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Negli ultimi 5 anni, Israele ha ucciso 144 palestinesi nella Gerusalemme Occupata e ne ha arrestati 11.000
Gerusalemme. Un rapporto gerosolimitano ha documentato che le forze israeliane hanno ucciso 144 palestinesi nella Gerusalemme Occupata tra il 2021 e il 2025. I risultati sono stati descritti dal Governatorato di Gerusalemme come una forma di punizione collettiva e una grave violazione del diritto umanitario internazionale. Secondo il rapporto, pubblicato giovedì, il governatorato ha rivelato un’escalation sistematica che prende di mira i residenti palestinesi, le loro proprietà e i luoghi religiosi della città, parte di un modello più ampio di continue violazioni israeliane. Il rapporto afferma che “144 palestinesi sono stati uccisi nella Gerusalemme Occupata durante gli ultimi cinque anni, e Israele continua a trattenere i corpi di 51 palestinesi”, definendo ciò parte di una politica di punizione collettiva in violazione del diritto internazionale. Inoltre, sono stati registrati 11.555 arresti di gerosolimitani, inclusi bambini e donne, e 6.528 feriti causati dalle forze israeliane e dai coloni durante ripetute incursioni nei quartieri palestinesi. Per quanto riguarda la Moschea di al-Aqsa, il rapporto ha documentato 289.497 incursioni di coloni nei suoi cortili nel corso di cinque anni, di cui 74.114 solo nel 2025, come parte degli sforzi volti a imporre una nuova realtà e a modificare lo status quo storico del luogo sacro. In termini di distruzioni e sfollamenti, Israele ha effettuato 1.732 demolizioni e sgomberi di terreni prendendo di mira case e strutture palestinesi a Gerusalemme. Ha inoltre emesso 1.439 ordini di demolizione, confisca ed evacuazione, aggravando la crisi abitativa e sfollando numerose famiglie. Il rapporto ha inoltre documentato 1.467 attacchi di coloni contro palestinesi e le loro proprietà, insieme a migliaia di decisioni giudiziarie, tra cui 1.491 condanne al carcere e 2.386 ordini di espulsione, la maggior parte dei quali vietano agli individui l’accesso alla Moschea di al-Aqsa. Il Governatorato di Gerusalemme ha sottolineato che queste cifre riflettono una politica israeliana intenzionale volta a modificare la composizione demografica della città e a cancellare la presenza palestinese, in violazione del diritto e delle convenzioni internazionali. (Fonti: PIC e Quds News).
Notizie da Gerusalemme, da Gaza e dalla Cisgiordania, dallo Yemen… e da Genova
Il notiziario quotidiano di ANBAMED oggi riferisce che il Parlamento israeliano ha approvato una legge per l’interruzione definitiva di corrente elettrica e acqua alle sedi a Gerusalemme dell’UNRWA, che fornisce servizi a oltre 110˙000 rifugiati e gestisce due campi profughi: il campo di Shuafat e il campo di Qalandia, enti e istituzioni come l’Indian Corner Clinic all’ingresso di Bab al-Sahira e le scuole maschili e femminili di Gerusalemme, Sur Baher. ANBAMED inoltre riferisce che il consulente per i media dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi (UNRWA), Adnan Abu Hasna, ha affermato che 1,6 milioni di palestinesi nella Striscia di Gaza soffrono attualmente di livelli pericolosi o multipli di malnutrizione o insicurezza alimentare, poiché l’occupazione israeliana continua a ostacolare l’ingresso di rifornimenti umanitari essenziali per l’inverno. Il funzionario dell’UNRWA ha spiegato che il clima di bassa pressione ha causato lo sradicamento di migliaia di tende e l’allagamento di vaste aree residenziali da parte di acqua piovana e liquami e, sottolineando che la maggior parte delle cosiddette tende sono state montate alla rinfusa con pezzi di plastica e qualche pezzo di stoffa e non sono praticamente degne di essere vere tende in grado di proteggere i loro abitanti, che la gente di Gaza ha la sensazione che la guerra continui, ma in altri modi e forme, e ha affermato che il continuo deterioramento della situazione umanitaria, il numero crescente di malati e l’impossibilità di portare centinaia di tipi di generi alimentari e non alimentari, pezzi di ricambio per le stazioni fognarie e idriche, attrezzature mediche e medicinali, rappresentano inequivocabilmente della forme di ostilità bellica contro la popolazione civile. Contemporaneamente l’UNFPA / Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione ha lanciato un allarme per la situazione sanitaria in Yemen: “Sottolineando che anni di conflitto hanno portato i servizi di base del Paese sull’orlo del collasso e lasciato milioni di donne e ragazze in una situazione di estrema vulnerabilità, UNFPA ha riferito che ogni giorno in Yemen tre donne muoiono a causa di complicazioni prevenibili della gravidanza, che 6,2 milioni di donne e ragazze non hanno accesso ai servizi di protezione di base e che 7 milioni di persone in Yemen hanno urgente bisogno di supporto psicologico”. Ricordando che sono trascorsi “3 anni, 10 mesi e 5 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina”, sull’esito dei colloqui di Trump con Zelensky e Putin ANBAMED osserva che i commenti sono contrastanti e propone le analisi di Sergio Serra su un testo scritto nel 1943 da Vasilij Semënovič Grossman, un ebreo, nato in Ucraina – a Berdičev – nel 1905, che nell’agosto 1944 fu tra i primi a entrare nel campo di sterminio di Treblinka e a documentare l’olocausto. Dell’incontro di Trump con Netanyahu, ANBAMED riferisce che “non ha portato novità”: «Elogi reciproci e carinerie per coprire il vuoto di proposte concrete. Minacce a Hamas ed all’Iran condite con promesse di un futuro di pace nella regione con l’attuazione degli accordi di Abramo e tante armi da esportare alle monarchie del Golfo». Intanto * nella Striscia di Gaza proseguono le violazioni del cessate-il-fuoco da parte di Israele, “All’alba di oggi l’artiglieria ha bombardato Rafah in contemporanea con un raid aereo sulla stessa zona. L’aeronautica israeliana ha colpito il campo profughi di Maghazi, nel centro della Striscia. Carri armati israeliani hanno lanciato obici contro Deir Balah. Nel nord, aerei israeliani hanno colpito Beit Lahia”; * in Cisgiordania nella sola giornata di ieri sono stati effettuati 35 attacchi, “I più gravi sono avvenuti a Nablus, el-Bira, el-Khalil e Jenin. A Betlemme, un gruppo di coloni armati ha invaso un villaggio, devastando case e distruggendo raccolti agricoli. Hanno ridotto in fin di vita un anziano di 80 anni, Ibrahim Iybiayat, e suo nipote Mustafà di 14 anni. Come al solito, i soldati che hanno accompagnato gli aggressori non hanno mosso un dito. Nessuno di loro è stato arrestato…”; * in Italia, del proprio colloquio con lui nel carcere di Genova, gli avvocati di Mohammed Hannoun – Emanuele Tambuscio e Fabio Sommovigo – hanno riferito: “È stato molto lucido e preciso nel ricostruire tutti i passaggi dei finanziamenti e da domani cominceremo a studiarli nei dettagli. Ha sempre operato in maniera tracciabile e sempre con associazioni registrate, molte delle quali anche in Israele. Oggi chiarirà alcuni passaggi con la Gip rilasciando una dichiarazione spontanea, ma su nostro consiglio non si sottoporrà a interrogatorio, perché ancora non abbiamo ricevuto tutti gli atti depositati”. ANBAMED riferisce gli interventi del professor Montanari e del GAP / Giuristi e Avvocati per la Palestina e che a Genova, dove domani alla 1231° ora in silenzio per la pace verrà chiesto il suo rilascio , davanti al carcere dove Mohammed Hannoun è detenuto ieri si è svolta una “manifestazione di solidarietà con gli attivisti arrestati sulla base di documentazione e giurisprudenza israeliana”. ANBAMED / NL 1951 – 30 dicembre 2025 ANBAMED
Le autorità israeliane promuovono l’espansione dell’insediamento di Mishmar Yehuda a sud-est di Gerusalemme
Ramallah – WAFA. Il capo della Commissione per la Resistenza al Muro e agli Insediamenti, il ministro Muayyad Shaaban, ha dichiarato che le autorità di occupazione israeliane hanno pubblicato un nuovo piano per modificare i confini della cosiddetta “linea blu” dell’avamposto coloniale di Mishmar Yehuda, a sud-est della Gerusalemme occupata, in una pericolosa espansione degli insediamenti che consolida la politica israeliana di annessione strisciante sul terreno. In una dichiarazione rilasciata venerdì, Shaaban ha spiegato che le revisioni condotte dalla commissione indicano che le autorità di occupazione hanno approvato la trasformazione dell’avamposto di Mishmar Yehuda in un insediamento vero e proprio nel 2023, poco dopo la formazione del governo israeliano di estrema destra. Ha affermato che l’attuale decisione della squadra della “linea blu” di definire i confini del nuovo insediamento riflette l’intenzione di Israele di istituire un grande insediamento comprendente migliaia di unità abitative coloniali, nell’ambito di uno sforzo accelerato volto a rimodellare la geografia palestinese e a sottoporla a un sistema di insediamento coloniale e di apartheid. Shaaban ha osservato che i documenti della commissione mostrano che Mishmar Yehuda è stato incluso tra 11 avamposti approvati dal governo israeliano come insediamenti, nel febbraio 2023. Tra questi figurano Malachei Hashalom, per il quale 745 dunum sono stati dichiarati terra statale, nonché Avigail e Asael, per i quali sono stati emessi ordini di assegnazione dei terreni. Altri avamposti includono Givat Harel e Givat Haroeh, successivamente fusi e inseriti nel recente annuncio di 19 insediamenti, e Beit Hogla, per il quale è stato recentemente fatto avanzare un piano strutturale, oltre a Sde Boaz e Shaharit. Secondo documenti ufficiali pubblicati dall’esercito israeliano il 18 dicembre 2025, le autorità di occupazione hanno aggiunto circa 472 dunum all’area di controllo dell’insediamento, ne hanno esclusi 351,08 e hanno lasciato invariati 2.908 rispetto alla dichiarazione originale emessa il 1° ottobre 1982. In base a tale dichiarazione, centinaia di dunum delle terre di Abu Dis e Al-Sawahreh, a sud di Gerusalemme, sono stati classificati come terra statale. Shaaban ha avvertito che la nuova modifica approfondisce l’isolamento di Gerusalemme dalla Cisgiordania meridionale, collocando un ulteriore insediamento lungo il corridoio  Ma’ale Adumim–Kedar a est della città. L’espansione degli insediamenti è considerata illegale secondo il diritto internazionale, in particolare la Quarta Convenzione di Ginevra, ed è stata ripetutamente condannata dalle Nazioni Unite e dalla comunità internazionale.
Coloni prendono d’assalto il muro di Buraq e lanciano slogan per l’ebraizzazione a Gerusalemme in vista dell’Hanukkah
Gerusalemme/al-Quds. Centinaia di coloni israeliani hanno preso d’assalto il Muro di Buraq, a ovest della Moschea di al-Aqsa, domenica sera, alla vigilia della festa ebraica di Hanukkah, mentre slogan razzisti venivano proiettati sui muri di Bab al-Khalil (Porta di Giaffa) nella Gerusalemme occupata. Fonti locali di Gerusalemme hanno riferito che l’incursione è avvenuta sotto la stretta protezione delle forze di polizia di occupazione israeliane e ha visto la partecipazione del sindaco di Gerusalemme nominato da Israele, di un ex prigioniero israeliano e di diversi rabbini. L’incursione ha coinciso con i preparativi per quella che è nota come la “Festa delle Luci”, che inizia oggi e dura otto giorni. Le stesse fonti hanno riferito che gruppi di coloni hanno proiettato slogan inneggianti la giudaizzazione sulle mura storiche di Bab al-Khalil nell’ambito delle più ampie celebrazioni di Hanukkah, un’azione ampiamente considerata dai palestinesi come un tentativo di imporre il simbolismo religioso e politico ebraico nella città occupata. I coloni hanno anche eretto grandi installazioni della Stella di David e della menorah nell’area di Bab al-Jadid, intensificando ulteriormente le attività provocatorie in luoghi sensibili della città. Secondo fonti con sede a Gerusalemme, l’assalto al Muro di Buraq mirava ad accendere la prima candela di Hanukkah nelle immediate vicinanze del complesso della Moschea di Al-Aqsa, un’azione che i palestinesi avvertono essere parte di uno sforzo sistematico per alterare lo status quo storico e religioso. Allo stesso tempo, le organizzazioni di coloni hanno intensificato i loro appelli per incursioni di massa nella Moschea di Al-Aqsa durante Hanukkah, esortando i fedeli a effettuare incursioni quotidiane durante gli otto giorni di festa sotto la protezione delle forze di polizia di occupazione israeliane. Hanukkah è considerata una delle festività ebraiche più strettamente legate, nelle narrazioni religiose sioniste, al presunto “Tempio”. Durante la festività, gli ebrei commemorano quella che sostengono essere stata la riconsacrazione del tempio, con la menorah come simbolo centrale, accesa con una candela aggiuntiva ogni giorno per otto giorni. Funzionari e autorità religiose palestinesi hanno ripetutamente avvertito che tali attività fanno parte di una più ampia politica di giudaizzazione contro Gerusalemme e i suoi luoghi santi, che si sta svolgendo nel contesto del genocidio in corso contro il popolo palestinese a Gaza da parte di Israele e di una forte escalation di violazioni in tutta la Cisgiordania occupata. In un’altra incursione, gruppi di coloni israeliani hanno preso d’assalto il complesso della moschea di al-Aqsa, lunedì mattina, in concomitanza con le celebrazioni dei cosiddetti “gruppi del Tempio” per la festa ebraica di Hanukkah. Le forze di polizia d’occupazione israeliane hanno rafforzato le misure di sicurezza intorno alla moschea di al-Aqsa, erigendo posti di blocco e imponendo restrizioni per facilitare le incursioni dei coloni nel complesso. In risposta, gruppi palestinesi e autorità religiose hanno lanciato appelli diffusi alla mobilitazione e alla presenza costante nella moschea di al-Aqsa, esortando i palestinesi a contrastare i piani dell’occupazione e le continue violazioni dei coloni contro il luogo sacro, perpetrate sotto la protezione delle forze di occupazione israeliane. (Fonti: PIC e agenzie).
350 coloni israeliani invadono la Moschea di Al-Aqsa mentre un rabbino affigge un rotolo della Torah alla Porta dei Mercanti di Cotone
Gerusalemme/al-Quds-PIC. Giovedì, circa 350 coloni israeliani hanno fatto irruzione nei cortili della Moschea di Al-Aqsa sotto la protezione delle forze di polizia israeliane, mentre un rabbino ha affisso un rotolo della Torah a uno dei cancelli storici della Moschea. Secondo il Governatorato di Gerusalemme, gruppi di coloni hanno eseguito rituali vicino alla Cupola della Roccia e hanno effettuato tour provocatori in tutto il complesso. Un rabbino ha inoltre installato quello che le autorità hanno descritto come un rotolo della Torah “distorto” sulle pietre di Bab al-Qattanin (la Porta dei Mercanti di Cotone), una delle entrate occidentali di Al-Aqsa. In una breve dichiarazione, il governatorato ha detto che il rabbino sosteneva che il rotolo, noto come “mezuzah”, fosse destinato a portare “benedizione e protezione”. Il governatorato ha aggiunto che questo atto non è senza precedenti; rotoli simili erano già stati fissati su due porte di Gerusalemme, la Porta di Al-Khalil e la Porta dei Leoni. La Moschea di Al-Aqsa è soggetta a incursioni quasi quotidiane da parte dei coloni, tranne il venerdì e il sabato, weekend ufficiale in Israele, durante le ore del mattino e del pomeriggio. Queste ripetute irruzioni sono ampiamente considerate tentativi di imporre una divisione temporale e spaziale nel sito sacro. Le autorità locali avvertono che queste azioni fanno parte di un più ampio sforzo israeliano volto a cancellare l’identità islamica e storica di Gerusalemme e a minare la sovranità musulmana sulla Moschea di Al-Aqsa. Gli attivisti di Gerusalemme continuano a chiedere ai palestinesi della città santa e all’interno della Linea Verde di mantenere una forte presenza nel complesso per contrastare i piani dei coloni e di Israele, ribadendo che la Moschea è una linea rossa. Nel frattempo, le forze di polizia israeliane continuano a imporre severe restrizioni ai fedeli palestinesi che entrano nella Moschea, inclusi controlli dei documenti e la confisca delle carte d’identità ai cancelli, irrigidendo ulteriormente le restrizioni ai fedeli e a coloro che mantengono la presenza nel sito. Traduzione per InfoPal di F.L.
Israele demolisce strutture e terreni nelle cittadine gerosolimitane
Gerusalemme/al-Quds. Lunedì mattina, le autorità di occupazione israeliane (IOA) hanno demolito strutture e impianti commerciali di proprietà palestinese a Gerusalemme Est. Secondo fonti locali, le IOA hanno demolito tre strutture commerciali nella cittadina di Hizma, a nord-est di Gerusalemme, tra cui un autolavaggio e un negozio di accessori per auto appartenenti a Mohamed Abu Sabah, al fine di ampliare una strada per coloni. Le fonti hanno riferito che le forze di polizia israeliane hanno colpito i residenti locali con lacrimogeni durante l’operazione di demolizione nella cittadina di Hizma, aggiungendo che diversi cittadini, tra cui bambini e donne, hanno sofferto per l’inalazione di gas. Bulldozer israeliani, scortati da forze di polizia, hanno inoltre distrutto strutture, un parco e un campo da pallavolo nella cittadina palestinese di Mikhmas, a nord-est di Gerusalemme. I bulldozer hanno spianato porzioni di terreno agricolo, raso al suolo recinzioni e sradicato alberi nella stessa area della cittadina di Mikhmas. (Fonti: PIC, Quds News).
Peacewalk to Jerusalem – il cammino di pace più lungo del mondo
Partecipa per un giorno, una settimana, un mese, o per l’intera cammino dall’Europa a Al-Quds/Gerusalemme Connettiti al Peace Walk dall’Europa a Gerusalemme (2026-2027) e aiutaci a realizzarlo! La Peacewalk è un movimento che invita persone da tutto il mondo a camminare insieme in un comune appello alla pace e a scoprire cosa significhi la vera pace. Si tratta di un pellegrinaggio collettivo dai confini più remoti d’Europa ad Al-Quds/Gerusalemme, seguendo la famosa Via di Gerusalemme, il cammino di pace più lungo del mondo. Tutti possono partecipare per un’ora, un giorno o una settimana dell’intera camminata. Questo pellegrinaggio rappresenta un impegno per la pace attraverso esperienze e comprensioni condivise. Scopo e motivazione: l’iniziativa affronta il senso di impotenza di fronte alla terribile situazione in Palestina e Israele e alla divisione che essa causa in tutto il mondo. Le Peacewalk sono state nella storia la resistenza dei deboli. Questa Peacewalk mira a imparare dai costruttori di pace palestinesi e israeliani e a sostenere il loro lavoro allo stesso tempo. Inoltre, è un luogo in cui i cittadini di questo mondo si dedicano a imparare cosa significhi costruire la pace. Camminare insieme promuove il dialogo e la comprensione, consentendo ai partecipanti di riflettere, connettersi e apprendere l’essenziale lavoro di riconciliazione. Agli esperti verrà chiesto di condividere le lezioni apprese lungo il cammino. Se la guerra in Israele e Palestina può dividere il mondo, i costruttori di pace possono unirlo. Obiettivi 1. Promuovere la pace: dimostrare l’azione non violenta e il dialogo come strumenti di risoluzione dei conflitti. 2. Creare connessioni: unire costruttori di pace, leader della comunità e partecipanti. 3. Sensibilizzare: evidenziare la necessità di processi sostenibili di giustizia e pace. 4. Promuovere l’apprendimento: interagire con esperti, artisti e attivisti attraverso discussioni e conferenze. Caratteristiche principali ● Un festival della pace lungo un anno: musica, eventi, incontri lungo il percorso! ● Una scuola della pace lunga un anno: incontri con costruttori di pace e leader della riconciliazione. ● Una raccolta fondi lunga un anno: raccogliere fondi per gli sforzi di pace tra palestinesi e israeliani. ● Chiamata all’azione ● Investire nella pace: impegnarsi per la riconciliazione e la diplomazia. ● Riconoscere le voci locali: sostenere gli sforzi di pace dal basso. ● Praticare la Pace: la costruzione della pace è un’abilità che si può apprendere. Ispirazione e Visione Ispirata da sostenitori della pace come Maoz Inon e Aziz Abu Sarah, Hamze Awawde e Magen Inon, Women of the Sun e Women Wage Peace, e da iniziative come la Marcia Civile per Aleppo e le proteste silenziose francesi, nonché le Marce Civili di Martin Luther King. Logistica ● Percorso: vari punti di partenza in tutta Europa, tutti lungo la Via di Gerusalemme (jerusalemway.org), che culmina a Gerusalemme. ● Ritmo: 15-25 km al giorno per l’accessibilità. ● Auto-organizzazione: ogni camminatore è un pellegrino, responsabile del proprio percorso, supportato dai team nazionali e dagli altri camminatori. ● Collaborazioni: La Peacewalk è promossa da Stichting PopUpWerk (guidata da Rikko Voorberg), dal team JERUSALEMWAY (guidato da Johannes Aschauer) e dal team Glocalspirit. Abbiamo ricevuto questo appello, e pensato di inserire nel percorso anche Trieste. L’input è arrivato da oltre confine … Un primo Peace Walk è giunto in città da Fiume in Croazia nel 2024, da qui è giunto fino Lubiana da dove è ripartito per Fiume. Quindi è arrivata la proposta di Rikko un attivista olandese, ispirata alle coraggiose attività per la pace e la dignità attuate in Palestina, Israele e tutto il mondo: camminare di villaggio in villaggio per migliaia di chilometri fino ad Al-Quds (la città santa in arabo) o Yerushalayim (città della pace in ebraico). Ispirazione giunta sia prima che durante grandi iniziative nonviolente di opposizione al genocidio come la Freedom Sumud Flotilla, che ha creato una fervente ondata di opposizione alla guerra. Di qui è iniziata la messa in opera di un tratto del Peace Walk to Jerusalem nell’area di Alpe Adria; ipotizzando un percorso che da Lubiana, o fors’anche dall’Austria conduca a Trieste, a Koper-Capodistria e Fiume-Rijeka, proseguendo per Mrkopalj dove trent’anni fa nacque la Scuola di pace in tempo di guerra, per Bihač punto di passaggio dei migranti nella Rotta balcanica, fino alla multietnica Sarajevo, dove congiungersi coi camminanti del resto del continente. Nei Balcani alla ricerca della pace interiore, della riconciliazione nella comunità, della partecipazione agli sforzi politici per la pace camminando insieme, offrendo e ricevendo ospitalità e promuovendo iniziative sulla via di pellegrinaggio più lunga del mondo. Ricordando le migliaia di italiani attivatisi verso i Balcani trent’anni fa abbiamo pensato di proporre un tratto italiano del Peace Walk – che negli auspici potrebbe collegarsi a quello franco-spagnolo – iniziando dal coinvolgere il coordinamento della Marcia Mondiale per la pace e la nonviolenza le cui attività del 2026 sono contigue al Peace Walk to Jerusalem. Siamo coscienti che i territori da attraversare sono altamente problematici; basta pensare al Kosovo, parti della Turchia e soprattutto Siria. Sappiamo che Israele potrebbe impedire di raggiungere Gerusalemme. E confidiamo nella continuazione della mobilitazione popolare in corso per riuscire ad affrontare tutte queste situazioni. Qui il link al sito del Peace Walk to Jerusalem in lingua inglese per maggiori informazioni https://peacewalk.info Nell’immagine sopra la mappa con la scansione temporale delle partenze finora previste. Alessandro Capuzzo Redazione Friuli Venezia Giulia
Israele approva l’espansione illegale degli insediamenti coloniali a Gerusalemme Est
Gerusalemme/al-Quds – Al Mayadeen. Israele ha approvato la costruzione di 1.300 nuove unità abitative nel blocco di Gush Etzion, a sud di Gerusalemme/al-Quds Est, in quella che segna un’altra importante escalation nell’espansione illegale degli insediamenti in tutta la Cisgiordania occupata. Secondo l’agenzia israeliana Channel 14, la decisione è stata approvata all’unanimità all’inizio di questa settimana dal Comitato Speciale per la Pianificazione e l’Edilizia che sovrintende agli insediamenti di Gush Etzion, con particolare attenzione al quartiere di Har HaRusim, situato vicino all’insediamento di Alon Shvut, a sud-ovest di al-Quds/Gerusalemme Est. Il piano prevede non solo alloggi, ma anche la costruzione di scuole, strutture pubbliche, parchi e un importante centro commerciale destinato a servire gli insediamenti limitrofi. Il Consiglio Regionale di Gush Etzion ha accolto con favore la decisione come una risposta alla crescente domanda di insediamento da parte dei coloni nella zona. L’annuncio arriva pochi giorni dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha respinto le preoccupazioni sulle azioni di “Israele” in Cisgiordania, affermando: “Non preoccupatevi per la Cisgiordania. Israele non farà nulla con la Cisgiordania”, durante una conferenza stampa del 24 ottobre. Le dichiarazioni di Trump sono arrivate mentre la Knesset israeliana approvava in via preliminare due progetti di legge volti ad annettere la Cisgiordania occupata e il blocco di insediamenti di Ma’ale Adumim. Tali misure isolerebbero al-Quds/Gerusalemme Est dai suoi dintorni palestinesi e dividerebbero la Cisgiordania in due regioni separate, minando la possibilità di uno stato palestinese contiguo. Spinta sugli insediamenti in vista delle elezioni. Martedì, Yedioth Ahronoth ha riferito che il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha accelerato la costruzione di insediamenti e l’esproprio di terreni in Cisgiordania, con l’obiettivo di stabilire “fatti sul campo” irreversibili prima delle elezioni della Knesset del prossimo anno. Dal ritorno del governo del primo ministro Benjamin Netanyahu, alla fine del 2022, “Israele” ha avanzato piani per circa 48.000 unità di insediamento, con una media di 17.000 unità all’anno, un ritmo mai visto nelle precedenti amministrazioni. Ad agosto, l’occupazione ha approvato il controverso piano di insediamento E1, che prevede la costruzione di 3.400 unità vicino a Ma’ale Adumim. I critici avvertono che l’E1 separerebbe la Cisgiordania settentrionale e meridionale, isolando ulteriormente al-Quds/Gerusalemme orientale e infliggendo quello che molti considerano il colpo di grazia alla già compromessa soluzione dei due stati. Le Nazioni Unite e un ampio consenso internazionale hanno ripetutamente affermato che gli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati sono illegali ai sensi del diritto internazionale, in particolare della Quarta Convenzione di Ginevra. Inoltre, l’organizzazione per i diritti umani Peace Now ha descritto il piano E1 come un “colpo fatale” per lo Stato palestinese, osservando che la sua attuazione renderebbe quasi impossibile la creazione di uno Stato palestinese sostenibile. Inoltre, i palestinesi insistono sul fatto che al-Quds Est sia la capitale del loro futuro Stato, sulla base di risoluzioni internazionali che respingono la legittimità dell’occupazione israeliana del 1967 e della sua annessione della città nel 1980. Il piano E1 di “Israele” si riferisce a un progetto di sviluppo in Cisgiordania, dove il governo israeliano intende costruire migliaia di unità abitative e infrastrutture su un tratto di terreno di 12 chilometri quadrati noto come E1, adiacente all’insediamento di Ma’ale Adumim, appena a est di al-Quds occupata. La proposta, ripresa e avanzata nel 2025, mira a collegare più strettamente Ma’ale Adumim ad al-Quds/Gerusalemme occupata, circondando al contempo la Città con insediamenti residenziali, industriali e commerciali israeliani. Traduzione per InfoPal di F.F.
Israele si muove per sottrarre il quartiere di Sheikh Jarrah nella Gerusalemme Est occupata
Gerusalemme occupata – MEMO. Il governo israeliano ha adottato nuove misure per affermare il proprio controllo sul quartiere di Sheikh Jarrah, nella Gerusalemme Est occupata, e sfrattare i residenti palestinesi, ha dichiarato mercoledì un’organizzazione israeliana, secondo quanto riportato da Anadolu. In un rapporto intitolato “Strangolare Sheikh Jarrah: nuovi strumenti per il controllo israeliano e lo sfratto dei palestinesi”, l’organizzazione Ir Amim ha affermato che il governo israeliano è entrato in una “nuova e pericolosa fase” nei suoi tentativi di dominare uno dei quartieri più simbolici di Gerusalemme Est. “Israele sta ora utilizzando strumenti legali, urbanistici e amministrativi senza precedenti per raggiungere lo stesso obiettivo: sfrattare i residenti palestinesi e consolidare la presenza degli insediamenti nel cuore del quartiere”, ha affermato. Tra queste misure, il rapporto cita “progetti di riqualificazione urbana su larga scala, tra cui circa 2.000 unità abitative per coloni israeliani illegali, escludendo completamente i residenti palestinesi”. Ha inoltre rilevato “gli sforzi di registrazione dei terreni in alcuni appezzamenti, consentendo agli enti governativi e ai coloni di registrarli a loro nome, nonché la confisca e la riassegnazione di spazi pubblici a istituzioni religiose ebraiche e progetti nazional-religiosi”. Ir Amim ha definito questi meccanismi una “strategia coordinata per trasformare Sheikh Jarrah da un vivace quartiere palestinese in un’area frammentata dominata dagli insediamenti israeliani”. Sfollamento palestinese. Il ricercatore israeliano Aviv Tatarsky di Ir Amim ha affermato che le misure governative fanno parte degli sforzi di Tel Aviv per affermare il proprio controllo sul quartiere. “Ciò a cui stiamo assistendo a Sheikh Jarrah rappresenta una nuova fase negli sforzi di Israele per consolidare il controllo su Gerusalemme Est”, ha affermato. “Dopo anni di tentativi falliti da parte dei gruppi di coloni di sfrattare i residenti, Israele stesso ora guida gli sforzi utilizzando nuovi strumenti legali, amministrativi e di pianificazione per consolidare la presenza israeliana e spingere i palestinesi ad andarsene. “Ciò che sta accadendo a Sheikh Jarrah non si limita a un solo quartiere; riflette una politica governativa volta a rimodellare l’intera città”. Organizzazioni di coloni sostenute dal governo stanno cercando di sfrattare centinaia di palestinesi dalle case in cui hanno vissuto dagli anni ’50. I coloni sostengono che la terra appartenesse a ebrei prima del 1948, cosa che i residenti palestinesi negano. Negli ultimi anni, coloni illegali hanno sequestrato case nel quartiere di Sheikh Jarrah e continuano a cercare ulteriori proprietà per fondare insediamenti. Per i palestinesi, Gerusalemme Est è la capitale di un futuro stato palestinese, mentre Israele sostiene, illegalmente, che l’intera città sia la sua capitale. Le misure di Sheikh Jarrah fanno parte di una più ampia ondata di escalation israeliana nella Cisgiordania occupata, dove negli ultimi due anni sono stati uccisi 1.062 palestinesi, circa 10.000 sono stati feriti e oltre 20.000 arrestati, tra cui 1.600 bambini. In una storica sentenza dello scorso luglio, la Corte Internazionale di Giustizia ha dichiarato illegale l’occupazione israeliana del territorio palestinese e ha chiesto l’evacuazione di tutti gli insediamenti in Cisgiordania e a Gerusalemme Est.
Centinaia di coloni hanno profanato la Moschea di Al-Aqsa a Gerusalemme
Gerusalemme Occupata – PIC. Giovedì mattina, decine di coloni estremisti hanno profanato il complesso della Moschea di Al-Aqsa nella Gerusalemme Occupata, sotto la stretta sorveglianza della polizia. Fonti locali hanno riferito che 1.140 coloni ebrei estremisti hanno preso d’assalto la Moschea di Al-Aqsa, la mattina del terzo giorno della festività di Sukkot. Secondo fonti dei media gerosolimitani, decine di coloni si sono esibiti in danze e canti alle porte della Moschea di Al-Aqsa e nella zona orientale del luogo sacro. La polizia d’occupazione israeliana ha continuato anche oggi ad adottare ampie misure di sicurezza intorno al luogo sacro islamico e nella Città Vecchia di Gerusalemme, con un gran numero di forze a protezione delle violazioni dei coloni. Gli agenti israeliani hanno scortato i coloni mentre si muovevano nei cortili della Moschea, creando un’atmosfera di tensione in un luogo storicamente sensibile come Gerusalemme Est. Nel frattempo, ai fedeli musulmani è stato negato l’accesso al loro luogo sacro islamico durante i tour dei coloni, mentre molti altri non hanno potuto entrare nella città santa o muoversi per le sue strade. Mercoledì, oltre 1.300 coloni hanno invaso i cortili della moschea di al-Aqsa, la mattina del secondo giorno della festività di Sukkot.