente. È un altro effetto del cosiddetto friend shoring. Ossia, della netta separazione che ormai gli americani fanno tra “amici” e “nemici”. È una politica che non ammette più sfumature, che non contempla più tolleranze. Persino i più piccoli dissidenti delle più remote periferie vanno schiacciati. Anche bloccando gli accessi ai conti bancari, se serve. È successo nella Germania nazista come nell’apartheid in Sud Africa. Ora accade nell’Occidente filo-americano, che ancora si ostina a definirsi “liberale”. C’È CHI SOSTIENE CHE BANCA ETICA AVREBBE DOVUTO TIRARE DRITTO, SENZA BLOCCARE IL CONTO DI AUTISTICI/INVENTATI. CHE NE PENSA? Ipotesi donchisciottesca. In casi non dissimili, l’Ofac ha applicato sanzioni secondarie tali da impedire qualsiasi intermediazione con il sistema finanziario americano. Con effetti dirompenti sulle più banali operatività delle banche colpite. Un decoupling finanziario dall’America può avvenire, ma solo su basi politiche. Servono prese di posizione, leggi, regolamenti, infrastrutture digitali. MA COME SI COSTRUISCE UN DECOUPLING POLITICO EUROPEO? L’EURO DIGITALE È SICURAMENTE UNA PRIMA RISPOSTA, MA FORSE NON BASTA. È VERO CHE LA BCE PUNTA A INFRASTRUTTURE DIGITALI EUROPEE. MA POSSONO ESSERE SUFFICIENTI IN UN MONDO IN CUI LA DIPENDENZA ANCHE TECNOLOGICA DAGLI STATI UNITI È FORTISSIMA? Non è un problema di ordine tecnologico. È un problema di coordinamento politico. Per citare un esempio, l’Europa non ha ancora una sua carta di credito perché la frammentazione tra i singoli Stati ha impedito la formazione di un gigante oligopolista all’altezza dei fornitori americani. Ma soprattutto, l’Europa non ha una politica estera comune che consenta di scegliere dinanzi al bivio imposto dagli americani. Ossia, o i Paesi europei subiscono passivamente la svolta protezionista degli Stati Uniti, accettando tutte le cosiddette sanzioni e le altre conseguenze. Oppure reagiscono a quella svolta con una risposta coordinata, apertamente antagonistica al friend shoring americano. IN CHE DIREZIONE SI STANNO MUOVENDO I PAESI EUROPEI? Per adesso gli europei stanno subendo. Per il futuro, la crisi dell’ordine si accentuerà. Gli Stati Uniti cercheranno di scaricare ancor più i loro problemi sugli alleati europei. Le tensioni atlantiche aumenteranno. Gli esiti non sono ancora scritti Redazione Italia
October 18, 2026
Pressenza
Un attacco al digitale libero, anonimo e autogestito: sopruso degli Stati Uniti ai danni del collettivo Autistici/Inventati
> «Socializzare saperi senza fondare poteri». > Primo Moroni Il 18 settembre scorso il collettivo italiano Autistici/Inventati ha chiuso ogni sua attività, in seguito all’accusa da parte dell’amministrazione Trump di “aver fornito infrastruttura digitale a presunti gruppi terroristici”. Questo dopo che, senza alcuna prova né indagine, il Dipartimento di Stato e del Tesoro degli Stati Uniti il 26 agosto aveva inserito A/I nella lista dei soggetti sottoposti a sanzioni per aver fornito servizi quali chat, e-mail, hosting web a gruppi marxisti, anarchici e ad altre organizzazioni estremiste di sinistra in Europa e altrove. Nata nel 2001 dall’area antagonista, A/I era un’associazione formalmente riconosciuta che offriva servizi digitali gratuiti e sosteneva il software libero, l’anonimato e l’autogestione. Era un collettivo nato con il G8 di Genova, nell’alveo del sito web Indymedia Italia, la rete di informazione indipendente che durante i giorni del G8 genovese raccontò le proteste e gli eventi di quei giorni attraverso una molteplicità di giornalisti e attivisti. «Don’t Hate the Media, Be the Media» era il motto del progetto. [tradotto: “Non odiare i media, sii i media”.] > «Crediamo che la comunicazione debba essere libera, gratuita e quindi > universalmente accessibile – scriveva il collettivo tecnologico italiano – Noi > ci proviamo, offrendo servizi online a individui e progetti in linea con > queste esigenze; fuori dalla logica commerciale dell’offerta di servizi e di > spazi a pagamento, accogliamo volentieri chi vive conflittualmente la censura > culturale, mediatica, globalizzante dell’immaginario che ci viene > preconfezionato e venduto». Il collettivo non ha avuto sponsor e ha sempre sostenuto le proprie attività attraverso contributi volontari, senza un coordinatore né un portavoce, prendendo collettivamente le proprie decisioni. E così, collettivamente, di fronte a questo attacco, ha deciso di chiudere. Subito dopo il 26 agosto, il sito autistici.org è diventato inutilizzabile, in quanto la no profit che gestiva il dominio .org era statunitense. L’account PayPal del collettivo è stato bloccato e anche Banca Etica, con sede in Italia, ha sospeso l’operatività del conto di A/I. I soci di Banca Etica hanno lanciato una petizione per evitare la chiusura del conto di A/I, ma l’iniziativa non è servita. Banca Etica ha chiamato in causa l’Europa per spiegare questa sua decisione: «È una questione di sovranità digitale: un governo straniero non può decidere quali organizzazioni europee restano online. Gli strumenti ci sono, dal regolamento contro le leggi extraterritoriali alla sentenza della Corte di giustizia per cui una lista di sanzioni americana non basta a chiudere un conto. Vanno usati adesso. Sovranità digitale significa controllare democraticamente le infrastrutture critiche da cui dipendiamo». Così in due giorni sito, email e conto di A/I sono spariti non per la forza del caso giuridico, che nessun tribunale ha verificato, «ma per dipendenza: il dominio è gestito da un registro americano, la banca e il circuito di pagamento temono le sanzioni americane. Può succedere a qualsiasi fornitore europeo di comunicazioni sicure». In realtà, come ha spiegato il legale dell’organizzazione sanzionata Fausto Gianelli, che difende anche Francesca Albanese, «Altri istituti si sono comportati diversamente. Un altro mio assistito, anch’esso sanzionato e iscritto nelle liste Ofac, ha comunque potuto beneficiare per scelta della propria banca americana -e lo sottolineo, non europea ma addirittura statunitense, quindi ben più soggetta al pugno duro del Tesoro Usa- della finestra temporale per effettuare pagamenti e liquidare la posizione, nell’ambito del cosiddetto ‘wind down period’”. Circostanza che Banca Etica non avrebbe invece voluto replicare (clicca qui per la notizia). Il collettivo ha intitolato il suo ultimo comunicato “Restare umani” e ha scritto ai propri utenti di mollare pc, uscire, lottare, abbracciarsi e non perdere il sorriso. La difesa di uno spazio libero di comunicazione, come quello che erano riusciti a creare, non può passare solo attraverso l’infrastruttura tecnica e i server. Come Gene Sharp, studioso della resistenza nonviolenta, ci ha insegnato, il potere non è una proprietà di chi comanda ma una cooperazione di molti, che si indebolisce se quella cooperazione viene meno. A/I ci invita a continuare a ospitare, linkare, mantenere un nodo e moltiplicare i server e l’autonomia digitale. Certo, dopo un episodio come questo, resta da capire come costruire nuove forme di resistenza nonviolenta capaci di proteggere la rete: forse potremo farlo iniziando a riflettere sul fatto che l’accusa ad A/I non riguarda un atto del collettivo, ma il senso politico del servizio che offriva e le persone a cui lo offriva. Tutto sommato, questo caso ha molti punti di contatto con quello di Francesca Albanese. Come Francesca Albanese utilizza i mezzi a sua disposizione per amplificare il più possibile la sua analisi storica e giuridica su quanto sta accadendo a Gaza, per sovrastare e compensare dialetticamente la propaganda urlata da certi media sulla validità delle posizioni israeliane contro i palestinesi, così il collettivo A/I consentiva a gruppi e singoli di fare un uso libero e democratico della rete, lasciando aperte, senza che potessero essere censurate perché protette dalla privacy, opzioni di analisi, di pensiero e possibilità di comunicazione tra attivisti che ora sono di fatto impedite. Questa è censura, violenza, mancanza di democrazia, impossibilità di incidere sulle proprie realtà per riprendersi spazi, territori e cura delle stesse. Come docenti della scuola pubblica, sempre più addestrati all’utilizzo delle tecnologie digitali nei percorsi formativi a cui siamo sottoposti dal nostro Ministero (l’offerta della piattaforma Scuola Futura di quest’anno è tutta rivolta al digitale), dobbiamo porci seriamente ed urgentemente degli interrogativi sugli strumenti che abbiamo lasciato entrare nelle nostre aule, su come e se questi facilitino il controllo, la disciplina e la repressione o se possano essere supporto reale a un processo di apprendimento/insegnamento libero, critico e democratico. Claudia Giella, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! 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Nel mirino: nelle piazze si apre la campagna contro le sanzioni a A/I (1/2: Compagno di Avana, Roma)
Ieri, 25 settembre si è aperta la campagna Nel mirino contro le sanzioni ad Autistici/inventati da parte del governo degli Usa che hanno costretto alla chiusura il collettivo, a cui è stato congelato il contro corrente bancario, con due manifestazioni, una a Roma e una a Firenze. Sentiamo un compagno e una compagna per parlare delle due piazzehttps://nelmirino.tracciabi.li/. Interviene poi un compagno dei Lavoratori Autorganizzati di Aci informatica e uno di Casale Garibaldi che ribadiscono l'adesione delle loro realtà alla campagna Nel Mirino
September 26, 2026
Radio Onda Rossa
“Nel Mirino”, manifestazione a Firenze contro le sanzioni Usa: le foto
Come a Roma anche a Firenze  manifestazione  davanti al consolato americano e corteo attraverso la città ieri pomeriggio,  per protestare contro l’inserimento nelle liste OFAC  del collettivo informatico Autistici/Inventati . Un provvedimento che definendo terroristica l’attività di A/I  di fornire servizi digitali per  internet fuori dai canoni commerciali e di profitto , disciplina   e domina a proprio piacimento gli scambi monetari e di informazione digitale sulla rete web. Di fatto  gli USA  possono bloccare i conti correnti di qualsiasi cittadino ed introdursi nella  privata di ciascuno  sanzionandola . Un atto che  rientra nell’ambito  della lotta ” Antifa” scatenata  dall’amministrazione trampiana che non agisce solo sul territorio americano  ma in senso globale, intaccando le  sovranità nazionali  mondiali. Silenzio totale  del governo italiano in completa subordinazione. Foto di Cesare Dagliana autistici-inventati, Firenze autistici-inventati, Firenze autistici-inventati, Firenze autistici-inventati, Firenze autistici-inventati, Firenze autistici-inventati, Firenze autistici-inventati, Firenze autistici-inventati, Firenze autistici-inventati, Firenze autistici-inventati, Firenze autistici-inventati, Firenze autistici-inventati, Firenze Redazione Toscana
September 26, 2026
Pressenza
AUTISTICI/INVENTATI: VENERDI’ FINISCE IL PERIODO TRANSITORIO, PRESIDI A ROMA E FIRENZE
Scatta venerdì 25 settembre la fine del “periodo transitorio” dopo l’iscrizione del collettivo Autistici/Inventati nelle famigerate liste OFAC (Office of Foreign Assets Control) dell’amministrazione statunitense. Lo scorso 26 agosto 2026 il governo aveva definito A/I Specially Designated Global Terrorist (SDGT), sostenendo che avrebbe fornito appoggio economico, materiale o tecnologico al terrorismo e a organizzazioni già soggette a sanzioni. Una decisione nella sostanza inappellabile, senza che ci fosse un processo, che ha comportato nel giro di pochi giorni la decisione di Banca Etica di chiudere il conto di A/I e di P.I.R., la no-profit statunitense che gestisce i domini .org, di rendere irraggiungibile il dominio autistici.org. Dal 25 settembre in poi scatterebbe dunque il divieto di avere rapporti economici o di tipo tecnologico con il collettivo, che già una settimana fa ha spento i server che da venticinque anni avevano permesso a decine di associazioni e migliaia di persone di usufruire di mailing list, caselle di posta elettronica, blog senza che i dati venissero commercializzati e messi al profitto di qualche multinazionale del Big Tech. In concomitanza con la fine del periodo transitorio, a Roma alle 17 in piazza Santi Apostoli (vicino alla rappresentanza in Italia della Commissione europea) e a Firenze al consolato statunitense alle 17,30. La presentazione dell’iniziativa di Roma con Graffio di AvANa – Avvisi Ai Naviganti, l’hacklab che ha base al Forte Prenestino. Ascolta o scarica La presentazione dell’iniziativa di Firenze con una compagna dell’assemblea cittadina che si è trovata in queste settimane attorno alla vicenda Autistici/Inventati Ascolta o scarica
September 24, 2026
Radio Onda d`Urto