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Il bluff degli Student Hotel a Pisa: il Sindaco Conti inaugura la speculazione abitativa e festeggia la distruzione del Diritto allo Studio
L’inaugurazione del nuovo studentato privato in via Alessandro Della Spina è l’occasione per il Sindaco Michele Conti di rilanciare la narrazione secondo cui l’iniziativa privata “alza l’asticella della qualità” e “calmiera il mercato”. Si tratta di un teorema economico totalmente … Leggi tutto L'articolo Il bluff degli Student Hotel a Pisa: il Sindaco Conti inaugura la speculazione abitativa e festeggia la distruzione del Diritto allo Studio sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Forza Italia vuole premiare solo gli studenti di elitè
Il 7 luglio scorso i senatori di Forza Italia hanno presentato un disegno di legge intitolato “disposizioni in materia di reddito di merito e di incentivo per l’eccellenza per studenti meritevoli”: un “reddito di merito” mensile fra le 500 e le 1000 euro agli studenti considerando – con criteri molto selettivi – il voto del diploma e della triennale, la media ponderata dei voti, il conseguimento dei crediti, la regolarità del percorso degli studi e l’obbligo di partecipare a percorsi formativi e professionalizzanti. Tale reddito, che  non terrebbe conto della condizione economica dello studente, è una sorta di premio per il privilegio. È più meritevole lo studente che studia la notte, si cucina e si lava i panni da fuori sede e non ha nessun laureato in famiglia, conseguendo la media del 26, oppure il figlio di papà titolato che ha tutti trenta e potrà assommare alla paghetta mensile quella del governo? L’articolo 34 della Costituzione parla della necessità di garantire ai “capaci e meritevoli” i gradi più alti dell’istruzione, ma specificando: “anche se privi di mezzi”. L’articolo 34 va infatti incrociato con l’articolo 3 (“è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini”). Ma le forze di governo, come si sa, non amano la Costituzione. Il secondo comma dell’articolo 3 della Costituzione italiana recita che  “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”. Contro questo principio cardine del costituzionalismo democratico del secondo dopoguerra, il 7 luglio scorso i senatori di Forza Italia hanno presentato un disegno di legge intitolato “disposizioni in materia di reddito di merito e di incentivo per l’eccellenza per studenti meritevoli”. La richiesta è di predisporre un “reddito di merito” mensile fra le 500 e le 1000 euro agli studenti considerando – con criteri molto selettivi – il voto del diploma e della triennale, la media ponderata dei voti, il conseguimento dei crediti, la regolarità del percorso degli studi e l’obbligo di partecipare a percorsi formativi e professionalizzanti. Tale reddito si aggiungerebbe alle borse di studio erogate  sulla base della condizione economica dello studente e dunque non terrebbe conto di quest’ultima. Il fine – dichiara la premessa al disegno di legge –  sarebbe quello di “rafforzare il sistema accademico”, “valorizzare il capitale umano” e rimuovere gli ostacoli che determinano la “fuga dei cervelli”. Il contributo sarebbe destinato a coprire i costi della vita universitaria come affitto, trasporti, libri, materiali di studio. Questa proposta si ispira ad analoghi provvedimenti già in via di attuazione nella regione Calabria (Presidente Occhiuto di Forza Italia) e in discussione al Consiglio regionale siciliano, sempre su iniziativa di Forza Italia. É improbabile che se ne veda l’attuazione, almeno in questa legislatura. Tuttavia è eclatante come i senatori post-berlusconiani non si siano posti il problema dei punti di partenza dei soggetti, così come avevano fatto i costituenti. Questa misura, lungi dal rimuovere gli ostacoli che impediscono agli studenti di rimanere sul territorio a spendere i propri titoli, prefigura una sorta di premio per il privilegio. Innumerevoli studi e statistiche mostrano l’incidenza sui risultati scolastici ed universitari del livello economico e culturale della famiglia di origine. Predisporre un reddito sulla base dei risultati scolastici e universitari, in un quadro sociale così segnato dalla diseguaglianza, significa rinforzare non il diritto allo studio, bensì l’élite: incrementare, cioè, i vantaggi della maggior parte dei beneficiati che in genere dispongono già del sostegno dei familiari. Nessun premio andrebbe invece, ad esempio, agli studenti (e sto pensando a persone in carne ed ossa) che dovendo lavorare regolarmente per mantenersi agli studi non possono raggiungere le medie del 28-30. È più meritevole lo studente che studia la notte, si cucina e si lava i panni da fuori sede e non ha nessun laureato in famiglia, conseguendo la media del 26, oppure il figlio di papà titolato che ha tutti trenta e potrà assommare alla paghetta mensile quella del governo? E se uno studente con media alta si ammala o contrae la depressione e perde il passo, che succede? Perde il reddito? Non si minaccerebbe la solidarietà fra i colleghi, dividendoli fra bravi-ricchi e scarsi-poveri? Pierre Bourdieu ha spiegato a tutti come i risultati scolastici e universitari per la maggior parte non dipendano dal merito di chi li consegue, ma siano la conferma di una pregressa situazione di privilegio, mentre i cattivi voti vadano viceversa a legittimare l’inferiorità degli altri, senza bisogno (quando va bene) di fare appello all’ereditarietà dell’intelligenza. Con altri strumenti, in Italia, idee affini le aveva rese familiari Don Milani. È vero che l’articolo 34 della Costituzione parla della necessità di garantire ai “capaci e meritevoli” i gradi più alti dell’istruzione, ma specificando: “anche se privi di mezzi”. I padri della Repubblica attingevano alle critiche dei socialisti e di Gramsci al classismo di Gentile: il fine era consentire ai “meritevoli” dei ceti sociali meno abbienti di accedere all’istruzione superiore. L’articolo 34 va infatti incrociato con l’articolo 3. Ma le forze di governo, come si sa, non amano la Costituzione. (Pubblicato su Il Manifesto)
September 4, 2026
ROARS
ANDISU al Forum CNEL-TER: diritto allo studio al centro delle politiche per le aree interne
“Le residenze universitarie sono un antidoto allo spopolamento e rafforzano il ruolo degli atenei nei territori”, ha affermato Emilio Di Marzio, presidente dell’Associazione Nazionale degli organismi per il Diritto allo Studio Universitario partecipando all’inaugurazione del Forum CNEL-TER “Territori, Economia, Rappresentanza” promosso dal Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro per favorire il dialogo tra istituzioni e reti rappresentative dei territori. Nel comunicato di ANDISU è riferito che alla prima riunione i rappresentanti delle reti aderenti al forum hanno condiviso esperienze, individuato le principali priorità strategiche e avviato un percorso di collaborazione finalizzato alla definizione di proposte comuni per rafforzare la competitività dei territori, migliorare la qualità dei servizi pubblici e sostenere la crescita delle comunità locali. L’incontro, cui è intervenuto Renato Brunetta, presidente del CNEL, ha coinvolto l’ANDISU come protagonista: “Una tra le reti istituzionali chiamate a contribuire ai lavori del Forum, ANDISU apporta l’esperienza degli enti per il diritto allo studio universitario e il contributo che questi offrono allo sviluppo sociale ed economico dei territori attraverso servizi, residenze universitarie e misure a sostegno degli studenti – è spiegato nel comunicato dell’Associazione Nazionale degli organismi per il Diritto allo Studio Universitario – La partecipazione al Forum CNEL-TER conferma il ruolo strategico del diritto allo studio universitario quale leva di sviluppo territoriale, capace di favorire l’accesso all’istruzione superiore, contrastare i divari geografici e sostenere la vitalità delle aree interne attraverso investimenti in servizi e infrastrutture dedicate agli studenti”. «Nelle aree interne gli enti per il diritto allo studio rappresentano spesso un vero antidoto allo spopolamento – ha evidenziato il presidente di ANDISU, Emilio Di Marzio – Contribuiamo a mantenere vive piccole università che esprimono un grande valore accademico e scientifico e che costituiscono un presidio economico e sociale fondamentale per i territori. Lo facciamo, in particolare, attraverso il potenziamento delle residenze universitarie. Grazie ai fondi del PNRR, negli ultimi due anni sono stati investiti circa 2 miliardi di euro nello sviluppo dell’housing universitario. Il dialogo costante con i rettori, soprattutto degli atenei delle aree interne, ci consentirà nell’arco del prossimo anno e mezzo di inaugurare un numero significativo di nuove residenze nell’entroterra italiano, rafforzando il ruolo delle università come motore di sviluppo, coesione e attrattività dei territori». Redazione Italia
July 21, 2026
Pressenza
La scuola è un’impresa – di Cristina Morini
Che i ragazzi odiano la scuola e amano il gioco lo dite voi. Noi contadini non ci avete interrogati […] Tutta la vostra cultura è costruita così. Come se il mondo foste voi.   Scuola di Barbiana, Don Lorenzo Milani, Lettera a una professoressa, Libera Editrice Fiorentina, 1967, p. 13. Forse il problema potrebbe [...]
May 18, 2026
Effimera
Finito il battibecco tra Rocca e Zingaretti. La mobilitazione degli universitari sblocca le borse di studio nel Lazio
I 6.452 studenti universitari risultati idonei ma non vincitori della borsa di studio, lasciati per mesi in attesa dalla Regione Lazio a guida di Fratelli d’Italia, riceveranno finalmente il contributo economico che gli spetta. È grazie alla mobilitazione che ha visto nella serata di ieri le tende di Cambiare Rotta […] L'articolo Finito il battibecco tra Rocca e Zingaretti. La mobilitazione degli universitari sblocca le borse di studio nel Lazio su Contropiano.
April 8, 2026
Contropiano
Lunedì 30 Marzo – Cena per sostenere una scuola in Cisgiordania
Lunedì 30 Marzo CENA PER SOSTENERE UNA SCUOLA IN CISGIORDANIA Contro censure e ddl Romeo, la scuola continua a parlare di guerre e genocidi. Cena vegetariana e vegana prenotazione entro il 28 marzo messaggio whatsapp al 3393430620 ASSEMBLEA SCUOLE PER LA PALESTINA ________________________________________________________ IL RAPPORTO CAMBRIDGE SULLE SCUOLE IN PALESTINA Il rapporto del centro REAL dell’Università di Cambridge, aggiornato nel 2026, descrive il sistema educativo di Gaza come ancora gravemente compromesso. Oltre il 90% delle scuole risulta danneggiato o distrutto e circa 700.000 studenti non hanno avuto accesso regolare all’istruzione, più di 18.000 persone, tra studenti e personale educativo, sono state uccise, mentre decine di migliaia sono rimaste ferite. Le condizioni di sfollamento, che coinvolgono oltre un milione di persone, e la crisi umanitaria rendono quasi impossibile la continuità didattica. L’aggiornamento sottolinea che le perdite educative equivalgono ormai a circa cinque anni di istruzione e che esiste un rischio concreto di “generazione perduta”. In questo contesto, diversi osservatori parlano di scolasticidio, indicando una distruzione sistematica dell’educazione. Il rapporto evidenzia infine l’urgenza di interventi internazionali per ricostruire scuole e garantire il diritto all’istruzione. Noi crediamo nella solidarietà internazionale tra popoli.
March 24, 2026
NextEmerson
Ristrutturazioni a Sant’Apollonia: quando tocca all’autogestione
Negli ultimi anni lə frequentatorə più assidue di Sant’Apollonia si saranno resə conto di non pochi cambiamenti all’interno del plesso, per quanto riguarda accessibilità e ristrutturazioni. Come è tipico in Italia, non si raggiunge la soglia minima per permettere il … Leggi tutto L'articolo Ristrutturazioni a Sant’Apollonia: quando tocca all’autogestione sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.