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L’ Ape ed il peggiore Architetto: il futuro di Napoli in queste mani
Ma ciò che fin da principio distingue il peggiore architetto dall’ape migliore è il fatto che egli ha costruito la celletta nella sua testa prima di costruirla in cera. Karl Marx – Il Capitale, Libro primo, sezione terza Le ultime settimane napoletane di agosto sono state foriere – non solo […] L'articolo L’ Ape ed il peggiore Architetto: il futuro di Napoli in queste mani su Contropiano.
September 4, 2026
Contropiano
Quali sono le fasce sociali che beneficiano delle trasformazioni urbane a Roma?
murale Sabrina H. Dan di Paolo Gelsomini Una riflessione a margine del dibattito avviato dall’appello “Per chi è Roma? Il futuro della città si decide oggi”(1), di cui l’autore è tra i primi firmatari, e delle modifiche definitive alle Norme Tecniche di Attuazione (NTA)  del Piano Regolatore che sono in discussione all’Assemblea Capitolina(2). La vicenda della delibera sulle NTA tuttora in corso in Campidoglio (2),   la lettera appello “Per chi è Roma?” promossa da Nonna Roma*, e varie voci che si sono aggiunte al dibattito sulla direzione che sta prendendo la città,  insieme alla nuova ricerca di Mapparoma 48(3) “La geografia dei redditi e delle fragilità economiche nella Città metropolitana di Roma” che mostra come le geografie del reddito, della crescita economica e delle fragilità sociali delineino un territorio profondamente diseguale, mi hanno spinto  a fare una riflessione sulle trasformazioni urbane a Roma. Vorrei porre all’Amministrazione Comunale che sta per variare le nuove NTA del Piano Regolatore questa domanda: Quali sono le fasce sociali di riferimento delle trasformazioni urbane?  Quando si parla di social housing o di studentati all’interno dei mix funzionali dei progetti di finanza o nei programmi integrati disciplinati dalle NTA in genere ci si riferisce a categorie (giovani, anziani, studenti, giovani coppie ecc.) ma non alle fasce sociali che all’interno delle categorie possono essere molto diverse.  Di conseguenza molti interventi di rigenerazione urbana producono beni fruibili solo da fasce sociali alte o medio-alte. Ad esempio gli studentati degli ex Mercati Generali (4) sono considerati dall’assessore Veloccia non  di pubblica utilità ma strumenti di remunerazione degli investitori privati per realizzare beni privati di pubblica utilità (anche questi non certo accessibili gratuitamente a tutti, ad eccezione di qualche piazza o giardino). In pratica una moneta di scambio, che però contribuisce a squilibrare il mercato degli alloggi per studenti, perchè nel frattempo si stanno costruendo 25 studentati privati e pochissimi studentati pubblici.  La stessa cosa succede per l’edilizia sociale,  ancora più ridotta nelle NTA all’interno degli atti di partenariato pubblico-privato. Sono cose che tutti noi conosciamo, progetto per progetto. Resta il fatto della crescita di una diseguaglianza sociale attraverso l’urbanistica, perché l’offerta pubblica dei beni edilizi d’uso a costi sostenibili dalle fasce più basse è sempre più distante dall’offerta privata destinata alle fasce alte e medio-alte della popolazione. Se a questa discrepanza pubblico-privato aggiungiamo il mercato delle case vacanza, B&B ecc. (non è vero che è stato arrestato dalle nuove NTA, perché stiamo in attesa di un Regolamento di contenimento previsto dalle NTA e tuttora in lavorazione, ma il cui iter sarà ancora lungo e tortuoso), possiamo concludere che il mercato degli affitti e delle compravendite è sempre più in rialzo e sempre meno accessibile alle fasce più fragili, che continuano ad andare ad  abitare nei comuni limitrofi aggravando ulteriormente il sistema del trasporto privato e pubblico della Capitale. I dati sugli affitti a Roma parlano chiaro, come parlano chiaro i dati delle migliaia di immobili gestiti da Fondi immobiliari, società di investimento, e Fondi di investimento internazionali. E’ esemplificativa la già citata ricerca di Mapparoma 48 (3)che rende evidente, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la distanza crescente tra offerta di beni e servizi di prima necessità e domanda sociale sempre più inevasa. Se partiamo da queste considerazioni potremo stabilire come il Pubblico possa ricominciare a pianificare, programmare e progettare per la Città Pubblica, dentro i problemi reali per cercare di risolverli o di ridurre i loro effetti negativi, pur nella complessità insita nel gestire la cosa pubblica all’interno delle dinamiche sociali ed economiche. Poi possiamo anche percorrere la strada del riformismo possibile,ma solo dopo aver fissato principi ed obiettivi di una politica urbanistica che persegua la riduzione delle diseguaglianze sociali, la sostenibilità ambientale, la salvaguardia del tessuto tipo-morfologico del centro. storico, la difesa della qualità edilizia dei complessi urbani storici. Mi pare che nell’impostazione della riforma delle NTA queste radici siano enunciate ma contraddette dai fatti e che i fatti (le norme) siano presentati non come mediazioni del possibile ma come “radici invarianti”  per la trasformazione della città, che può crescere solo attirando capitali internazionali, turismo e grandi eventi. Paolo Gelsomini 20 luglio 2026 Per oseervazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com NOTE (1) vedi Per chi è Roma? Il futuro della città si decide oggi 12 luglio 2026 https://www.carteinregola.it/per-chi-e-roma-il-futuro-della-citta-si-decide-oggi/ (2)Vedi Ultime modifiche alle NTA, restano molti punti critici 12 luglio 2026 https://www.carteinregola.it/ultime-modifiche-alle-nta-restano-molti-punti-critici/  (3)#mapparoma48 – La geografia dei redditi e delle fragilità economiche nella Città metropolitana di Roma > #mapparoma48 – La geografia dei redditi e delle fragilità economiche nella > Città metropolitana di Roma (4) vedi Ex Mercati Generali, parabola esemplare dell’urbanistica della Capitale di Anna Maria Bianchi 28 aprile 2026
July 20, 2026
carteinregola
Dopo The Floating Piers, tra una visione anti-ecologica e il pericolo dell’overtourism
Ho sempre amato le opere artistiche di Christo. Lui, per anni un mendicante bulgaro che girovagava per Parigi e che si guadagnava da vivere facendo ritratti su commissione, nel 1958 incontrerà la sua futura moglie, la vera artista, Jeanne-Claude, che gli commissionerà un ritratto della madre. Fu amore a prima vista e divennero i principali esponenti della Land Art. Fu la salvezza di Christo che gli permise di diventare un grande genio di fama mondiale, prima insieme a sua moglie e poi senza di lei a causa del suo decesso per tumore. Christo è stato un grande artista che capì che l’opera d’arte non è l’artista che la crea, ma è l’artista che dà i mezzi affinché l’opera d’arte possa essere visibile ed ammirabile da tutti. Per questo lui per decenni ha impacchettato le opere d’arte, consegnandole ad ognuno di noi come un regalo. Ha steso teli lungo delle valli, che cambiavano colore in base al momento della giornata, per farci cogliere la magia della Natura. Ricordo come se fosse ieri quando alle 3:00 del mattino del 18 giugno 2016 mi sono recato al molo di Sulzano (BS) per essere tra i primi visitatori di The Floating Piers, l’installazione di Land Art degli artisti Christo e Jeanne-Claude consistente in una rete di pontili galleggianti aperti al pubblico, messi in opera sul Lago d’Iseo, tra Sulzano, Montisola e l’Isola di San Paolo, dal 18 giugno al 3 luglio 2016. Camminare su The Floating Piers è stato immenso: con l’idea geniale di far camminare migliaia di persone sull’acqua come Cristo, la passerella diventava un “ponte spirituale” che permetteva ad ogni singolo essere umano di essere avvolto nella bellezza emozionante della Natura circostante. Un ponte attraverso il quale l’artista permetteva ad ogni essere umano di mostrare la vera essenza dell’opera d’arte: l’immenso sguardo sul paesaggio naturale. Però, nonostante la genialità che ho sempre apprezzato, con The Floating Piers si è dimostrato ciò che lui è sempre stato: un grande Giano Bifronte che nella sua vita ha sempre saputo approfittarsi delle occasioni a discapito di molti e, tra le ultime sue trovate, anche quella del The Floating Piers sul Lago d’Iseo. Lui è sempre stato definito tra i più grandi protagonisti della Land Art, ma la Land Art è sempre stata tutt’altro rispetto a ciò che ha sempre fatto lui: intervento sul paesaggio destinato a sparire, effimero, ma con materiali naturali che l’azione degli agenti atmosferici disgrega naturalmente restituendo il contenuto dell’arte all’arte innata della Natura stessa. Ognuno di noi, nelle proprie attività, dovrebbe pensare prima a rispettare la propria Casa Comune, e l’arte dovrebbe fare altrettanto. Invece Christo non ha fatto altro nella sua vita che utilizzare solo plastica e materiali che hanno sempre avuto bisogno di un ulteriore intervento umano per essere eliminati. Senza nulla togliere alle idee creative dell’uomo dal punto di vista artistico, credo sia importante invece – dal punto di vista economico, politico e ambientale – capire i risvolti della vicenda e fare un bilancio costi/ benefici sulle conseguenze odierne. Come scrisse lo storico dell’arte Philippe Daveria su The Floating Piers: «Obsoleta, una fiera di paese», ed aggiungendo: «Invece di impostare una politica di rispetto e valorizzazione del territorio, ci muoviamo nel regno dell’effimero, speranzosi che una furbata d’artista produca tanto marketing». L’opera ha generato più di 5.600 Tonnellate di CO2 solo per la produzione dei materiali plastici, senza contare il trasporto e l’intero assemblaggio, realizzato usando perfino elicotteri. Mettiamoci poi il cemento depositato sul fondo per gli ancoraggi. Per sopperire alle emissioni di questo scempio servirebbe l’attività di un bosco di 4 mila alberi di grandi dimensioni per 50 anni. I permessi, negati negli anni in Giappone e perfino in Argentina, ovviamente sono stati concessi dai sindaci dei comuni italiani di Sulzano e Monte Isola, pensando certamente al ritorno economico. The Floating Piers era un progetto che lui aveva già proposto a moltissimi altri laghi e tutti l’avevano rigettato perché sapevano della personalità alquanto controversa di Christo. Poi la fortuna lo baciò. Christo viveva nella sua storica casa-studio al 48 di Howard Street nel quartiere di Soho a Manhattan, a circa un chilometro e mezzo dalla Beretta Gallery di New York situata sulla Madison Avenue.  Successe che i suoi vicini di casa a New York, i coniugi Beretta, proprietari della storica azienda d’armi Beretta e della bella Isola di San Paolo, decisero di aiutarlo in questa sua opera. Mentre Christo ci dava in pasto la bella favoletta dell’opera progettata dalla moglie per amore del Lago d’Iseo, in realtà non l’aveva mai preso in considerazione: il Lago d’Iseo fu l’ultima ruota del carro. Dietro al marketing, ai materiali e ai dipendenti tutto rigorosamente “made in Italy”, si nascondevano tutti gli illeciti tra cui i 250 blocchi di cemento armato da 7 tonnellate ciascuno che fissavano la Passerella sul fondo del Lago. Secondo il Dipartimento di Ingegneria Idraulica dell’Università degli Studi di Brescia, la rimozione di questi blocchi avrebbe provocato un’ulteriore contaminazione delle acque lacustri, poiché sul fondale è presente una quantità di fosforo di 15 volte superiore del fosforo presente nelle acque: cosa che non era inizialmente prevista nel progetto dal momento che la passerella doveva solo galleggiare. Insomma, oltre a farci “camminare nella bellezza”, con la sua Land Art, Christo ci ha regalato anche la promozione di una visione anti-ecologica: cosa di cui invece dovremmo ravvederci. I media mainstream e locali hanno parlato fin da subito della presunta filantropia di Christo che si accollava la spesa di 18 milioni di euro senza commissioni, sponsorizzazioni, vendita di cataloghi. In realtà non è stato tutto idilliaco. I suoi numerosi bozzetti preparatori  infatti vennero venduti con un costo che andava dai 120/180mila dollari, con dimensione 34×56 cm, ai 1,2 milioni di dollari. Già nel 2015 un suo bozzetto con un base d’asta di 180mila dollari fu venduto a 334mila. A questo si aggiunsero le litografie e le foto scattate da Christo stesso che, senza o con firma autorale, vanno dai 200 ai 6.000 €. Poca attenzione si è prestata sui costi sostenuti dal settore pubblico per la realizzazione e la gestione dell’evento del 2016: accanto ai circa 18 milioni di euro investiti direttamente da Christo, vi sono le spese affrontate da enti e amministrazioni per sicurezza, sanità, trasporti e servizi straordinari. Costi che, secondo quanto sostenuto nel comunicato, non sarebbero mai stati rendicontati in maniera completa. Nel bel mezzo di questa “furbata d’artista”, il danno economico fu evidente. L’opera avrebbe dovuto portare, secondo le stime, 40milioni di euro mentre, in 16 giorni, sono stati incassati 88,1milioni di € di cui: 76,5%, pari a 67,4 milioni, vennero fatturati grazie all’evento. Miracolo economico? No. L’analisi del Comitato Territoriale di Confcommercio stabilì come il volume di affari di quanti si trovavano nei punti di arrivo fosse triplicato (bar, ristoranti, etc …) mentre per gli operatori dell’accoglienza il fatturato cadde anche del 70%. In quel periodo moltissimi settori sono stati penalizzati e molto comuni lacustri hanno incrementato del 38% il canone per l’occupazione del suolo. I maggiori comuni che hanno guadagnato sono stati Montisola, Sulzano ed Iseo, gli stessi comuni che vennero diffamati nel 2019 dallo stesso artista nel film che riprendeva il work-in-progress dell’installazione. Per non parlare infine dei lavoratori pagati in voucher anche dopo mesi. Christo non è mai stato un grande onesto nel suo lavoro anzi è sempre stato un grande approfittatore, nonostante fosse un grande artista. In seguito alla sua morte, Christo – come nostra abitudine -, in quanto personaggio famoso, è stato immediatamente santificato: moine su moine di ciò che è stato. “Ha saputo vivere la realtà del nostro lago cogliendone l’essenza artistica che, grazie a lui, ci ha resi famosi in tutto il mondo. Non possiamo non dedicargli, come Sindaci del Sebino ed io in particolare, un pensiero che va al di la della retorica commemorativa ma che abbraccia i più profondi sentimenti di vicinanza e di stima.” – questo è il lagnoso latrato/saluto che il comune di Iseo fece a Christo, dopo solo un anno da quando lo stesso artista aveva in un documentario insultato pesantemente le istituzioni locali e il nostro territorio. Da un lato si evidenziò come effettivamente le nostre istituzioni versino in una condizione borderline, mentre dall’altro lato si mise in risalto l’arroganza dell’artista nel pretendere la pappa pronta sempre in qualunque posto vada. Questa è soltanto una delle tante ipocrisie della nostra società del benpensare e del perbene, ma la morte non cancella le proprie azioni. La vita di Christo ha generato tanta arte e tanta genialità quanto impatto equivalente di migliaia di altre persone, e questo è parassitismo. Christo di Cristo aveva veramente poco. Ma non è tutto. Il 2024 è stato un anno storico per il turismo del Lago: per la prima volta, infatti, le presenze turistiche hanno superato la soglia del milione raggiungendo un milione e 18mila presenze. Numeri certificati dai dati dell’Osservatorio di Regione Lombardia sui 23 Comuni di Visit Lake Iseo. Un dibattito dunque che sorge spontaneo visto l’incremento di quasi 60mila presenze (+6,17%) rispetto al 2023 e che assume un rilievo ancora maggiore se confrontato con il 2016, l’anno del «Floating Piers» di Christo, dove le presenze furono 722mila. Ma dall’altro solleva interrogativi sulla sostenibilità del modello e l’impatto del turismo. «Ad oggi il pericolo dell’overtourism per il Lago d’ Iseo non esiste – ha spiegato a giugno 2025 Riccardo Venchiarutti il sindaco di Iseo e presidente di «Visit Lake Iseo», l’associazione che concorda 23 Comuni del Lago d’ Iseo – certamente negli ultimi anni la crescita è stata importante come dimostrano i numeri» Sebbene le amministrazioni locali considerino il fenomeno un “successo sostenibile”, la realtà è ben diversa. Associazioni come Legambiente segnalano criticità da anni, sostenendo che il Lago d’Iseo attraversa una forte crescita turistica, con oltre un milione di visitatori annui con picchi di massa che si concentrano principalmente nei mesi di agosto e nei fine settimana. Nel 2024, il motore di questa ascesa è stato in gran parte il turismo internazionale che costituisce quasi il 60%. La Germania si è confermato il mercato leader con un quarto delle presenze seguita dall’Olanda (13%), Francia, Svizzera e Regno Unito. Curiosa anche la crescita di visitatori da Polonia e Danimarca attorno ai 20mila. Mercati sui quali l’associazione ha investito in promozione negli ultimi anni.  Iseo si posiziona in testa con oltre 450mila presenze, rappresentando il 44% del flusso turistico totale. A seguire, nella classifica delle destinazioni più frequentate, Lovere con 67mila presenze. Poco distanti, Pisogne e Marone si attestano entrambe intorno ai 55 mila visitatori. E ancora: Sarnico (42mila), Paratico (34mila) e Monte Isola (24mila presenze). Le statistiche estate 2025 elaborate dall’Infopoint di Lovere, dove vengono conteggiati con rigore tutti gli ingressi di chi chiede informazioni, rivelavano che dal 1 giugno all’11 agosto 2025 sono entrate 8.395 persone contro le 7.213 dello stesso periodo nel 2024. Gli italiani continuavano a rappresentare la maggioranza, 4.489, ma erano ormai tallonati dagli stranieri (3.906), in prevalenza tedeschi, francesi, olandesi e inglesi. Nel 2025 Iseo ha continuato a rappresentare il principale motore turistico del lago, con oltre 518mila presenze registrate, circa la metà dell’intero movimento turistico del Sebino. E’ del 3 luglio 2026 la notizia che, dopo The Floating Piers, il Lago d’Iseo grazie a Christo ha 400mila turisti in più rispetto a 10 anni fa. Prima dell’installazione, le presenze annue erano 722mila mentre, nel 2025, sono lievitate del 57,3%. Ad avere un riscontro di boom di turismo sono stati i paesi di Parzanica, Solto Collina, Tavernola Bergamasca e Costa Volpino. Questa non è una favola che possiamo continuare a raccontarci. Il turismo di massa (overtourism) post- Christo e post-Covid sta sconvolgendo l’equilibrio tra residenti, visitatori e turisti di molti paesi del Lago d’Iseo. Ne è convinto Dario Balotta, presidente di Legambiente Basso Sebino, che concentra l’attenzione su un problema che negli ultimi tempi si è acuito: «Non che prima non ci fossero visitatori e turisti, ma tolte alcune giornate da bollino rosso la vita trascorreva ancora tranquilla». Da qualche anno le presenze sono cresciute in modo esponenziale, «ma i servizi locali sono rimasti inalterati. Per esempio, la pulizia a Sulzano, esclusa la raccolta differenziata, viene gestita da un solo operatore ecologico, mentre la viabilità da un solo vigile urbano. Anche a Sale Marasino ci sono un solo operatore ecologico e un solo vigile. A Montisola gli operatori ecologici in organico sono tre, ma si devono accollare la raccolta differenziata. Pure qui un solo vigile. Nemmeno il record di turisti del 2023 ha spinto le amministrazioni comunali a dotarsi di strutture di contenimento e gestione degli effetti provocati da quello che anche sul Sebino si può definire overtourism» – affermava Balotta. Secondo Dario Balotta “l’effetto di The Floating Piers ha portato visibilità internazionale e più turisti, ma non ha fermato la fuga da molti Comuni del lago. Crescono parcheggi e affitti brevi, mentre i benefici economici restano limitati”. A dieci anni da The Floating Piers, l’installazione dell’artista Christo che nel giugno 2016 portò sul lago d’Iseo oltre un milione di visitatori, Europa Verde invita a riflettere sugli effetti che quell’evento ha avuto sul territorio. La straordinaria visibilità internazionale conquistata dal Sebino non si sarebbe tradotta in uno sviluppo diffuso e duraturo ma si sarebbe caratterizzata in un aumento dei visitatori giornalieri “mordi e fuggi, con effetti negativi sulla qualità dei servizi e della vita locale”. «Neppure un evento di portata mondiale come The Floating Piers è riuscito a invertire la tendenza allo spopolamento di gran parte del territorio lacustre – sostiene il rappresentante di Europa Verde -, apportando al contrario benefici economici limitati e concentrati in alcuni settori tra cui campeggi, alberghi, ristorazione e affitti turistici, nonostante un forte consumo di suolo e da una crescita urbanistica caotica». Se il turismo cozza con gli interessi della popolazione locale, qualcosa non sta funzionando per il verso giusto. Se il turismo di massa invade la vivibilità della zona, vuol dire che non abbiamo una territorio strutturato per accogliere masse di turisti. Inoltre che la crescita demografica registrata in alcuni Comuni è stata accompagnata da un importante consumo di suolo e da una forte espansione edilizia. Secondo i dati demografici relativi al periodo 2015-2025, Sulzano è passata da 1.689 a 1.961 residenti, con una crescita del 16%; mentre Paratico ha registrato un incremento ancora più consistente, passando da 3.925 a 5.019 abitanti (+28%). In tutto ciò Montisola, pur essendo stata il simbolo dell’opera di Christo e il principale polo di attrazione dell’evento, continua a registrare il reddito medio più basso del Sebino. Europa Verde punta inoltre l’attenzione sugli effetti ambientali della crescita dei flussi turistici. Balotta cita la realizzazione di nuovi parcheggi, tra cui due interventi attualmente in corso a Sulzano, e richiama il progetto dei 94 posti auto previsti sul lungolago di Clusane. Opere che, secondo il movimento ambientalista, rischiano di aggravare il consumo di suolo e compromettere aree di pregio naturalistico. Questi palesi segnali di overtourism sembrano non interessare il G16, il coordinamento dei Comuni del lago nato per promuovere strategie condivise di sviluppo turistico. Secondo Balotta, il consorzio si sarebbe progressivamente limitato ad attività di marketing territoriale, senza affrontare in maniera efficace le conseguenze della crescita dei flussi turistici. L’overtourism (o sovraffollamento turistico) minaccia i centri storici e gli ecosistemi naturali. Provoca danni concreti, come l’aumento dei rifiuti e la distruzione degli habitat. Inoltre, accelera la gentrificazione e la crisi abitativa, costringendo i residenti a trasferirsi a causa degli affitti alle stelle, mentre gli ecosistemi sono messi costantemente sotto pressione, eccessivo consumo di risorse e un’impennata nella produzione di rifiuti solidi non differenziati. Non ci resta che sperare che, nel decennale dell’evento, Regione Lombardia, Visit Lake Iseo e i Comuni promuovano iniziative con l’occasione di analizzare in modo approfondito gli effetti positivi e negativi dell’evento e delle sue conseguenze a dieci anni di distanza, valutando le opportunità effettivamente colte dal territorio. Lorenzo Poli
July 8, 2026
Pressenza
Climatizzazione e giustizia climatica
L’ondata di calore di giugno ha messo in primo piano la questione del raffrescamento che, nei picchi di caldo sempre più frequenti, specie in zone urbanizzate e cementificate, non è più un optional ma una necessità vitale, e quindi il … Leggi tutto L'articolo Climatizzazione e giustizia climatica sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
SALO’ (BRESCIA): IN DUECENTO ALLA PASSEGGIATA “SALVIAMO IL GARDA” CONTRO L’OVERTOURISM SELVAGGIO
200 persone a Salò (Brescia) nel pomeriggio di sabato 20 giugno 2026 per “SalviAmo il Garda”, passeggiata informativa organizzata per sensibilizzare la cittadinanza sulle gravi criticità che pesano sul territorio, a partire dall’over tourism: una pressione antropica oltre l’insostenibile, considerando le 28 milioni di presenze turistiche del 2025, a fronte delle 5 milioni di presenze del 1990. Il Garda soffoca, quindi, tra cemento, case introvabili – e affitti alle stelle -, infrastrutture spacciate per green (come ciclabili e pedonali) realizzate però occupando altro territorio vergine. E ancora: la pressione sulle reti viabilistiche, le fognature e il tessuto idrico, fino ai danni causati a un altro tessuto, quello sociale, con giovani, famiglie e lavoratori espulsi dalle varie località del Garda per fare spazio a un turismo ricco, mordi e fuggi. Su Radio Onda d’Urto la corrispondenza con Cristina Milani, vicepresidente Legambiente Lago di Garda e con Luca Cecchi, del Monastero dei Beni Comuni, due delle tante realtà che fanno parte del Coordinamento interregionale tutela del Lago di Garda. Ascolta o scarica
June 20, 2026
Radio Onda d`Urto
Firenze. C’è un futuro da scrivere dopo il city grabbing
Ormai lo sappiamo, la città contemporanea – e la cosiddetta città d’arte più di tutte – è diventata un mezzo per estrarre profitto da parte dei grandi fondi immobiliari e finanziari. È il noto sistema del capitalismo estrattivista, su cui … Leggi tutto L'articolo Firenze. C’è un futuro da scrivere dopo il city grabbing sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Vivere a Firenze: Oltrarno Futuro chiama, i comitati del centro storico rispondono
Si è svolto nella mattinata di sabato 31 gennaio l’Incontro/Assemblea, promosso dal Comitato OLTRARNO FUTURO, di cui si acclude locandina, sui temi della vivibilità dell’ambiente e della qualità della vita della residenza in area UNESCO e dintorni. Oltre 70 i … Leggi tutto L'articolo Vivere a Firenze: Oltrarno Futuro chiama, i comitati del centro storico rispondono sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Tutti i nodi irrisolti del nuovo aeroporto di Firenze: rumore, inquinamento, rischio idraulico e overtourism
Ultimo tassello della lunga e controversa vicenda dell’ampliamento dell’aeroporto di Peretola è la Valutazione dell’Impatto Acustico della nuova pista sulle frazioni più esposte affidato dal commissario straordinario del Comune di Prato, Claudio Sammartino, a uno studio specializzato in acustica ambientale. … Leggi tutto L'articolo Tutti i nodi irrisolti del nuovo aeroporto di Firenze: rumore, inquinamento, rischio idraulico e overtourism sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Roma. L’overtourism devasta le città e i diritti dei lavoratori
Le nostre città stanno attraversando un cambiamento epocale dal punto di vista della vocazione economica e produttiva: il processo di deindustrializzazione dell’Italia e la complementare terziarizzazione dell’economia ha progressivamente trasformato il mondo del lavoro e il territorio. L’economia di piccola scala caratterizza più del novanta per cento delle imprese italiane […] L'articolo Roma. L’overtourism devasta le città e i diritti dei lavoratori su Contropiano.
September 24, 2025
Contropiano
I fiorentini e il turismo nell’ultima indagine Ipsos
Alla fine del mese scorso è stata pubblicata una ricerca elaborata da Ipsos per Changes Unipol, che fotografa un clima di crescente frustrazione tra i residenti di Firenze per un mercato immobiliare strangolato dagli affitti brevi. Per quattro fiorentini su … Leggi tutto L'articolo I fiorentini e il turismo nell’ultima indagine Ipsos sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.