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SABATO 18 LUGLIO GIORNATA DI SOLIDARIETA’ CON I PRIGIONIERI POLITICI PALESTINESI
Sabato18 luglio giornata di solidarietà con i prigionieri politici palestinesi con presidi davanti alle carceri. La Rete per la Palestina della Basilicata, il Coordinamento ternano per la Palestina, Ferrara per la Palestina, Sassari per la Palestina, il Coordinamento calabrese per la Palestina, Milano per la Palestina insieme alle Associazioni palestinesi lanciano in contemporanea, per sabato 18 luglio dei presidi davanti alle carceri di Melfi, Rossano, Terni, Ferrara e Sassari per “far sentire forte la nostra voce in solidarietà e la nostra vicinanza agli arrestati, liberta’ per tutti i prigionieri palestinesi, contro ogni complicita’ col genocidio sionista”. Domenica 19 luglio a Milano il presidio alle 18 in Piazza Mercanti. La presentazione con Elio del CS Vittoria di Milano Ascolta o scarica   
July 17, 2026
Radio Onda d`Urto
Viaggio nell’inferno della Dozza
E' un quadro drammatico quello che emerge dalla visita effettuata ieri da diverse associazioni. Ma il rischio è che la situazione possa ancora peggiorare. Da parte nostra, intanto, una domanda al Garante regionale dei detenuti: cosa c'entra il suo incarico con i problemi della Penitenziaria?
CARCERI SOVRAFFOLLATE IN EMERGENZA CALDO, MA IL GOVERNO VARA UN NUOVO PACCHETTO “SICUREZZA” ANTI-GIOVANI: FERMO PREVENTIVO (ANCHE) PER I MINORENNI
Tra le categorie più esposte agli effetti del caldo estremo ci sono i detenuti delle sovraffollate carceri italiane. Le associazioni della società civile che aderiscono all’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione hanno visitato nella giornata di martedì 14 luglio le prigioni di numerose città per “riportare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle condizioni delle carceri italiane, oggi attraversate da una crisi sempre più grave, e riaffermare il principio secondo cui la pena deve essere conforme ai valori sanciti dalla Costituzione: umanità, dignità della persona e finalità di reinserimento sociale”. Nel bel mezzo di una crisi strutturale delle carceri, il Consiglio dei Ministri ha licenziato un nuovo (ennesimo) pacchetto sicurezza. Nel nuovo giro di vite repressivo nel ddl è prevista l’estensione del fermo preventivo anche per i minorenni per condotte definite “pericolose” nei luoghi della movida, il divieto di aggregazione, per contrastare quella che viene definita la violenza delle bande giovanili, la reclusione fino a 5 anni e multe di 15mila euro in caso di danneggiamenti di gruppo. Nel provvedimento c’è anche una modifica al codice civile: chi è vittima di rapina o di violenza sessuale non dovrà risarcire l’autore del delitto in caso di danno. Verranno poi rafforzati i controlli su strada e i pattugliamenti di polizia, con particolare attenzione – dice il testo – ai luoghi dove si concentra la presenza giovanile nelle ore serali e notturne. Abbiamo chiesto un commento a Stefano Nastasia, garante dei detenuti della regione Lazio, che ieri  ha visitato il carcere di Regina Coeli. Ascolta o scarica
July 15, 2026
Radio Onda d`Urto
Vedere le carceri dall’interno per capire ‘come funziona la giustizia’
Il 14 luglio prossimo 35 istituti penitenziari di 29 città italiane saranno visitati dai rappresentanti dell’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione insieme a numerosi esponenti delle istituzioni locali, del mondo dell’università, della cultura e della società civile. All’iniziativa parteciperanno oltre 330 persone, tra cui Alessandro Bergonzoni, Daria Bignardi, Ascanio Celestini, Marco Damilano, Davide Dileo (Boosta), Luigi Piana, Vanessa Roghi e Pietro Sermonti. I promotori spiegano: > L’obiettivo è riportare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle condizioni > delle carceri italiane, oggi attraversate da una crisi sempre più grave, e > riaffermare il principio secondo cui la pena deve essere conforme ai valori > sanciti dall’articolo 27 della Costituzione: umanità, dignità della persona e > finalità di reinserimento sociale. > > I numeri descrivono una situazione ormai insostenibile. > > Le carceri italiane registrano un tasso medio di affollamento pari al 140%, > con circa 18.000 persone detenute in più rispetto alla capienza regolamentare. > > Migliaia di persone continuano a vivere in condizioni giudicate non dignitose > dalla magistratura, mentre continua il dramma dei suicidi e delle morti in > carcere. > > L’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione è nata a Roma lo scorso 6 > febbraio, riunendo numerose associazioni impegnate sui temi della giustizia, > dell’esecuzione penale e dei diritti delle persone private della libertà, e > parte dalla volontà condivisa di costruire un percorso comune per promuovere > politiche di depenalizzazione, decarcerizzazione e umanizzazione della pena, > contrastando una stagione segnata dall’espansione del diritto penale, > dall’aumento del ricorso alla detenzione e dalla progressiva chiusura del > carcere nei confronti della società esterna. > > Per questo motivo il 14 luglio le associazioni dell’Alleanza entreranno > contemporaneamente in decine di istituti penitenziari, nella convinzione che > il carcere debba tornare a essere conosciuto, osservato e discusso dalla > società. > > Come ricordava Piero Calamandrei, per comprendere davvero il funzionamento > della giustizia è necessario vedere il carcere. Le visite interesseranno i seguenti istituti: * Asti * Bari * Biella * Bologna – CC e Istituto penale per i minorenni * Cagliari UTA * Cassino * Chieti * Civitavecchia * Cremona * Ferrara * Firenze * Foggia * Genova * Milano – Bollate, Opera, Istituto penale per i minorenni e San Vittore * Napoli Poggioreale * Padova * Palermo – Istituto penale per i minorenni * Parma * Pescara * Pisa * Prato * Roma – Rebibbia femminile e Regina Coeli * Sassari * Torino * Trento * Udine * Varese * Vicenza * Volterra L’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione aggrega: A buon diritto, Acli, Antigone, Arci, Cgil, CNCA – Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti, CNVG – Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia, Confcooperative Federsolidarietà, Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, Forum Droghe, Gruppo Abele, L’altro diritto, La Società della Ragione, Legacoopsociali, MOVI – Movimento di Volontariato Italiano, ⁠Movimento No Prison, Nessuno tocchi Caino, Ristretti Orizzonti, Voci di Dentro. Dati elaborati dall’Osservatorio sulle condizioni di detenzione dell’Associazione ANTIGONE.   Redazione Italia
July 11, 2026
Pressenza
CARCERE: RIVOLTE, SUICIDI, SOVRAFFOLLAMENTO E CALDO ESTREMO. “L’ESTATE E’ IL PERIODO PEGGIORE DELL’ANNO”
Carceri in rivolta. A Enna. 24 ore di proteste provocate dall’ennesimo blackout. I detenuti hanno occupato la struttura, distruggendo le telecamere di sorveglianza, prima dell’arrivo dei manganelli di polizia e carabinieri; 8 persone arrestate, mentre i restanti detenuti sono stati stipati nelle poche celle utilizzabili, 10 per cella. Altra rivolta, tra sovraffollamento e condizioni di detenzione, a Taranto e all’Ipm di Casal del Marmo a Roma, con 8 minorenni a scavalcare le recinzioni, restando appesi per ore alle reti. Il sovraffollamento, lo stop estivo di molte attività e il caldo feroce rende in queste settimane le galere un girone dantesco, che in Toscana raggiunge livelli oltre il drammatico. Il sequestro del fiorentino Sollicciano, disposto dalla Procura per le violazioni strutturali, ha spinto la Direzione delle carceri a diramare una circolare che dispone come in caso di mancanza di letti…si possono mettere brandine e materassi per terra. Situazione non dissimile anche in altri grandi carceri, come il napoletano Poggioreale, il più grande d’Italia, con 2.243 persone a fronte di 1.600 posti teorici, dato che quelli reali, tra lavori e aree chiuse, sono decisamente di meno. Oggi, lunedì 6 luglio 2026, proprio a Poggioreale ispezione dell’europarlamentare Ruotolo e del deputato Sarracino (entrambi Pd), che hanno denunciato “9 detenuti in celle per 3 persone, mentre in piena estate non funzionano nemmeno i ventilatori”. L’intervista su Poggioreale (ma non solo) con Paolo Conte di Antigone Campania. Ascolta o scarica Secondo lo stesso Ministero di Giustizia, dietro le sbarre ci sono a oggi 64.850 detenuti, a fronte di 51.267 posti regolamentari, ma quelli davvero disponibili sono molti di meno, poco più di 46mila. Il sovraffollamento medio è quindi al 140%, con condizioni limite, come Lucca, maglia nera, con il 265%. Poi il femminile di San Vittore, Lodi, Foggia e al quinto posto tra i peggiori carceri per sovraffollamento Canton Mombello, a Brescia; qui 385 persone con 181 posti e sovraffollamento al 213%. L’intervista con Marco Dotti, lavoratore sociale per la cooperativa Bessimo che opera all’interno dell’istituto carcerario bresciano. Ascolta o scarica
July 6, 2026
Radio Onda d`Urto
CRISI CLIMATICA E CARCERI: CLIMA TORRIDO, NIENTE ATTIVITA’ E SOVRAFFOLLAMENTO AL 140%.
Caldo feroce, afa, sovraffollamento, l’atavica riduzione estiva delle attività: la crisi climatica si abbatte con violenza estrema sulle persone all’interno delle carceri italiane, dove ci sono quasi 65mila detenute-i, a fronte di meno di 50mila posti regolari, con il sovraffollamento arrivato, a inizio estate, al 140% di media. Solo nelle ultime ore si registrano 2 vittime – un 68enne a Bolzano e un 75enne a Sollicciano – dentro le carceri italiane, dove il clima torrido rende indescrivibili. “Il crescente caldo delle nostre città – denuncia Antigone Onlus – colpisce anche le carceri, le persone detenute e gli operatori. Carceri sovraffollate, sempre più chiuse con le persone costrette in celle con sempre meno spazio, in molti casi meno di quello minimo previsto dalle normative. Si tratta di un aggravio della pena che da tempo denunciamo. Durante tutto l’anno, ma soprattutto in estate, il fenomeno dei suicidi assume caratteri drammatici. Non solo per le condizioni di detenzione più severe, ma anche per l’assenza di tante attività che provano ad animare gli istituto tra settembre e giugno. Abbiamo bisogno di un piano di attività anche per l’estate, di aprire le sezioni, di far trascorrere tante ore all’aria alle persone detenute, ma anche di garantire telefonate quotidiane, ventilatori e frigoriferi nelle celle”. L’intervista su Radio Onda d’Urto con Patrizio Gonnella, Antigone Onlus. Ascolta o scarica
July 2, 2026
Radio Onda d`Urto
Di carcere e poesia
Di poesia e carcere parliamo in un caldo pomeriggio di fine primavera con Luigi Spera, autore della silloge, e Charlie Barnao, sociologo e docente universitario, che da anni è docente presso i detenuti, al VERA coffice break, in via Magliocco, salotto buono della città di Palermo.  Le parole dei versi si fondono con quelle dell’autore e del suo interlocutore, in un respiro che mette in comunicazione il dentro e il fuori. Sono ventuno le poesie (edite da Red Star Press) della raccolta “21 di marzo”, primo giorno di primavera e primo giorno di reclusione per Luigi nel 2024, che diventa così un prigioniero nelle mani dello Stato, detenuto, tenuto in altre mani che ne dispongono la vita. Ma la verità è che, come recita il sottotitolo, “un si po nchuriri a primavera”, non si può rinchiudere, recludere, imprigionare, detenere, la primavera. Il canto del poeta e la sua testimonianza viva di lotta non si possono mettere a tacere.  La poesia di Luigi, più che pretesto, si fa voce di ogni altro parlare di carcere e detenzione rieducativa in un contesto che riproduce le dinamiche dell’oppressione che l’autore combatte e che gli ha procurato un’accusa di terrorismo, caduta dopo otto mesi di detenzione nel carcere di massima sicurezza di Alessandria. Il racconto di chi il carcere ha vissuto si fa testimonianza della difficoltà del sistema di essere rieducativo e ne denuncia le pratiche di deresponsabilizzazione, poiché il detenuto è in balia delle decisioni prese per lui da chi lo detiene. Qualunque atto creativo così diventa un atto di resistenza, a partire dall’autodeterminazione nel posticipare anche di un quarto d’ora il rientro nelle celle, atto di insubordinazione che mette in crisi il sistema e scatena forme diverse di repressione. Luigi scrive poesie come esercizio di sopravvivenza ritagliandosi spazi di libertà e di autodeterminazione generativi. E questa generazione si fa qui, oggi, rigenerazione ad ogni lettura di Daniela Musumeci nella lingua madre, quella siciliana, che Luigi ha scelto per la sua poesia. È una scelta politica che fa della poesia la voce degli ultimi della società in una dimensione meridionalista, del resto la maggioranza dei detenuti nelle carceri italiane proviene dalle tre regioni con il PIL più basso, al Sud appunto. Poveri e meridionali e stranieri poveri del sud del mondo, questi ultimi circa il trenta per cento del totale, affollano le nostre carceri dove si riproducono le ingiustizie e le disuguaglianze della società che li ha educati all’esclusione fuori dal carcere e che all’esclusione continua ad educarli dentro il carcere. Deresponsabilizzazione e spersonalizzazione: l’azzeramento dell’identità passa anche attraverso la negazione della sessualità che nel poeta trova le parole nel canto d’amore per la compagna e gli fa dire tutti li notti/ accussì forti ti strinciu/ ca ntall’aria mi spagghiu/ e di tia mi cummogghiu.* A ciò si aggiunge l’infantilizzazione, di cui è testimonianza anche il lessico fatto tutto di diminutivi, non solo riferiti ai detenuti ma anche a chi al loro mondo si avvicina: al professore universitario che vuole portare dei libri dentro il carcere viene chiesto di fare una “domandina”. Perciò è tutto il sistema che deve essere rieducato, a partire da chi ci lavora. Non è un caso che il numero dei suicidi dentro il carcere sia venticinque volte superiore a quello di chi vive fuori dalle sue mura e quello degli agenti penitenziari doppio di quello della “società di fuori”. Così com’è “il carcere è un luogo tossico per tutti”, conclude Charlie Barnao, e noi non possiamo che essere d’accordo con lui. *Tutte le notti/così forte ti stringo/che in aria mi spargo/e di te mi avvolgo.  illustrazione di Marco Mirabile per il libro di Luigi Spera copertina del libro di Lui Spera Maria La Bianca
June 12, 2026
Pressenza
«Pensando ad Anna»: gli anni ’70 in…
… un docu-film di Tomaso Aramini. di Michalis Mavropulos Un «esperimento etnologico senza precedenti», come lo definisce il suo creatore, audace e provocatorio a qualsiasi convenzione, poiché combina realtà e finzione attraverso la lente del cinema. «È un film, la cui idea ho concepito in accordo con il regista Tomaso Aramini, il quale utilizza un metodo artistico originale e rivoluzionario perché
Micro carceri
Le comunità accreditate al Ssn e non solo quelle autorizzate, che già svolgono questo servizio, saranno le strutture residenziali e semi residenziali dove potranno scontare la pena detenuti tossicodipendenti e alcol dipendenti. Un proliferare di strutture, difficilmente monitorabili, che svolgerà “a cottimo” questo nuovo servizio che dovrebbe svuotare le carceri […] L'articolo Micro carceri su Contropiano.
June 6, 2026
Contropiano