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Il genocidio nel cervello
Per comprendere appieno l’abisso in cui è precipitato il “pensiero” israeliano consigliamo sempre la lettura di quest’altro articolo, Teologia dello sterminio. Quello che qui vi  presentiamo vale come esemplificazione concreta. Non possiamo augurarvi buona lettura, ma solo una sacrosanta indignazione senza limiti. ***** “Anche le madri di tutti i palestinesi […] L'articolo Il genocidio nel cervello su Contropiano.
April 13, 2026
Contropiano
NERVOSISMO E VITTIMISMO. LA SOLITA MELONI DIFENDE IL GOVERNO SENZA PORTARE SOLUZIONI AL CARO ENERGIA
Dopo settimane di assenze, Meloni si è finalmente presentata in Parlamento e ha riferito su come il suo governo intenda proseguire dopo la debacle referendaria. “Abbiamo perso un’occasione storica – afferma in merito la premier – ma non ci saranno dimissioni o rimpasti”. “La maggioranza è solida e lavoreremo fino all’ultimo”, assicura la leader dell’esecutivo di destra. Meloni si è poi difesa dalle accuse di subalternità al governo Usa di Trump sulle questioni internazionali ripetendo il ritornello già proposto da Crosetto martedì: “la posizione italiana è la stessa da ottant’anni”. “Un discorso come sempre spocchioso e orgoglioso, basato su un uso sistematico della menzogna applicata ai dati“, sottolinea Roberto Ciccarelli, giornalista economico de Il Manifesto, ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Sulle conseguenze economiche della guerra imperialista, poi, Meloni assicura: “rimoduleremo le politiche sui prezzi dei carburanti in base agli sviluppi del negoziato di pace”. Intanto, secondo i dati dello stesso Ministero del Made in Italy i prezzi continuano a salire nonostante le misure sbandierate dal governo. “Da Meloni un discorso di autoconvincimento”, commenta dal Pd Elly Schlein. Il commento alle parole di Meloni di Roberto Ciccarelli, giornalista della pagina economica de Il Manifesto, intervistato a Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica.
April 9, 2026
Radio Onda d`Urto
ITALIA: SOSPESI 32 DEPUTATI DI OPPOSIZIONE, IMPEDIRONO AI NEOFASCISTI DI ENTRARE A MONTECITORIO
Sospesi 32 deputati di opposizione: cinque giorni a 22 deputati (10 del PD, 8 di M5sSe 4 di AVS). Quattro giorni a 10 senatori (5 M5S e 5 PD. Ha deciso così l’ufficio di presidenza della Camera dei Deputati, a maggioranza, di sanzionare 32 deputati-e delle opposizioni per i fatti avvenuti lo scorso 30 gennaio. In quell’occasione,  un gruppo di parlamentari aveva occupato la sala stampa della Camera per impedire la conferenza stampa di esponenti neofascisti di Casapound e Veneto Fronte Skinhead sulla Remigrazione – leggasi “deportazione”, di tutti i migranti (anche regolari) presenti in Italia. All’evento, organizzato dal deputato della Lega Domenico Furgiuele, avrebbero dovuto partecipare esponenti neofascisti e di movimenti di estrema destra, tra cui il portavoce di CasaPound Luca Marsella, Giacomo Sogari di Veneto Fronte Skinheads, l’ex esponente di Forza Nuova Massetti e Ferrara della Rete dei Patrioti. Tra i deputati sospesi c’è Gilda Sportiello, del M5S, intervenuta ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica.
April 2, 2026
Radio Onda d`Urto
Come l’Italia si ritrova sempre in guerra… a sua insaputa
Occorre ammettere che quando Giorgia Meloni in Parlamento ha richiamato la complicità dei governi di centro-sinistra nei bombardamenti Usa e Nato degli anni precedenti, ha avuto, purtroppo, ragioni da vendere. Il richiamo all’aggressione Nato alla Jugoslavia nel 1999 (governo D’Alema-Mattarella) e poi al bombardamento mirato contro il generale iraniano Sulemaini […] L'articolo Come l’Italia si ritrova sempre in guerra… a sua insaputa su Contropiano.
March 14, 2026
Contropiano
Montecitorio dentro e fuori. L’automatismo della guerra e la pace in piazza
Mentre la premier Meloni riferiva in Parlamento sulla crisi internazionale, davanti a Montecitorio il Comitato per il NO sociale al referendum del 22/23 marzo spiegava ai giornalisti le ragioni della manifestazione nazionale del prossimo 14 marzo sulla quale stanno aumentando le adesioni. Fin troppo evidente il contrasto di visione e […] L'articolo Montecitorio dentro e fuori. L’automatismo della guerra e la pace in piazza su Contropiano.
March 11, 2026
Contropiano
Il Parlamento ridotto a tappetino del Governo
La fine di un anno è un tempo di bilanci. Bene ha fatto Angelo Greco nel sito laggepertutti.it a riportare e commentare i dati delle norme approvate nella legislatura corrente, verificandone la provenienza. Il risultato dell’analisi è già chiarissimo nel titolo dell’articolo: “Parlamento esautorato: il Governo comanda e le Camere obbediscono”. I dati del servizio studi di Montecitorio rivelano che – dall’inizio dell’attuale legislatura (13 ottobre 2022) ad oggi – il Parlamento ha approvato 269 leggi. Il Governo Meloni ha firmato 200 di questi provvedimenti, che corrispondono al 74,3% del totale: 98 sono leggi di conversione di decreti-legge governativi e 102 disegni di legge di iniziativa ministeriale. Le proposte presentate dai parlamentari che sono riuscite a completare l’iter legislativo sono appena 65, ovvero il 24,2%. Soltanto 4 sono leggi di iniziativa popolare o mista. È evidente che siamo in presenza di un ribaltamento delle funzioni dei poteri sancite dalla Costituzione. Il potere legislativo è per lo più esercitato dal Governo, mentre il Parlamento è spesso ridotto a mero esecutore. A confermare questa prevaricazione governativa sono i tempi dell’iter legislativo: un progetto di legge di iniziativa parlamentare richiede mediamente 384 giorni per essere approvato, mentre i testi presentati dal Governo viaggiano su una corsia preferenziale con una media di 239 giorni. Di fatto in Italia non esiste più il bicameralismo parlamentare, perché il Governo è diventato la prima Camera. Infatti, oltre il 90% delle leggi approvate non subisce alcuna modifica nel secondo passaggio parlamentare: un dato clamoroso che riguarda 97 decreti-legge su 98 e ben 96 leggi di iniziativa governativa su 102. Il confronto tra deputati e senatori è stato sostituito da un sistema “alternato”, dove a turno una delle due Camere viene totalmente esautorata della sua funzione di revisione legislativa. «Si tratta – scrive giustamente Angelo Greco – di una violazione sostanziale dello spirito costituzionale, che richiederebbe una doppia deliberazione meditata». A peggiorare la situazione si possono indicare due questioni: l’abuso dei decreti-legge e della questione di fiducia. La Costituzione prevede la possibilità che il Governo emani decreti-legge, ma soltanto “in casi straordinari di necessità e d’urgenza” (art. 77 Cost.). Spesso i decreti presentati non mostrano queste caratteristiche. Inoltre, durante l’iter parlamentare subiscono un incremento del numero di commi pari al 61,9% durante la loro conversione in legge, trasformandosi in provvedimenti “omnibus”. Infine, va segnalato che 54 dei 98 decreti-legge sono stati approvati con la questione di fiducia posta dal Governo, di fatto un diktat ai parlamentari che devono ratificare le decisioni prese dal Consiglio dei Ministri. Questa impostazione distorce la dialettica parlamentare, in particolare quando si tratta della legge di bilancio, che non è più relativa al merito delle norme in discussione, ma viene trasformata in un test di fedeltà alla coalizione di maggioranza, pena la caduta del Governo stesso. In questo scenario, nel quale il decisionismo governativo ha sostituito la democrazia parlamentare, è opportuno ricordare il monito di Montesquieu: «Se il potere esecutivo fosse affidato a un certo numero di persone tratte dal corpo legislativo, non vi sarebbe più libertà, perché i due poteri sarebbero uniti, le stesse persone avendo talvolta parte, e sempre potendola avere, nell’uno e nell’altro». Rocco Artifoni
December 31, 2025
Pressenza
Grecia, il Parlamento ha approvato la giornata lavorativa di 13 ore. Proteste nel Paese
Nonostante le proteste e gli scioperi generali, il Parlamento greco ha approvato la legge che consente l’allungamento della giornata lavorativa. La legge permette ai datori di lavoro di ampliare la giornata lavorativa fino a 13 ore al giorno per un massimo di 37 giorni l’anno, su base volontaria. La modifica aveva ricevuto diverse critiche dal mondo della politica e dai sindacati, che denunciavano uno «smantellamento dei diritti dei lavoratori» affermando che in molti, sebbene dotati di facoltà di scegliere se aderire all’allungamento della giornata lavorativa, non avrebbero potuto rifiutare a causa delle basse paghe e dello squilibrio di potere tra datore di lavoro e impiegato. Contro di essa sono state organizzate diverse manifestazioni in tutte le maggiori città greche, tanto che solo nel mese di ottobre sono scoppiati due scioperi generali, che hanno bloccato treni, traghetti e traffico in tutta la penisola ellenica. La legge sull’ampliamento della giornata lavorativa fa parte di una più ampia riforma delle norme sul lavoro che mira a rendere le regole da seguire nel mercato lavorativo più flessibili. In Grecia si lavora di norma otto o nove ore al giorno con un massimo di tre ore di straordinario, pagate il 40% in più della normale paga oraria. La misura prevede un ampliamento del tetto degli straordinari a quattro ore lavorative per non più di 37 giorni l’anno e su base volontaria; essa vuole inoltre che il monte ore settimanale resti invariato, così come il totale delle ore straordinarie permesse in un anno, che in Grecia ammonta generalmente a 150. La nuova legge si inserisce sulla scia di analoghe manovre sul lavoro proposte negli anni precedenti dall’attuale governo Mitsotakis, che ha precedentemente introdotto la settimana lavorativa da sei giorni e permesso ai dipendenti di lavorare fino a 74 anni, 7 anni oltre l’età pensionabile attualmente prevista. È anche per tale motivo che è stata contestata dalle opposizioni e dai lavoratori, che denunciano come la Grecia sia uno dei Paesi dell’UE in cui si lavora di più e si guadagna di meno. La misura era stata approvata mesi fa, ma è stata discussa dal Parlamento ieri, e approvata oggi, giovedì 16 ottobre. Contro di essa sono state organizzate diverse proteste, tra cui due scioperi generali nel solo mese di ottobre. L’ultimo, martedì 14 ottobre, ha visto migliaia di manifestanti riversarsi nelle piazze del Paese, e bloccare le infrastrutture elleniche. Lo sciopero è durato 24 ore, ha impedito ai treni di circolare, interrotto i servizi locali di trasporto pubblico, il traffico automobilistico, e i servizi di traghetti. A Tessalonica e Atene sono state organizzate ampie proteste; nella capitale i manifestanti hanno raggiunto piazza Syntagma, protestando davanti al palazzo del Parlamento. Secondo i dati Eurostat, la Grecia è il Paese dell’UE dove si lavora di più, con gli uomini che raggiungono una media settimanale di 42,8 ore e le donne con 39,1. Sebbene non siano toccati da questa norma, anche i lavoratori autonomi ellenici risultano i più carichi di lavoro, con una media di 46,6 ore per settimana. Il Paese è il terzo peggiore per salario annuo corretto per il tempo pieno (che stima, in termini assoluti, quanto guadagnerebbero i lavoratori di un Paese se tutti lavorassero a tempo pieno), e il peggiore per reddito reale, seguito proprio dall’Italia. Nel Belpaese non è possibile lavorare più di 13 ore al giorno, e il monte ore di straordinari annuale è generalmente fissato a 250 ore, nonostante le variazioni previste per i singoli contratti collettivi.   L'Indipendente
October 16, 2025
Pressenza
Il pasticcio francese va marcendo
Se non fosse una situazione a suo modo drammatica, potremmo dire che in Francia siamo alle comiche finali. Non pago di aver fatto battere al diletto Sebastien Lecornu il record negativo di durata per un primo ministro – 14 ore; lista dei ministri presentata di sera e dimissioni la mattina […] L'articolo Il pasticcio francese va marcendo su Contropiano.
October 9, 2025
Contropiano