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BASI MILITARI IN ITALIA, “DAL 1949 CIECA OBBEDIENZA AGLI ACCORDI SECRETATI CON GLI USA”. ANTONIO MAZZEO COMMENTA LE PAROLE DEL MINISTRO CROSETTO
Informativa del ministro della Difesa Crosetto oggi pomeriggio alla Camera sull’uso delle basi militari statunitensi in Italia, dopo il presunto stop a Sigonella per i caccia bombardieri statunitensi diretti in Iran. Crosetto rassicura: “rispettare accordi non vuol dire essere coinvolti in una guerra. Noi siamo parte della Nato, non siamo in guerra con l’Iran”, ha detto, senza menzionare i costi del riarmo italiano, in una fase di forte accelerazione. Il costo supera i 73 miliardi di euro, superando di circa quattro volte l’ultima legge di bilancio come ha sottolineato l’osservatorio Milex. Nel suo discorso alla Camera, Crosetto ha ribadito più volte che il suo governo sta agendo in perfetta continuità con i precedenti: “l’applicazione degli accordi sull’uso delle basi militari americane in Italia è sempre stata caratterizzata da un’assoluta, coerente continuità da oltre 75 anni. Nessun governo, di nessun colore politico ha mai disatteso, messo in discussione o anche solo ventilato l’ipotesi di non attuare i trattati internazionali fra Italia e Stati Uniti. Nessun governo, giustamente, ha mai messo in discussione questi accordi. Ne ha preso atto e li ha applicati”. Sul fronte Politica di Palazzo, giovedì sarà il turno della premier Meloni, che – dopo settimane di assenze e silenzi assordanti – si presenterà in Parlamento a seguito della debacle del No al referendum e le dimissioni di Santanchè, Delmastro e Bartolozzi e ora il caso Piantedosi. Abbiamo commentato le parole del ministro Crosetto con Antonio Mazzeo, giornalista, insegnante e pacifista, autore del blog omonimo. Ascolta o scarica Nell’intervista abbiamo chiesto a Mazzeo una riflessione sulla presenza di basi militari statunitensi in Italia, ma anche di basi italiane in diverse zone del mondo. Una presenza che alcuni paesi ritengono ingombrante. Siamo anche ritornati sulla notizia del Ministro che aveva negato agli Stati Uniti l’uso della base di Sigonella ad alcuni bombardieri provenienti dalla Gran Bretagna. Il governo aveva rivendicato la decisione, sempre rimandando ai trattati semi segreti siglati con gli Stati Uniti a partire dagli anni successivi alla seconda guerra mondiale. Secondo questi, l’attività bellica dovrebbe essere autorizzata dal Parlamento. Eppure in seguito all’aggressione militare israelo-statunitense all’Iran, il traffico aereo dalle parti della base di Sigonella è aumentato. A margine dell’intervista, Antonio Mazzeo ci anticipa gli argomenti che affronterà nei tre incontri di questo finesettimana dei quali sarà protagonista a Bolzano, Verona e Brescia. “Carne da Cannone. Riarmo, militarizzazione, guerre e genocidi” è il titolo del triplo appuntamento: a Bolzano giovedì 9 aprile presso lo spazio autogestito 77, via Dalmazia 77, alle ore 20. A Verona, venerdì 10 aprile presso la sala conferenze Erminio Lucchi, dietro lo stadio, in piazzale Olimpia 3, alle ore 20.30. A Brescia, sabato 11 aprile presso l’aula magna dell’istituto Mantegna, via Fura 96, alle ore 15.30.    
April 7, 2026
Radio Onda d`Urto
#nowar Carne da cannone. Riarmo, #militarizzazione, guerre e genocidi - Con Antonio Mazzeo #stopthegenocideingaza🇵🇸 Giovedì 9 aprile - #Bolzano - ore 20,00 Venerdì 10 aprile - #Verona - ore 20,30 Sabato 11 aprile - #Brescia - ore 15,30
April 7, 2026
Antonio Mazzeo
STRAGE PIAZZA LOGGIA: SOPRALLUOGO A VERONA NEGLI UFFICI DELLA NATO FREQUENTATI DAI NEOFASCISTI STRAGISTI
La Corte d’assise di Brescia impegnata nel processo al neofascista Roberto Zorzi per la strage fascista, di Stato e della Nato ha effettuato un sopralluogo a Verona nei luoghi indicati da una delle testimoni chiave delle indagini sulla strage di Piazza della Loggia. Visitata la caserma dei carabinieri di Parona, l’ex sede del Sid in via Montanari e palazzo Carli, edificio che negli anni Settanta ospitava il Comando Ftase della Nato, luoghi dove i neofascisti stragisti erano di casa, come riferito da Ombretta Giacomazzi, per la quale proprio tra Verona e ambienti militari e dei servizi si sarebbero svolti incontri tra esponenti dell’estrema destra e apparati dello Stato, nei quali sarebbero stati pianificati attentati inseriti nella strategia della tensione. L’avvocata Silvia Guarneri, legale di parte civile, ha fatto parte della delegazione a Verona  Ascolta o scarica  
March 27, 2026
Radio Onda d`Urto
RADIO AFRICA: I RUOLI DEL CONTINENTE NELLA GUERRA RUSSIA-UCRAINA E IL CONFLITTO INFINITO IN SUDAN
Radio Africa: nuova puntata, giovedì 26 febbraio, per l’approfondimento quindicinale dedicato all’Africa sulle frequenze di Radio Onda d’Urto, dentro la Cassetta degli attrezzi. In questa trasmissione torneremo a parlare di Sudan con gli aggiornamenti che ci ha fornito Roberto Valussi, della redazione della rivista Nigrizia, che tra l’altro ha organizzato un incontro a Verona il prossimo giovedì 5 di marzo. L’iniziativa si intitola Tiny Africae, una serata a metà tra attualità giornalistica e musica dal vivo presso l’Osteria Ai Preti, interrato dell’acqua morta 27, a partire dalle 18.30. Andremo poi a Nairobi, Kenia, dove ci siamo collegati con il giornalista Andrea Spinelli Barrile, co-fondatore della testata giornalista Slow-News.com, firma del Manifesto e di Africa rivista. Con lui per riprendere i legami tra il continente africano e la guerra russo-ucraina, ma anche per parlare dell’evento che sta seguendo in questi giorni, l’Africa Media Festival. La puntata di Radio Africa, in onda giovedì 26 febbraio alle ore 18.45 e in replica venerdì 27 febbraio, alle ore 6.30. Ascolta o scarica
February 26, 2026
Radio Onda d`Urto
Rogoredo, falsificazioni e depistaggi del Commissariato emersi nelle indagini per la morte di Abderrahi “Zak” Mansouri
Abderrahi “Zak” Mansouri, 28 anni, è stato ucciso a Rogoredo, alla periferia est di Milano, il 26 gennaio scorso, da un colpo di pistola esploso da un agente di Polizia durante quello che i poliziotti hanno definito un “controllo antidroga”. Stando a quanto riportano i giornali, si rafforza l’ipotesi dell’omicidio volontario e di un vero e proprio racket imposto dalle forze di Polizia a Rogoredo e nella periferia Sud di Milano: Carmelo Cinturrino, poliziotto indagato per l’omicidio, non avrebbe chiamato i soccorsi quando il 28enne era a terra agonizzante dopo il colpo alla testa, non sarebbe stato minacciato da Zak (il quale non aveva la pistola, diversamente da quanto dichiarato da Cinturrino e colleghx), e gli avrebbe anche chiesto quotidianamente soldi e droga. Alcuni degli elementi emergono dagli interrogatori di quattro agenti in servizio quella sera insieme a Cinturrino, a loro volta indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso. I colleghi avrebbero riferito che Cinturrino avrebbe gestito personalmente le fasi successive all’accaduto, descrivendolo come una sorta di “fanatico” nel gestire in modo opaco alcune operazioni. Stando alla ricostruzione della Procura il collega che era più vicino a Cinturrino  si sarebbe recato al commissariato Mecenate e sarebbe poi tornato con una borsa. Gli altri poliziotti sostengono di non sapere cosa ci fosse dentro. L’ipotesi è che quella replica di una pistola a salve sia stata messa sulla scena e che Mansouri non l’abbia mai impugnata, come aveva detto, invece, Cinturrino parlando di legittima difesa. Un altro degli elementi centrali dell’indagine riguarda il lasso di tempo di 23 minuti tra lo sparo e la chiamata ai soccorsi, ricostruito anche grazie alle telefonate ricevute dalla vittima poco prima di morire. L’indagine sulla morte di Zak si colloca in un contesto più ampio che nelle ultime settimane ha riportato l’attenzione sul clima operativo in alcuni reparti delle forze dell’ordine milanesi. In parallelo procede il procedimento sulla morte di Ramy Elgaml, morto durante un inseguimento dei carabinieri. Per la morte di Ramy risultano indagati a vario titolo sette militari dell’Arma. Tra gli atti acquisiti figurano anche numerose chat tra carabinieri coinvolti o in contatto con loro nelle ore successive ai fatti: conversazioni diffuse dal quotidiano Domani che contengono anche espressioni cariche di odio nei confronti della vittima. Depistaggi e incongruenze emergono anche rispetto all’omicidio, sempre per mano di un agente di Polizia, del giovane Moussa Diarra, avvenuto il 20 ottobre 2024 a Verona. Lx avvocatx della famiglia e dellx amicx stanno cercando di fare opposizione alla richiesta di archiviazione per legittima difesa dell’agente, sostenuta fin dal primo giorno dalla Procura veronese. Le istanze contestano presunte falle nell’inchiesta per omicidio colposo. La prima riguarda la sparizione per “malfunzionamento” di alcune delle immagini dell’impianto di videosorveglianza della stazione di Verona, che sembrano tagliate e manomesse. Inoltre, si vorrebbero portare come prove a dibattimento le comunicazioni radio tra Polizia Locale e Polizia di Stato la mattina della morte di Moussa e il contenuto del gruppo Whatsapp (secretato) di cui faceva parte l’indagato “Squadra Operativa 2”, nel quale erano state condivise le immagini del giovane morente. In particolare, uno dei membri aveva inserito due video già alle 7.50 del mattino, così l’agente indagato aveva potuto rivedere le immagini della sparatoria prima di rispondere alle domande del magistrato. Altre verifiche riguardano i registri del taser utilizzato dalla Polfer di Verona, la “portata lesiva” del coltello, una “posata da tavola”, forse addirittura in plastica, che secondo le testimonianze rese dall’agente indagato sarebbe impugnata dal maliano, e lo avrebbe portato a sparare per legittima difesa. Nei soli tre casi citati, ma ciò è vero per gli innumerevoli casi di abuso agito dalle forze dell’ordine in Italia, se lo scudo penale inserito nel Pacchetto Sicurezza da poco licenziato dal Consiglio dei ministri fosse stato già attivo, non sapremmo nulla di quello che abbiamo appreso rispetto a questi giovanissimi ammazzati dalle forze dell’ordine. Con Rajaa, di Milano in Movimento, cerchiamo di capire qualcosa di più su quanto avvenuto a Rogoredo e a fare alcune riflessioni sulla pericolosità del nuovo pacchetto sicurezza per quanto riguarda la condotta della Polizia in Italia.
February 23, 2026
Radio Blackout - Info
VERONA: “OLIMPIADI NO GRAZIE”. DOMENICA 22 FEBBRAIO MANIFESTAZIONE CONTRO LO SPRECO DI FONDI PUBBLICI E LA COMPLICITA’ NEL GENOCIDIO A GAZA
La rete veronese “Olimpiadi no grazie” ha convocato una manifestazione nazionale domenica 22 febbraio a Verona, in occasione della cerimonia di chiusura dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026, che si svolgerà nell’Arena. La rete “Olimpiadi no grazie” è nata a fine dicembre per iniziativa di varie realtà dell’attivismo veronese: Collettivo Tamr, Circolo Pink LGBTE Verona, Rete Verona Rainbow, Verona per la Palestina, Laboratorio Autogestito Paratod@s, Palestra Popolare Jacovacci, Sanitari per Gaza – Verona, FGC, Sinistra Italiana – Verona, UGS, Potere al Popolo! – Verona e Rifondazione comunista – Verona. Secondo la rete, la cerimonia di chiusura a Verona «anziché celebrare lo sport nella sua bellezza come le Olimpiadi dovrebbero fare, legittima lo spreco di fondi pubblici, la devastazione ambientale dei nostri territori e l’estrattivismo di sponsor come Eni, la complicità nel genocidio di sponsor come Leonardo e Coca Cola, la violazione di diritti umani e la repressione che costituiscono questi giochi. Ci opponiamo a tutto questo e facciamo sentire la nostra voce contro le Olimpiadi della Guerra. Appuntamento alle 15 a Porta Palio per uno sport accessibile a tutt3». Il collegamento con Giovanni Zardini Circolo Pink di Verona  Ascolta o scarica 
February 20, 2026
Radio Onda d`Urto
VERONA: LA GIUDICE SI RISERVA DI DECIDERE SUL CASO MOUSSA DIARRA
Dopo un’udienza durata tre ore e terminata pochi minuti dopo le ore 13, la GIP Livia Magri, che doveva esprimersi questa mattina sull’archiviazione del caso Moussa Diarra al tribunale di Verona, ha deciso di rimandare la decisione. In concomitanza, una trentina di attiviste e attivisti del Comitato verità e giustizia per Moussa Diarra e la Comunità Maliana, hanno atteso la decisione in presidio. Sentiamo le valutazione dell’Avv. Fabio Anselmo Ascolta o scarica   
February 12, 2026
Radio Onda d`Urto
VERONA: ATTESA PER LA DECISIONE SULL’ARCHIVIAZIONE DEL CASO MOUSSA DIARRA, IL POLIZIOTTO POTREBBE ESSERE SCAGIONATO
Domani l’indagine dulla morte di Moussa Diarra affronta la valutazione della giudice Livia Magri, che dovrà decidere sulla richiesta di archiviazione presentata dalla PM Diletta Schiaffino. La giudice tuttavia potrebbe anche posticipare la delibera. L’archiviazione potrebbe scagionare definitivamente il poliziotto che ha sparato a Moussa nella mattina del 20 ottobre del 2024. La famiglia Diarra tramite i legali Fabio Anselmo, Paola Malavolta, Silvia Galeone e Federica Campostrini hanno presentato un documento articolato per opporsi all’archiviazione. Il Comitato verità e giustizia per Moussa Diarra, insieme alla Comunità Maliana, hanno organizzato un presidio questo giovedì 12 febbraio, davanti al tribunale di Verona di via dello Zappatore, tra le ore 9 e le ore 13, dove si deciderà sull’archiviazione. Facciamo il punto con Alberto del Comitato verità e giustizia per Moussa Diarra. Ascolta o scarica
February 11, 2026
Radio Onda d`Urto
ELEZIONI IN VENETO, CAMPANIA E PUGLIA. IL FOCUS REGIONE PER REGIONE
Domenica 23 e lunedì 24 novembre si vota per rinnovare i consigli regionali di Veneto, Campania e Puglia. Radio Onda d’Urto dedica questa settimana tre approfondimenti all’interno del focus delle 12, per comprendere i temi sui quali si gioca la partita elettorale. VENETO – Dopo 15 anni Luca Zaia non potrà ricandidarsi al ruolo di governatore. La Lega lo ha comunque posizionato capolista di tutte le sette circoscrizioni della regione. Il candidato presidente per la destra è il deputato leghista Alberto Stefani (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, UDC e liste civiche), dato favorito dai principali sondaggi con un range che varia tra il 58 e il 64%.  La coalizione di centrosinistra, che ha candidato Giovanni Manildo (PD, Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle, +Europa e liste civiche), è data tra il 26 e il 36%. I candidati di liste minori (Rizzo, Szumski e Bui) non supereranno complessivamente, nella migliore delle ipotesi, il 6%. Il tema centrale del dibattito preelettorale riguarda la sanità, seguono quello dell’autonomia, caro al centrodestra, infrastrutture e grandi opere, turismo e grandi eventi, ambiente e sostenibilità, ricambio generazionale e natalità. Nel focus delle 12 di martedì 18 novembre, abbiamo affrontato alcuni dei temi al centro della campagna elettorale in Veneto con Beatrice Verzè, consigliera del Movimento civico Traguardi nella giunta Tommasi a Verona con delega alle pari opportunità e candidata alle regionali con Le civiche Venete per Giovanni Manildo e con Luca Perini, segretario di Sinistra Italiana per la provincia di Verona. Ascolta o scarica CAMPANIA – In onda mercoledì 19 novembre alle ore 12. PUGLIA – In onda giovedì 20 novembre alle ore 12.
November 18, 2025
Radio Onda d`Urto
BARDOLINO (VR): SABATO 8 NOVEMBRE CONVEGNO SUI “DIRITTI DEL LAGO DI GARDA E DELLE SUE COMUNITÁ”
“Giuriste e giuristi uniti per la tutela del Lago di Garda e delle sue Comunità” in un convegno che si svolge sabato 8 novembre dalle ore 11 presso la Sala della Disciplina di Borgo Giuseppe Garibaldi 55 a Bardolino, provincia di Verona. Il convegno, organizzato dalla senatrice e presidente del network per un ambiente sano al Consiglio d’Europa Aurora Floridia, pone l’accento sui diritti delle comunità che vivono il Benaco, a partire dal diritto all’abitare. Altre problematiche che verranno affrontate nel convegno aperto a tutta la cittadinanza, riguardano la cementificazione in corso sul Garda, le infrastrutture quali il collettore e quelle legate alla mobilità. Ci presenta l’iniziativa Aurora Floridia, senatrice dei Verdi del Sudtirolo – Alto Adige e Presidente del network per un ambiente sano al Consiglio d’Europa. Ascolta o scarica
November 7, 2025
Radio Onda d`Urto