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Zohran Mamdani: a New York 200.000 nuove case a prezzi accessibili e 9 milioni di dollari di multe arretrate ad Amazon
Zohran Mamdani continua a mantenere le promesse che hanno portato alla sua elezione come primo sindaco socialista di New York: dopo la tassa sulle seconde case dei super ricchi ha annunciato un ambizioso piano per risolvere l’annosa crisi abitativa della città: “Stiamo costruendo 200.000 nuove case accessibili per i newyorkesi” ha dichiarato durante una conferenza stampa. “Stiamo utilizzando ogni strumento a nostra disposizione per risolvere la crisi abitativa. Block by Block è il piano abitativo più audace che la nostra città abbia visto in questo secolo. È ciò che i newyorkesi chiedono da decenni. Stiamo perseguendo i proprietari di immobili disonesti. Stiamo creando decine di migliaia di posti di lavoro ben retribuiti. Stiamo aprendo nuove strade verso la proprietà della casa. Stiamo investendo 5,6 miliardi di dollari in edilizia residenziale pubblica — il più grande investimento di capitale della città nella storia recente.” https://x.com/NYCMayor Ha quindi intimato ad Amazon, proprietà di Jeff Bezos, uno degli uomini più ricchi del mondo, di pagare al Comune di New York 9 milioni di dollari di multe arretrate, causate dai suoi furgoni da consegna che tenevano il motore acceso oltre il limite consentito dalla legge (tre minuti, non di più) mentre sostavano nelle strade dei quartieri della città. “Amazon vale 2.000 miliardi di dollari, ma non si è degnata di pagare i nove milioni di dollari di multe non saldate che ha accumulato, mentre i suoi camion inquinavano illegalmente la nostra aria e costringevano i newyorkesi a respirare i loro scarichi.  Abbiamo raccolto ogni dollaro che devono ai cittadini di questa città — e continueremo a farlo. A New York, le corporation sono tenute allo stesso standard di chiunque altro.  Nessuna azienda — non importa quanto grande o potente — è al di sopra della legge” ha dichiarato Mamdani nel suo profilo X.     Redazione Italia
May 29, 2026
Pressenza
Electrolux dimezza la produzione. Una nuova bomba occupazionale per le Marche
Qualche giorno fa sull’Italia già debilitata a livello economico ed industriale è arrivata la bomba ‘Electrolux’. Il colosso svedese l’11 maggio scorso ha annunciato 1.700 esuberi su un totale di 4.000 addetti. In particolare sono le Marche a pagare il prezzo più di alto di questa scelta: è prevista la chiusura e la dismissione dello stabilimento di Cerreto D’Esi, piccolo centro in provincia di Ancona, a ridosso dell’appennino umbro-marchigiano. Centosettanta lavoratori si ritroveranno di punto in bianco in mezzo alla strada. Un altro colpo che viene inferto a un territorio, quello del fabrianese, famoso nel secolo scorso come il “distretto del bianco” e per la produzione dii elettrodomestici, che dal 2008  ha già subito duri colpi e per il quale la luce fuori dal tunnel ancora oggi non si vede. Abbiamo incontrato su questo aspetto e sulla situazione marchigiana in genere il segretario regionale della CGIL Giuseppe Santarelli. La vicenda Electrolux è un fulmine a ciel sereno, o è solo, per usare un riferimento letterario, la ‘cronaca di una morte annunciata’? La vicenda Electrolux non è né un fulmine a ciel sereno, né una cronaca di una morte annunciata. Gli svedesi di Electrolux hanno acquisito la Best nel 2017 con l’intento di portare dentro al proprio gruppo la produzione di cappe per cucine. Si passava da un’azienda che era diventata nel 2016 di proprietà di un fondo finanziario inglese, a un marchio che rappresentava e rappresenta ancora un player importantissimo nel settore. Il problema è quello che è avvenuto proprio dal 2017 in avanti. È cambiata la produzione, si è passati da prodotti di alta gamma gradualmente a prodotti di fascia bassa. Le strategie delle multinazionali si decidono con logiche puramente finanziarie e di profitto, logiche che in Italia nessuno ha voluto e vuole contrastare, oggi ma anche nel passato. Abbiamo assistito negli ultimi 15 anni a uno shopping di numerose aziende marchigiane: oggi secondo l’Istat sono oltre 1.000 le unità locali che fanno riferimento direttamente o indirettamente a multinazionali. Non esistono vincoli normativi obbligatori, condizionalità, piani di investimenti a medio e lungo termine. Si arriva, si prende quello che c’è da prendere, compresi contributi pubblici e cassa integrazione. poi quando si trova qualcosa di più conveniente in altre aree del mondo si lascia il deserto. Questo modello di capitalismo si può e si deve contrastare, altrimenti siamo alla farsa. Le dichiarazioni del presidente della Regione Acquaroli e del ministro Urso, se non corredate da atti chiari a tutela del lavoro e del territorio, servono solo a salvare la faccia. Noi vogliamo sentire parole chiare e impegni precisi, altrimenti quello che è successo con Beko, Giano e Electrolux capiterà ancora con altre aziende sparse per il territorio marchigiano. Qual è oggi il vero volto dell’imprenditoria marchigiana? È quello de “l’ultimo dei Mohicani” come si è autodefinito Francesco Casoli di Elica group, o quello delle multinazionali che stanno colonizzando la regione? Sono tanti i volti degli imprenditori marchigiani, non esiste un solo modello d’impresa. Ci sono oggi oltre 15.000 aziende manifatturiere attive, da piccolissime a grandi; aziende che hanno saputo innovare processi e prodotti e che hanno investito e altre che hanno tirato a campare perseguendo un modello competitivo basato su bassi salari e poca innovazione dei processi organizzativi. Siamo la Regione con il tasso di manifatturiero più alto, ma con gli stipendi in questi settori più bassi. In 15 anni nell’industria marchigiana il valore aggiunto delle imprese è quasi raddoppiato, mentre i salari sono cresciuti del 23%. Molto meno che in Emilia Romagna, in Veneto, in Toscana o Lombardia. Poi si lamentano che non trovano operai: li vogliono formati, giovani e pure che costino poco.  Faccio un esempio su tutti: la Tod’s si rifiuta da almeno 25 anni di firmare contratti aziendali integrativi, è una delle pochissime griffe internazionali a pagare solo i minimi contrattuali nazionali. L’imprenditoria familistica marchigiana è un glorioso nostalgico ricordo, un possibile ritorno al futuro, o la vera “artefice del disastro” degli ultimi vent’anni? È indubbiamente la vera artefice del declino che ha determinato, pensando che tutto sarebbe potuto andare come sempre, mentre il mondo stava cambiando. Generalizzare in questi casi è sempre complicato, ma i numeri ci dicono questo: se perdi 5.300 industrie e 37.000 addetti in 15 anni, qualcosa non ha funzionato. Hanno evidentemente privatizzato gli utili e socializzato le perdite, che poi in fondo è l’obiettivo del capitalismo, ma nelle Marche è accaduto po’ di più. Sarà il ‘modello’ Amazon’, prossimo all’apertura a Jesi, la panacea di tutti i mali, come decanta bipartisan l’intera classe dirigente politica ed economica regionale? Oppure è solo un modo per evitare di guardarci allo specchio? Io ribadisco sempre lo stesso concetto: il modello Amazon si basa sulla sistematica compressione del costo del lavoro, negli hub e lungo tutta la catena della logistica e fino alla nostra porta di casa. Con la modica cifra di € 49,99 ci garantiamo la spedizione di centinaia di pacchi gratuitamente ogni anno; chi pensate che paghi quelle spedizioni? Le paga il lavoratore lungo tutta la catena Amazon, dalla produzione di beni e servizi fino alla consegna a casa. Ma come per tutte le altre multinazionali, non possiamo permettere che Amazon arrivi, condizioni fortemente lo sviluppo, l’ambiente e la vita del territorio, senza dare nessuna garanzia. In questi anni come CGIL abbiamo fatto in Italia centinaia di vertenze, arrivando anche a importanti accordi, ma Amazon resta comunque un’azienda basata su un modello di sviluppo che per natura tende a ridurre i costi e a comprimere i diritti. L’obiettivo della Cgil non sarà mai quello di chiudere gli stabilimenti, ma quello di lavorare e lottare per renderli più rispettosi dei diritti e delle tutele. Ammetto che contro questi colossi è un lavoro improbo, ma non possiamo fare altro che provarci. Nelle Marche i movimenti pro Pal hanno portato alla luce diverse aziende coinvolte più o meno direttamente nell‘’economia del genocidio’. Il Rearm Europe, la corsa al riarmo, potrebbe diventare per gli imprenditori marchigiani ‘la zona Cesarini’, ovvero quella riconversione industriale capace di rimettere in corsa l’economia manifatturiera regionale? Credo che la guerra sia la più grande sciagura dell’umanità e se produci carri armati, armi e tecnologie belliche, prima o poi quelle armi o le userai contro qualcuno, o qualcun altro le userà contro di te. L’Europa ha imboccato questa folle strada che la vedrà investire oltre 800 miliardi in armamenti entro il 2030. Una follia che pagheremo a caro prezzo e che ci impedirà di investire risorse nel rilancio dell’industria europea dal punto di vista tecnologico e della transizione ambientale. La legge vieta l’esportazione verso Paesi in stato di conflitto armato, in Paesi i cui governi violano i diritti umani e verso Stati la cui politica contrasta con l’art. 11 della Costituzione. Va applicata la legge, punendo e sequestrando le fabbriche che non rispettano la legge. Una cosa però non si può fare: prendersela con i lavoratori che in queste fabbriche ci lavorano, cioè scambiare il boia con l’impiccato. Anche la democrazia sindacale e la coscienza non si possono esportare da altri luoghi davanti ai cancelli. Deve crescere all’interno e dal basso, avviando percorsi formativi e culturali e chiedendo a queste aziende informazioni sulle produzioni e le destinazioni delle merci.   Leonardo Animali
May 22, 2026
Pressenza
Mesi di lavoro per ripristinare i data center Amazon colpiti dall’Iran
Tra i tanti asset di compagnie private statunitensi colpiti dalle salve missilistiche iraniane nelle prime fasi dell’aggressione israelo-statunitense, ci sono anche stati due data center di Amazon negli Emirati Arabi Uniti. Secondo il portale ufficiale che segnala lo stato del servizio dei vari server di Amazon aws, le due installazioni […] L'articolo Mesi di lavoro per ripristinare i data center Amazon colpiti dall’Iran su Contropiano.
May 9, 2026
Contropiano
Negli USA arrestato Chris Smalls, il leader sindacale di Amazon
Solidarietà con Chris Smalls, giù le mani da chi protesta contro la complicità delle big tech! USB esprime tutta la solidarietà al sindacalista Amazon e noto attivista contro le guerre Chris Smalls, arrestato ieri per le proteste messe in atto in occasione del Met Gala 2026 a New York. Chris Smalls si […] L'articolo Negli USA arrestato Chris Smalls, il leader sindacale di Amazon su Contropiano.
May 5, 2026
Contropiano
Riflessioni su una fuga (impossibile) dal capitalismo
di jolek78 Era un venerdì sera qualsiasi. Il pacco era arrivato dal corriere quella mattina, ma io l’avevo aperto solo dopo cena, con quella cerimonia silenziosa che faccio ogni volta che arriva dell’hardware nuovo – come se aprire una scatola velocemente fosse una forma di mancanza di rispetto nei confronti dell’oggetto. Dentro c’era un HUNSN 4K. Piccolo, quasi ridicolmente piccolo. Un
All’Istituto “E. Bari” di Badia Polesine (Rovigo) orientamento con la Folgore
Siamo nuovamente nella provincia di Rovigo, a Badia Polesine da cui arriva una segnalazione, all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, relativa all’ennesima presenza delle Forze Armate in una scuola, stavolta all’IPSIA “E. Bari”, istituto superiore a vari indirizzi. Come era già accaduto il 27 febbraio scorso in un’altra scuola (di cui abbiamo già scritto qui), la Brigata Folgore ha potuto inserirsi nell’orientamento in uscita delle e degli studenti. A promuovere l’incontro la docente referente per l’orientamento, figura introdotta, insieme a quella dei tutor, dall’anno scolastico 2023/24. Come ormai consuetudine, l’invito alla Brigata Folgore trova l’appoggio entusiasta delle autorità locali, del giornaletto Rovigo.news, dell’immancabile Graziano Maron che presiede l’Associazione Nastro Azzurro (decorato al valore militare). L’insegnante referente rende ragione del compenso assegnatogli con l’incarico (fino a oltre il doppio di uno stipendio medio di un docente) e promuove, come orientamento post diploma o dopo il biennio, la carriera militare, non una qualsiasi, ma niente meno che nella brigata più prestigiosa (e destrorsa) dell’Esercito. «Come folgore nel cielo…come nembo di tempesta», recitano il motto e l’inno dei paracadutisti. Fulmini e tempeste in tutti i luoghi di guerra, certo in funzione di supporto, anzi di peacemaking, sempre che ancora qualcuno voglia credere, dopo le sciagurate avventure degli anni Novanta e le attuali, che esistano le guerre umanitarie e la promozione della pace grazie alla presenza di forze armate. Del resto, i “folgoranti” in mimetica raccontano alle ragazze e ai ragazzi ben altro, segnalano l’eccellenza del loro lavoro, sottolineano la necessità di promuovere l’inconsueta carriera della Brigata, la «meno tradizionale […] poco conosciuta» dell’Esercito in generale. In Polesine, nella provincia di Rovigo ci sono circa 70.000 studenti e studentesse delle superiori da orientare. Così, dando ragione a Lewis Mumford, che equiparava l’arte della guerra al taylorismo e alla catena di montaggio (L. Mumford, La città nella storia, Castelvecchi 2013), annoto che in altri istituti superiori della provincia si va in visita all’hub di Amazon. Le catene di approvvigionamento, di stoccaggio, di distribuzione del colosso rappresentano un interessante contributo all’attuale cultura tecnologica, utilissima a chi studia negli ITIS. E, provo ad aggiungere, anche la carriera di management – presentata dal responsabile delle risorse umane di Amazon con entusiasmo – nasce con la mentalità del comando militare, anzi più propriamente alberga nel cuore stesso del nazismo (J. Chapoutot, Nazismo e management. Liberi di obbedire, Einaudi 2021). Forse a scuola, dopo questa visita, sarebbe stato interessante che si suggerisse ai ragazzi di vedere il film di Ken Loach Sorry We Missed You (2019) sull’infame carriera dei corrieri della grande distribuzione. Ma non sarebbe un suggerimento nello spirito delle indicazioni ministeriali fornite nei corsi per docenti orientatori. Mi sposto un po’ di lato e, visto che l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha per scopo il contrasto alle guerre, cito una informazione pubblicata qui da il Fatto Quotidiano questo 24 marzo. Un’inchiesta, condotta da due giornalisti inglesi sugli italiani arruolati nell’Idf, le forze armate israeliane, come volontari, valuta ammontino a 828 le presenze, forse 1000, come riferì il Ministro Antonio Tajani all’indomani del 7 ottobre. Una notizia, rimossa a suo tempo, che riemerge ora, grazie all’accesso agli atti ai sensi del Freedom of Information Act. Anche questa è una carriera, in mancanza d’altro o nella convinzione di fare qualcosa di utile, grazie al quotidiano lavorio sulle coscienze giovanili di cui anche la scuola è responsabile. Ultimo, ma non ultimo, Enzo Bari, a cui è intitolata la scuola di Badia Polesine, era un partigiano, morto a 16 anni. Altra guerra, altri valori. Valori su cui si basa la nostra Costituzione. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Iran: Repressione e Guerra -Anthropic-Amazon-Palantir – Teologie reazionarie – Hackerare Teheran – Google in guerra e in casa@0
Estratti dalla puntata del 9 marzo 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia REPRESSIONE E GUERRA Grazie al contributo di un compagno dell’assemblea Sabotiamo la Guerra riprendiamo alcuni aspetti emersi dall’incontro tenutosi lo scorso febbraio a Viterbo sulla relazione tra eventi bellici e disciplinamento repressivo della popolazione. ANTHROPIC (E PETER THIEL A ROMA) Ritorniamo sull’affaire Anthropic e sul suo ruolo nella guerra all’Iran, passando per una parentesi sul tour di Peter Thiel (Palantir & co) a Roma. Chi inviterà a sentirlo parlare di Anticristo? Mentre si normalizza il targeting algoritmico ed emergono potenziali errori tipici di un chatbot, torniamo ad approfondire la sinergia tra Claude-Amazon-Palantir e ad analizzare l‘ipocrisia dei “paletti etici” di Anthropic. Aggiornamento: secondo un lancio di Axios di martedi 10 marzo 2026, Trump potrebbe emettere un ordine esecutivo per escludere Anthropic dai sistemi del governo federale; tuttavia potrebbe essere un’ulteriore forma di pressione all’interno delle trattative in corso. MESSAGGIO INTERESSANTE SULLE NASCENTI TEOLOGIE REAZIONARIE Arriva un messaggio molto interessante che si ricollega alla volontà di interferenza su un piano religioso e teologico di figure come Peter Thiel: PROPAGANDA ISRAELIANA E HACKING VIDEOSORVEGLIANZA DI TEHERAN Nella propaganda sionista i tunnel di Hamas sono stati un ingrediente cruciale per giustificare il genocidio di Gaza; Jonathan Conricus, portavoce di IDF, ammette la presenza di strutture di comando dell’esercito israeliano all’interno (e sotto) zone residenziali di Tel Aviv… Parallelamente, a cavallo tra l’esibizione di potenza cyberoffensiva e il marketing, vengono fatte emergere maggiori informazioni riguardo ai metodi utilizzati per localizzare e uccidere Ali Kamenei: la Unit8200 di IDF avrebbe preso il controllo dei circuiti di videosorveglianza che attraversano le strade di Teheran. Quali conseguenza può avere un evento del genere? DATACENTERS SOTTO ATTACCO Vari datacenters di Amazon Web Services sono stati attacchi dall’Iran: oltre a interferire con la quotidianità dei flussi di informazioni e di transazioni in Bahrein e negli Emirati, stanno emergendo come gangli cruciali degli apparati militari e – di conseguenza – come obbiettivi sensibili. GOOGLE E PROTESTE MOLTO PARZIALI Mentre a Google si stanno nuovamente sollevando proteste interne al corpo dei dipendenti per il coinvolgimento di questo colosso nel settore bellico e della sorveglianza di massa, altrettanta attenzione non si sviluppa per il “normale” progresso della pervasività degli sguardi di Google nelle nostre vite, la cui ultima frontiera è la modalità Live Search all’interno del servizio Home Premium: flussi video delle videocamere domestiche analizzabili da remoto con Gemini AI, chiedendo ad esempio se propria figlia abbia indossato il cappotto prima di uscire o se il cane stia giocando in salotto. Che potere possono conferire questi flussi di dati, tanto sul piano della profilazione quanto dell’apprendimento? Quante persone sceglieranno di pagare 20 dollari al mese per conferire un accesso pressoché totale alla AI di Google all’interno delle proprie abitazioni? Link approfondimento su proteste all’interno di Polaroid contro apartheid in Sud Africa
March 11, 2026
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Iran: Repressione e Guerra -Anthropic-Amazon-Palantir – Teologie reazionarie – Hackerare Teheran – Google in guerra e in casa@1
Estratti dalla puntata del 9 marzo 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia REPRESSIONE E GUERRA Grazie al contributo di un compagno dell’assemblea Sabotiamo la Guerra riprendiamo alcuni aspetti emersi dall’incontro tenutosi lo scorso febbraio a Viterbo sulla relazione tra eventi bellici e disciplinamento repressivo della popolazione. ANTHROPIC (E PETER THIEL A ROMA) Ritorniamo sull’affaire Anthropic e sul suo ruolo nella guerra all’Iran, passando per una parentesi sul tour di Peter Thiel (Palantir & co) a Roma. Chi inviterà a sentirlo parlare di Anticristo? Mentre si normalizza il targeting algoritmico ed emergono potenziali errori tipici di un chatbot, torniamo ad approfondire la sinergia tra Claude-Amazon-Palantir e ad analizzare l‘ipocrisia dei “paletti etici” di Anthropic. Aggiornamento: secondo un lancio di Axios di martedi 10 marzo 2026, Trump potrebbe emettere un ordine esecutivo per escludere Anthropic dai sistemi del governo federale; tuttavia potrebbe essere un’ulteriore forma di pressione all’interno delle trattative in corso. MESSAGGIO INTERESSANTE SULLE NASCENTI TEOLOGIE REAZIONARIE Arriva un messaggio molto interessante che si ricollega alla volontà di interferenza su un piano religioso e teologico di figure come Peter Thiel: PROPAGANDA ISRAELIANA E HACKING VIDEOSORVEGLIANZA DI TEHERAN Nella propaganda sionista i tunnel di Hamas sono stati un ingrediente cruciale per giustificare il genocidio di Gaza; Jonathan Conricus, portavoce di IDF, ammette la presenza di strutture di comando dell’esercito israeliano all’interno (e sotto) zone residenziali di Tel Aviv… Parallelamente, a cavallo tra l’esibizione di potenza cyberoffensiva e il marketing, vengono fatte emergere maggiori informazioni riguardo ai metodi utilizzati per localizzare e uccidere Ali Kamenei: la Unit8200 di IDF avrebbe preso il controllo dei circuiti di videosorveglianza che attraversano le strade di Teheran. Quali conseguenza può avere un evento del genere? DATACENTERS SOTTO ATTACCO Vari datacenters di Amazon Web Services sono stati attacchi dall’Iran: oltre a interferire con la quotidianità dei flussi di informazioni e di transazioni in Bahrein e negli Emirati, stanno emergendo come gangli cruciali degli apparati militari e – di conseguenza – come obbiettivi sensibili. GOOGLE E PROTESTE MOLTO PARZIALI Mentre a Google si stanno nuovamente sollevando proteste interne al corpo dei dipendenti per il coinvolgimento di questo colosso nel settore bellico e della sorveglianza di massa, altrettanta attenzione non si sviluppa per il “normale” progresso della pervasività degli sguardi di Google nelle nostre vite, la cui ultima frontiera è la modalità Live Search all’interno del servizio Home Premium: flussi video delle videocamere domestiche analizzabili da remoto con Gemini AI, chiedendo ad esempio se propria figlia abbia indossato il cappotto prima di uscire o se il cane stia giocando in salotto. Che potere possono conferire questi flussi di dati, tanto sul piano della profilazione quanto dell’apprendimento? Quante persone sceglieranno di pagare 20 dollari al mese per conferire un accesso pressoché totale alla AI di Google all’interno delle proprie abitazioni? Link approfondimento su proteste all’interno di Polaroid contro apartheid in Sud Africa
March 11, 2026
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Estratti dalla puntata del 9 marzo 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia REPRESSIONE E GUERRA Grazie al contributo di un compagno dell’assemblea Sabotiamo la Guerra riprendiamo alcuni aspetti emersi dall’incontro tenutosi lo scorso febbraio a Viterbo sulla relazione tra eventi bellici e disciplinamento repressivo della popolazione. ANTHROPIC (E PETER THIEL A ROMA) Ritorniamo sull’affaire Anthropic e sul suo ruolo nella guerra all’Iran, passando per una parentesi sul tour di Peter Thiel (Palantir & co) a Roma. Chi inviterà a sentirlo parlare di Anticristo? Mentre si normalizza il targeting algoritmico ed emergono potenziali errori tipici di un chatbot, torniamo ad approfondire la sinergia tra Claude-Amazon-Palantir e ad analizzare l‘ipocrisia dei “paletti etici” di Anthropic. Aggiornamento: secondo un lancio di Axios di martedi 10 marzo 2026, Trump potrebbe emettere un ordine esecutivo per escludere Anthropic dai sistemi del governo federale; tuttavia potrebbe essere un’ulteriore forma di pressione all’interno delle trattative in corso. MESSAGGIO INTERESSANTE SULLE NASCENTI TEOLOGIE REAZIONARIE Arriva un messaggio molto interessante che si ricollega alla volontà di interferenza su un piano religioso e teologico di figure come Peter Thiel: PROPAGANDA ISRAELIANA E HACKING VIDEOSORVEGLIANZA DI TEHERAN Nella propaganda sionista i tunnel di Hamas sono stati un ingrediente cruciale per giustificare il genocidio di Gaza; Jonathan Conricus, portavoce di IDF, ammette la presenza di strutture di comando dell’esercito israeliano all’interno (e sotto) zone residenziali di Tel Aviv… Parallelamente, a cavallo tra l’esibizione di potenza cyberoffensiva e il marketing, vengono fatte emergere maggiori informazioni riguardo ai metodi utilizzati per localizzare e uccidere Ali Kamenei: la Unit8200 di IDF avrebbe preso il controllo dei circuiti di videosorveglianza che attraversano le strade di Teheran. Quali conseguenza può avere un evento del genere? DATACENTERS SOTTO ATTACCO Vari datacenters di Amazon Web Services sono stati attacchi dall’Iran: oltre a interferire con la quotidianità dei flussi di informazioni e di transazioni in Bahrein e negli Emirati, stanno emergendo come gangli cruciali degli apparati militari e – di conseguenza – come obbiettivi sensibili. GOOGLE E PROTESTE MOLTO PARZIALI Mentre a Google si stanno nuovamente sollevando proteste interne al corpo dei dipendenti per il coinvolgimento di questo colosso nel settore bellico e della sorveglianza di massa, altrettanta attenzione non si sviluppa per il “normale” progresso della pervasività degli sguardi di Google nelle nostre vite, la cui ultima frontiera è la modalità Live Search all’interno del servizio Home Premium: flussi video delle videocamere domestiche analizzabili da remoto con Gemini AI, chiedendo ad esempio se propria figlia abbia indossato il cappotto prima di uscire o se il cane stia giocando in salotto. Che potere possono conferire questi flussi di dati, tanto sul piano della profilazione quanto dell’apprendimento? Quante persone sceglieranno di pagare 20 dollari al mese per conferire un accesso pressoché totale alla AI di Google all’interno delle proprie abitazioni? Link approfondimento su proteste all’interno di Polaroid contro apartheid in Sud Africa
March 11, 2026
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Estratti dalla puntata del 9 marzo 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia REPRESSIONE E GUERRA Grazie al contributo di un compagno dell’assemblea Sabotiamo la Guerra riprendiamo alcuni aspetti emersi dall’incontro tenutosi lo scorso febbraio a Viterbo sulla relazione tra eventi bellici e disciplinamento repressivo della popolazione. ANTHROPIC (E PETER THIEL A ROMA) Ritorniamo sull’affaire Anthropic e sul suo ruolo nella guerra all’Iran, passando per una parentesi sul tour di Peter Thiel (Palantir & co) a Roma. Chi inviterà a sentirlo parlare di Anticristo? Mentre si normalizza il targeting algoritmico ed emergono potenziali errori tipici di un chatbot, torniamo ad approfondire la sinergia tra Claude-Amazon-Palantir e ad analizzare l‘ipocrisia dei “paletti etici” di Anthropic. Aggiornamento: secondo un lancio di Axios di martedi 10 marzo 2026, Trump potrebbe emettere un ordine esecutivo per escludere Anthropic dai sistemi del governo federale; tuttavia potrebbe essere un’ulteriore forma di pressione all’interno delle trattative in corso. MESSAGGIO INTERESSANTE SULLE NASCENTI TEOLOGIE REAZIONARIE Arriva un messaggio molto interessante che si ricollega alla volontà di interferenza su un piano religioso e teologico di figure come Peter Thiel: PROPAGANDA ISRAELIANA E HACKING VIDEOSORVEGLIANZA DI TEHERAN Nella propaganda sionista i tunnel di Hamas sono stati un ingrediente cruciale per giustificare il genocidio di Gaza; Jonathan Conricus, portavoce di IDF, ammette la presenza di strutture di comando dell’esercito israeliano all’interno (e sotto) zone residenziali di Tel Aviv… Parallelamente, a cavallo tra l’esibizione di potenza cyberoffensiva e il marketing, vengono fatte emergere maggiori informazioni riguardo ai metodi utilizzati per localizzare e uccidere Ali Kamenei: la Unit8200 di IDF avrebbe preso il controllo dei circuiti di videosorveglianza che attraversano le strade di Teheran. Quali conseguenza può avere un evento del genere? DATACENTERS SOTTO ATTACCO Vari datacenters di Amazon Web Services sono stati attacchi dall’Iran: oltre a interferire con la quotidianità dei flussi di informazioni e di transazioni in Bahrein e negli Emirati, stanno emergendo come gangli cruciali degli apparati militari e – di conseguenza – come obbiettivi sensibili. GOOGLE E PROTESTE MOLTO PARZIALI Mentre a Google si stanno nuovamente sollevando proteste interne al corpo dei dipendenti per il coinvolgimento di questo colosso nel settore bellico e della sorveglianza di massa, altrettanta attenzione non si sviluppa per il “normale” progresso della pervasività degli sguardi di Google nelle nostre vite, la cui ultima frontiera è la modalità Live Search all’interno del servizio Home Premium: flussi video delle videocamere domestiche analizzabili da remoto con Gemini AI, chiedendo ad esempio se propria figlia abbia indossato il cappotto prima di uscire o se il cane stia giocando in salotto. Che potere possono conferire questi flussi di dati, tanto sul piano della profilazione quanto dell’apprendimento? Quante persone sceglieranno di pagare 20 dollari al mese per conferire un accesso pressoché totale alla AI di Google all’interno delle proprie abitazioni? Link approfondimento su proteste all’interno di Polaroid contro apartheid in Sud Africa
March 11, 2026
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