Tag - putin

La scuola in Russia va alla guerra tra nazionalismo e narrazioni militaristiche
LA RUSSIA INTRODUCE LEZIONI PATRIOTTICHE NEGLI ASILI CON IL PROGETTO “BUONI GIOCHI”, ATTIVITÀ DESTINATA ALL’ETÀ PRESCOLARE, DAI 3 AI 7 ANNI, AL FINE DI DIFFONDERE I VALORI NAZIONALI E L’IDENTITÀ RUSSA. Un esempio eloquente della militarizzazione operante in tutto il mondo, con il coinvolgimento delle scuole di ogni ordine e grado, arriva dalla Russia, dove il patriottismo di Putin diventa strumento indispensabile per assuefare le generazioni future alle ideologie della guerra (clicca qui per la notizia). L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, come denuncia i processi di militarizzazione in Italia e nei Paesi occidentali, è attento ad evidenziare le analogie con quanto accade in altre aree del globo. “Credere, obbedire e combattere” non è solo una massima mussoliniana, ma una indicazione da seguire ogni qual volta si restringono gli spazi di agibilità democratica e così il militarismo, insieme alla sua ideologia, prende il sopravvento. A partire dal prossimo anno scolastico, dunque, in Russia saranno apportati cambiamenti significativi nei percorsi educativi: una sorta di via di mezzo tra piani pedagogici e lezioni vere e proprie da impartire attraverso attività ludiche di natura patriottica. Si tratta dell’ennesima svolta militarista che si avvale di un vasto bagaglio retorico e un sistema valoriale bellicista. Il programma “Buoni Giochi” nell’anno scolastico in corso è stato adottato in via sperimentale e in un campione limitato di asili, ma a partire dal prossimo settembre diventerà operativo in tutto il Paese (clicca qui per la notizia). Ma perchè obbligare bambini e bambine a lezioni patriottiche fin dalla prima infanzia?  Anche in Russia, come accade in Italia e in altri Paesi, il motivo è chiaro e più volte l’abbiamo denunciato: – imporre delle linee guida all’educazione civica e ai programmi ministeriali che esaltino il nazionalismo russo e l’operato bellico in chiave nazionale di Putin; – rileggere la storia novecentesca in chiave nazionalista (inclusa la Resistenza al nazi-fascismo); – avvalersi di strumenti rinnovati, di approcci pedagogici attraverso giochi, libri, cartoni animati e indovinelli che rimettano al centro il concetto di patria.  La scuola diventa così una palestra militare per educare alla cieca obbedienza e alla partecipazione attiva alla propaganda di guerra, normalizzando nella mente dei bambini e delle bambine l’idea stessa della guerra come plausibile, come prosecuzione naturale dei processi politici, quando, invece, dovremmo prendere atto del fatto che la guerra è la negazione della politica, la cessazione del dialogo, la sospensione della democrazia. Si tratta di processi che vanno avanti, in Russia come in altri Paesi, già da tempo e accadono nella scuola, ma anche fuori dalla scuola, ad esempio attraverso i videogiochi, come documenta un articolo di Wired di qualche anno fa. Il tutto è funzionale a trasformare i/le giovani in potenziali militari al servizio della patria e l’uso dei videogame militarizzati è funzionale alla creazione dell’universo simbolico necessario per generale l’ideologia nazionalista. Del resto, un esempio plastico della trasformazione delle scuole russe in piccole caserme al fine di promuovere patriottismo e nazionalismo tra studenti e studentesse con il fine di indirizzarli/e verso le carriere militari, oltre ad esaltare il ruolo della Russia, sostenendo politiche nazionaliste, arriva dalla proiezione nelle sale di un film estremamente interessante dal titolo Mr. Nobody against Putin. Il docufilm, disponibile nelle sale a partire dal 16 aprile nei cinema, racconta la vicenda di un insegnante di una scuola russa che assiste attonito, come molte/i docenti italiane/i del resto, alla propaganda bellicista introdotta nella sua scuola e prova a reagire con un atto di resistenza. Il film ha vinto anche l’Oscar come miglior docufilm in rassegna, ma, ci chiediamo, sarebbe ugualmente stato premiato dalla giuria americana se il protagonista non avesse deciso di sabotare l’inno russo nella scuola, sostituendolo in filodiffusione con quello americano cantato da Lady Gaga? Insomma, non è che per denunciare il nazionalismo liberticida russo ci infiliamo nella classica, abusata e altrettanto retorica esaltazione dei valori americani? Smontare e decostruire, in Russia come in Italia come negli Stati Uniti, le narrazioni belliciste e nazionaliste, a nostro avviso, è un’operazione che deve andare nella direzione della costruzione di un mondo di pace, solidarietà e fratellanza/sorellanza universale, senza patrie da esaltare, senza nazionalismi da sostenere, senza soldati/soldatesse da mandare a morire per i capricci e le speculazioni economiche di alcuni/e o per gli interessi neoliberisti di patrie che sono diventate lobby economiche. Si tratta di un’operazione culturale e politica di consapevolezza e di assunzione di responsabilità che va fatta, ne siamo convinti, a partire dalla scuola. Di seguito il video della presentazione di Mr. Nobody against Putin con Michele Lucivero dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università nella diretta di ZaLab insieme ad Andrea Segre, Duccio Facchini e Andrea Fabozzi. Federico Giusti, Michele Lucivero, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
UCRAINA: 4 ANNI DI INVASIONE MILITARE RUSSA. OPERAZIONE COLOMBA: “E’ UNA GUERRA DI LOGORAMENTO SIMILE ALLA 1° GUERRA MONDIALE”
Il 24 febbraio 2026 cade il quarto anniversario dall’inizio dell’invasione militare russa dell’Ucraina. Una giornata, quella di martedì 24 febbraio, apertasi a Mosca con 2 morti e 2 feriti per un’esplosione  davanti alla stazione ferroviaria Savёlovskij. Le vittime sono l’attentatore suicida (non ci sono per ora notizie sulla sua identità) e un poliziotto; feriti altri 2 agenti. Nelle ultime 24 ore si registrano 2 vittime a Bryansk, est della Russia, per i raid ucraini; 3 morti invece – e diversi feriti – per gli attacchi russi tra Odessa e Zaporizhia. In questo scenario, nel fine settimana dovrebbe tenersi un nuovo round negoziale tra Russia, Ucraina e Usa. Fuori dai tavoli di trattativa c’è la Unione europea, che vede in queste ore von der Leyen e  Costa oggi a Kiev per un trilaterale con Zelensky; poi la partecipazione congiunta alla riunione dei “Volenterosi” organizzata da remoto da Parigi e Londra. Il clima è piuttosto agitato, vista la fumata nera a Bruxelles sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia (varate autonomamente invece proprio oggi dalla Gran Bretagna, paese extraUe) per il veto dell’Ungheria, contraria pure ai 90 miliardi di euro di prestito all’Ucraina. I 27 sono divisi anche su un possibile dialogo con Putin. Berlino bacchetta Parigi: “Troppe offerte di colloqui alla Russia rischiano di creare l’impressione che, con maggiore ostinazione, si possano ottenere più concessioni. Un segnale sbagliato”, dice il ministro degli Esteri Wadephul commentando le proposte di Macron. Nel frattempo, sul terreno ucraino la situazione resta molto difficile, in particolare per la popolazione civile. Secondo la Banca Mondiale, serviranno almeno 588 miliardi di euro per ricostruire nell’ipotetico post-guerra l’Ucraina, dove decine di migliaia di persone restano al freddo per gli attacchi russi alle infrastrutture energetiche e 9 milioni di persone – riferisce Emergency – non “hanno un’adeguata copertura sanitaria”. Proprio dall’Ucraina, a 4 anni dall’inizio dell’invasione, ai microfoni di Radio Onda d’Urto Alberto Capannini di Operazione Colomba, una delle organizzazioni che è arrivata sul terreno una settimana dopo dall’inizio dell’invasione ed è attiva soprattutto nella zona di Kherson. Capannini descrive a Radio Onda d’Urto “un quadro cupo caratterizzato da temperature gelide, mancanza di infrastrutture energetiche e una violenta mobilitazione forzata che alimenta corruzione e diserzione”. Il racconto paragona gli “scontri attuali a una logorante guerra di trincea simile al primo conflitto mondiale, dove l’obiettivo principale è abbattere il morale della popolazione attraverso bombardamenti costanti”. L’intervista dall’Ucraina su Radio Onda d’Urto con Alberto Capannini, di Operazione Colomba. Ascolta o scarica
February 24, 2026
Radio Onda d`Urto
Cra cra
Putin ne sa davvero una più del diavolo. Missili finiti? Fuoco alle pale. Droni che scarseggiano? Lavatrici volanti. Mitra che si inceppano? Dita a baionetta. Veleno introvabile? Caccia alle rane. Così, tanto per non sbagliare e assicurarsi il risultato, avrebbe ammazzato Navalny, uno che in Russia non si fila nemmeno […] L'articolo Cra cra su Contropiano.
February 16, 2026
Contropiano
Putin visto dai cinesi
In queste biografie di Putin (l’una proveniente dal motore di ricerca Baidu, il Google cinese, l’altra da una delle tante biografie pubblicate in Cina su carta), il percorso esistenziale e politico di Putin viene presentato positivamente e privo di ombre e si attribuisce la sua carriera straordinaria, da figlio di […] L'articolo Putin visto dai cinesi su Contropiano.
February 9, 2026
Contropiano
L’attacco a Putin è (quasi) ingestibile
C’è qualcosa di noiosamente ripetitivo nel modo in cui il sistema mediatico europeo tratta le vicende guerra/trattative sull’Ucraina. Ma proprio questa ripetitività rivela un “metodo”, una logica, un intento. E molta cecità. La vera notizia-bomba degli ultimi giorni è certamente il tentativo di Kiev di colpire una delle residenze ufficiali […] L'articolo L’attacco a Putin è (quasi) ingestibile su Contropiano.
January 2, 2026
Contropiano
Droni contro Putin, la mossa della disperazione
Sarà un caso, ma ogni volta che il lavoro diplomatico per arrivare ad una pace sembra fare un passo avanti “succede” qualcosa che prova a rimandarlo indietro. Ieri il “fatto” è stato decisamente grosso: 91 droni a lungo raggio ucraini hanno provato a raggiungere la residenza di Putin sul lago […] L'articolo Droni contro Putin, la mossa della disperazione su Contropiano.
December 30, 2025
Contropiano
A passi incerti e lenti verso una pace in Ucraina
L’incontro di Zelenskij con Trump a Mar-a-lago, ieri, ha fatto registrare qualche passaggio in avanti verso un “accordo di pace”. Questo, per lo meno, è stato affermato dai due presidenti. E’ importante però capire che “l’accordo” riguarda per ora loro due, mentre “la pace” va fatta da tutto l’Occidente euro-atlantico […] L'articolo A passi incerti e lenti verso una pace in Ucraina su Contropiano.
December 29, 2025
Contropiano
I tre procellini
Commentando il grandioso ruolo strategico svolto dai leader dei tre principali paesi europei – Macron, Merz, Starmer – il terribile Putin li ha chiamati “i tre porcellini di Biden”. Un qualsiasi bambino di qualche anno fa – ora adulto o addirittura anziano – avrebbe riconosciuto uno dei cartoon più famosi […] L'articolo I tre procellini su Contropiano.
December 18, 2025
Contropiano
“La Russia appoggia il Venezuela”, telefonata tra Putin e Maduro
Il Cremlino ha informato questo giovedì che il presidente russo, Vladimir Putin, ha espresso la sua solidarietà al popolo del Venezuela e ha ratificato il suo appoggio alle politiche del Governo del Venezuela. «Vladimir Putin ha espresso la sua solidarietà al popolo venezuelano e ha ribadito il suo sostegno alla […] L'articolo “La Russia appoggia il Venezuela”, telefonata tra Putin e Maduro su Contropiano.
December 12, 2025
Contropiano
L’incerta strada per “la pace” in Ucraina
Seguire l’andamento delle trattative tra Stati Uniti e Russia per porre fine alla guerra in Ucraina è difficile per tutti. Ma non è impossibile capire il senso in cui vanno. L’importante è fare una “tara” drastica sui media occidentali – divisi da tra reazionari trumpiani speranzosi e “dem” guerrafondai – […] L'articolo L’incerta strada per “la pace” in Ucraina su Contropiano.
December 4, 2025
Contropiano